Spese scolastiche dei figli: la detrazione fiscale

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Le spese scolastiche sostenute per i figli danno diritto ad una detrazione IRPEF del 19%. Detraibili le spese di iscrizione, costi per gite scolastiche, assicurazione della scuola, e contributi finalizzati all’ampliamento dell’offerta formativa (corsi di lingua, teatro, etc). Non sono detraibili i libri scolastici e la cancelleria. Spese scolastiche detraibili nel 730 e nel modello Redditi PF.

Una delle spese più ingenti che tutte le famiglie con figli si trovano ad affrontare ogni anno riguarda le spese scolastiche.

Da qui è importante capire bene quali di queste spese è possibile utilizzare per ricevere un agevolazione fiscale in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi.

Il legislatore fiscale permette, ma solo con il rispetto di precise condizioni, la possibilità di detrarre dall’imposta complessiva alcune tipologie di spese legate alle attività scolastiche dei figli.

In questa mi occuperò della detrazione fiscale legata alle spese scolastiche dei figli. Vediamo tutte le informazioni utili per la dichiarazione dei redditi.

spese scolastiche

Naturalmente le condizioni da rispettare sono rigide, e volte difficilmente comprensibili razionalmente, ma si sa, il fisco è un mondo a parte, e bisogna imparare a conviverci al meglio.


DETRAZIONE PER FREQUENZA SCOLASTICA MODELLO 730

La lettera e-bis), del comma 1, dell’articolo 15 del DPR n 917/86 prevede la detrazione fiscale del 19% per le spese legate alla frequenza scolastica dei figli.

In particolare, la detrazione fiscale spetta:

per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62

E’ prevista, quindi, la detrazione fiscale del 19% per le spese scolastiche sostenute per la frequenza delle seguenti tipologie di istituto sia per istituti statali pubblici, che per istituti paritari privati.

Si tratta di:

  • Scuole dell’infanzia (c.d. “scuola materna“);
  • Scuole del primo ciclo di istruzione. Rientrano in questa categoria la scuola primaria, per un ciclo di 5 anni e la scuola secondaria di primo grado, per un ciclo di 3 anni;
  • Scuole secondarie di secondo grado. Si tratta del ciclo scolastico della durata di 5 anni.

Limite e tipologia di scuola ammesse

La detrazione fiscale del 19% per spese scolastiche legate alla frequenza è consentita nel limite di € 786,00 annue per alunno o studente.

La detrazione spetta in relazione alle spese per la frequenza di scuole materne, scuole elementari, medie e superiori sia statali sia paritarie private e gestite da enti locali.

Detrazione per spese scolastiche per gli istituti musicali

La detrazione spetta anche in caso di iscrizione ai corsi istituiti in base all’ordinamento antecedente il DPR n 212/2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati.

I nuovi corsi di formazione istituiti dal DPR n. 212/2005 possono, invece, considerarsi equiparabili alle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari (rigo E8/E10, codice 13 del modello 730).

Tipologia di spesa agevolabile

Tra le spese ammesse alla detrazione rientrano, in quanto connesse alla frequenza scolastica:

  • Le tasse a titolo di iscrizione e di frequenza scolastica;
  • I contributi obbligatori;
  • I contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici.

Spese scolastiche per mensa e gite degli studenti

Tra i contributi volontari e le erogazioni liberali deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica rientrano anche le seguenti tipologie di spese scolastiche.

La mensa scolastica

Sono spese agevolabili i servizi scolastici integrativi quali l’assistenza al pasto e il pre e post scuola (Risoluzione n 68/2016).

Le spese sostenute per il servizio di mensa scolastica sono detraibili in quanto comprese tra quelle “per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado”.

Ovvero trattasi delle spese previste dall’articolo 15, comma 1,lett.e-bis) del DPR n. 917/86.

In particolare, come chiarito dalla Circolare 18/E 2016 tali spese sono detraibili anche se il servizio è reso per il tramite del Comune o di altri soggetti terzi rispetto alla scuola.

Ai fini della detrazione, la spesa per la mensa scolastica può essere documentata:

  • Mediante la ricevuta del bollettino postale;
  • Mediante la ricevuta del bonifico bancario;
  • Oppure, mediante attestazione, rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento o dalla scuola, che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno. Ed i dati dell’alunno o studente nel caso in cui per l’erogazione del servizio è previsto il pagamento: in contanti, con altre modalità (come per esempio il bancomat) o con l’acquisto di buoni mensa in formato cartaceo o elettronico.

In ogni caso, il documento giustificativo di pagamento deve:

  • Essere intestato al soggetto destinatario del pagamento (la scuola, il Comune altro fornitore del servizio);
  • Deve riportare nella causale:
    • L’indicazione del servizio mensa,
    • La scuola di frequenza
    • Infine, il nome e cognome dell’alunno.

Per tali spese la detrazione spetta anche quando il servizio è reso per il tramite del Comune o di altri soggetti terzi rispetto alla scuola. Questo anche se non è stato deliberato dagli organi di istituto essendo tale servizio istituzionalmente previsto dall’ordinamento scolastico per tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Vedi Circolare n 18/E/2016 risposta 2.1.

Le gite scolastiche

Rientrano tra le spese scolastiche agevolabili le gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto.

Si tratta, ad esempio, dei corsi di lingua, teatro, ecc., svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza.

Se le spese sono pagate alla scuola, i soggetti che prestano l’assistenza fiscale non devono richiedere al contribuente la copia della delibera scolastica che ha disposto tali versamenti.

La delibera va richiesta, invece, nel caso in cui la spesa per il servizio scolastico integrativo non sia sostenuta per il tramite della scuola, ma sia pagata a soggetti terzi (ad es: all’agenzia di viaggio).

Spese scolastiche non detraibili

La detrazione per spese di istruzione non spetta per le spese relative a:

  • L’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado (Circolare 02.03.2016 n. 3/E, risposta 1.15);
  • Il servizio di trasporto scolastico. In quanto si tratta di un servizio alternativo al trasporto pubblico per il quale non è attualmente prevista alcuna agevolazione (Risoluzione 04.08.2016 n. 68/E).

Limite di detraibilità delle spese per la frequenza scolastica

La detrazione fiscale per le spese scolastiche legate alla frequenza, è calcolata su un importo massimo di € 786,00 per l’anno 2018 per alunno o studente, da ripartire tra gli aventi diritto.

La detrazione per spese di istruzione non è cumulabile con quella prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-octies) del DPR n 917/86. Si tratta della detrazione per erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici.

In pratica, scegliendo la detrazione per frequenza, non è possibile fruire anche della detrazione per erogazioni liberali agli istituti scolastici.

Tuttavia, tale incumulabilità deve essere riferita al singolo alunno. Pertanto, ad esempio, il contribuente che ha un solo figlio e fruisce della detrazione per frequenza non può fruire anche di quella prevista per le erogazioni liberali.

Il contribuente con due figli se per uno di essi non si avvale della detrazione per le spese di frequenza scolastica può avvalersi della detrazione per le erogazioni liberali.

Spese di istruzione nella Certificazione Unica

Nel limite di spesa agevolabile di € 786,00 devono essere comprese anche le spese indicate nella Certificazione Unica (punti da 341 a 352) con il codice 12.

Non possono essere indicate le spese sostenute dal contribuente che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro. Rimborso avvenuto in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella Certificazione Unica (punti da 701 a 706) con il codice 12.

La detrazione spetta comunque sulla parte di spesa non rimborsata.

Spese per la frequenza scolastica: documentazione da conservare

Al fine del riconoscimento dell’onere legato al sostenimento delle spese scolastiche il contribuente deve esibire e conservare:

  • Le ricevute o
  • Le quietanze di pagamento

recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso dell’anno.

Le spese sostenute per la mensa scolastica possono essere documentate mediante la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario.

Il documento deve essere intestato al soggetto destinatario del pagamento – sia esso la scuola, il Comune o altro fornitore del servizio – e deve riportare nella causale l’indicazione del servizio mensa, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno.

Se per l’erogazione del servizio è previsto il pagamento in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) o l’acquisto di buoni mensa in formato cartaceo o elettronico, la spesa potrà essere documentata mediante attestazione.

Si tratta di attestazione rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento o dalla scuola, che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno o studente.

L’attestazione e la relativa istanza sono esenti dall’imposta di bollo, purché indichino l’uso per il quale sono destinati.

Non è possibile integrare il documento di spesa con i dati mancanti relativi all’alunno o alla scuola (Circolare 06.05.2016 n. 18/E, risposta 2.1).


DETRAZIONE PER AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA NEL MODELLO 730

Ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera i-octies) del DPR n. 917/86, sono detraibili, sempre nella misura del 19% della spesa sostenuta (ma senza limite di importo), le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Si tratta di istituti statali e paritari senza scopo di lucro appartenenti al sistema nazionale di istruzione di cui alla Legge n. 62/2000. La detrazione è ammessa anche in favore delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università, finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e universitaria e all’ampliamento dell’offerta formativa.

La detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento quali bancomat, carte di credito prepagate, assegni bancari e circolari.

Ai fini della detraibilità sono agevolabili esclusivamente i contributi volontari consistenti in erogazioni liberali finalizzati:

  • All’innovazione tecnologica (ad esempio acquisto di cartucce stampanti);
  • All’edilizia scolastica (ad esempio pagamento piccoli e urgenti lavori di manutenzione o di riparazione);
  • Oppure, all’ampliamento dell’offerta formativa(ad esempio l’acquisto di fotocopie per verifiche o approfondimenti).

Nella detrazione del 19% per le spese di istruzione dei figli rientrano anche i costi per gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola. In generale ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa (ad esempio corsi di lingua, teatro) deliberato dagli organi d’istituto.

Per ottenere la detrazione è necessario compilare il quadro oneri della dichiarazione con il codice 31.

Come anticipato tale detrazione è incompatibile con quella legata alla frequenza scolastica.


DETRAZIONE PER SPESE UNIVERSITARIE NEL MODELLO 730

La lettera e) dell’articolo 15, comma 1, del DPR n 917/86  prevede la possibilità di detrarre dall’IRPEF il 19% delle c.d.spese universitarie“.

Ovvero:

le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali. In misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali

Sulla base di quanto disciplinato dall’articolo 15, comma 1, lettera e) del DPR n 917/86, è possibile portare in detrazione le spese universitarie, nelle seguenti misure:

  • L’intera spesa sostenuta per la frequenza di università statali;
  • Per le università non statali la spesa detraibile sarà determinata in misura non superiore a quella stabilità annualmente da ciascuna facoltà con specifico decreto ministeriale.

Sono quindi detraibili le spese sostenute nel periodo di imposta, anche se riferibili a più anni, per la frequenza di corsi di istruzione secondaria, universitaria e di specializzazione universitaria, tenuti presso istituti o università italiane o straniere, pubbliche o private.

Inoltre, sono detraibili sia le tasse di immatricolazione ed iscrizione, anche se riferibili a più anni (compresi gli anni fuori corso) che le soprattasse per esami di profitto e di laurea.

Infine, allo stesso modo sono detraibili le spese di iscrizione ai singoli corsi di laurea.

Tetto massimo detraibile spese universitarie

In dettaglio, in relazione ai corsi di laurea, i limiti, indicati nella seguente tabella, variano a seconda dell’area geografica nella quale è ubicata l’università e dell’area disciplinare cui appartiene il corso d’istruzione:

Area disciplinare corsi istruzione Nord Centro Sud e isole
Medica € 3.700 € 2.900 € 1.800
Sanitaria € 2.600 € 2.200 € 1.600
Scientifico-Tecnologica € 3.500 € 2.400 € 1.600
Umanistico-sociale € 2.800 € 2.300 € 1.500

DETRAZIONE PER CANONI DI LOCAZIONE PER STUDENTI FUORI SEDE

Anche le spese sostenute per i canoni di locazione e affitto delle abitazioni degli studenti fuori sede sono spese scolastiche detraibili.

Le spese per canoni di locazione sostenuti da studenti sono detraibili nella misura del 19% dal reddito imponibile IRPEF. Questo a condizione che la scuola o l’università disti almeno 100 Km dalla propria residenza e nei limiti di € 2.633,00.

Per il calcolo dei 100 Km devi prendere in considerazione tutte le distanze percorribili per arrivare a destinazione dal domicilio fiscale (quello dove ha sede il nucleo familiare che ha a carico lo studente). Quindi devi prendere in considerazione reti ferroviarie, autobus, autostrade e simili.

Va da sé che qualora la famiglia dimostri che l’utilizzo o il costo di uno di questi mezzi renderebbe gravoso per la famiglia il sostenimento del costo anche un trasporto ferroviario seppur possibile potrebbe in via ipotetica essere scartato.

Tali spese devono essere indicate nel quadro RP del modello Redditi PF ai righi 17, 18 e 19 (altre spese) indicando il codice 18.

Per approfondire: Locazione per studenti universitari: detrazione fiscale


DETRAZIONE PER ASILI NIDO NELLE SPESE SCOLASTICHE

Possono essere detratte dall’IRPEF, nella misura del 19% le spese sostenute per la frequentazione ed il pagamento delle rette mensili degli asili nido sia pubblici sia privati.

La detrazione è ammessa nel limite di € 632,00 annue per ogni figlio.

La detrazione fiscale è stata è valevole sia per asili nido pubblici che privati.

L’importo detraibile che è possibile portare a riduzione dell’IRPEF è pari al 19% di € 632,00 quindi al massimo € 120 annue per figlio.

Per usufruire della detrazione è necessario mantenere la tracciabilità della spese, tramite bonifico o tramite ricevuta fiscale dell’asilo. 

La retta, invece, per la scuola materna, ossia l’asilo (non il nido) non potranno essere detratte dalla dichiarazione dei redditi.

Tali spese devono essere indicate nel quadro RP del modello Redditi ai righi 17, 18 e 19 (altre spese) indicando il codice 33.


ALTRE SPESE SCOLASTICHE DETRAIBILI DAL 730

Dottorati di ricerca

Spesa detraibile.

Infatti, il dottorato di ricerca rappresenta un titolo conseguito a seguito di uno specifico corso previsto dall’ordinamento universitario. Questo per consentire ai laureati di acquisire un grado di preparazione necessaria per svolgere attività di ricerca di alta qualificazione.

Pertanto, anche i corsi di dottorato di ricerca possono considerarsi “corsi di istruzione universitaria” al fine di poter usufruire della detrazione.

Si tratta di una conclusione coerente con la precedente prassi amministrativa che ha riconosciuto la detrazione per le spese di iscrizione ai corsi di perfezionamento, ai corsi di specializzazione e ai master post universitari, contemplati, insieme ai dottorati, dall’art. 3 del decreto n. 270/2004 tra i titoli e i corsi di studio universitari (risoluzione n. 11/E/2010).

Frequentazione di master

Spesa detraibile, a condizione che il master:

  • Sia assimilabile, per durata e struttura dell’insegnamento, a corsi universitari o di specializzazione;
  • Sia gestito da istituti universitari, pubblici o privati (circolare n. 101/E/2000).

Senza il rispetto di entrambe le condizioni, la spesa per la frequentazione di master post universitari non è detraibile ai fini IRPEF.

Frequenza di scuole di specializzazione

Corso per laureati presso la scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario

Spesa detraibile.

Il corso seguito dai laureati presso la scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario può essere considerato un corso di istruzione universitaria (Risoluzione n. 77/E/2008).

Test di accesso ai corsi di laurea

Spesa detraibile.

Le spese per la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea possono essere considerate spese per istruzione e come tali detratte dall’imposta.

Lo svolgimento della prova di preselezione, laddove richiesto dall’ordinamento universitario, costituisce infatti una condizione indispensabile per l’accesso a corsi di istruzione universitaria (Risoluzione n. 87/E/2008).

Contributi per riconoscimento ti titoli di studio esteri

Contributi pagati all’università pubblica per il riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero

Spesa non detraibile.

Non sono detraibili i contributi pagati all’università pubblica per il riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero.

In quanto non possono essere assimilati alle “spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria”, ammesse invece al beneficio fiscale (circolare n. 39/E/2010).

Spese scolastiche di iscrizione ai conservatori musicali

Spesa detraibile.

Più precisamente:

  • Le spese sostenute per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del D.P.R. n. 212 del 2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati risultano detraibili al pari delle spese sostenute per l’iscrizione ai corsi universitari;
  • Le spese sostenute per l’iscrizione ai corsi di formazione relativi al precedente ordinamento possono, invece, considerarsi equiparabili a quelle sostenute per la formazione scolastica secondaria.

Il predetto Ministero ha, infatti, fatto presente che, in attesa che trovi piena attuazione la riforma della scuola secondaria che prevede l’istituzione dei licei musicali, i Conservatori sono obbligati per Legge ad assicurare a tutti la formazione base in materia musicale (circolare n. 20/E/2011).

Per quanto riguarda, invece, le spese scolastiche per l’iscrizione a corsi pre-accademici, ovvero fruibili per l’iscrizione al Conservatorio, le stesse non possono essere considerate detraibili. Questo in quanto riferite a corsi non equiparabili a quelli accademici.

Spese per corsi di laurea in teologia

Spesa detraibile.

In dettaglio, le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea in teologia sono detraibili nella misura stabilita per corsi di laurea a indirizzo umanistico tenuti presso l’Università statale italiana più vicina al domicilio fiscale del contribuente.

Università che, per materie trattate e contenuto del piano formativo, presentino le maggiori analogie con il corso di laurea in teologia (circolare n. 13/E/2013).


SPESE SCOLASTICHE PER FAMILIARI A CARICO

Le spese di istruzione sono detraibili anche se sostenute dal contribuente nell’interesse del:

  • Coniuge;
  • Di figli e
  • Infine, anche per altri familiari a carico.

In particolare:

  • Se il documento è intestato ad uno solo dei genitori, la detrazione compete al genitore stesso;
  • Se il documento indica solo il nome dello studente a carico, la spesa può essere suddivisa in parti uguali tra i genitori dichiaranti;
  • Mentre, se i genitori intendono ripartire la spesa in misura diversa dal 50%. Devono annotare la percentuale di ripartizione nel documento;
  • Inoltre, se un coniuge è fiscalmente a carico, l’altro può detrarre integralmente la spesa.

Per approfondire: “Detrazioni Irpef per familiari a carico“.

Spese scolastiche genitori separati

Come avviene la detrazione delle spese scolastiche nel 730 in caso di genitori separati?

Le legge stabilisce che le iscrizioni a scuola, all’università, le rette scolastiche, la mensa scolastiche e tutto quello che viene speso per lo studio rientrano nelle spese ordinarie.

Le spese ordinarie sono considerate ordinarie, quindi comprese nell’assegno di mantenimento versato dal coniuge.

Ma attenzione.

Spesso il giudice, nella sentenza di separazione e divorzio, oltre all’assegno di mantenimento, stabilisce anche come suddividere tali spese.

Se nella sentenza è stabilito che oltre all’assegno di mantenimento il padre, ad esempio, versi anche il 50% delle spese mediche, ricreative e scolastiche, in tali spese sono comprese tutte quelle sostenute per malattie, scuola e divertimento dei figli.

Nelle spese straordinarie vengono ricomprese i viaggi di studio all’estero, ad esempio, le ripetizioni scolastiche di recupero per i figli, l’acquisto di un motorino, di un pc o di una macchina.


SPESE SCOLASTICHE: COMPILAZIONE DEL QUADRO E DEL MODELLO 730

Le spese di istruzione devono essere indicate nel quadro E del modello 730.

Precisamente nei righi che vanno da E8 a E12.

Deve essere utilizzato il codice12” se stiamo portando in detrazione le spese legate alla frequenza scolastica. Spese di cui alla lettera e-bis).

Mentre dovrà essere indicato il codice13” per le spese legate alla frequenza universitaria. Spese di cui alla lettera e) del comma 1, dell’articolo 15 del DPR n. 917/86.

In dettaglio, poi, devono essere indicate nei presenti righi anche le spese di istruzione indicate nella Sezione “Oneri detraibili” della Certificazione Unica.


SPESE SCOLASTICHE DETRAIBILI: CONCLUSIONI

Ho cercato di riassumere in questo articolo tutte le principali informazioni che ti occorrono per la detrazione legata alle spese di istruzione.

Naturalmente, mi rendo conto che non è possibile considerare tutte le casistiche possibili.

Hai bisogno di aiuto per la detrazione fiscale riguardante le spese scolastiche?

Se vuoi lascia un commento con i tuoi dubbi o le informazioni che cerchi.

Sarò lieto di risponderti nel più breve tempo.

In questo modo le tue informazioni che ti fornirò potranno essere utili anche ad altri lettori.

162 COMMENTS

  1. Grazie mille Federico per la risposta.
    Se ho capito bene posso sciegliere di mettere in detrazione tutto con il codice 12 oppure tutto con il codice 31.
    Nelle istruzioni però non si fa nessun riferimento alla possibilità discrezionale di scelta anche perchè entrambi sono al 19% quindi non vi sarebbe nessun vantaggio nella scelta.
    Inoltre le stesse impongono che per il medesimo soggetto non vi sia la possibilità di applicare entrambe le detrazioni 12 e 31 e quindi implicitamente esorterebbe il contrbuente a verificare in maniere puntuale la corrispondenza delle detrazione, pena la sanzione nel”eventualità che la detrazione non corrispondesse alla definizione descritta nei rispettivi codici.
    Mi risulta ambigua la questione, in quanto per il contributo di 130 euro, la scuola cita nella richiesta della circolare ai genitori per l’anno 2018-2019 “Contributo di €130 a parziale copertura delle spese per la realizzazione delle attività di ampliamento dell’Offerta Formativa previste nel PTOF”
    Mentre nella dichiarazione delle spese sostenute per i figli richiesta e trasmessami sempre dalla scuola per i 130 euro, vengono giustificati come “contributo anno scolastico 2018-2019” quindi sembrerebbe spesa “ordinaria”. A quale codice devo fare riferimento per i 130 euro al 12 o al 31?
    Ringrazio anticipatamente

  2. Buongiorno, sul 730 precompilato nella sezione delle spese per asilo nido ho questa dicitura : “L’ iscritto non risulta a carico di tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa”; probabilmente e’ cosi perche’ la spesa non e’ stata sostenuto sempre dallo stesso genitore ? (il documento e’ intestato al bambino.
    In questo caso, posso annotare sul mio 730( per la detrazione) solo le mensilità che ho effettivamente sostenuto ? grazie

  3. Salve Sara, se la spesa è intestata al figlio la detrazione avviene al 50% tra i coniugi. Altrimenti sono totalmente detraibili le spese intestate al genitore che ha sostenuto la spesa.

  4. Buonasera,
    può una attestazione di avvenuto pagamento rilasciata dalla scuola ed intestata alla madre, con tutti gli estremi dell’alunno, essere portata in detrazione dal padre che l’ha in carico al 100%?
    Grazie mille

  5. Buongiorno nostra figlia frequenta Scuola Primaria Paritaria per la quale paghiamo una retta di 3.000 €/annui, attestazione di pagamento intestato alla figlia. Entrambi lavoriamo e la figlia è a carico di ciascuno di noi al 50%. Quindi al rigo E8-cod.12 indico sul 730 di ciascuno di noi genitori € 1.500 ? e poi troveremo in automatico la riduzione a 393 € ciascuno?
    Per quanto riguarda le spese per attività sportiva (cod.16) una ricevuta è intestata alla mamma per il corso di ginnastica della figlia (€ 170), mentre l’altra è intestata regolarmente alla figlia (€ 66). Come posso compilare il rigo?
    Grazie mille

  6. Buonasera. per i miei due figli che hanno frequentato la scuola elementare ho versato un contributo di 31.30 euro a testa per “assicurazione, diario-libretto obbligatorio e contributo volontario” (come indicato nella causale del versamento fatto in banca.
    Mi chiedevo se posso portare in detrazione tutta la spesa, compresa quella del diario, visto che risulta obbligatorio e fornito dalla scuola.
    Inoltre sia questo versamento, sia le spese della mensa, risultano a mio nome, anche se effettuate da entrambi i genitori (conto in comune). Posso comunque suddividerle al 50 % con mio marito, visto che i figli risultano in carico a entrambi al 50%?
    Ultima domanda: anche le ricevute delle spese sportive di entrambi i figli risultano intestate a me: anche in questo caso posso portarle in detrazione a entrambi i genitori al 50%, ferma restando la soglia massima di rimborso?
    La ringrazio

  7. Salve Stefania, il versamento effettuato è considerato ampliamento dell’offerta formativa. Questa detrazione, come indicato nell’articolo, è alternativa alla detrazione delle spese scolastiche per l’iscrizione e la frequenza scolastica dei figli. Deve verificare quale detrazione le da il maggiore beneficio per applicarla. Le spese intestate ad un coniuge (e non al figlio), devono essere detratte al 100% al coniuge che ha sostenuto la spesa.

  8. Salve Simone, per le spese di istruzione il comportamento è corretto. Per l’attività sportiva dei figli la spesa intestata ad un coniuge permette la detrazione solo a questi, mentre la spesa intestata al figlio la si detrae al 50% tra i coniugi.

  9. Salve,
    nella precompilata di mio marito, sono state in automatico caricate le spese mediche del bambino, (a carico al 50%). Nel quadro E quindi sono state calcolate le sue spese mediche e il 50% delle spese mediche del bambino. Invece nella mia precompilata, le spese mediche del bambino, non sono state caricate. Le devo caricare io? Verranno conteggiate nel quadro E per la metà?
    Alta domanda: La mensa scolastica con fattura intestata a me, devo inserirla interamente nel quadro E8/E10 con quale codice?

  10. Salve Federica, se le sue spese mediche (relative al figlio) non sono nel precompilato ha facoltà di correggere la dichiarazione. La spesa per il figlio sostenuta al 100% da lei deve detrarla lei al 100%. Le spese per la mensa scolastica rientrano tra i contributi volontari.

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