riforma delle pensioni

La riforma delle pensioni è uno dei temi più dibattuti quest’anno, e si aspettano diverse novità per l’intero sistema pensionistico italiano. In particolare, sono state fatte diverse ipotesi per sostituire la misura Quota 100, che terminerà definitivamente alla fine di dicembre 2021.

Al centro della riforma delle pensioni quindi vi è la possibilità o meno di avere un sistema di prepensionamento alternativo, in base alla misura di prepensionamento proposta negli ultimi anni come Quota 103.

Durante questa settimana verrà approvata la nuova Legge di Bilancio 2022, che oltre ad una serie di misure in tema fiscale, prevede anche delle novità in materia pensioni. Una delle soluzioni maggiormente accreditate sulla sostituzione di Quota 100 è quella di introdurre Quota 103, con il termine del lavoro a 64 anni di età e con 39 anni di versamento di contributi all’ente previdenziale.

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Quota 103 potrebbe essere una soluzione che mette d’accordo le diverse parti coinvolte, e si attende una eventuale conferma di questa misura con la nuova Legge di Bilancio 2022. Vediamo nell’articolo come funzionerebbe nel dettaglio Quota 103, e quali sono al momento le ipotesi sul rinnovo del sistema pensionistico con la Legge di Bilancio 2022.


Legge di Bilancio 2022: la riforma delle pensioni

Nella Legge di Bilancio 2022 saranno incluse tutta una serie di misure volte a modificare sia il sistema fiscale sia quello pensionistico attuale, con particolari riferimenti agli eventi degli ultimi anni. Per quanto riguarda il sistema fiscale, l’obiettivo è quello di semplificare il sistema di tassazione in modo da renderlo più efficace, e al tempo stesso ridurre la pressione fiscale.

Per quanto riguarda invece il sistema pensionistico, va tenuto in considerazione che al momento le misure di pensionamento sono molteplici, articolate e complesse, e questa settimana è cruciale per le decisioni in merito al futuro di alcune misure. Sicuramente Quota 100 non verrà rinnovata per l’anno nuovo, ma si prospetta che per i prossimi anni si passerà concretamente alla sua eliminazione in modo graduale, applicando altre misure.

Tra le ipotesi vi sono Quota 103 e Quota 104, da introdurre rispettivamente nel 2022 e nel 2023, con l’obiettivo di tornare gradualmente al sistema di pensionamento ordinario, escludendo la possibilità che era stata introdotta dalla misura Quota 100 in via sperimentale.

Ricordiamo che Quota 100 era stata introdotta per tre anni in modo sperimentale come sistema di prepensionamento, e la sua applicazione ha naturale scadenza il 31 dicembre 2021. La riforma delle pensioni parte proprio dal quesito di eliminazione di questa misura, e su come procedere per le pensioni dei prossimi anni.

Quota 103: cosa comporterebbe

Se verrà messa in pratica l’ipotesi emersa in questi giorni, successivamente al termine del 2021 potrà essere applicata la misura di Quota 102 nel 2022, Quota 103 nel 2023, Quota 104 nel 2024 fino alla stabilizzazione del sistema pensionistico ordinario.

Queste tipologie di pensionamento garantirebbero un passaggio graduale da Quota 100 alla normale applicazione della pensione ordinaria, prevista dalla Legge Fornero. Si tratta di un passaggio che quindi eviterebbe un salto troppo diretto dalla possibilità di chiedere un prepensionamento con Quota 100 alla mancanza di questa possibilità.

Altre ipotesi invece prevedono l’applicazione unicamente di Quota 103 per i prossimi anni, che prevede il pensionamento a 64 anni di età, con almeno 39 anni di contributi INPS versati. Per equilibrare l’intero sistema pensionistico viene prevista anche l’estensione dellApe Sociale, la misura di pensionamento che interviene per le categorie di lavoratori che svolgono attività di tipo usurante. Questa misura recentemente infatti è stata soggetta a modifiche, che hanno visto sostanzialmente l’allargamento della possibilità di attingervi anche da parte di nuove categorie di lavoratori.

Quota 103 infine potrebbe essere la soluzione che mette tutti d’accordo sull’uscita graduale dalla misura Quota 100. In ogni caso non sarà possibile evitare un ritorno alla Legge Fornero, in quanto queste misure saranno unicamente un cuscinetto per i prossimi due, massimo tre, anni a venire.

La posizione dei sindacati

Le misure prese per il sistema di pensionamento in ogni caso sono sotto alla lente di ingrandimento dei sindacati. Si prospettano infatti anche mobilitazioni da parte di Cgil, Cisl e Uil, soprattutto perché un eventuale allungamento dell’età pensionabile non è visto in modo favorevole.

Il ritorno alla Legge Fornero per molti potrebbe comportare l’allungamento ulteriore del lavoro per altri anni, con il superamento di eventuali sistemi di prepensionamento come Quota 100. Attualmente è possibile accedere alla pensione all’età di 67 anni con la misura ordinaria, mentre per specifiche categorie di lavoratori è possibile accedere ad un’indennità anticipata rispetto alla regola.

Si tratta principalmente di chi rientra nelle categorie di lavoratori che svolgono mansioni definite come usuranti. L’Ape Sociale è stata allargata per permettere l’accesso ad una indennità prima del compimento dei 67 anni, come spiega la normativa pubblicata anche dall’INPS:

“L’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge di bilancio 2017 e s.m.i. prevede un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS, entro dei limiti di spesa, a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero.”

L’estensione dell’Ape Sociale ha coinvolto anche nuovi lavoratori: commessi e cassiere, insegnanti delle scuole elementari, particolari categorie di operai, conducenti di veicoli. Di fatto le categorie di potenziali beneficiari della misura sono state raddoppiate, per equilibrare l’uscita da Quota 100 e garantire una prestazione specifica per chi svolge lavori particolarmente pesanti anche nel 2022.

In conclusione, si può dire ciò che è certo e ciò che ancora rimane un’ipotesi: da un lato è sicuro che Quota 100 verrà eliminata, e che si tornerà alla pensione con la Legge Fornero. Dall’altro lato, è altrettanto certa l’espansione dell’Ape Sociale a favore di un numero maggiore di beneficiari. Ciò che è in attesa di approvazione è l’applicazione della misura Quota 103 come soluzione per il passaggio graduale da Quota 100 al sistema di pensionamento ordinario. Inoltre si attende anche di conoscere le sorti di Opzione Donna.

La misura, rivolta alle lavoratrici donne dipendenti e autonome, ha riscontrato parecchie criticità, e presto potrà scomparire o essere ridimensionata, secondo le prime indiscrezioni. Non rimane che aspettare le conferme definitive con la nuova Legge di Bilancio 2022.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

1 COMMENTO

  1. La fornero non prevede 67 ma 67 anni e 9 mesi, quasi 68 anni. E alle aliquote Irpef aggiungere sempre un 2% di regionale e comunale. Quindi la tassazione delle pensioni e’ del 25, 29, 40% etc etc.

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