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Plusvalenze nel calcio: cosa sono e come si calcolano?

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale
9 min di lettura

Una plusvalenza è un incremento di valore che un asset subisce nel tempo, valutato in due momenti diversi. Nel mondo del calcio la plusvalenza (minusvalenza) è data dalla differenza tra il valore di cessione del cartellino di un calciatore, rispetto al valore residuo (al netto dell’ammortamento) del valore del cartellino iscritto in bilancio da parte del club cedente.

Perché sono importanti le plusvalenze nel bilancio di una società di calcio?

Nel campionato italiano di calcio le plusvalenze rappresentano una delle principali fonti di entrate per i club. Questo, in quanto, nella maggior parte dei casi, in assenza di grandi strutture di proprietà, i calciatori rappresentano il loro asset principale. Devi sapere, infatti, che le società di calcio professionistico devono determinare annualmente il risultato economico della propria gestione (in termini di costi e ricavi).

Il risultato della gestione è sicuramente influenzato da una serie di elementi, come i risultati sportivi, i contratti pubblicitari e di sponsorizzazione, i diritti TV, la vendita di abbonamenti e biglietti, ma soprattutto dalle plusvalenze derivanti dalla compravendita di calciatori. Il risultato economico è importante in quanto determina la patrimonializzazione delle società e quindi, indirettamente, la loro sostenibilità nel tempo (ricavabile dai bilanci d’esercizio che sono chiamate annualmente ad approvare).

Negli ultimi anni il termine plusvalenza è divenuto ricorrente e conosciuto anche tra i non addetti ai lavori. In tutte le sessioni di calciomercato, infatti, si parla sempre di plusvalenza che la società cedente è in grado di generare dalla vendita di un calciatore.

Le plusvalenze nel bilancio delle società

Analizzando i bilanci delle società calcistiche, ci si rende conto che insieme ai diritti televisivi e ai ricavi commerciali e da stadio, i proventi per la gestione dei diritti dei calciatori rappresentano una delle voci più importanti del conto economico per un club. Non sono rari gli accertamenti della Guardia di Finanza legati all’analisi di possibili operazioni fraudolente legate all’utilizzo di plusvalenze per “gonfiare” i risultati economici del club.

Per questo motivo, ho deciso di realizzare questo articolo, per approfondire questo tema ed individuare gli aspetti maggiormente rilevanti connessi alla determinazione ed al calcolo delle plusvalenze nel mondo del calcio. L’obiettivo è quello di individuare l’impatto delle plusvalenze sui bilanci delle società di calcio.

Che cosa sono le plusvalenze nel mondo del calcio?

Le plusvalenze nel calcio si riferiscono ai profitti realizzati dalla vendita di giocatori a un prezzo superiore rispetto al loro valore contabile residuo. Questi guadagni sono cruciali per le società di calcio poiché rappresentano una fonte significativa di entrate, spesso necessarie per mantenere la sostenibilità finanziaria del club, investire in nuovi giocatori, migliorare le infrastrutture e rispettare le norme del Fair Play Finanziario della UEFA.

Per arrivare a definire che cos’è una plusvalenza nel mondo del calcio, occorre partire da un presupposto, ovvero il bene di maggiore valore detenuto dalle società di calcio: i calciatori. Per ogni cartellino di un calciatore è iscritto a bilancio un valore contabile. Quel valore indica sostanzialmente la quota rimanente dell’investimento iniziale (definito costo storico) per l’acquisto del calciatore stesso che deve ancora essere ammortizzata dal club.

L’iscrizione in bilancio del cartellino dei calciatori

Una società di calcio, almeno nel panorama italiano, ha come asset principale il valore dei propri calciatori in rosa, assieme ad altri assets materiali come lo stadio ed i contratti tv. Per una società di calcio i calciatori detenuti in rosa rappresentano (contabilmente) delle “immobilizzazioni immateriali“. In buona sostanza, il calciatore, ovvero il contratto che lega il calciatore alla squadra di calcio rappresenta un valore importante, in quanto il proprio valore può cresce intrinsecamente nel tempo.

Proviamo a fare un esempio. Immaginiamo che una società di calcio tesseri un ragazzo proveniente dalle proprie scuole giovanili. Il valore di questo cartellino nel bilancio della società è pari a zero (non c’è stato un costo legato all’acquisto dal altre società). Ipotizziamo che, con il passare del tempo, il valore del calciatore cresca (per la sua bravura, per l’esperienza, le presenze in nazionale, etc) e che vi sia un’altra squadra di calcio pronta ad acquistarlo versando un importo pari a 10 milioni. Ebbene, la differenza tra il valore di cessione del calciatore (ipotizziamo 10 milioni) ed il valore di iscrizione del cartellino per la squadra cedente (nel nostro caso pari a zero) rappresenta il valore della “plusvalenza” realizzata.

Rapporto tra giocatori del vivaio e giocatori acquistati da altri club

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Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale

Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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