La Camera dei deputati ha approvato il decreto bollette, al fine di contrastare il caro energia e sostenere famiglie e imprese. Il testo passa ora al Senato per l’approvazione definitiva entro il 21 aprile 2026.
Tra le misure previste c’è il bonus sulle bollette elettriche, la proroga delle centrali a carbone, e lo stop al telemarketing aggressivo nel settore energetico.

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Una delle misure centrali del decreto bollette riguarda il contributo straordinario una tantum da 115 euro, in favore dei titolari del bonus sociale elettrico, cioè alle famiglie in condizioni di disagio economico che già beneficiano dello sconto in bolletta.
Il beneficio rientra in un limite di spesa complessivo di 315 milioni di euro stanziati per il 2026. I requisiti sono legati all’ISEE del nucleo familiare:
- Inferiore a 9.796 euro per nuclei con fino a tre figli a carico;
- Inferiore a 20.000 euro per nuclei con quattro o più figli a carico.
Il contributo è diretto e automatico. Non occorre presentare nessuna domanda per chi è già inserito nel sistema delle agevolazioni.
Spesa per il teleriscaldamento
Viene previsto, dal 1° gennaio 2026, in favore delle famiglie economicamente svantaggiate che hanno diritto all’applicazione delle tariffe agevolate per la fornitura di energia elettrica (bonus elettrico) il diritto anche alla compensazione della spesa per la fornitura del teleriscaldamento.
Trasparenza nel settore energia
Inoltre, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto l’Arera definisce, con proprio provvedimento, le modalità e i criteri con cui gli operatori della vendita al dettaglio nei settori dell’energia elettrica e del gas naturale forniscono alla medesima Autorità le informazioni relative ai margini di profitto.
Aliquota Irap per le imprese operanti nel comparto energetico
Si prevede l’aumento di 2 punti percentuali (dal 3,9 per cento al 5,9 per cento) dell’aliquota Irap applicabile ai soggetti operanti nel comparto energetico per i periodi d’imposta 2026 e 2027.
Uscita dal carbone rinviata al 2038
Tra le misure più discusse c’è la proroga al 2038 della chiusura delle centrali a carbone, rispetto alla precedente scadenza del 2025. La norma ha suscitato critiche da parte di diverse associazioni ambientaliste, preoccupate per il prolungamento dell’uso di fonti altamente inquinanti.
Stop al telemarketing aggressivo
Il decreto prevede norme più rigide contro il telemarketing aggressivo nel settore energetico. È vietato effettuare sollecitazioni commerciali telefoniche, inclusi i messaggi, per proporre o concludere contratti di fornitura di energia elettrica e gas.
Viene previsto il divieto di di effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche mediante l’invio di messaggi a consumatori, finalizzate alla proposta e conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas.
Il professionista potrà contattare il consumatore per telefono, anche con l’invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata direttamente al professionista mediante interfacce informatiche di quest’ultimo oppure nel caso in cui il contatto sia stato effettuato nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso per ricevere proposte commerciali. È onere del professionista dimostrare la validità del contatto.
I contatti telefonici dovranno essere effettuati dal professionista da un numero che lo identifichi in maniera univoca. I contratti stipulati a seguito di contatto effettuato in violazione di quanto previsto da queste disposizioni sono nulli.
Il consumatore può avvalersi degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. E’ possibile segnalare la cosa al Garante per la protezione dei dati personali (Gpdp) e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), indicando il numero dal quale proviene la chiamata. Se l’Agcom, nell’ambito dell’attività istruttoria svolta d’ufficio o a seguito della segnalazione, accerti che la chiamata proviene da numeri diversi da quelli assegnati al professionista, ordina al gestore telefonico l’immediata sospensione dell’utilizzo delle linee allo stesso assegnate. La sospensione può essere anche chiesta dal Gpdp, nell’ambito della propria attività istruttoria, all’Agcom in presenza di un numero significativo di segnalazioni di chiamate senza previo consenso.