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Imposta sulle donazioni: guida pratica

Imposta sulle donazioni: ecco tutte le regole per procedere al calcolo corretto dell'imposta sulle donazioni. Vediamo quali sono le aliquote e i criteri di seguito.

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L’imposta sulle donazioni è l’imposta che il beneficiario è tenuto a pagare, nel momento che riceve un bene mediante atto di donazione. Sono previste aliquote diverse a seconda del rapporto di parentela intercorrente tra il soggetto del donante e del donatario. Inoltre, sono previste anche eventuali franchige che rendono tassabili le donazioni per la parte eccedente il loro valore. L’atto di donazione deve essere redatto da un notaio, che provvede anche alla registrazione e al versamento delle relative imposte.

Oltre al grado di parentela, l’aliquota è determinata anche in base al valore stesso della donazione. Sia che essa abbia ad oggetto somme di denaro  che beni mobili o immobili, sarà necessario individuare la percentuale in base al valore. Potrebbe, dunque, risultare essenziale la necessità di procedere ad una stima del valore del bene donato.

E’ necessario tener presente che in caso di donazione, la predette imposta potrebbe non essere l’unica che sarai chiamato a versare. Ad esempio, in caso di donazione di immobile, sarai anche tenuto al pagamento dell’imposta catastale e ipotecaria.

Vediamo cosa c’è da sapere sul punto.


Cos’è una donazione?

La donazione è una sorta di anticipazione della disposizione testamentaria, laddove il titolare del patrimonio intenda disporne per il futuro anticipandone gli effetti ad un momento anteriore all’apertura della successione. La donazione si caratterizzano per lo spirito di liberalità, la cui definizione è campeggia nella definizione dell’art. 799, contratto con il quale per spirito di liberalità una parte arricchisce l’altra assumendo un’obbligazione o attribuendo un bene.

Il rapporto tra successione e donazione si individua sulla base di una serie i elementi. Ad esempio, il donatario deve imputare a legittima la donazione, perché si presume che la donazione sia un anticipo di eredita.

Il donatario deve imputare la sua quota di coeredità le donazioni ricevute in vita o in natura o per imputazione. Anche la disciplina della donazione diverge rispetto alla disciplina generale del contratto come per quanto riguarda il testamento.
L’atto di ultima volontà è caratterizzato dal principio della rilevanza esclusiva della volontà,il testamento è un atto solitario. 

Tuttavia, pur sussistono delle rilevanti differenze all’apertura della successione, coloro che sono menzionati non hanno un’aspettativa. Mentre con la donazione non è coì. Inoltre, ls volontà del donante non è dominata dalla disciplina esclusiva della volontà del donante, a differenza di quanto accade rispetto al testamento.

La principale differenza risiede nel fatto che la donazione ha una struttura bilaterale, c’è comunque un affidamento da considerare quella del donatario.

Anche la donazione soggiace al divieto di patto successorio, non è ammesso una donazione mortis causa. 

Imposta sulle donazioni: le aliquote

L’imposta sulle donazioni, come abbiamo affermato nei precedenti paragrafi, è determinata sulla base sia del valore della cosa donata che il grado di parentela. Di seguito una tabella che può riassumere efficacemente i criteri di calcolo:

SoggettiFranchigiaAliquota
Coniuge e parenti in linea retta, genitori e i figli, anche naturali, i rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta, gli adottanti e gli
adottati, gli affiliati e gli affiliati
€ 1.000.000,004%
Fratelli e sorelle€ 100.000,006%
Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° grado6%
Altri soggetti8%
Persona portatrice di handicap€ 1.500.000,004%, 6%, o 8% a seconda del legame di parentela

Tuttavia, l’imposta sulle donazioni non è sempre dovuta e deve essere resa solo sulla parte che eccede la franchigia. In particolare,

l’imposta sulle donazioni non si versa nel caso di:

  • donazioni ai genitori (anche adottivi) inferiori a 1 milione di euro; 
  • donazioni ai nonni inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni ai figli (anche adottivi) inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni ai nipoti inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni al marito inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni alla moglie inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni al fratello o alla sorella inferiori a 100mila di euro;
  • donazioni, anche tra estranei, di modico valore (Ag. Entrate circolare n. 3/2008).

Ulteriori esenzioni

Oltre ai limiti imposti dalla franchigia, ci sono anche ulteriori esenzioni all’imposta sulle donazioni:

  • a favore dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni;
  • a favore di enti pubblici e di fondazioni o associazioni legalmente riconosciute, che hanno come scopo esclusivo l’assistenza, lo studio, la ricerca scientifica, l’educazione, l’istruzione o altre finalità di pubblica utilità e alle ONLUS;
  • a favore di movimenti e partiti politici.
  • le donazioni di veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico, nemmeno se presenti con altri beni o diritti in uno stesso atto di donazione;
  • i trasferimenti di aziende familiari (individuali o collettive), a favore dei discendenti o del coniuge nel rispetto di specifici requisiti
  • le liberalità indirette, a condizione che siano attuate mediante atti comportanti il trasferimento o la costituzione di diritti immobiliari o il trasferimento di aziende assoggettati all’imposta di registro in misura proporzionale oppure all’IVA nel rispetto delle specifiche regole previste dalla legge.

Donazione immobili e imposte

Come poc’anzi affermato, in caso di donazione di immobili non solo dovrà esser pagata l’imposta sulle donazioni. Il donatario sarà, infatti, tenuto a pagare anche le imposte catastali e le imposte ipotecarie, in misura equivalente al’1% o 2% . E’ prevista una misura fissa per chi, invece, dichiara di avere i requisiti della prima casa per un valore equivalente a 160 euro.

Mentre, sempre con riferimento alla donazione di immobile, l’imposta sulle donazioni su cui applicare la aliquota, in base a quella prescelta secondo i criteri dell’entità della donazione e del rapporto di parentela, è il valore venale del bene al momento della stipula dell’atto.

Non di rado, tuttavia, si adotta il criterio della valutazione automatica, ossia il meccanismo introdotto dal legislatore fiscale per mettere al riparo il donatario da accertamenti fiscali. Il meccanismo prevede l’utilizzo di moltiplicatori da applicare alla rendita catastale.

Mentre, per quanto riguarda i terreni non edificabili la base imponibile si calcola moltiplicando per 90 il reddito domenicale già aumentato del 25%.

Tramite questo meccanismo automatico, che prende in considerazione la rendita catastale, gli atti di donazione e successione non sono soggetti ad accertamento fiscale.

Donazione beni vincolati

La donazione di immobili vincolati, proprio per la particolarità del regime che si applica al bene, è soggetta all’imposta di registro in misura fissa di 200,00 euro e all’imposta ipotecaria del 2% e all’imposta catastale dell’1%, a meno che il donatario non possa godere delle agevolazioni previste per la prima casa; in questo caso, pagherà le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa di 200,00 euro ciascuna.

Altrettanto peculiare è il regime in caso di successione. Infatti, gli immobili vincolati non concorrono alla formazione dell’asse ereditario. Per tale motivazione, gli eredi non sono tenuti a pagare l’imposta di successione ma solo le imposte ipotecaria del 2% e catastale dell1% a meno che l’erede non possa godere delle agevolazioni per la prima casa.

In questo caso, sarà sufficiente versare 200,00 euro per ciascuna imposta.


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