Detrazione spese veterinarie nel Modello 730 del 2020: detrazione del 19% sulla quota che eccede la franchigia di 129 euro e non supera l’importo limite di 387 euro. Le istruzioni per la compilazione.

Le spese veterinarie possono essere portate in detrazione fiscale con il Modello 730/2020.

Nella dichiarazione dei redditi le spese veterinarie sono detraibili per il 19% degli importi che superano la franchigia di 129 euro.

L’importo massimo per cui si ha diritto alla detrazione per il costo di visite, farmaci o interventi in favore di animali domestici, è di 387,34 euro.

Tale limite vale per le spese del 2019, mentre per quelle del 2020, il prossimo periodo d’imposta, la soglia è stata innalzata dalla legge di Bilancio a 500 euro.

La detrazione viene calcolata sulla parte di importo che supera la quota di 129,11 euro.

Le spese veterinarie devono essere indicate all’interno della sezione I, rigo da E8 a E10 del modello 730/2020, ovvero “Altre spese”.

Normalmente tali oneri sono già presenti all’interno del modello 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate, che dovrebbe essere a disposizione dei contribuenti a partire dal 5 maggio 2020.

Le istruzioni per la compilazione del modello 730 e per beneficiare della detrazione delle spese veterinarie sostenute nel 2019.

Detrazione spese veterinarie

Detrazione spese veterinarie 2020

Le spese veterinarie che possono essere portate in detrazione nel Modello 730/2020 sono quelle sostenute dal contribuente per la cura dei propri animali domestici, detenuti legalmente, per compagnia o per pratica sportiva.

La detrazione con il modello 730/2020 può essere richiesta per le seguenti voci di spesa:

  • Per le spese per visite veterinarie;
  • Spese per interventi o analisi di laboratorio;
  • Spese per farmaci veterinari.

Per tale categoria di spesa è stabilito un limite massimo di importo da poter indicare in dichiarazione dei redditi.

Tale soglia ammonta a 387,34 euro e, a partire dal prossimo periodo di imposta, è stata innalzata a 500 euro dalla Legge di Bilancio 2020.

Per l’importo che eccede la soglia di 129,11 euro si può chiedere la detrazione Irpef del 19%.

La franchigia rimane a carico del contribuente e deve quindi essere esclusa dall’importo prima di calcolare la quota da portare in detrazione.

Tuttavia, all’interno del modello, si deve indicare la somma complessiva della franchigia.

La detrazione non può essere richiesta per le spese che superano la soglia limite di 387,34 euro.

Detrazione spese veterinarie nel modello 730 del 2020: quanto è possibile recuperare?

La detrazione per le spese veterinarie del Mod. 730 del 2020 è riconosciuta per la quota superiore alla franchigia di 129,11 euro ed inferiore alla soglia limite di 387,34 euro.

Per una spesa di 387 euro è riconosciuta la detrazione al 19% sulla quota che eccede la franchigia.

Tale percentuale deve quindi essere applicata su 258,23 euro e la detrazione spettante ammonta a 49,06 euro.

La detrazione è comunque calcolata sottraendo a questa somma la franchigia di 129 euro.

In altre parole possono verificarsi 3 seguenti casi:

  • Spesa inferiore a 129,11 euro: non si ha diritto alla detrazione;
  • Spesa superiore a 129,11 euro ma inferiore al limite di 387,34 euro: la detrazione al 19% deve essere calcolata sulla quota che eccede la franchigia,
  • Infine, qualora la spesa supera i 387,34 euro: può essere richiesta la detrazione di circa 49 euro.

Detrazione spese veterinarie: le istruzioni

Le spese veterinarie devono essere indicate nel quadro E del modello 730/2020 nel rigo da E8 a E10.

Deve inoltre essere utilizzato il codice 29 e deve essere indicato l’importo di spesa da portare in detrazione fiscale.

Tale importo deve comprendere la franchigia: se tale spesa supera il limite di 387 euro la cifra che deve essere indicata è 387, anche se la detrazione spetterà solamente per la quota che eccede la franchigia.

Il modello 730 precompilato del 2020 dovrebbe già contenere gli importi relativi alle spese, tuttavia è necessario controllare che i dati inseriti siano corretti.

I documenti relativi alle spese devono inoltre essere conservati, insieme all’autodichiarazione sul possesso di animali domestici.

L’obbligo di tracciabilità dei pagamenti per quanto riguarda le spese veterinarie, riguarda le spese sostenute nel 2020, che dovranno essere indicate nel modello 730 del 2021.

La scadenza per il modello 730 è stata spostata al 30 settembre 2020 a causa dell’emergenza Coronavirus.

Nel caso in cui venga utilizzato il modello Redditi 2020 le spese devono essere indicate ancora una volta con il codice 29 ma nei righi da RP8 a RP13.

Detrazioni spese veterinarie: nuovo tetto massimo per Modello 730 del 2021

La Legge di Bilancio 2020, ha aumentato la soglia massima per le detrazioni da 387,34 previsti a 500,00 euro del 2020.

Con il nuovo tetto massimo, si potrà ottenere una detrazione di 70,46 euro, tenendo conto della franchigia di 129,11 euro e dell’aliquota applicata del 19%.

Anche se non è un aumento esponenziale della soglia massima delle detrazioni delle spese veterinarie, è comunque un miglioramento.

Detrazioni spese veterinarie 2020: metodi di pagamento tracciabili

La Legge di Bilancio 2020, ha inoltre, introdotto l’obbligo di tracciabilità delle spese sostenute nel 2020, ai fini delle detrazioni fiscali del 19%.

La previsione dell’obbligo di tracciabilità delle spese riguarda:

  • Le prestazioni professionali rese dal veterinario;
  • L’acquisto di medicinali veterinari prescritti dal veterinario;
  • Le analisi di laboratorio e interventi presso le cliniche veterinarie.

Per chiunque abbia un animale da compagnia o per la pratica sportiva è fondamentale ricordarsi di pagare solo con mezzi tracciabili, altrimenti, pagando in contanti, si perde la detrazione del 19%.

Infine, ricordiamo che le spese veterinarie possono essere detratte soltanto dal proprietario dell’animale.

Documentazione da conservare

Tra i documenti da conservare c’è la certificazione rilasciata dall’ASL o dal veterinario nel momento dell’iscrizione dell’animale all’anagrafe.

Per i cani l’obbligo del microchip, mentre per gli altri animali, come gatti e furetti, è necessario che il veterinario rilasci il cosiddetto pet passport.

Tra i documenti validi c’è anche il certificato di adozione o la fattura di acquisto dell’animale.

Qualora invece si trattasse di un trovatello si può procedere con la registrazione volontaria, con cui il proprietario si impegna alla detenzione giuridica.

Questo passaggio è fondamentale, in quanto la detrazione delle spese veterinarie senza il titolo di proprietà, può comportare l’applicazione di una sanzione:

  • Per detrazione indebita;
  • Per mancata regolarizzazione del possesso dell’animale.

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