Partecipazione in società di persone e Regime Forfettario: possono coesistere? L’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti. Vediamo, quindi, in quali casi il possesso di una società di persone permette di operare individualmente in Regime Forfettario.

Il Regime Forfettario è un particolare regime agevolato per le persone fisiche che svolgono attività di impresa o esercenti arti o professioni.

L’applicazione del Regime Forfettario, è subordinata a le seguenti condizioni:

  • Non aver conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad un anno, non superiori a 65.000 euro;
  • Non aver sostenuto spese per un ammontare superiore a 20.000 euro, per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori (il limite dei 20.000 euro si calcola al lordo di spesa sostenuta, nell’anno precedente, occorre quindi considerare le spese del 2019);
  • Aver percepito redditi da lavoro dipendente o da pensione per un ammontare non superiore a 30.000 euro, nell’anno precedente;
  • Infine, non detenere redditi da partecipazione e trasparenza ai sensi dell’art. 5 del TUIR o comunque partecipazioni in S.r.l con controllo.
Partecipazione in società di persone e Regime Forfettario
Partecipazione in società di persone e Regime Forfettario

Rimando ad un precedente articolo, di cui trovi il link di seguito, in cui viene dettagliatamente spiegato quali sono i requisiti ed i vantaggi del Regime Forfettario:

In questo articolo, invece, affronterò il tema specifico della possibilità di coesistenza della partecipazione in società di persone con il Regime Forfettario.

Cominciamo!

La partecipazione in società di persone

Costituiscono cause ostative all’applicazione del Regime Forfettario, la titolarità in partecipazione in:

Al fine di vanificare gli effetti di questa causa ostativa, è necessario che la partecipazione venga dismessa nell’anno precedente a quello in cui si intenda avvalersi del Regime agevolato.

La Legge n. 145 del 2018 ha previsto che, per il 2019, il Regime Forfettario poteva trovare applicazione anche in caso di possesso di partecipazioni societarie ostative, tuttavia dovevano essere cedute nel corso dell’anno, ai fini dell’applicazione del Regime agevolato nel 2020.

Quindi, se nell’anno in corso il soggetto detiene una partecipazione in una società di persone gli è precluso il Regime Forfettario per questa annualità. Qualora il soggetto, sempre nell’anno in corso, dismetta tale partecipazione può applicare il Regime della flat tax a partire dell’annualità successiva.

Casi specifici di coesistenza della partecipazione in società di persone e Regime Forfettario

Nella tabella seguente, sono riportate alcune fattispecie concrete in cui opera la causa ostativa:

Caso specificoOpera la causa ostativa?Risposta dell’ Agenzia delle Entrate
Partecipazione in società sempliceNO, non opera la causa ostativa, SOLTANTO se la società produce redditi diversi da quelli prodotti di lavoro autonomoCircolare n. 9 del 2019
Società di fattoSI, opera la causa ostativa, IN CASO di attività commerciali Circolare n. 9 del 2019
Partecipazioni possedute a titolo di nuda proprietàSI, opera la causa ostativaInterpello n. 125 e 127 del 2019l
Cessione della partecipazione in snc a gennaio e successiva apertura di Partita IVA individuale per lo svolgimento della societàNO, non opera la causa ostativaInterpello n. 181 del 2019
Acquisto per eredità della partecipazione in corso d’annoNO, se la partecipazione viene ceduta entro la fine dell’annoCircolare n. 9 del 2019
Trasformazione della società di persone in società cooperativaNO, non operaInterpello n. 124 del 2019

Partecipazioni in srl e Associazioni in partecipazione

Per quanto riguarda le partecipazioni in SRL o in Associazioni in partecipazione, la causa ostativa opera qualora, ricorrano congiuntamente:

  • Controllo diretto o indiretto della società;
  • Esercizio da parte della società di attività, direttamente o indirettamente, riconducibili a le attività svolte dal soggetto: (tale verifica si effettua nell’anno di applicazione del Regime Forfettario e non all’anno precedente, come nelle altre cause ostative, perciò, nel caso in cui la causa ostativa sia accertata quest’anno, la decadenza dal regime si avrà nell’anno successivo).

Vale la pena ricordare che in questo caso i due requisiti devono verificarsi contemporaneamente. Affinché si verifichi la causa di esclusione ci si deve trovare di fronte ad un controllo diretto o indiretto della SRL e che contemporaneamente la società svolta attività riconducibili a quelle svolte dal soggetto in Regime Forfettario.

Quindi in dettaglio il possesso del 51% di una SRL che svolge attività di consulenza informatica e preclude al possessore l’apertura di una partita IVA in Regime Forfettario per svolgere la stessa attività. Tuttavia, se lo stesso soggetto cede il 2% delle quote detenute (perdendo il requisito del controllo ex art. 2453 del cc) può utilizzare il Regime Forfettario dall’anno successivo.

Controllo diretto o indiretto in una SRL

Secondo quanto disposto dall’art. 2359 co. 1 c.c., sono considerate controllate:

” 1) Le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;

2) Le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria;

3) Le società che sono sotto influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa”.

Art. 2359 c.c. co. 1

Il co. 2 dell’art. 2359 c.c. dispone che, ai fini dell’applicazione dei numeri 1 e 2 del co. 1 si computano anche i voti spettanti in società controllate, a società fiduciarie e a persone interposta. Non si computano i voti spettanti per conto di terzi.

Secondo quanto disposto dalla Circolare n. 9 del 2019, dell’Agenzia delle Entrate, per persona interposta, si intendono anche, i familiari di cui all’art. 5 co. 5 del TUIR, ossia coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, comporta l’esclusione del Regime Forfettario la partecipazione in misura superiore al 50% del capitale della società.

Tuttavia, la partecipazione in misura inferiore al 50% non è l’unico requisito da rispettare, infatti l’Agenzia delle Entrate potrebbe effettuare un controllo e valutare che il socio in Regime Forfettario, è l’unico o il principale fornitore della società, effettuando un controllo sul fatturato del socio.

Riconducibilità dell’attività svolta dalla s.r.l. con l’attività svolta individualmente: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Secondo quanto disposto dalla Circolare n. 9 del 2019, l’attività svolta dalla società è riconducibile all’attività svolta individualmente, qualora sussistano, cumulativamente, le seguenti condizioni:

  • Le due attività hanno il medesimo codice ATECO, sulla base delle attività effettivamente esercitate;
  • La persona effettua cessioni di beni o prestazioni di servizi tassati con imposta sostitutiva alla srl, direttamente o indirettamente controllata, la quale, deduce a sua volta dal reddito il costo.

In conseguenza del fatto che i chiarimenti sono intervenuti con la Circolare n. 9 del 2019, i comportamenti difformi realizzati durante la pubblicazione della Circolare, non comportano la decadenza del Regime Forfettario. Sono rilevanti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate dal 10.04.019 alla srl controllata.

Esempi pratici in cui l’attività svolta dalla società sia riconducibile all’attività svolta individualmente

Nella tabella riportata di seguito, sono indicati alcuni esempi pratici:

Caso concretoOpera la causa ostativa?Risposta dell’Agenzia delle Entrate
Architetto, che, insieme ad altri familiari ha il controllo di una srl che esercita attività di gestione immobiliare ed assume, il ruolo di amministratore unico, fatturando alle società partecipate.SI, opera la causa ostativaInterpello n. 169 del 2019
Rappresentante legale e socio di maggioranza di una srl che, dopo la liquidazione e la cancellazione dal Registro delle Imprese della società, prosegue in forma individuale un attività riconducibile a quella della società partecipataNO, non opera la causa ostativa Interpello n. 171 del 2019
Socio al 50% e amministratore di una srl che svolge attività di produzione di capi di abbigliamento (sezione C ATECO), avvia un’impresa individuale che svolge produzione di capi di abbigliamento (sezione G ATECO)NO, non opera la causa ostativaInterpello n. 162 del 2019
Commercialista (codice ATECO 69.20.11*) che collabora con una srl (Stesso codice ATECO) dalla quale percepisce compensi e ha la carica di amministratore, inoltre detiene una partecipazione al 49% SI, opera la causa ostativaInterpello n. 126 del 2019
Ragioniere commercialista (codice ATECO 69.20.12) che collabora con una srl (codice ATECO 63.11.11) e ne assume la carica di consigliere di amministrazione. La moglie del professionista possiede 80% delle partecipazioni della societàNO, non opera la causa ostativaInterpello n. 137 del 2019
Commercialista (codice ATECO 69.20.11) possiede una quota del 50% del capitale sociale di una srl che svolge attività di revisione e certificazione di bilanci (codice ATECO 69.20.20), è inoltre il rappresentante legale e percepisce compensi come amministratoreSI, opera la causa ostativaInterpello n. 108 del 2019
Soggetto esercente attività di mediazione immobiliare (codice ATECO 68.31.00) ed è socio al 72% di una srl (codice ATECO 68.31.00) ed è amministratore della stessa, percepisce inoltre, compensi come amministratoreSI, opera la causa ostativaInterpello n. 133 del 2019

Partecipazione in società di persone e Regime Forfettario: conclusioni

Il Regime Forfettario rappresenta un regime fiscale particolarmente vantaggioso per il professionista o l’imprenditore individuale. Tuttavia, a fronte di questi particolari vantaggi il legislatore ha voluto inserire una serie di stringenti requisiti di accesso e permanenza in questo regime.

Il requisito della partecipazione in società e dell’esercizio della stessa attività tra partita IVA individuale e societaria è un requisito che ha la ratio di evitare che vi possano essere comportamenti elusivi da parte di contribuenti che operano in forma societaria e potrebbero considerare conveniente spostare parte della fatturazione societaria in una partita IVA individuale (in regime di vantaggio).

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6 COMMENTI

  1. Bounasera, ho commesso un grosso errore, convito di non essere più socio accomandante di una S.A.S. con la mia partita iva individuale solo per l’anno 2019 ho fatturato in regime di flat tax.
    ad oggi La S.A.S. risulta ancora attiva ma non fattura più da 8 anni.

    Saluti

  2. La situazione prospettata integra una delle cause ostative all’applicazione del regime forfettario ma potrà accedervi se dismette la partecipazione nella società in accomandita semplice di famiglia entro la fine dell’anno. Nel caso potrà applicare il regime forfettario dall’annualità successiva. Per l’anno in corso deve regolarizzare la situazione applicando la contabilità semplificata.

  3. Buonasera,
    sono un architetto che esercita la professione operando in regime forfettario, sarebbe mia intenzione effettuare un investimento immobiliare entrando in una società semplice, mi sarebbe possibile?
    Nel caso dovessi occuparmi della progettazione potrei emettere fattura alla suddetta società?

    Grazie,
    cordiali saluti.

  4. Buongiorno, fra i vari esempi non ne ho trovato uno simile alla mia situazione: io ho una snc e con la mia socia abbiamo un bar. Ora lei vorrebbe aprire una p.iva singola con la quale fare vendita online di accessori da donna, quindi totalmente slegata dall’attività svolta con la società. Può rientrare nel regime forfettario con la seconda attività, avendo un reddito derivante dalla prima inferiore ai 65k?
    Grazie per la risposta

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