L’indennità di accompagnamento viene garantita ai cittadini che si trovano in una condizione svantaggiata in quanto mutilati o invalidi civili, con percentuale al 100%, e ai ciechi assoluti. Per questi soggetti è possibile accedere ad una indennità di accompagnamento garantita dall’INPS in caso di impossibilità nella deambulazione autonoma, che di fatto impedisce il normale svolgimento delle attività quotidiane. L’indennità di accompagnamento spetta a tutti i cittadini in possesso dei requisiti sanitari residenti in forma stabile in Italia, indipendentemente dal reddito personale annuo e dall’età.

Risulta quindi importante che, oltre all’invalidità civile al 100%, il soggetto effettivamente non possa compiere azioni quotidiane come la deambulazione, per poter avere accesso al sostegno. Questa indennità è una erogazione economica proposta per aiutare gli invalidi quotidianamente, tramite assistenza.

Per quanto riguarda i requisiti per accedervi, per questa particolare indennità non è richiesto di presentare un ISEE del nucleo famigliare, in quanto il sostegno non dipende dal reddito. Per questo motivo può accadere che lo stesso soggetto non possa accedere all’assegno di invalidità civile, ma possa ricevere l’indennità di accompagnamento.

L’indennità di accompagnamento si aggiorna nel 2022 a seguito di una rivalutazione che annualmente interessa pensioni e trattamenti assistenziali, comportando l’aumento dell’1,7% del precedente importo dell’indennità di accompagnamento per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022. La cifra dell’assegno è pari a 528,94€ per 12 mensilità (senza tredicesima) quindi l’importo annuale è di 6.347,28€

Tutti i dettagli su questa prestazione INPS nell’articolo.

Indennità di accompagnamento invalidi civili: di cosa si tratta

L’indennità di accompagnamento è una forma di sostegno economico destinata agli invalidi civili che sono impossibilitati a deambulare, e che quindi necessitano di una particolare assistenza quotidianamente. Questa indennità viene corrisposta dall’INPS, e non è da confondere con l’invalidità civile.

Si tratta di un sostegno che viene garantito a prescindere dall’età del soggetto, per cui non ci sono limiti alcuni, e dalla situazione reddituale del soggetto e del nucleo famigliare. Per questo motivo, a differenza di molti sostegni presenti attualmente, non è necessario presentare una attestazione ISEE per ricevere questa forma di aiuto.

Questa indennità ha alcune caratteristiche, che la differenziano dalle altre prestazioni rivolte agli invalidi civili:

  • Non si può ricevere in contemporanea ad altre indennità simili, come indennità di lavoro o guerra;
  • Viene erogata indipendentemente dall’età del soggetto;
  • Viene erogata indipendentemente dalla condizione economica del soggetto;
  • Non viene trasmessa agli eredi dopo il decesso;
  • Può essere ricevuta anche quando si svolgono attività lavorative;
  • L’indennità è compatibile con l’indennità di comunicazione e di accompagnamento per cieco assoluto, con diversi status di invalidità.

Queste sono le principali caratteristiche dell’indennità, che può essere richiesta a seguito dell’accertamento sanitario, e viene garantita per 12 mesi a partire dal mese successivo alla prima richiesta.

Indennità di accompagnamento 2022: requisiti

I beneficiari di questa indennità devono rispettare alcuni requisiti, indicati nella comunicazione INPS apposita. In particolare, non è sufficiente essere invalidi al 100% per poterla richiedere, ma è necessario anche soddisfare i seguenti requisiti:

  • Deve essere stata riconosciuta l’inabilità totale al 100%;
  • Deve essere riconosciuta l’impossibilità di deambulare correttamente in autonomia, e la necessità di un aiuto permanente di un accompagnatore;
  • Il soggetto non è in grado di compiere in autonomia le normali azioni quotidiane senza una assistenza continua;
  • Il soggetto deve essere residente stabile nel territorio dello stato;
  • Il soggetto deve avere cittadinanza italiana;
  • Nel caso di cittadini stranieri comunitari, deve essere presente l’iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
  • Per i cittadini stranieri extracomunitari è necessario avere il permesso di soggiorno di almeno un anno;
  • La residenza deve essere stabile nel territorio italiano.

I beneficiari del sostegno quindi sono i soggetti che rientrano in queste casistiche, tuttavia l’erogazione dell’indennità non prevede limiti di età o reddituali. Questo vuol dire che è possibile richiederla anche se è presente un’attività lavorativa, oppure la pensione di invalidità civile.

Cumulabilità con altri sostegni e redditi

Il sostegno è cumulabile anche nel caso in cui il soggetto, e il nucleo famigliare, percepiscano reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza. Riassumendo, si può dire che l’indennità di accompagnamento è cumulabile con:

  • Reddito da lavoro, senza limiti annuali, sia dipendente che autonomo;
  • Pensione di invalidità civile, fino a 67 anni di età;
  • Pensione di inabilità civile;
  • Pensione di cittadinanza;
  • Reddito di cittadinanza;
  • Pensione di vecchiaia o pensione anticipata;
  • Titolarità di una patente speciale;
  • Indennità di comunicazione e di accompagnamento per cieco assoluto.

Indennità di accompagnamento: come funziona

L’indennità di accompagnamento viene garantita per un periodo di 12 mesi a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda o dalla data per cui viene riconosciuta l’invalidità civile. Questo sostegno è incompatibile con indennità similari di guerra, di lavoro o di servizio.

L’indennità di accompagnamento consiste in una erogazione mensile con l’obiettivo di sostenere le spese per l’accompagnamento e l’assistenza quotidiana, ma questa erogazione può essere sospesa nel caso di ricovero a totale carico dello Stato per più di 29 giorni.

Va ricordato che per poter presentare una domanda di accesso a questo sostegno è necessario l’accertamento sanitario. Dato che questo sostegno viene garantito indipendentemente dal reddito, può accadere che un soggetto possa ricevere l’indennità di accompagnamento, ma non l’assegno mensile di invalidità civile.

Esclusioni

Sono esclusi dal diritto all’indennità di accompagnamento gli invalidi che:

  • sono ricoverati gratuitamente in istituto per un periodo superiore a 30 giorni;
  • percepiscono altra indennità analoga per invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio (salvo il diritto di opzione per il trattamento più favorevole).

Indennità di accompagnamento per ciechi assoluti

Rientrano tra le indennità di accompagnamento anche quelle destinate ai soggetti ciechi assoluti. Si tratta anche in questo caso di soggetti che rientrano nei requisiti visti prima, che si trovano nell’incapacità di deambulare in modo autonomo. Per questi soggetti è riconosciuto un beneficio molto simile a quello destinato agli invalidi civili.

Come spiega l’INPS questa indennità spetta ai ciechi assoluti indipendentemente dal reddito o dall’età. Anche in questo caso l’indennità spetta per 12 mesi dalla presentazione della domanda, ma l’importo viene ridotto a 93 euro mensili nel momento in cui il beneficiario viene assistito dall’accompagnamento di un volontario del servizio civile.

La cifra spettante per questa indennità è di 954,30 euro mensili, che come vedremo tra poco, è stata aumentata rispetto allo scorso anno. I requisiti per poter accedere al beneficio sono gli stessi per cui viene richiesta l’indennità di accompagnamento per invalidi civili, tuttavia deve essere riconosciuta la cecità civile assoluta.

Questo sostegno è cumulabile con la pensione ai ciechi totali, e viene garantita anche a chi è ricoverato presso un istituto pubblico. Risulta inoltre compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, ma non è compatibile con indennità di lavoro, guerra o servizio. Risulta compatibile e cumulabile con l’indennità di accompagnamento per invalido civile totale, con distinte minorazioni. La procedura per richiedere il sostegno è la stessa dell’indennità di accompagnamento per invalidi civili.

Indennità di accompagnamento: novità 2022

Per quanto riguarda l’importo mensile che viene corrisposto per l’indennità di accompagnamento, ci sono alcune novità per il 2022. In particolare quest’anno è stato effettuato un ricalcolo di molti importi di sostegni, pensioni e indennità corrisposte dall’INPS.

Anche l’indennità di accompagnamento ha subito queste variazioni, per cui sono mutati gli importi mensili spettanti ai soggetti che beneficiano di tale sostegno. La rivalutazione compiuta dall’ISTAT ha infatti tenuto conto delle differenze economiche e del costo della vita degli ultimi anni, anche a seguito dell’arrivo dell’inflazione causata dalla crisi economica.

Per questo motivo l’indennità di accompagnamento è aumentata nel 2022 rispetto all’anno precedente. La cifra dell’assegno è pari a 528,94€ per 12 mensilità (senza tredicesima) quindi l’importo annuale è di 6.347,28€. Il beneficio è corrisposto in misura fissa indipendentemente dal reddito personale e familiare del disabile.

Altro importo invece riguarda l’indennità di accompagnamento per i ciechi assoluti, che nel 2022 possono recepire 954,30 euro mensili.

Come chiedere l’indennità di accompagnamento

Per richiedere questa indennità, è necessario rivolgersi all’ente previdenziale INPS, dopo avere verificato la sussistenza dei requisiti sanitari e amministrativi. Quando si presenta la domanda per accedere al sostegno, è necessario indicare tutte le informazioni utili sul soggetto, come ad esempio eventuali ricoveri, la situazione lavorativa in caso di svolgimento di attività di questo tipo.

Vanno anche indicate le modalità con cui si intende ricevere il sostegno, e l’eventuale possibilità di chiedere una delega di un altro soggetto alla ricezione dell’indennità. Nel caso in cui il soggetto destinatario sia un minore, si utilizza il modello AP70, dopo il riconoscimento del requisito sanitario.

Una volta raggiunta la maggiore età, questi soggetti possono presentare il modello AP70 per la pensione di inabilità, senza presentare ulteriore domanda apposita. Si può procedere in ogni caso a chiedere l’accesso all’indennità online sul sito dell’INPS, oppure tramite patronato o associazione di categoria.

Per l’accesso online è necessario avere una delle credenziali di accesso digitali, come lo SPID. La domanda viene accolta generalmente entro 30 giorni, salvo casi particolari.  

Articolo precedentePensione di vecchiaia con 67 anni di età e 20 di contributi
Prossimo ArticoloRimborsi Spese Dipendenti in busta paga: le regole
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

Lascia una Risposta