Che cos’è lo Schema di Ponzi?

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Lo schema Ponzi è un modello economico mediante il quale è possibile ottenere un’ingente quantità di denaro, il quale in genere si connota per profili di illegalità. Questo presuppone che le prime persone coinvolte possano ottenere dei ritorni economici in breve tempo, laddove favoriscano l’accesso allo schema a nuovi clienti. I primi guadagni, invero, consistono nei guadagni che derivano dalle quote versate dai nuovi investitori, con la conseguenza che solo i primi coinvolti. E’ tendenzialmente uno schema di una truffa, elaborata da Charles Ponzi, un immigrato italiano negli Stati Uniti che riuscì ad architettare un’imponente truffa ai danni di tutta la nazione. Agli inizi del ‘900 Ponzi riuscì a truffare circa 45 mila persone e a raccogliere più di 15 milioni di dollari, con un investimento iniziale di soli 2 dollari.

Lo Schema di Ponzi è un modello economico di vendita ingannevole. Il soggetto che popone l’investimento fa credere di poter avere ingenti guadagni a breve termine senza rischi. Questo a condizione che l’investitore recluti a sua volta altri investitori. Si crea così un classico schema piramidale di truffa. Quante volte negli ultimi anni hai sentito parlare dei furbetti che con promesse di meccanismi mirabolanti per fare soldi hanno finito per raggirare, truffare ed illudere molte persone?!

Tieni presente che questo tipo di truffa nasce nel mondo finanziario, ma ha trovato applicazione anche nel mondo dell’economia. Per questo motivo se hai un dubbio quando stai per accettare una proposta di investimento o di acquisto, questo articolo può fare concretamente al caso tuo.

Che cos’è lo Schema di Ponzi?

Lo Schema di Ponzi è un particolare metodo di vendita truffaldino. Tutto ruota attorno ad un soggetto promotore che fa circolare sul mercato un’offerta economica di investimento molto vantaggiosa. Un’offerta che solitamente prevede un investimento iniziale ripagato da guadagni mirabolanti. Spesso si tratta di casi che promettono di raddoppiare in poco tempo il capitale investito.

Lo schema di truffa consente a chi aderisce e si trova al vertice della piramide di investitori di ottenere i primi guadagni, nel breve termine. Il riscontro economico è la chiave della truffa. I primi soggetti coinvolti, infatti, grazie alla relazione di fiducia, saranno molto propensi a promuovere l’investimento nei confronti di parenti ed amici.

Ed è a questo punto che la truffa entra nel vivo.

Nel momento in cui le persone iniziano a promuovere a loro volta l’investimento, e si trovano nuove persone coinvolte disposte a pagare le quote la truffa è pienamente attiva.

Per il soggetto che ha promosso la truffa i guadagni derivano esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie. In realtà non esiste alcun investimento o alcun bene o servizio, come contropartita del denaro dell’investitore.

Il sistema è naturalmente destinato a terminare con perdite per la maggior parte dei partecipanti, perché i soldi “investiti” non producono alcuna vera rendita né interesse. I soldi investiti secondo questo schema sono semplicemente incamerati dal soggetto posto all’apice della piramide.

Come detto, questo soggetto inizialmente utilizza questo denaro per pagare finti interessi ai primi investitori, per tenerli buoni il più possibile e tenere in piedi lo schema di truffa più a lungo possibile.

La diffusione della truffa spesso diventa di tale portata da renderla palese, portando alla sua interruzione da parte delle autorità.

Come funziona?

Possiamo preliminarmente fare un inquadramento di come si realizza, che presuppone una seri di fasi, in base ad una struttura piramidale. Questa è una tipologia di truffa che presuppone si proceda per vari gradi, quindi sono previste molteplici fasi secondo una struttura di tipo piramidale.

  1. In una prima fase, si promette ai primi investitori di ottenere dei guadagni elevati. In questo modo, viene proposto un investimento avvicinando i primi clienti, che saranno indotti ad investire, sperando in un guadagno piuttosto ingente. Ad esempio, propongo alla vittima un investimento a brave termine che preveda un elevato tasso di rendimento. Un presupposto fondamentale dell’attuazione delle fasi della struttura piramidale è quella di carpire la fiducia del truffato. Proprio per tale ragione il truffatore provvede a restituire una parte della somma inizialmente investita, al fine di garantire l’efficacia del sistema.
  2. Il cliente/vittima dello schema Ponzi quindi crederà che l’investimento sia redditizio, inducendolo ad una sorta di proselitismo, in modo da avvicinare ulteriori potenziali vittime. Solo in tal modo sarà possibile consentire al truffatore di continuare con gli step successivi. La redditività del sistema deriva proprio dalla circostanza che in tal modo viene estesa ad altri soggetti la rete di potenziali clienti e vittime. Proprio questa capacità estensiva dello schema Ponzi che lo rende un sistema di truffa particolarmente efficiente. Questo schema di falsi investimenti dura fino al momento in cui ci sono soldi disponibili dei nuovi investitori. Quando le richieste di rimborso superano le entrate infatti lo schema si interrompe e chi è arrivato dopo non guadagna nulla, anzi, va in rimessa.

Caratteristiche

Le caratteristiche tipiche possono essere così riassunte:

  • Promessa di alti guadagni a breve termine a fronte di un investimento iniziale elevato;
  • Ottenimento dei guadagni da escamotage finanziari documentati in modo poco chiaro;
  • Offerta rivolta ad un pubblico non competente in materia finanziaria;
  • Investimento legato ad un solo promotore o azienda.

Risulta evidente che il rischio di investimento in operazioni che sfruttano questa pratica è molto elevato. Il rischio è crescente al crescere del numero degli iscritti, essendo sempre più difficile trovare nuovi adepti.

In Italia, Stati Uniti e in molti altri Paesi, questa pratica è un reato, essendo a tutti gli effetti una truffa.

L’aspetto principale che in ogni caso deve insospettirti se ricevi un’offerta di questo tipo è la totale mancanza di un bene o un servizio a fronte dell’investimento in denaro che ti chiedono di effettuare. Questo elemento è quello che può aiutarti ad individuare la truffa preventivamente.

Esempio

Vediamo adesso di chiarire meglio il meccanismo di funzionamento dello Schema di Ponzi con un esempio pratico.

Immagina un soggetto, spesso una società di investimento con sede all’estero che riesce a far entrare sul mercato italiano la propria offerta di investimento. Ipotizziamo, ad esempio che questa offerta consista nel investire una somma di denaro con la promessa di raddoppiare il capitale versato seguendo poche indicazioni.

La promessa può essere quella di investire denaro a fronte di alcune azioni da effettuare sul web oppure di piccoli investimenti sul mercato finanziario.

A fronte dei primi risultati che si ottengono, per i primi investitori il capitale raddoppia realmente, la voce gira e si diffonde rapidamente. In poco tempo il denaro arriva sempre più numeroso. Le persone sono attratte dalla possibilità di moltiplicare i loro soldi velocemente e senza doversi sforzare troppo.

Magari aggiungi il fatto che i primi soggetti che hanno aderito iniziano a vedere i frutti del loro investimento, perché vengono ripagati come promesso. Questo non fa altro che alimentare nuovi soggetti ad investire i loro risparmi.

Il meccanismo che sta alla base della truffa è semplice.

Con il denaro incassato dagli ultimi soggetti entrati nella catena si pagano gli interessi dei primi soggetti alla base della catena. Allo stesso modo si rimborsa il capitale dei primi prestatori che iniziano ad avere dubbi, e così via.

Dove è il problema?

Il problema è che non c’è il meccanismo mirabolante per moltiplicare i soldi.

Quando cade la truffa?

Se il soggetto alla base della catena si è assunto troppi rischi o è stato sfortunato, violazioni di legge a parte, il suo meccanismo di truffa cadrà non appena un numero sempre più grande di investitori chiederà indietro i propri soldi.

Infatti, la richiesta cumulativa di rimborso provoca una crisi di liquidità. Il soggetto alla base della catena si troverà costretto a dichiarare il proprio fallimento.

Questo apparentemente semplice meccanismo viene utilizzato da anni per fare truffe ad ignari investitori che si fidandosi fin troppo, finiscono per perdere tutti i loro risparmi.

Come evitare la truffa?

Di seguito vogliamo offrirti alcuni consigli per evitare di cadere nella presente truffa. Uno dei principali strumenti per tenersi al sicuro è chiedere informazioni dettagliate. Lo schema Ponzi, infatti, si connota proprio per la circostanza che non vengono fornite adeguate informazioni, anche perché non c’è nessun reale investimento di base. Laddove tu dovessi constatare un difetto di informazione ti invitiamo a tenerti al sicuro e cercare di prevenire eventuali rischi.

Quindi, per evitare di incappare in frodi, cerca di non fidarti delle “voci di corridoio” su buoni investimenti. E’ necessario, prima di procedere ad erogare somme, provvedere ad un esame dei dati, anche tramite un esperto di fiducia o un legale. In particolare, per prevenire tale frode è indispensabile andare a verificar in maniera quantitativa i fondi sui quali si investe. Infatti, la sequenza dei loro rendimenti potrebbe costituire una red flag, un segnale di allerta. Questo consente di stabilire, analizzando i dati, quali sono i fondi a rischio di frode.

La storia

Come per la maggior parte delle truffe anche questa deve il suo nome a quello di un soggetto che è riuscito ad applicarla con successo.

La tecnica prende il nome da Charles Ponzi, nato a Lugo di Romagna nel 1882. Charles era un immigrato italiano negli Stati Uniti. Divenne famoso per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione.

Ponzi non fu sicuramente il primo a usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome. Con la sua truffa coinvolse infatti 40 000 persone e, partendo dalla modica cifra di due dollari, arrivò a raccogliere oltre 15 milioni. In pratica Ponzi offrì il raddoppio in tre mesi del capitale investito in titoli (inesistenti) delle Poste internazionali.

Lo schema di Ponzi si è sviluppato nel tempo in varianti più complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l’avidità delle persone. Oggi esistono normative serie al riguardo per cui strutture con questi schemi risultano illegali in ogni parte del mondo tutelando sia l’incolumità delle persone sia quelle aziende che scelgano di avvalersi del marketing multilivello.

Marketing Multilivello

Arrivati a questo punto voglio fare un chiarimento, in linea generale il multilevel marketing non un è uno Schema di Ponzi.

Il marketing multilivello è una tipologia di marketing in cui l’obiettivo del venditore è sia quello di venderti un bene o un servizio, ma anche quello di “reclutarenuovi venditori. Tutti possono creare una rete di distributori, la cosiddetta downline.

Per ogni vendita del prodotto effettuata ci sono commissioni per tutti i soggetti che si trovano nella catena prima del venditore. In questo modo per il venditore ci sono due tipi di margine: quello che deriva dalla vendita del bene o servizio, e quello che arriva dal reclutamento di un nuovo venditore. In questo secondo caso il guadagno deriva poi dalle successive vendite di quel soggetto, che in percentuale saranno a lui imputate.

Si tratta di una metodologia di marketing e di vendita adottato da aziende operanti in molti settori.

Si va dal settore dell bellezza, alla pulizia della casa, al settore della nutrizione a quello dell’energia “verde“. L’aspetto su cui bisogna fare attenzione quando ci si trova di fronte ad offerte di questo tipo è l’esistenza di un effettivo bene o servizio da vendere. Il bene o il servizio può anche essere esistente, ma bisogna vedere se questo davvero ha riscontro sul mercato.

Nel caso in cui, l’azienda sia più interessata al reclutamento piuttosto che all’effettiva vendita del bene o servizio, allora può esserci un problema.

Quando il Marketing Multilivello non è legale?

Come prevede la Legge n 173/05, in Italia è vietato partecipare a sistemi piramidali. Le strutture piramidali sono sistemi di vendita nelle quali l’incentivo economico si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti, piuttosto che sulla loro capacità di vendere o promuovere.

Quello che devi ricordare, quindi, è che senza la vendita diretta di un prodotto, c’è una palese violazione di legge. Le società di network marketing hanno delle caratteristiche ricorrenti, come la qualità dei prodotti nella media, con i prezzi più alti degli altri prodotti sul mercato. E questo non è certo un reato.

Tanti propongono corsi di informazione convegni: difficile stabilire se il costo di questi eventi sia proporzionale oppure no al volume d’affari dei venditori, come prescrive la legge.

Catena di Sant’Antonio

La Catena di Sant’Antonio è una variante dello Schema Ponzi. In genere, si attua mediante trasferimenti di denaro realizzati per mezzo del sistema postale o con email. Tale tipologia di frode è individuabile per il fatto che si diffonde per mezzo di un passaparola in gran parte alimentato all’interno delle cerchie di conoscenze. In particolare, nello schema in questione ricorrono sempre gli stessi passaggi:

  • non esiste alcun ente od organizzazione che controlli la diffusione della catena;
  • non esiste un controllo sul traffico monetario che la catena genera;
  • e non esiste alcun sistema di monitoraggio della propria situazione contabile;
  • l’investimento è ad altissimo rischio;
  • non esiste alcun controllo fiscale, né tutela legale per eventuali perdite di denaro.

Vendite piramidali: quando sono truffa?

Le vendite piramidali hanno la connotazione di truffa quando:

  • l’intera struttura piramidale si fonda sulla corresponsione di un incentivo economico in cambio del reclutamento di nuovi soggetti;
  • la possibilità di guadagno deriva dal puro e semplice reclutamento di altre persone;
  • il diritto a reclutare si trasferisce all’infinito previo il pagamento di un corrispettivo;
  • il soggetto reclutato è obbligato ad acquistare dall’impresa organizzatrice prodotti senza diritto di restituzione o rifusione del prezzo, nel caso di mancata o parzialmente mancata vendita al pubblico;
  • il soggetto reclutato deve corrispondere una somma di denaro o titoli di credito o altri valori mobiliari per poter rimanere all’interno della struttura;
  • il soggetto reclutato deve acquistare materiali, beni o servizi, ivi compresi materiali didattici e corsi di formazione, non proporzionati al volume dell’attività svolta.
  • Truffe e avvento delle criptovalute

Come affermato nei paragrafi precedenti, lo schema Ponzi nasce da una truffa perpetrata da Charles Ponzi agli inizi del ‘900, negli Stati Uniti. Tuttavia, anche in Italia vi sono state diverse applicazioni truffaldine dello schema. Possiamo ricordarne alcune:

  • il marmo nero del Perù in cui caddero centinaia di persone tra cui Roberto Baggio, Billy Costacurta.
  • la truffa dei Parioli che coinvolse oltre 700 malcapitati frequentatori del prestigioso circolo Aniene, tra cui i fratelli Vanzina, il cantante Massimo Ranieri, calciatori e personaggi dello spettacolo.
  • la maxi truffa dei diamanti venduti a prezzi gonfiati da Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment, con la partecipazione di Banco Bpm, Monte dei Paschi, UniCredit, Intesa SanPaolo e Banca Aletti. Ha colpito migliaia di comuni cittadini e personaggi dello spettacolo di spicco come Vasco Rossi.

Il sistema, invero, ha subito un’importante evoluzione con l’avvento delle nuove tecnologie ha sviluppato un nuovo sistema di truffe, che ricordano il sistema Ponzi. In specie, si è verificato un incremento delle truffe legate al forex e al trading online.

Anche il sistema delle criprotvalute e la loro diffusione, in particolare dei Bitcoin, ha dato vita ad un sistema di frodi. Falsi broker spesso contatta telefonicamente o inviano email al fine di indurre ad investimenti inesistenti su piattaforme estere fraudolente e non autorizzate.
Le vittime vengono invogliate con rassicurazioni e la promessa di grossi profitti, ricevendo falsi bonus per essere incentivati a versare altro denaro.

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