Il trattamento contabile delle operazioni in leasing costituisce da tempo un’annosa questione al centro di discussioni internazionali, affrontata in modo divergente dai sistemi di common law e da quelli a vocazione civilistica, che tendono rispetto ai primi a privilegiare gli aspetti giuridici e fiscali delle operazioni aziendali.

Da un lato l’impostazione dei principi contabili internazionali, in base alla quale i beni acquisiti in leasing devono essere iscritti tra le attività patrimoniali dei soggetti utilizzatori e come tali devono essere trattati anche in relazione ai procedimenti di ammortamento, svalutazione, riprese di valore e rivalutazione; dall’altro, la tradizione contabile e quella civilistica, secondo cui chi, in forza di un contratto di leasing, utilizza un determinato bene, deve solo limitarsi a rilevare a Conto Economico i canoni corrisposti in base al contratto stipulato, mentre sarà obbligata solo la società di leasing ad iscrivere il suo valore tra le attività dello Stato Patrimoniale.

La prassi internazionale, in sostanza, contrariamente a quella civilistica, privilegia per le operazioni in leasing (e non solo) l’aspetto sostanziale rispetto a quello f...

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