Dal 1° agosto partono gli incentivi per le vetture tra 61 e 110 g/km di CO2 previsti fino a fine anno. Vediamo come funzionano gli incentivi per le auto green.

Dal primo agosto entrano in vigore i nuovi incentivi statali per le auto Euro 6. Si tratta di fondi statali messi a disposizione del comparto auto per cercare di risollevare un mercato che causa emergenza Covid-19 si è trovato in affanno. Vendite ferme tra marzo ed aprile ed adesso una leggera ripartenza tra maggio e giugno ma tutto il comparto, compreso l’indotto, va ancora a rilento.

Per questo motivo, anche in Italia, anche se in ritardo rispetto ad altri Paesi, iniziano ad essere operativi incentivi statali che vanno ad aggiungersi all’ecobonus per l’acquisto di auto elettriche ed ibride. Il bonus statale in vigore dal 1° agosto al 31 dicembre prevede incentivi per l’acquisto di vetture nuove con emissioni tra 61 e 110 g/km di CO2.

Da segnalare che è possibile fruire degli incentivi per le auto con o senza rottamazione. Il contributo statale va da € 1.750 € 3.500 per l’acquisto di un auto Euro 6 di ultima generazione. Vediamo con maggiore dettaglio questi incentivi per le auto green.

Incentivi per le auto

Incentivi statali per le auto green: come funzionano?

Gli incentivi statali per le auto green derivano dalla conversione in legge del D.L. Rilancio, che prevede un particolare schema di incentivi per l’acquisto di auto nuove. In dettaglio, i commi da 1-bis a 1-novies dell’art. 44 del D.L. n. 34/2020 (cd “decreto Rilancio“) incentivano l’acquisto di autovetture:

  • Ibride;
  • Ad alimentazione elettrica.

La fruizione dell’incentivo statale è scollegata alla rottamazione di un veicolo “datato“. Inoltre, l’incentivo per le nuove auto è cumulabile con il vigente ecobonus auto per l’acquisto di auto a basse emissioni di biossido di carbonio.

Dal primo agosto al 31 dicembre 2020 sono previsti i seguenti incentivi statali per l’acquisto di auto a bassa emissione di CO2:

  • Incentivi per l’acquisto di auto Euro 6 con emissioni comprese tra 61 g/km i 110 g/km e prezzo fino a 40.000 euro, Iva esclusa. Il bonus è di € 3.500 (€ 1.500 di bonus statale e € 2.000 di sconto del concessionario) con rottamazione di un veicolo di età superiore a 10 anni e  1.750 euro (€ 750 di bonus statale e € 1.000 di sconto del concessionario) senza rottamazione;
  • Un incremento dell’ecobonus: € 4.000 di incentivi in più (€ 2.000 statali e € 2.000 di sconto del concessionario) per le auto con emissioni da 0 a 60 g/km. Quindi, per le auto con emissioni comprese fra i 21 e i 60 g/km parliamo di € 6.500 di bonus, rottamando una vecchia auto, oppure di € 3.500 senza rottamare nulla. Per le auto con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km, ovvero le elettriche, il bonus governativo sale addirittura a  10.000 in caso di rottamazione, € 6.000 senza rottamazione.

Introduzione di una ecotassa per i veicoli inquinanti

A fronte di questi incentivi, il Governo ha anche previsto una ecotassa per scoraggiare l’acquisto di vetture inquinanti. Nello specifico, dal primo marzo 2019 sino al 31 dicembre 2021, tutti coloro che acquisteranno un’auto pagheranno:

  • Con emissioni tra 161 e 175 g/km = € 1.100
  • Fino a 200 g/km =  € 1.600
  • Fino a 250 g/km =  € 2.000
  • Oltre 250 g/km = € 2.500

Quanti sono i fondi statali stanziati per gli incentivi auto 2020?

Per quanto riguarda la copertura finanziaria degli oneri derivanti dagli incentivi per le auto il Fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di CO2, istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico (art. 1, comma 1041 della Legge n. 145/2018) è stato incrementato di ulteriori 50 milioni di euro. Questi fondi vanno ad aggiungersi a quelli già stanziati nella versione originaria del decreto Rilancio (ex art. 44, comma 1). Si tratta di un Fondo di 100 milioni per l’anno 2020 e 200 milioni per l’anno 2021.

Tuttavia, lo stanziamento, a quanto si apprende da esperti del settore potrebbe esaurirsi in poco tempo: alcuni parlano già di esaurimento entro la fine del mese di agosto.

Il mercato dell’auto ha chiuso il mese di luglio con un calo di vendite (rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) del 6%. Sicuramente una situazione non positiva ma confortante rispetto ai numeri registrati tra marzo ed aprire, con punte di calo fino al 90%.

Incentivi fiscali per il passaggio di proprietà dei veicoli

Gli incentivi per le auto non finiscono qui. Sono previsti, inoltre, sconti fiscali sul passaggio di proprietà dei veicoli. Questo bonus è legato agli acquirenti, persone fisiche, di veicoli usati di ultima generazione (classe non inferiore a Euro 6), rottamandone uno datato e più inquinante (di classe non superiore a Euro 3).

I veicoli acquistati devono prevedere emissioni di CO2 non superiori a 60 g/km (quindi auto elettriche o ibride). In questa circostanza, gli oneri fiscali che gravano sul trasferimento di proprietà del veicolo acquistato sono ridotti del 40%.

Un ulteriore incentivo è legato ai soggetti che acquistano un veicolo green rottamando un precedente veicolo inquinante.

Incentivi anche per la seconda auto rottamata

Un ulteriore contributo è stato, infine, previsto per le persone fisiche che, contestualmente all’acquisto di un veicolo con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 110 g/km, rottamano una seconda autovettura rientrante tra quelle indicate nel comma 1032 dell’articolo 1, Legge n. 145/2018.

In aggiunta ai € 1.500 già attribuiti per il primo veicolo consegnato, spetta un altro bonus di  750 euro. Si tratta di un bonus che, in alternativa, può essere utilizzato sotto forma di credito di imposta entro tre annualità per comprare:

  • Monopattini elettrici;
  • Biciclette elettriche;
  • Abbonamenti al trasporto pubblico;
  • Servizi di mobilità elettrica in condivisione o sostenibile.

Riepilogo incentivi e bonus: non solo elettriche e ibride

Gli incentivi per le auto sono destinati alle persone fisiche e a quelle giuridiche che, nel periodo compreso tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2020, acquistano, anche in locazione finanziaria, un autoveicolo nuovo di categoria M1 (“veicoli progettati e costruiti per il trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente”), ovvero un’autovettura:

  • Con emissioni di CO2 fino a 60 g/km (veicoli elettrici e ibridi) e con prezzo risultante dal listino ufficiale della casa produttrice inferiore a 50 mila euro, Iva esclusa
  • con emissioni di CO2 comprese tra 61 e 110 g/km (veicoli con qualsiasi tipo di alimentazione), omologati in una classe non inferiore a Euro 6 e con un prezzo ufficiale inferiore a 40 mila euro, sempre al netto dell’Iva.

La sua presenza o meno di un veicolo da rottamare, tuttavia, incide sulla consistenza del bonus, entità che è differenziata anche in funzione del numero di grammi di anidride carbonica emessi per chilometro. Infatti:

  • In caso di acquisto con rottamazione di un analogo veicolo immatricolato prima dell’1° gennaio 2010 o che nel periodo di vigenza dell’agevolazione supera i dieci anni di anzianità dalla data di immatricolazione, il contributo è di € 2.000 per i veicoli con emissioni di CO2 da 0 a 60 g/km e di € 1.500 per i veicoli con emissioni da 61 a 110 g/km (in entrambe le ipotesi, il contributo è riconosciuto se il venditore pratica uno sconto di almeno 2.000 euro);
  • In caso di acquisto senza rottamazione, il contributo è di  1.000 per i veicoli con emissioni di CO2 da 0 a 60 g/km e di € 750 per i veicoli con emissioni da 61 fino a 110 g/km (in tali circostanze, è richiesto che il venditore pratichi uno sconto di almeno 1.000 euro).

Incentivi statali e legami con l’ecobonus auto

In relazione ai nuovi contributi, è prevista l’applicazione di alcune regole già in uso per l’ecobonus spettante a chi acquista veicoli elettrici o ibridi (articolo 1, comma 1031 e seguenti, Legge n. 145/2018).

I nuovi contributi, inoltre, sono cumulabili con lo stesso ecobonus, che agevola chi acquista, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia, dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, un autoveicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica e con prezzo inferiore a 50 mila euro (al netto dell’Iva), consegnando per la rottamazione una vettura di classe da Euro 0 a Euro 4:

  • € 6.000 per i veicoli con emissioni di CO2 fino a 20 g/km
  • € 2.500 per i veicoli con emissioni di CO2 da 21 a 60 g/km.

L’ecobonus è riconosciuto anche in assenza di rottamazione. In tal caso, è previsto un contributo di:

  • € 4.000 per i veicoli con emissioni di CO2 fino a 20 g/km
  • € 1.500 per i veicoli con emissioni di CO2 da 21 a 60 g/km.
Emissioni CO2 nuova vetturaIncentivo con rottamazioneIncentivo senza rottamazione
Da 0 a 20 g/km€ 6.000€ 4.000
Da 21 a 60 g/km€ 2.500€ 1.500

La detrazione per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica

Sempre in questo ambito è da segnalare un’ulteriore agevolazione fiscale. Si tratta della disposizione contenuta nell’art. 16-ter del D.L. n. 63/2013. Si tratta di una agevolazione fiscale legata all’installazione di colonnine di ricarica elettrica.

L’installazione delle colonnine di ricarica elettrica è sicuramente un elemento incentivante all’acquisto di auto a motorizzazione completamente elettrica. Per questo, l’agevolazione si pone come obiettivo quello di incentivare la diffusione delle colonnine di ricarica ed indirettamente di auto elettriche.

Il bonus fiscale consiste nella possibilità di detrarre dall’IRPEF il 50% dei costi sostenuti per l’installazione delle colonnine di ricarica in dieci quote annuali. Per fruire di questa detrazione è necessario rispettare alcune condizioni. In particolare:

  • La potenza massima dei punti di ricarica deve essere di 22 kw;
  • Le colonnine elettriche devono essere dedicate ad un uso esclusivamente privato (anche in edifici condominiali), non accessibili al pubblico;
  • Si deve essere in possesso di un titolo idoneo sull’immobile interessato dall’intervento. Sono considerati aventi diritto: il proprietario, l’usufruttuario, il comodatario, il locatario.

L’importo massimo complessivo agevolabile è pari a € 3.000. In questo limite sono comprese le spese per opere ed infrastrutture accessorie funzionali alle colonnine stesse. Inoltre sono compresi anche gli oneri per le abilitazioni amministrative necessarie.

Sono agevolabili le spese sostenute tra il 1° marzo 2019 ed il 31 dicembre 2021.

La detrazione si fruire direttamente in dichiarazione dei redditi. In particolare deve essere compilato il rigo E56 del modello 730. Sul punto vedasi anche la Circolare n. 19/E/2020 dell’Agenzia delle Entrate per i chiarimenti del caso.

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