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San Marino: fatturazione e disciplina Iva

Come fatturare a San Marino? Quali sono le regole per la fatturazione l'applicazione dell'Iva e la liquidazione del tributo per l'acquisto o la cessione di beni verso San Marino e per la prestazione di servizi.

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Il report con gli adempimenti relativi alle operazioni intercorse con operatori di San Marino: regole di fatturazione, contabilizzazione e disciplina Iva in merito all’applicazione del reverse charge.

La Repubblica di San Marino è un Paese extracomunitario in quanto non aderisce all’Unione europea. Questo è il punto di partenza da considerare quando ci si trova ad operare con un soggetto avente sede in San Marino.

Operare con questo piccolo Paese richiede l’applicazione di una particolare procedura. Sia per quanto riguarda le operazioni attive che per quelle passive. Ancora oggi si commettono diversi errori riguardanti questo tipo di operazioni, anche in relazione agli obblighi di fatturazione elettronica da parte degli operatori italiani che effettuano operazioni attive o passive con operatori di San Marino. In questi casi, sovente si assiste ad errori per quanto riguarda la fatturazione, l’integrazione dell’Iva e le modalità di assolvimento dell’imposta.

In questo articolo, senza alcuna pretesa di esaustività, mi sono posto l’obiettivo di andare ad analizzare quali sono, concretamente, le modalità di fatturazione e di applicazione dell’Iva nelle operazioni poste in essere con operatori economici residenti a San Marino.

Fatturazione con San Marino

Operazioni economiche con operatori di San Marino: le regole di riferimento

Le peculiarità della disciplina che andremo a vedere di seguito derivano essenzialmente dal fatto che non esiste un confine preciso ed identificabile tra l’Italia (stato UE) e la Repubblica di San Marino (stato extra-UE). Per questo motivo le regole di funzionamento degli scambi commerciali tra questi due paesi risentono di un forte carattere di specialità.

Ai fini Iva, le operazioni commerciali che intercorrono tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino sono dettati dal D.M. 24 dicembre 1993 (firmato a Bruxelles il 16 dicembre 1991). Si tratta di un accordo entrato in vigore il 1° gennaio 1994 a seguito della realizzazione del mercato unico comunitario e dell’accordo sull’unione doganale e sulla cooperazione tra la Comunità europea e la Repubblica di San Marino. Naturalmente, a tale disposizione si sono aggiunte nel tempo una serie di integrazioni e modificazioni, come per il caso dell’introduzione della fatturazione elettronica da parte dell’Italia.

Vediamo, quindi, le principali regole di fatturazione e di applicazione ed assolvimento dell’Iva nelle operazioni intercorse con la Repubblica di San Marino.

Acquisto di beni in San Marino da operatore italiano

L’operazione di acquisto di beni da parte di soggetti passivi Iva italiani nei confronti di operatori aventi sede presso San Marino prevedono due diversi regimi. Si tratta di regimi validi ai fini della corretta applicazione dell’Imposta sul valore aggiunto. In particolare, i titoli II e III del D.M. 24 dicembre 1994 distinguono a seconda che le cessioni di beni verso l’Italia siano effettuate con o senza addebito dell’imposta, in fattura, da parte dell’operatore sammarinese.

Per gli acquisti di beni provenienti da San Marino non si applica la normativa prevista per le importazioni pur trattandosi di uno Stato extra-UE. Le operazioni di acquisto possono avvenire con due modalità alternative, ovvero:

  • Acquisto con addebito di imposta da parte del fornitore di san Marino e
  • Acquisto senza addebito d’imposta.

Nel primo caso, l’Iva è già stata versata dall’operatore cedente sammarinese. Nel secondo caso l’Iva deve essere assolta dall’operatore italiano (cessionario) attraverso il meccanismo del reverse charge, tramite l’integrazione della fattura ricevuta. Vediamo entrambe le casistiche.

Acquisto di beni da San Marino con addebito di Iva

In caso di cessione di beni da operatore cedente sammarinese a operatore cessionario italiano, con addebito di Iva, dovranno essere rispettati i seguenti adempimenti:

Cedente sammarinese

Il cedente sammarinese che cede beni ad operatore economico, ovvero ad enti non commerciali titolari di partita Iva, anche se agiscono nell’esercizio di attività istituzionali, aventi sede, residenza o domicilio in Italia, devono, ai sensi dell’articolo 8 del D.M. 24 dicembre 1993:

  • Emettere fattura in quattro esemplari, indicando sia il proprio numero di identificazione sia quello della partita Iva del cessionario italiano;
  • Indicare sulla fattura l’ammontare dell’Iva italiana dovuta dal cessionario in relazione al tipo di beni ceduti ed al corrispettivo delle operazioni poste in essere;
  • Ai fini della liquidazione e del versamento dell’Iva, presentare all’ufficio tributario di San Marino i quattro esemplari della fattura, accompagnati da un elenco riepilogativo redatto in quattro esemplari;
  • Versare all’ufficio tributario di San Marino la somma corrispondente all’ammontare dell’Iva risultante sull’elenco riepilogativo;
  • Trasmettere al cessionario italiano l’originale della fattura restituita dall’ufficio tributario di San Marino appositamente perforata e timbrata dall’ufficio stesso, nonché integrata dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Pesaro.

Ufficio tributario di San Marino

L’ufficio tributario di San Marino deve , ai sensi dell’articolo 10 del D.M. 24 dicembre 1993:

  • Perforare con datario e timbrare con impronta a secco le fatture;
  • Acquisire i dati relativi alle singole fatture, nonché compilare e presentare gli elenchi riepilogativi. Spetta, in particolare, allo stesso ufficio trasmettere all’Amministrazione finanziaria italiana i dati relativi agli scambi effettuati dagli operatori sammarinesi con gli acquirenti italiani; tale trasmissione deve essere effettuata, entro il giorno 15 del secondo mese successivo a ciascun trimestre solare, attraverso la presentazione dei modelli Intrastat;
  • Prendere in consegna le somme relative all’Iva dovuta;
  • Trasmettere all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Pesaro, entro 15 giorni dal ricevimento tre esemplari delle fatture e tre copie dei relativi elenchi riepilogativi compilati dai cedenti sammarinesi, la distinta analitica di trasmissione accompagnata da una nota in due esemplari ed un assegno circolare pari all’ammontare dell’Iva risultante nella distinta medesima, ed infine consegnare, per i successivi adempimenti, le fatture restituite dall’ufficio delle Entrate di Pesaro agli operatori economici sammarinesi;

Agenzie delle Entrate di Pesaro

L’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Pesaro, entro i 15 giorni successivi a quello al ricevimento della suddetta documentazione, deve ai sensi dell’articolo 11 del D.M. 24 dicembre 1993:

  • Liquidare l’Iva dovuta e rilasciare quietanza dell’avvenuto pagamento del tributo;
  • Annotare poi gli estremi della bolletta e l’ammontare dell’imposta liquidata sui tre esemplari delle fatture, nonché sui corrispondenti elenchi riepilogativi;
  • Restituire all’ufficio tributario di San Marino l’originale ed un esemplare delle fatture, due esemplari dei corrispondenti elenchi riepilogativi, nonché, in segno di ricevuta, una copia della distinta di trasmissione con il timbro a secco o a calendario dell’ufficio e la firma del titolare o di un funzionario appositamente delegato; trattenere agli atti una copia delle fatture quale titolo dell’avvenuta riscossione del tributo.

Cessionario Italiano

Il cessionario italiano, soggetto passivo Iva, ai sensi dell’articolo 12 del D.M. 24 dicembre 1993) deve:

  • Annotare le fatture originali nel registro degli acquisti (di cui all’articolo 25 del DPR n. 633/1972);
  • Può operare, ai sensi degli articoli 19 e seguenti del DPR n. 633/1972, la detrazione dell’imposta pagata in via di rivalsa;
  • Non è tenuto a compilare il modello Intra 2-bis.

Acquisto di beni da San Marino senza addebito di Iva

In caso di cessione di beni da operatore cedente sanmarinese a operatore cessionario italiano, senza addebito di Iva, dovranno essere rispettati i seguenti adempimenti:

  • Gli operatori economici sammarinesi che cedono beni ad operatori economici, ovvero enti non commerciali titolari di partita Iva, anche se agiscono nell’esercizio di attività istituzionali, aventi sede, residenza o domicilio in Itala, devono (articolo 13 del D.M. 24 dicembre 1993): 
    • Emettere fattura in tre esemplari, indicando sia il proprio numero identificativo sia quello della partita Iva del cessionario italiano; 
    • Presentare all’ufficio tributario di San Marino le tre fatture accompagnate da un elenco riepilogativo in tre copie; 
    • Trasmettere al cessionario italiano un esemplare della fattura restituito dall’ufficio tributario di San Marino;
  • L’ufficio tributario di San Marino appone sulle fatture ricevute il timbro a secco circolare e restituisce al cedente sammarinese due esemplari delle fatture (articolo 15 del D.M. 24 dicembre 1993);
  • Il cessionario italiano, soggetto passivo Iva, deve (articolo 16 del D.M. 24 dicembre 1993):
    • Applicare l’imposta a norma dell’articolo 17, comma 2, del DPR n. 633/1972, indicandone l’ammontare sull’originale della fattura rilasciatagli dal fornitore sammarinese; 
    • Annotare la fattura integrata, con l’applicazione del meccanismo del reverse charge nei registri delle fatture emesse e degli acquisti, di cui, rispettivamente, agli articoli 23 e 25 del DPR n. 633/1972, secondo le modalità ed i termini in essi stabiliti; 
    • Comunicare all’Agenzia delle Entrate gli acquisti in esame utilizzando la comunicazione c.d. “esterometro“.

Adempimenti per il cessionario italiano in entrambe le casistiche

Gli acquisti da operatori economici di San Marino devono essere rilevati nel c.d. “esterometro”, a prescindere dal fatto che essi siano documentati da fattura recante l’esposizione dell’Iva oppure da autofattura emessa dal cessionario italiano ai sensi dell’art. 16 del DM 24 dicembre 1993.

Nel primo caso (fattura con Iva italiana) il cessionario non è tenuto a compilare il campo “Natura” dell’operazione, mentre nel secondo caso (autofattura) deve utilizzare la codificaN6” relativa alle operazioni in reverse charge ex art. 17 comma 2 del DPR n. 633/72.

Le cessione di beni con San Marino

Le cessioni di beni (spediti o trasportati) se effettuate nei confronti di imprese di San Marino sono assimilate alle esportazioni e pertanto non imponibili ai sensi dell’art. 71 del DPR n. 633/72. Qualora le operazioni vengano effettuate nei confronti di soggetti privati devono essere assoggettate ad Iva italiana.

In vigenza degli artt. 1 e 3 del DM 24 dicembre 1993, il fornitore italiano è tenuto a emettere fattura in quattro copie. In caso di fattura non imponibile il cedente italiano deve farsi rilasciare dal cliente di San marino una copia della fattura recante il timbro a secco dell’Ufficio Tributario di San Marino (solo in questo caso può dimostrare all’Amministrazione finanziaria italiana l’operazione di esportazione). In questi casi, non si è in presenza di una bolletta doganale in grado di provare l’esportazione.

Resta ferma la possibilità di avvalersi su base facoltativa della fattura elettronica, ma tale procedura non evita l’emissione delle altre tre copie della fattura richieste dal DM 24 dicembre 1993.

La cessione è da comunicare con il modello Intrastat solo se nel periodo in oggetto vi sono state altre operazioni di cessione UE (se non ci sono non occorre compilare il modello). In definitiva, i dati relativi a operazioni di questo tipo richiedono l’inclusione nei campi del c.d. “esterometro”, con codice “N3” (non imponibili), al pari delle altre cessioni effettuate nei confronti di soggetti non stabiliti in Italia che non siano documentate con e-fattura o bolletta doganale.

San Marino non fa parte del “territorio della Comunità” europea, come definito dall’art. 7, comma 1, lett. b), del DPR n. 633/72, l’art. 71 dello stesso decreto equipara le cessioni, eseguite mediante trasporto o consegna dei beni a San Marino, alle cessioni all’esportazione, non imponibili a Iva ai sensi dell’art. 8 del DPR n. 633/72.

Prestazione di servizi con San Marino

Nelle prestazioni di servizi ricevute da un operatore economico italiano, da parte di altro operatore economico sanmarinese, valgono le disposizioni Iva previste nei rapporti con soggetti extracomunitari. Queste disposizioni prevedono l’obbligo per l’operatore economico nazionale che riceve una prestazione da un soggetto extra-UE di provvedere all’assolvimento dell’Iva mediante emissione di una autofattura.

Per quanto attiene alle prestazioni di servizi, è necessario distinguere tra le cosiddette “prestazioni generiche” disciplinate ai fini della territorialità dall’articolo 7-ter e quelle relative agli articoli 7-quater e 7-quinquies (deroghe riferibili tanto ai rapporti B2B quanto ai rapporti B2C). Tale distinzione è necessaria in quanto l’articolo 6 del DPR n. 633/72 individua due diversi criteri di esigibilità dell’Iva.

Le prestazioni di servizi generiche

Ai sensi dell’articolo 6, comma 6, del DPR n. 633/72, si considerino effettuate al momento della loro ultimazione ovvero se di carattere continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi, le prestazioni di servizi generiche. In ogni caso, se anteriormente è pagato in tutto o in parte il corrispettivo, la prestazione di servizi si considera effettuata limitatamente all’importo pagato.

Per le prestazioni di servizi cosiddette generiche di cui all’articolo 7-ter, del DPR n. 633/72, l’articolo 21 del DPR n. 633/72 prevede che il committente si autofatturi entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione, vale a dire la data di ultimazione della prestazione o del suo pagamento (per la quota parte versata). Quanto all’annotazione sul registro delle fatture emesse, l’articolo 23, comma 1, del DPR n. 633/72 prevede che per le prestazioni di servizi generiche di cui all’articolo 7-ter, questa debba essere effettuata entro il termine di emissione, ma con riferimento al mese di effettuazione.

Il committente nazionale è tenuto ad assolvere l’imposta emettendo autofattura e a presentare la comunicazione “esterometro” (il codice da utilizzare è “N6” per l’applicazione del reverse charge).

Le altre prestazioni di servizi

Quanto alle restanti prestazioni in deroga“, di cui agli articoli 7-quater e 7-quinquies del DPR n. 633/72 (tra cui a titolo esemplificativo le prestazioni di servizi su beni immobili, prestazioni di ristorazione e catering, servizi di locazione, servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici ed educativi), non si considerato effettuate alla data di ultimazione, ma soltanto la data in cui sono effettuati i pagamenti, nel qual caso le prestazioni si considerano effettuate per il corrispettivo pagato.

Per queste prestazioni l’autofattura, da parte del committente deve essere emessa entro il giorno in cui è effettuato il pagamento a nulla rilevando la data di ultimazione della prestazione. Ai sensi dell’articolo 23, comma 1, DPR n. 633/72, l’annotazione nel registro delle fatture emesse deve essere effettuata nei successivi quindici giorni, ma con riferimento alla data di emissione.

Per entrambe le categorie di prestazioni, l’annotazione nel registro Iva degli acquisti, così come previsto dall’articolo 25, comma 1, del DPR n. 633/72 deve essere effettuato antecedentemente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta che va esercitato, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del DPR n. 633/72, entro la dichiarazione relativa al secondo anno successivo alla data di effettuazione dell’operazione.

Da precisare che per entrambe le categorie di operazioni, trattandosi di operazioni rilevanti nel paese in cui la prestazione è svolta sono fuori campo Iva in Italia, quindi, l’emissione di autofattura da parte del committente non è necessaria.

Per approfondire: “Operazioni con l’estero: autofattura o integrazione“.

OperazioneEsigibilità dell’impostaAssolvimento dell’imposta
Acquisto di beni provenienti da San MarinoRicevimento della fattura sammarineseCessione con addebito di Iva – Operazione nazionale imponibile
Acquisto di beni provenienti da San MarinoRicevimento della fattura sammarineseCessione senza addebito di Iva – Integrazione della fattura originale e annotazione sia nel registro delle fatture emesse e che degli acquisti
Acquisto di beni esistenti in Italia e ceduti da operatore di San MarinoConsegna o spedizioneAutofattura ovvero integrazione fattura del prestatore se pervenuta entro la data di ultimazione e annotazione nel registro delle fatture emesse entro il giorno 15 del mese successivo rispetto alla data di ultimazione della prestazione, l’annotazione nel registro degli acquisti deve essere effettuato entro il termine ultimo per esercitare il diritto alla detrazione
Prestazioni ex art. 7-ter, DPR 633/72Ultimazione prestazioneAutofattura ovvero integrazione fattura del prestatore se pervenuta entro la data di ultimazione e annotazione nel registro delle fatture emesse entro il giorno 15 del mese successivo rispetto alla data di ultimazione della prestazione, l’annotazione nel registro degli acquisti deve essere effettuato entro il termine ultimo per esercitare il diritto alla detrazione
Prestazioni ex artt. 7-quater e 7-quinquies, DPR 633/72PagamentoAutofattura ovvero integrazione fattura del prestatore se pervenuta entro la data di pagamento e annotazione nei successivi 15 giorni con riferimento al mese di emissione nel registro delle fatture emesse, l’annotazione nel registro degli acquisti deve essere effettuato entro il termine ultimo per esercitare il diritto alla detrazione

Commenti:
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2 COMMENTI

  1. Articolo molto esauriente in merito alla necessità di chiarimenti su acquisto di beni e/o servizi da operatori residenti a San Marino; magari una migliore distinzione (magari con esempi) tra “prestazioni genereriche” e “altre prestazioni”

  2. Le prestazioni ex. art. 7-quater sono da assoggettare ad IVA nel paese in cui si trova p.e. l’immobile o in cui si trova l’albergo. Pertanto, in Italia per tali prestazioni non viene emessa un’autofattura in quanto si tratta di una prestazione fuori campo IVA in Italia.

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