Esterovestizione della holding estera: come si difende l’imprenditore italiano

HomeFiscalità InternazionaleEsterovestizione della holding estera: come si difende l'imprenditore italiano

L'esterovestizione di una holding estera si presume legalmente ex art. 73 del TUIR qualora l'ente controlli società in Italia e sia gestito da residenti. La difesa dell'imprenditore richiede di superare l'inversione dell'onere della prova, dimostrando documentalmente che la sede di direzione effettiva e la gestione ordinaria sono radicate all'estero.

L'esterovestizione di una holding estera si configura quando la sede di direzione effettiva o la gestione ordinaria in via principale risultano localizzate in Italia. Ai sensi dell'articolo 73, comma 5-bis, del TUIR, vige una presunzione legale relativa di residenza italiana per le società estere che detengono partecipazioni di controllo in enti italiani e sono a loro volta controllate da residenti in Italia, o amministrate da un consiglio a maggioranza italiana. L'imprenditore può difendersi fornendo prove contrarie idonee a dimostrare il concreto radicamento della direzione effettiva nello Stato estero, superando così l'inversione dell'onere della prova e le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate.

La società estera detiene partecipazioni di controllo (ex art. 2359, co. 1, c.c.) in società residenti in Italia? Sì No

La società estera è controllata, anche indirettamente, da soggetti (persone fisiche o giuridiche) residenti in Italia? Sì No

Il Consiglio di Amministrazione della società estera è composto in prevalenza da consiglieri residenti in Italia? Sì No

Rifai il test

La presunzione legale di residenza per le holding estere (art. 73 TUIR) La disciplina dell'esterovestizione per i gruppi societari si fonda su presunzioni legali che mirano a ricondurre la residenza fiscale in Italia di entità formalmente estere, ma sostanzialmente amministrate nel territorio dello Stato. Requisiti del controllo societario ("attivo" e "passivo") L'articolo 73, comma 5-bis del TUIR stabilisce una presunzione relativa di residenza se la società estera detiene partecipazioni di controllo, ai sensi dell'art. 2359, comma 1 c.c., in società o enti residenti in Italia. Questa condizione di controllo "attivo" deve coesistere con un controllo "passivo": la holding estera deve essere a sua volta controllata, anche indirettamente, da soggetti residenti in Italia. Tale requisito viene verificato al termine dell'esercizio del soggetto estero rilevante. La prassi dell'Agenzia delle Entrate (Circolare n. 28/E/2006) estende l'efficacia di questa norma anche alle catene partecipative con più sub-holding interposte, estendendo la presunzione a tutti i livelli societari fino alla controllata operativa italiana. La composizione del Consiglio di amministrazione In alternativa al requisito del controllo, la presunzione di esterovestizione scatta se la società estera è amministrata da un consiglio di amministrazione, o altro organo equivalente di gestione, composto in prevalenza da soggetti residenti in Italia. La residenza dei consiglieri deve essere ...

Fiscomania.com

Questo articolo è riservato agli abbonati:
Scopri come abbonarti a Fiscomania.com.


Sei già abbonato?
Accedi tranquillamente con le tue credenziali: Accesso
I più letti della settimana

Abbonati a Fiscomania

Oltre 1.000, tra studi, professionisti e imprese che hanno scelto di abbonarsi per non perdere i contenuti riservati e beneficiare dei vantaggi. Abbonati anche tu a Fiscomania.com oppure Accedi con il tuo account.

I nostri tools

 

Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionale
Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionalehttps://fiscomania.com/federico-migliorini/
Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.
Leggi anche

Paesi a tassazione territoriale nel 2026: confronto tra Panama, Costa Rica, Georgia e Paraguay

Quattro giurisdizioni che non tassano i redditi di fonte estera: meccanismi fiscali, requisiti di residenza e rischi concreti per...

Esimente CFC: attività economica effettiva, criteri di sostanza e documentazione da predisporre

La disapplicazione della disciplina sulle imprese estere controllate dipende dalla capacità del socio residente di dimostrare una struttura con...

Aprire una società a Hong Kong: regime fiscale, vantaggi e rischi per l’imprenditore italiano

Il sistema fiscale territoriale della Regione Amministrativa Speciale azzera le imposte sui profitti esteri, ma per un residente italiano,...

Ravvedimento operoso quadro RW: sanzioni, calcolo e procedura aggiornati

La regolarizzazione delle attività estere non dichiarate segue regole diverse a seconda del tipo di violazione, del Paese di...

Sistema fiscale Malta: aliquote, regimi agevolati e convenzione con l’Italia

Malta applica un'imposta sul reddito delle società nominalmente al 35%, ma il meccanismo del full imputation system e le...

Residenza fiscale di SNC e SAS con soci esteri: criteri, rischi e adempimenti

La presenza di soci non residenti non sposta automaticamente il domicilio fiscale di una società di persone: conta dove...