La Legge n. 234/2021 prevede alcune novità in materia di pensioni, riguardanti le disposizioni dei trattamenti pensionistici anticipati: Quota 102, APE sociale ed opzione donna.

La riforma delle pensioni torna a essere un argomento ampiamente dibattuto in questi giorni, in particolare la questione oggi di maggiore urgenza è quella relativa al passaggio da Quota 100 all’applicazione della pensione con normale sistema di prepensionamento. Al momento infatti si stanno riunendo governo e sindacati per discutere nuovamente del futuro delle pensioni dei lavoratori.

Sulla riforma delle pensioni sono stati stabiliti alcuni punti cardine, tra cui l’eliminazione di Quota 100 che garantiva l’accesso al pensionamento con tempistiche anticipate. Tuttavia nonostante questa misura verrà eliminata a partire da gennaio 2022, rimane acceso il dibattito sul futuro del prepensionamento, dato che tramite la riforma delle pensioni il prossimo anno sarà caratterizzato dalla presenza di Quota 102, un metodo di prepensionamento alternativo valido fino alla fine del 2022.

Cosa accadrà successivamente? A questa domanda cercano di rispondere i dibattiti tra governo e sindacati. Vediamo in questo articolo quali sono le prospettive maggiormente accreditate per il termine di Quota 102, e quali sono le misure attualmente confermate dalla riforma delle pensioni per il 2022.

Riforma pensioni 2022: le misure principali

La recente Legge di Bilancio stabilisce diverse misure che saranno applicate dal 2022 sul fisco, sulle pensioni e sul lavoro. Con la recente manovra per quanto riguarda le pensioni l’obiettivo è quello di garantire un’alternativa a Quota 100 successivamente al suo termine, stabilito al 31 dicembre 2021.

La principale novità che riguarda proprio la riforma delle pensioni è la sostituzione di Quota 100 con Quota 102. Anche in questo caso si tratta di una misura che garantisce a molti cittadini l’accesso alla pensione in modo anticipato rispetto ai tempi standard, stabiliti intorno ai 67 anni di età. Tramite Quota 102 sarà comunque possibile per il 2022 accedere anticipatamente alla pensione, con almeno 64 anni di età e 38 anni di contributi versati. Infatti, l’art 1, co. 87 della Legge n. 234/2021, viene prorogato il diritto di accesso alla pensione anticipata, c.d. “Quota 100“. Il trattamento pensionistico anticipato era accessibile per i soggetti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’INPS, nonché alla Gestione Separata, al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni. Adesso, invece, la legge di bilancio 2022 ha prorogato il provvedimento, rideterminando i requisiti anagrafici in 64 anni di età e lasciando invariati i contributi di 38 anni (anzianità contributiva).

Occorre ricordare che, sostanzialmente, rimangono inalterate le altre disposizioni contenute nell’art. 14 del D.L. n. 4/2019, compreso il divieto di cumulo, vigente a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti all’accesso della pensione di vecchiaia, con redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti dal lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro annui.

Proroga dell’APE sociale

La Legge di Bilancio 2022 interviene anche in merito ai requisiti di accesso all’APE sociale, ovvero l’anticipo pensionistico a carico dello Stato introdotto dall’art. 1, co. 179 della Legge n. 232/2016.

L’APE sociale è un assegno mensile, a carico dello Stato, che può essere richiesto a partire da 63 anni di età e sostiene il lavoratore in particolari condizioni e fino al raggiungimento del requisito di età per il percepimento della pensione di vecchiaia.

Il percepimento dell’APE sociale è compatibile con la percezione di redditi da lavoro subordinato e parasubordinato nei limiti di 8.000 euro annui e di lavoro autonomo nei limiti di 4.800 euro. L’importo dell’APE sociale è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione e non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.500 euro.

La Legge di bilancio 2022, interviene, nelle disposizioni dell’APE sociale attraverso:

  • Il rinnovo dell’accesso all’APE sociale anche per il 2022;
  • L’eliminazione della condizione di accesso legata al tempo di almeno 3 mesi dalla fine del godimento dell’intera prestazione previdenziale di disoccupazione (NASPI);
  • Estensione dell’accesso alla misura ad altre categorie professionali, indicante indicate nell’allegato alla legge di bilancio, in relazione degli indicatori di gravosità determinati dall’INAIL sulla base delle domande di APE respinte riferibili ad attività affini a quelle attualmente presenti nelle vigenti categorie di lavori gravosi.

Inoltre, la Legge di Bilancio 2022 ha previsto la riduzione da 36 a 32 anni di anzianità contributiva per alcune categorie di lavoratori per l’accesso all’APE sociale. Si tratta dei:

  • Operai edili indicati nel contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle imprese edili ed affini;
  • I ceramisti e conduttori di impianti per la fornitura di articoli in ceramica e terracotta.

Proroga di opzione donna al 2022

L’art. 1, co. 94 della Legge n. 234/2021 concede, anche per l’anno 2022, la possibilità di accedere al trattamento pensionistico anticipato, conosciuto come “opzione donna” (art. 16 del D.L. n. 4/19). Questo, per le lavoratrici che hanno maturato i requisiti richiesti entro il 31.12.2021 (e non più al 31.12.2020). Pertanto, il diritto al trattamento pensionistico anticipato è riconosciuto secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, nei confronto delle lavoratrici che entro il termine del 31.12.2021 hanno maturato:

  • Anzianità contributiva di almeno 35 anni;
  • Età anagrafica di almeno 58 anni per le lavoratrici dipendenti e di 59 anni per le lavoratrici autonome.
TERMINE DI APPLICAZIONEREQUISI OPZIONE DONNAPERDITA DELLA PENSIONE
Fino al 31.12.202235 anni di contributiQuota intorno al 25% dell’assegno pensionistico ordinario
Salvo ulteriori proroghe58 anni di età per le lavoratrici dipendenti
59 anni di età per le lavoratrici autonome

Il diritto alla decorrenza della pensione si consegue trascorsi: dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti e diciotto mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi. Inoltre, deve essere tenuto in considerazione che chi decide di andare in pensione prima sfruttando Opzione donna deve contare di perdere fra il 25 e il 20% dell’assegno pensionistico che maturerebbe se andasse in pensione “regolarmente”.

Articolo precedenteSconti concessi alla clientela: aspetti IVA e registrazioni contabili
Prossimo ArticoloEredità beni immobili: tassazione e casistica
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

Lascia una Risposta