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Gestori di piattaforme digitali: la comunicazione dati

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Gli obblighi di comunicazione dei dati da parte dei gestori di piattaforme digitali. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito le modalità di effettuazione della comunicazione trimestrale da parte dei gestori di piattaforme digitali in merito ai dati relativi alle vendite a distanza. Vediamo quali sono i soggetti obbligati e le modalità di trasmissione.

I soggetti passivi, residenti e non residenti nel territorio dello Stato che, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica, ovvero un mercato virtuale (marketplace), una piattaforma, un portale o altri mezzi analoghi, che facilitano la vendita a distanza di beni importati o già presenti all’interno dell’Ue, sono tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il mese successivo a ciascun trimestre, i dati dei fornitori che concludono compravendite avvalendosi di tali portali.

Sostanzialmente, i gestori di piattaforme online sono chiamati, trimestralmente, a comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei fornitori che concludono compravendite avvalendosi dei portali.

Sul punto, l’Agenzia delle Entrate, con Circolare del 1° giugno 2020 n. 13, ha chiarito quali sono, le modalità di trasmissione dei dati relativi alle vendite a distanza di beni che avvengono mediante l’uso di una interfaccia elettronica. In questo contributo proviamo a riepilogare gli aspetti più importanti di questa comunicazione.

Gestori di piattaforme digitali: la comunicazione dei dati delle vendite online

I soggetti passivi Iva che facilitano, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica, le vendite a distanza di beni importati o le vendite a distanza di beni all’interno dell’Unione Europea, devono effettuare una comunicazione trimestrale. Tali soggetti, infatti, per ciascun fornitore, devono inviare i seguenti dati:

  • La denominazione o i dati anagrafici completi, la residenza o il domicilio, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica;
  • Il numero totale delle unità vendute in Italia;
  • A scelta del soggetto passivo, per le unità vendute in Italia l’ammontare totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita.

La trasmissione deve avvenire, anche avvalendosi di intermediari abilitati (ad esempio dottori commercialisti), attraverso i servizi telematici (Entratel/Fisconline) dell’Agenzia delle entrate.

Questo significa, sostanzialmente, che i soggetti non residenti, privi di stabile organizzazione in Italia – di identificarsi direttamente o tramite un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato.

Ambito applicativo comunicazione dati vendite online su piattaforme digitali

Per quanto riguarda l’ambito soggettivo, si distingue tra soggetti passivi stabiliti e non stabiliti.

Soggetti passivi stabiliti

soggetti passivi stabiliti tenuti all’obbligo di comunicazione dei dati sono da individuarsi nei soggetti passivi IVA, inclusi quelli che, aderendo o applicando regimi speciali, non sono debitori d’imposta.

A titolo esemplificativo, sono esclusi dall’ambito di applicazione della disciplina coloro che accedono al Regime Forfettario.

Essi, pur rientrando nella nozione di soggetto passivo IVA, non addebitano l’IVA in rivalsa, né esercitano il diritto alla detrazione dell’imposta assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti nazionali, comunitari e sulle importazioni.

Pertanto, in linea generale i soggetti che rientrano in tale regime non sono tenuti all’obbligo di comunicazione dei dati, salvo nelle ipotesi in cui effettuino acquisti in reverse charge e risultino per questo debitori di imposta.

Rientrano nella nozione di soggetto passivo coloro che accedono a regimi IVA che prevedono speciali meccanismi che incidono sulla determinazione della base imponibile o sull’esercizio della detrazione

Soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello Stato

Per soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello Stato si intendono sia i gestori delle piattaforme che non effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi territorialmente rilevanti nel territorio dello Stato, che i gestori (non stabiliti) che realizzano le predette operazioni.

Per questi ultimi (soggetti non stabiliti che svolgono operazioni territorialmente rilevanti), ove privi di stabile organizzazione, è necessaria l’identificazione diretta, ovvero la nomina di un rappresentante fiscale.

Mentre, per i soggetti passivi non stabiliti che non effettuano operazioni territorialmente rilevanti nel territorio dello Stato, è sufficiente la richiesta all’Agenzia delle Entrate di un codice fiscale.

Ambito oggettivo della comunicazione

Per quanto riguarda l’ambito applicativo oggettivo, i termini e le modalità di comunicazioni riguardano:

  • I dati previsti dall’articolo 13, comma 1, del richiamato Dl n. 34/2019, (qualsiasi bene oggetto di vendita a distanza);
  • I dati indicati dall’art. 11-bis, commi da 11 a 15, del Dl n. 135/2018 (soltanto i beni indicati quali telefoni cellulari, console da gioco, tablet pc e laptop).

Trasmissione dei dati vendite online su piattaforme digitali

I soggetti passivi trasmettono all’Agenzia delle Entrate, per ciascun trimestre dell’anno solare, le seguenti informazioni relative a ciascun fornitore che ha effettuato almeno una vendita nel trimestre di riferimento:

  • La denominazione o i dati anagrafici completi, inclusa la residenza o il domicilio nonché l’identificativo univoco utilizzato per effettuare le vendite facilitate dall’interfaccia elettronica, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica
  • Il numero totale delle unità vendute in Italia
  • A scelta del soggetto passivo, per le unità cedute in Italia, l’ammontare totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita, espressi in euro. Gli operatori trasmettono i dati esistenti sulle piattaforme. Al fine di tutelare le esigenze di semplicità, si è ritenuto che il dato da comunicare per ciascuna vendita sia il prezzo della transazione così come visualizzato dell’utente al momento dell’acquisto tramite la piattaforma, comprensivo di eventuali servizi accessori (quali, ad esempio, la spedizione o il trasporto), anche se questi ultimi sono effettuati da terze parti: in altri termini, va comunicato il totale della transazione conclusa tramite la piattaforma, al lordo dell’Iva. Le vendite “complesse“, quali le vendite di pacchetti di più beni a fronte di un prezzo unitario, sono considerate transazioni uniche.

Termini di trasmissione

La trasmissione dei dati indicati nell’articolo 13, dal comma 1, Dl n. 34/2019 (qualsiasi bene oggetto di vendita a distanza) è effettuata entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre, a partire dal trimestre di entrata in vigore di detta norma.

Considerate le obiettive condizioni di incertezza sussistenti, circa, l’applicazione della disciplina in commento, non è applicabile fino all’emanazione della Circolare, la disposizione prevista dall’articolo 13, comma 3, dello stesso Dl (responsabilità del soggetto passivo), nel caso in cui problemi tecnici e operativi inerenti alla trasmissione o alla leggibilità dei dati abbiano reso necessario sostituire/integrare più volte, sino a un massimo di tre invii, le comunicazioni originarie al fine di includere correttamente i dati suddetti.

Responsabilità nella trasmissione dei dati da parte dei gestori di piattaforme

Il mancato invio delle informazioni o la loro incompletezza, comporta che, il soggetto passivo è considerato debitore d’imposta per le vendite a distanza del fornitore, salvo che dimostri che l’imposta è stata assolta dal fornitore.

Nel caso, invece, di trasmissione di dati incompleti, il soggetto passivo non è considerato debitore d’imposta se dimostra di avere adottato tutte le misure necessarie per la corretta rilevazione e individuazione dei dati presenti sulla piattaforma digitale.

La rettifica della trasmissione

In caso di omissioni o errori nella trasmissione dei dati, i soggetti passivi possono trasmettere una nuova comunicazione che sostituisce integralmente quella precedentemente inviata.

La nuova comunicazione è effettuata entro la fine del mese successivo a quello in cui è stata inviata la prima comunicazione e deve contenere l’indicazione del trimestre di riferimento.

La mancata trasmissione dei dati o la loro incompletezza ha delle conseguenze. I soggetti passivi diventano, infatti, debitori di imposta per le vendite a distanza effettuate per le quali non hanno trasmesso, o hanno trasmesso in modo incompleto, i dati richiesti.

In caso di resi di cui la piattaforma sia a conoscenza, gli stessi dovranno essere oggetto di comunicazione sostitutiva. I termini per la presentazione di quest’ultima decorrono dal momento in cui la piattaforma è a conoscenza del reso.

La documentazione relativa alle vendite di beni a distanza deve essere conservata e messa a disposizione dell’Amministrazione finanziaria in caso di controlli, per un periodo di 10 anni.

Le novità dell’E-commerce indiretto dal 2021

Il Consiglio Europeo ha approvato la Direttiva 2017/2455/UE che modifica la Direttiva 2006/112/CE in materia di Iva. In particolare, per quanto riguarda l’E-commerce indiretto, relativo alla vendita a distanza di beni, con effetto dal 1° gennaio 2021, ci saranno le seguenti novità:

  • Eliminazione delle soglie annue previste ai fini dell’imponibilità nel Paese membro di destinazione dei beni, in luogo di una soglia annua di € 10.000, riferita al volume delle vendite a distanza in ambito comunitario, al di sotto della quale il cedente è soggetto a Iva nel Paese membro in cui è stabilito;
  • Estensione del MOSS alle vendite a distanza in ambito intracomunitario, laddove risulti superata la soglia di € 10.000;
  • Ai fini dell’applicazione della disciplina delle vendite a distanza, la condizione del trasporto o spedizione a cura o nome del cedente opera anche nei casi in cui quest’ultimo cura il trasporto o spedizione dei beni, sia pure indirettamente;
  • Eliminazione dell’obbligo di emettere fattura per le vendite a distanza in ambito intracomunitario.

La novità più importante riguarda sicuramente il fatto che i soggetti che effettuano cessioni avranno la possibilità di:

  • Pagare l’Iva nel Paese membro del cedente fino al raggiungimento della soglia di € 10.000, al superamento della quale vi è obbligo di identificarsi ai fini Iva nel Paese del cessionario;
  • Utilizzare il MOSS, dichiarando e pagando l’Iva su tutte le vendite a distanza in un unico Paese membro UE, quello di stabilimento.

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