Soggetti obbligati all’Esterometro: guida

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Quali sono i soggetti obbligati all’Esterometro? Soggetti identificati in Italia e con Stabile Organizzazione. Scopriamo insieme chi deve presentare il modello. Esterometro soggetti obbligati modello e scadenza.

L’articolo 1, comma 3-bis del DLgs n 127/15 prevede che i soggetti passivi IVA stabiliti in Italia siano tenuti a trasmettere apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Comunicazione nella quale inserire i dati relativi alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi che intercorrono con soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

Si tratta della comunicazione meglio conosciuta come Esterometro. Ne ho già parlato in questo guida completa: “Esterometro: guida“. In questo articolo, invece, mi voglio concentrare sui soggetti obbligati alla presentazione di questa comunicazione.

Questa nuova comunicazione è legata anche agli obblighi di Fatturazione Elettronica per i soggetti passivi IVA. I due adempimenti, quindi, sono strettamente collegati.

Avremo modo di vedere, infatti, come Fatturazione Elettronica ed Esterometro abbiano tratti comuni, anche per quanto riguarda il profilo soggettivo.

Vediamo, quindi, chi sono i soggetti obbligati all’Esterometro.

Cominciamo!

Esterometro soggetti obbligati
Esterometro soggetti obbligati

SOGGETTI OBBLIGATI ALL’ESTEROMETRO

Sono obbligati alla comunicazione tutti i soggetti passivi IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato italiano. Vale a dire coloro che esercitano attività di impresa, arte o professione, purché residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.

Tra gli altri, dovono ritenersi soggetti all’obbligo comunicativo anche gli enti non commerciali di cui all’articolo 4, comma 4, del DPR 633/72, limitatamente alle fatture emesse e a quelle ricevute e registrate nell’ambito dell’attività commerciale.

Per effetto del combinato disposto dell’articolo 1, comma 3-bis del DLgs n 127/2015 con il precedente comma 3, sono da considerarsi esonerati i soggetti passivi che rientrano nel Regime di Vantaggio (art. 27 co. 1 e 2 del DL 98/2011), nonché i soggetti passivi che applicano il Regime Forfetario per i lavoratori autonomi (art. 1 della L. 190/20145 ).

Esterometro, soggetti obbligati:

SOGGETTI STABILITI IN ITALIA

In merito all’individuazione del luogo di stabilimento del soggetto passivo, può farsi riferimento al disposto dell’articolo 7, comma 1, lett. d) del DPR n 633/72.

In base a tale disposizione, si considerano “soggetti stabiliti nel territorio dello Stato”:

  • I soggetti domiciliati nel territorio dello Stato o ivi residenti che non abbiano stabilito il domicilio all’estero. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche per “domicilio” si intende il luogo in cui si trova la sede legale e per residenza si intende il luogo in cui si trova la sede effettiva;
  • La stabile organizzazione nel territorio dello Stato di soggetti domiciliati o residenti all’estero.

SEDE DELL’ATTIVITA’ DEL SOGGETTO PASSIVO

Il luogo nel quale il soggetto passivo fissa la sede della propria attività è quello in cui “sono svolte le funzioni dell’amministrazione centrale dell’impresa”. Inteso come il luogo “in cui sono prese le decisioni essenziali concernenti la gestione generale dell’impresa o dove si riunisce la direzione”.

Questo è quanto prevede l’articolo 10 del Regolamento UE 282/2011,

A tale riguardo, la Circolare n 37/E/11 (§ 2.1.4) dell’Agenzia delle Entrate ha osservato che il luogo individuato dal regolamento coincide, in linea generale, con quello della sede legale. Questo a meno che non emergano elementi in senso contrario.

NOZIONE DI STABILE ORGANIZZAZIONE

In ambito IVA per “stabile organizzazione” deve intendersi qualsiasi organizzazione – diversa dalla sede principale dell’attività economica – che sia caratterizzata da un “grado sufficiente di permanenza” e da una struttura idonea in termini di mezzi umani e tecnici.

Questo è quanto prevede l’articolo 11 del Regolamento UE 282/2011.

Si tratta di una struttura tale da:

  • Ricevere ed utilizzare i servizi che le sono forniti per le proprie esigenze;
  • Fornire i servizi di cui assicura la prestazione.

È, inoltre, stabilito che l’esistenza di un numero di Partita IVA non costituisce da sola una prova sufficiente della presenza, in uno Stato membro della UE, di una stabile organizzazione di un soggetto passivo che abbia la sede principale della propria attività economica in un diverso Stato membro.

SOGGETTI NON STABILITI IN ITALIA

La comunicazione è dovuta per tutte le operazioni che intercorrono nei confronti di soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

Ai fini che qui interessano, i soggetti in questione possono essere stabiliti sia nell’Unione europea che al di fuori di essa.

Si tratta, in particolare di:

  • Soggetti direttamente identificati in Italia ai sensi dell’art. 35-ter del DPR 633/72;
  • Soggetti non residenti in Italia che hanno nominato un proprio rappresentante fiscale in Italia ai sensi dell’art. 17 co. 3 del DPR 633/72
  • Oppure, soggetti esteri privi di partita IVA in Italia. Operazioni da e/o nei confronti di soggetti identificati ai fini IVA in Italia La procedura di identificazione diretta, ai sensi dell’art. 35-ter del DPR 633/72, è alternativa alla nomina di un rappresentante fiscale in Italia e può essere eseguita solamente da soggetti passivi IVA residenti in un altro Stato membro della UE.

I soggetti passivi che si sono identificati in Italia ai sensi dell’articolo 35-ter del DPR n 633/72 mantengono lo status di soggetti esteri.

Ne consegue che le operazioni effettuate nei confronti di tali soggetti, in quanto non stabiliti nel territorio dello Stato, sono da ricomprendere nella comunicazione in esame.

Tale aspetto, peraltro confermato nella Circolare n 13/E/2018 (§ 1.2) dell’Agenzia delle Entrate, prevede, quindi l’esclusione dall’emissione del documento elettronico le operazioni con controparti “identificate” ai fini IVA in Italia.

OPERAZIONI EFFETTUATE DA SOGGETTI IDENTIFICATI IVA IN ITALIA

I soggetti:non stabiliti in Italia che:

  • Si siano identificati direttamente o
  • Che abbiano nominato un rappresentante fiscale.

non sono soggetti obbligati all’esterometro.

Dal combinato disposto dei commi 3 e 3-bis dell’articolo 1 del DLgs. 127/2015 si giunge, peraltro, alla conclusione che tali soggetti non sono sottoposti ad alcun adempimento “comunicativo”.

Questo per effetto dell’esonero dall’emissione di Fatture Elettroniche e per la contestuale abolizione dal 2019 della comunicazione dei dati delle fatture ex articolo 21 del DL n 78/2010 (c.d. “spesometro”).

SOGGETTI PRIVATI

In coerenza con il fatto che la comunicazione transfrontaliera è “complementare” agli obblighi di fatturazione elettronica e che quest’ultima è dovuta sia in ambito B2B che in ambito B2C, la comunicazione è dovuta sia per le operazioni nei confronti di soggetti passivi d’imposta che per le operazioni nei confronti di “privati consumatori”.

Peraltro, si osserva che l’articolo 1 comma 3-bis del DLgs. 127/2015, nel disciplinare la comunicazione transfrontaliera, si riferisce alle operazioni che intercorrono con “soggetti” residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.

L’utilizzo della locuzione “soggetti” è indice del fatto che gli obblighi comunicativi riguardano non solo le operazioni verso “soggetti passivi”, ma anche le cessioni e le prestazioni che hanno come controparte soggetti “privati” se il luogo di stabilimento o residenza di tali soggetti è ubicato al di fuori del territorio dello Stato.


SOGGETTI ESONERATI DALL’ESTEROMETRO

Per effetto del combinato disposto dell’art. 1 co. 3-bis del DLgs. 127/2015 con il co. 3 del medesimo articolo, si ritiene che siano esonerati dalla comunicazione in esame i soggetti che operano in base:

  • Al regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile ex art. 27 co. 1 e 2 del DL 98/201113;
  • Al regime forfetario per gli autonomi di cui all’art. 1 co. 54 – 89 della L. 190/2014.

Tale esonero non è stato confermato a livello ufficiale e deve comunque essere osservato che il provv. Agenzia delle Entrate 30.4.2018 n. 89757 (§ 9.4), nel disciplinare le modalità di effettuazione della comunicazione, fa generico riferimento agli “operatori IVA residenti”.

I soggetti che applicano il regime di vantaggio o il regime forfetario non addebitano l’IVA in rivalsa ai rispettivi cessionari o committenti, non annotano le fatture, non detraggono l’IVA sugli acquisti, non liquidano l’imposta, non la versano, non sono obbligati a presentare la dichiarazione IVA, né sono tenuti ad emettere fatture in formato elettronico.

Di conseguenza, come già indicato dall’Agenzia delle Entrate in relazione al precedente “spesometro”, i soggetti in questione dovrebbero ritenersi esonerati dall’invio dei dati di tutte le fatture.

ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE (ASD)

Il combinato disposto dell’art. 1 co. 3-bis del DLgs. 127/2015 con il co. 3 del medesimo articolo, nella versione modificata dal DL 119/2018, potrebbe portare a concludere che siano esonerate dalla comunicazione transfrontaliera anche le associazioni sportive dilettantistiche e gli altri enti non commerciali che hanno optato per il regime ex L. 398/9116.

Soggetti che avendo conseguito nel periodo d’imposta precedenti proventi per un importo non superiore a € 65.000,00.

Nell’ambito del precedente “spesometro”, la circ. Agenzia delle Entrate 7.2.2017 n. 1 (§ 2, lett. f)) aveva indicato che le associazioni sportive dilettantistiche ed i soggetti assimilati sono tenuti all’invio dei dati delle fatture emesse, con riferimento alle attività rientranti nel regime agevolato (sia istituzionali che commerciali).

Non devono, invece, trasmettere i dati delle fatture ricevute perché, per queste ultime, sono esonerati dall’obbligo della registrazione.

DISPENSA DA ADEMPIMENTI PER OPERAZIONI ESENTI

I soggetti passivi che abbiano aderito al regime di esonero da adempimenti IVA di cui all’art. 36-bis del DPR 633/72 non sono tenuti ad emettere fattura (né a registrarla) per le operazioni esenti ex art. 10 del DPR 633/72. fatta eccezione per quelle indicate ai n. 11, 18 e 19 dello stesso art. 10.

L’obbligo di fatturazione e registrazione sussiste, inoltre, per le altre operazioni eventualmente effettuate dal soggetto passivo.

Ne dovrebbe conseguire, pertanto, l’inclusione nella comunicazione degli acquisti nonché delle sole operazioni attive per le quali è stata emessa fattura, sempreché intercorse con soggetti non residenti e non stabiliti nel territorio dello Stato

SOGGETTI CHE TRASMETTONO I DATI AL SISTEMA TESSERA SANITARIA

Non appare replicato l’esonero dalla comunicazione per i soggetti che trasmettono i dati al Sistema tessera sanitaria (art. 3 co. 3 del DLgs. 175/2014), che era invece previsto per la comunicazione dei dati delle fatture (c.d. “spesometro”).

Fermo restando che le prestazioni nei confronti di soggetti non residenti e non stabiliti non dovrebbero rivestire alcuna rilevanza ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, va comunque osservato che per le operazioni in questione vige il divieto di emissione della fattura in formato elettronico per il periodo d’imposta 2019 (art. 10-bis del DL 119/2018 ed art. 9-bis del 135/2018).

Questo elemento dovrebbe far ulteriormente propendere per la necessità di includere nella comunicazione transfrontaliera anche i dati che saranno eventualmente trasmessi al Sistema “TS”, in quanto comunicati da soggetti passivi individuati dall’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015 (seppur sottoposti al divieto di emissione di fatture elettroniche).


SOGGETTI OBBLIGATI ALL’ESTEROMETRO: CONCLUSIONI

La comunicazione delle operazioni intercorse con controparti estere in vigore dal 1° gennaio 2019 è un’ulteriore adempimento per i contribuenti.

Tutti i soggetti coinvolti dalla Fattura Elettronica dovranno adempiere a questo ulteriore onere. Vediamo, tuttavia, come è possibile affrontarlo al meglio con qualche accorgimento.

In particolare, vediamo, come è possibile ridurre al minimo l’impatto dell’esterometro.

Fatture Attive tramite SDI

Un primo elemento da prendere in considerazione può essere quello di far transitare per il sistema di interscambio la fatturazione attiva.

E’ vero che la fattura elettronica non arriva al destinatario (soggetto estero), e che per questo deve essere inviata fattura cartacea. Tuttavia, emettere comunque la fattura elettronica fa si che il sistema di interscambio riceva la fattura.

La ricezione della fattura da parte dello SDI comporta l’esonero per la stessa fattura dalla comunicazione esterometro. Infatti, tale fattura è già stata presa in carico dall’Amministrazione Finanziaria.

Operare in questo modo con tutte le fatture estere fa si che non vi sia obbligo di inserire gli stessi documenti nell’esterometro.

Fatture Passive registrate una volta a trimestre

Per le fatture passive le cose si complicano. Non è possibile, infatti, che un soggetto estero invii la fattura a SDI. Per questo motivo tutta la fatturazione passiva dovrà passare obbligatoriamente per l’esterometro.

Come è possibile, tuttavia, semplificare la situazione?

Quello che si può fare è sfruttare il fatto che le fatture nella comunicazione seguono la data di registrazione contabile e non quella di ricezione della fattura.

Per questo motivo, è possibile registrare le fatture passive una sola volta a trimestre. In questo modo non si perde la normale detrazione dell’IVA ed è possibile inviare per un solo mese nel trimestre la comunicazione.

Una bella semplificazione per i soggetti obbligati all’esterometro. Cosa ne pensate?

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