Detrazioni pagamento conto corrente

A chi spettano le detrazioni in caso di conto corrente cointestato? Si ritiene che esse spettino al contribuente titolare del documento di spesa. Facciamo chiarezza sul punto.

La sottosegretaria del Ministero dell’Economia Maria Cecilia Guerra, durante l’interrogazione in commissione Finanze ha chiarito a chi spettano le detrazioni in caso di conto corrente cointestato. A seguito di una dubbiosa sentenza della Commissione Tributaria provinciale di Perugia, secondo la quale la detrazione spetterebbe a metà, è stato quindi necessario intervenire sul punto.

Vediamo cosa c’è da sapere sull’argomento.


Scontro MEF e Commissione tributaria su detrazioni pagamenti

Le detrazioni sui pagamenti tramite conto corrente cointestato hanno dato origine ad uno scontro tra la sottosegretaria del Ministero dell’Economia Maria Cecilia Guerra e la Commissione tributaria di Perugia.

La sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Perugiala numero n. 104 emessa lo scorso 4 dicembre 2020 e depositata il 26 febbraio 2021, infatti, aveva ad oggetto la predetta questione.

Il giudizio era stato introdotto dal cointestatario con il coniuge di un conto utilizzato per il pagamento della spesa oggetto di detrazione, avverso il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso nei suoi confronti una cartella di pagamento per il recupero parziale a titolo di rimborso. In quest’ultimo l’autorità finanziaria riconosceva solo una detrazione parziale e non totale, sicché il ricorrente chiedeva la parte non concessale.

Sulla vicenda la Commissione ha, invece, affermato la bontà della posizione assunta dall’Agenzia delle entrate, non attribuendo la detrazione integrale.

Tuttavia la vicenda ha sollevato non pochi dubbi al riguardo.

Quali sono le motivazione del CTP?

La principale argomentazione, invero, introdotta dalla Commissione tributaria di Perugia, circa le detrazioni dei pagamenti, non verteva sulla circostanza che il conto fosse cointestato. Ma allora quale è il problema princiaple?

Sostiene, invero, al commissione che:

Secondo i principi generali dell’ordinamento fiscale, il diritto alla deduzione/detrazione spetta a condizione che l’onere deducibile/detraibile sia effettivamente sostenuto dal soggetto intestatario del documento di spesa. In generale, l’onere può considerarsi sostenuto dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa

Quindi, ivi si parte dall’assunto che è il contribuente a cui è intestato il documento di spesa a poter accedere alla detrazione dei pagamenti.

L’organo afferma che lo stesso non è privo della legittimazione in quanto tale, ma semplicemente non ha offerto la prova di aver proceduto autonomamente al pagamento.

Il problema principale, come sottolineato dalla difesa, è che nel caso dei conti cointestati questa prova non è agevole, giacché vige la presunzione secondo cui le eventuali operazioni sono imputabili ai due cointestari in ossequio al principio di solidarietà.

Ma a chi spetta allora la detrazione?

Come evidenziato, la questione ha accesso un vivo dibattito su chi abbia diritto alla detrazione. Le opzioni erano le seguenti: se entrambi coitestatari nella misura del 50% ciascuno, o solo uno dei due e soprattutto in base a quale criterio.

La sottosegretaria MEF Guerra ha fornito importanti chiarimenti in merito alle detrazioni fiscali e alle modalità di pagamento

Sul punto, invero, si è ribadito che il diritto alle detrazioni dei pagamenti, invero, spetta al titolare del documento di spesa, anche se il pagamento è effettuato da conto cointestato.

Da ciò consegue, come messo in luce dal sottosegretario, che non rileva poi chi in concreto abbia materialmente posto in essere il pagamento. Tale aspetto attiene ai rapporti interni fra le parti, che non rilevano ai fini della detrazione.

Tuttavia, si aggiunge, che sarà invece opportuno verificare due fattori per accertare l’imputabilità della prestazione al soggetto titolare del documento di spesa, e quindi si guarda a che:

  • l’operazione sia stata effettuata per mezzo della propria carta di credito per pagare le spese detraibili riferite al coniuge, per le quali c’è l’obbligo di tracciabilità. La carta deve però esser stata emessa sulla base del conto cointestato mediante carta bancomat.

1 COMMENTO

  1. La sentenza non è solo discutibile ma ampiamente impugnabile, anche perchè:
    1 – non è vero che ogni operazione riguarda indipendentemente l’uno o l’altro dei cointestatari, in quanto la richiesta di bonifico (specialmente nei c/c online, in cui ogni cointestatario ha le sue proprie credenziali di entrata), in un c/c a firma disgiunta, può esser fatta da uno o dall’altro: quindi si sa quale cointestatario ha materialmente ordinato il pagamento;
    2 – L’AdE ha ribadito più volte con chiarezza quello che ha affermato anche la sottosegretaria, cioè che, ai fini della detrazione, non ha importanza chi effettua materialmente il pagamento, soprattutto quando si tratta si c/c cointestato tra coniugi o parenti.
    Il problema è che l’AdE deve racimolare soldi in tutti i modi possibili (e anche immaginabili, come in questo caso) e che i legali dello Stato sono a stipendio e, quindi, non guardano alla convenienza o meno dell’opposizione o del ricorso e sperano che il contribuente (che deve pagare di tasca propria) rinunci alla causa, come, purtroppo, avviene troppo spesso.

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