esonero imposta di successione

Limposta di successione è un’imposta indiretta dovuta nei confronti dello Stato da parte degli eredi e dei legatari del de cuius. Si tratta di un adempimento fiscale di fondamentale importanza, in quanto costituisce condizione imprescindibile al fine di poter disporre dei beni ricevuti a causa di morte.

Questa è dovuta, in caso di successione, da:

  • Gli eredi;
  • I chiamati all’eredità;
  • I legatari.  
  • Gli amministratori dell’eredità;
  • Curatori delle eredità;
  • Esecutore testamentario;
  • trust.

La successione è un fenomeno giuridico che si accompagna ad uno naturale. Tramite l’istituto della successione si regola la devoluzione del patrimonio dei defunti. La successione è un fenomeno necessario, verificatasi la morte del soggetto è necessario soddisfare esigenza di continuità, e devolvere il patrimonio che egli lascia deve essere devoluto a qualche altro soggetto. 

Tuttavia, non è sempre necessario procedere al versamento dell’imposta. In primo luogo, essa deve essere versata rispetto a specifici beni. Inoltre, al ricorrere di alcune circostanze essa non deve essere versata.

Vediamo insieme cosa c’è da sapere sul punto.


Cos’è la tassa di successione?

La successione è un fenomeno giuridico che si accompagna ad uno naturale. Tramite l’istituto della successione si regola la devoluzione del patrimonio dei defunti. La successione è un fenomeno necessario, verificatasi la morte del soggetto è necessario soddisfare esigenza di continuità, e devolvere il patrimonio che egli lascia deve essere devoluto a qualche altro soggetto. 

Lo strumento principale per regolare la successione è il testamento, ed è l’unico strumento l’unico negozio che può essere mortis causa è il testamento. Si ricava dalla dicotomia fondamentale.

Forme di successione

Il nostro ordinamento conosce due forme di successione:

  • successione legittima: l’eredità viene devoluta in base alla legge e li individua in base a rapporto di parentela e devolve a ciascuno di essi una quota del patrimonio ereditario,
  • successione testamentaria: dove il de cuius che ha fatto il testamento individua i successibili e le quote ad essi assegnate.

La successione può essere eventualmente anche mista, ossia in parte per testamento e per la parte rispetto alla quale il de cuius non dispone nulla per legge. Nel nostro sistema non è stato riprodotto il principio romanistica secondo cui la successione non può essere testamentaria e legittima insieme.

Io potrei fare un testamento con cui dispongo solo una parte delle quote del patrimonio ereditario. Rispetto alle quote che non sono oggetto di testamento, si apre la successione legittima. Parliamo di quote e non singoli beni perché ciò che caratterizza la chiamata all’eredità è l’attribuzione di una quota ideale del patrimonio successorio.

L’erede non è colui a cui vengono lasciati i singoli beni di regola, a meno che i singoli non siano individuati per simboleggiare una quota, che è al istitutio ex re certa, ma quel bene è quota. 

Quando è dovuta l’imposta di successione?

L’imposta di successione è un’imposta indiretta dovuta nei confronti dello Stato da parte degli eredi e dei legatari del de cuius. Si tratta di un adempimento fiscale di fondamentale importanza, in quanto costituisce condizione imprescindibile al fine di poter disporre dei beni ricevuti a causa di morte.

Sono oggetto di imposta di successione o donazione:

  • gli immobili, che, normalmente, si valutano mediante l’applicazione di determinati coefficienti alla rendita catastale;
  • tutte le obbligazioni, i crediti, i beni mobili e il denaro che entrano nell’asse ereditario.

Il calcolo dell’imposta di successione avviene quantificando l’eredità totale, ovvero deve essere sommato, il valore di immobili, diritti reali su beni immobili, titoli, beni mobili, partecipazioni, crediti, etc, ossia tutte le proprietà del defunto.

Dal totale devono essere sottratte le passività del defunto, ovvero i debiti e le spese mediche sostenute per suo conto dagli eredi negli ultimi 6 mesi di vita. Da questa differenza si ottiene il patrimonio su cui calcolare le imposte.

In quale misura è dovuta l’imposta di successione?

L’imposta di successione è dovuta da eredi e legatari in misura corrispondente a parte del valore della quota o del legato ricevuto in eredità. L’aliquota cambia a seconda del grado di parentela del soggetto debitore.

In particolare, sul valore complessivo dell’eredità si applicano le seguenti aliquote di tasse sulla successione:

  • 4 per cento, per il coniuge e i parenti in linea retta (genitori e figli), da calcolare sul valore eccedente, per ciascun erede, 1.000.000 di euro;
  • 6 per cento, per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun erede, 100.000 euro;
  • 6 per cento, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, nonché affini in linea collaterale fino al terzo grado;
  • 8 per cento, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per le altre persone.

Beni imponibili

Come abbiamo poc’anzi accennato, non tutti i beni sono oggetto di imposta di successione. Questa viene sicuramente applicata ad una specifica categoria, i c.d. beni imponibili:

  • Beni immobili e diritti reali immobiliari;
  • Aziende, navi e aeromobili;
  • Azioni e obbligazioni, altri titoli, quote sociali; Rendite e pensioni;
  • Crediti;
  • Altri beni come denaro, gioielli e mobili per un importo pari al 10 per cento del valore globale netto imponibile dell’asse ereditario anche se non dichiarati o dichiarati per un importo minore, salvo che da inventario analitico non ne risulti l’esistenza per un importo diverso.

Passività deducibili

Mentre sono deducibili dall’asse ereditario:

  • dai debiti del defunto esistenti alla data di apertura della successione;
  • dalle spese mediche e funerarie, queste ultime in misura non superiore a euro 1.032,91 che rappresenta la soglia massima di deducibilità;
  • le eventuali imposte pagate ad uno stato estero in dipendenza della stessa successione.

Esonero dall’imposta sulla successione

L’imposta sulla successione non deve essere necessariamente versata. Sussistono a tal proposito alcuni esoneri. Ad esempio, non è dovuta l’imposta per i trasferimenti a titolo gratuito a favore di enti ecclesiastici, tenendo anche conto anche dell’attività in concreto esercitata dall’ente stesso.

In particolare, il legislatore ha disposto all’ articolo 3 del testo unico sulle successioni e donazioni, Dlgs. n. 346/1990 che non sono soggetti ad imposta i trasferimenti a favore:

  • dello stato, regioni, province e comuni
  • di enti pubblici, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute che hanno come scopo esclusivo l’assistenza, lo studio, la ricerca scientifica, l’educazione, l’istruzione, o altre finalità di pubblica utilità.

Il secondo comma della presente normativa, inoltre, prevede che vanno esenti da imposta sulla successione anche i trasferimenti a favore di enti pubblici e di fondazioni o associazioni legalmente riconosciute, diversi da quelli indicati nel comma 1, non sono soggetti ad imposta se sono stati disposti per le finalità indicate nello stesso comma 1.

In quest’ulteriore ipotese è necessario che sia verificata la finalità perseguita. Cioè si valuta se l’erede o legatario abbia effettivamente perseguito il fine indicato dal de cuius per ottenere l’esenzione. Dunque, entro cinque anni dall’accettazione dell’eredità o della donazione o dall’acquisto del legato, di aver impiegato i beni o diritti ricevuti, o la somma ricavata dalla loro alienazione, per il conseguimento delle finalità indicate dal testatore o dal donante.

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