Conversione di valute estere al cambio medio nel quadro RW

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Conversione di valute estere al cambio medio mensile per la valorizzazione di attività finanziarie estere nel quadro RW. Utilizzo del cambio storico per la conversione di valute relative ad un bene valutato al costo di acquisto. Se la valorizzazione avviene al valore di mercato si utilizza il cambio medio mensile di riferimento.

Uno dei principali problemi che ci si trova ad affrontare nella compilazione del quadro RW del modello Redditi è legato al fatto che si possono detenere attività patrimoniali e finanziarie in valute estere.

In queste situazioni è necessario andare a definire le modalità con le quali si deve effettuare la conversione tra la valuta estera e l’Euro. Il tutto al fine di compilare correttamente il quadro dedicato al monitoraggio fiscale di attività finanziarie estere e al pagamento di IVIE ed IVAFE.

Sul punto l’Agenzia delle Entrate è intervenuta per individuare il corretto tasso di cambio da utilizzare per la conversione in Euro di valori espressi in valuta estera. Questo sia per gli investimenti patrimoniali che per le disponibilità finanziarie detenute all’estero da parte di contribuenti fiscalmente residenti in Italia.

Vediamo, quindi, i criteri da utilizzare per individuare il tasso di cambio da utilizzare per le attività patrimoniali e finanziarie estere.

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CONVERSIONE DI VALUTE ESTERE: VALUTAZIONE AL COSTO O AL VALORE DI MERCATO DELLE ATTIVITÀ

Al fine di poter correttamente individuare il tasso di cambio da utilizzare nella conversione di valute estere è necessario prendere a riferimento il criterio di valutazione dell’attività estera.

Ai fini della compilazione del quadro RW del modello Redditi, per il  monitoraggio fiscale e la liquidazione di IVIE ed IVAFE occorre verificare se:

  • L’attività patrimoniale o finanziaria è valutata al [highlight color=”yellow”]Costo[/highlight]. In questo caso la conversione di valuta estera deve essere effettuata al cambio medio del mese in cui ricade la data di acquisto. In questo caso non è necessario aggiornare di anno in anno l’importo indicato in dichiarazione;
  • L’attività patrimoniale o finanziaria è valutata al valore di [highlight color=”yellow”]Mercato[/highlight]. In questo caso la conversione di valute estere deve essere effettuata al cambio medio del mese di determinazione di tale valore. Ad esempio il 31 dicembre del periodo di imposta o del periodo di detenzione dell’attività estera. Pertanto è necessario aggiornare annualmente il valore all’interno del quadro RW.

Queste sono in linea generale le principali indicazioni a cui è opportuno rifarsi quando si deve effettuare la conversione di valute estere. Tuttavia, è possibile ritenere che vi sia una obiettiva difficoltà interpretativa nella disposizione dell’Agenzia. Per questo motivo eventuali comportamenti difformi da parte del contribuente possono non essere oggetto di contestazione.

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LA VALORIZZAZIONE DI INVESTIMENTI PATRIMONIALI E DISPONIBILITÀ FINANZIARIE DETENUTE ALL’ESTERO

I contribuenti residenti fiscalmente in Italia (persone fisiche, enti non commerciali, società semplici), sono tenuti a dichiarare nel quadro RW del modello Redditi PF.

Questo per indicare tutte le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero nel corso del periodo d’imposta.

La compilazione del quadro è obbligatoria anche in caso di disinvestimento effettuato prima del termine del periodo d’imposta stesso.

Infatti, con la compilazione del quadro RW l’Amministrazione finanziaria può monitorare gli investimenti esteri effettuati dai contribuenti residenti.

Il contribuente che detiene direttamente un investimento all’estero o attività estere di natura finanziaria, è tenuto ad indicarne il valore nel presente quadro. Nonché la quota di possesso espressa in percentuale.

L’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste anche nel caso in cui le attività siano possedute dal contribuente per il tramite di interposta persona.

È il caso, ad esempio, di soggetti che abbiano l’effettiva disponibilità di attività finanziarie e patrimoniali formalmente intestate ad un trust residente o non residente.

VALORIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ PATRIMONIALI E FINANZIARIE

Una volta individuate le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero occorre andare ad identificare la loro valorizzazione.

I criteri di valutazione devono essere gli stessi sia ai fini del monitoraggio fiscale, sia per l’eventuale pagamento delle imposte patrimoniali IVIE ed IVAFE.

Vediamo, quindi, in sintesi, come arrivare alla valorizzazione delle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.

IMMOBILI DETENUTI ALL’ESTERO

Il valore dell’immobile è costituito dal costo di acquisto. Oppure, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui è situato l’immobile.

Qualora l’immobile non sia più posseduto alla data del 31 dicembre dell’anno si deve fare riferimento al valore dell’immobile rilevato al termine del periodo di detenzione.

Per gli immobili acquisiti per successione o donazione, il valore è quello indicato nella dichiarazione di successione. In mancanza si assume il costo di acquisto o di costruzione sostenuto dal de cuius o dal donante.

IMMOBILI RELATIVI A PAESI UE O SEE

Se l’immobile è situato in un Paese dell’Unione Europea o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare è quello catastale.

Oppure, in mancanza, il costo di acquisto o, in assenza, il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

ALTRI BENI DIVERSI DAGLI IMMOBILI

Per le altre attività patrimoniali detenute all’estero, diverse dagli immobili, per le quali non è dovuta l’IVIE, il contribuente deve indicare il costo di acquisto.

Oppure, in mancanza il valore di mercato all’inizio di ciascun periodo di imposta (ovvero al primo giorno di detenzione) e al termine dello stesso (ovvero al termine del periodo di detenzione dello stesso).

ATTIVITÀ FINANZIARIE ESTERE

Per l’individuazione del valore delle attività finanziarie devono essere adottati gli stessi criteri validi ai fini dell’IVAFE.

Pertanto il valore è pari al valore di mercato, rilevato al termine del periodo di imposta o al termine del periodo di detenzione.

Oppure, in caso di attività finanziarie non negoziate in mercati regolamentati, il valore nominale o, in mancanza, al valore di rimborso.

Nel caso in cui siano cedute attività finanziarie appartenenti alla stessa categoria, acquistate a prezzi e in tempi diversi, per stabilire quale delle attività finanziarie è detenuta nel periodo di riferimento il metodo da adottare è il c.d. “LIFO” e, pertanto, si considerano ceduti per primi quelli acquisiti in data più recente.

Quanto al cambio valutario da applicare, si dovrebbe usare quello della valuta del rendiconto periodico. Questo facendo riferimento, per il valore iniziale, a quello medio del mese di dicembre dell’anno precedente, o del mese di inizio del rapporto in corso d’anno e, per il valore finale, quello del mese di dicembre dell’anno o del mese di chiusura del rapporto.

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CONVERSIONE DI VALUTE RELATIVE AD INVESTIMENTI ESTERI

Ai fini della corretta compilazione del quadro RW del modello Redditi per gli importi espressi in valuta estera si pone il problema della conversione in euro.

La problematica da risolvere è quella legata al tasso di cambio da adottare. Tasso che può determinare il valore che viene indicato nel quadro. Valorizzazione da cui poi dipende il pagamento delle imposte patrimoniali.

Per quanto riguarda l’individuazione del tasso di cambio da adottare per la conversione delle valute occorre fare delle puntualizzazioni.

Il comma 4, dell’articolo 4 del DL n 167/90 prevede che:

“Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate è stabilito il contenuto della dichiarazione annuale prevista dal comma 1. Nonché annualmente, il controvalore in auro degli importi in valuta da dichiarare”

Il Provvedimento 18/12/2013 attuativo dell’articolo 4 sopra citato prevede che:

“Il controvalore in euro degli investimenti e delle attività espressi in valuta da indicare nel quadro RW deve essere calcolato, per tutti i dati in esso riportati sulla base del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate emanato ai fini dell’individuazione dei cambi medi mensili agli effetti delle norme dei Titoli I e II del DPR n 917/86”

Anche le istruzioni per la compilazione del modello Redditi PF affermano quanto indicato nel provvedimento sopra citato.

CONVERSIONE DI VALUTE ESTERE E TASSO DI CAMBIO MENSILE

La lettura di queste disposizioni, seppur chiara, può portare alla formazione di un dubbio interpretativo. Mi riferisco, in particolare, alla possibilità di fare riferimento ad un tasso di cambio annuale (come indicato dal DL n 167/90) o ad un tasso di cambio mensile (Provv. 18/12/13).

A sciogliere definitivamente questo dubbio ci ha pensato la Circolare n 10/E/2014 dell’Agenzia delle Entrate.

Nella circolare è indicato che per le attività detenute all’estero al primo gennaio si deve far riferimento ai cambi medi mensili. Mentre per le attività detenute al 31 dicembre deve essere preso a riferimento il cambio medio del mese di dicembre dell’anno precedente. Tasso di cambio determinato sulla base del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate emanato ai fini dell’individuazione dei cambi mensili.

RISOLUZIONE MINISTERIALE N 77/2016

Sul punto è necessario far riferimento alla Risoluzione Ministeriale n 77/2016 ha chiarito questi aspetti in modo definitivo.

CRITERIO TASSO DI CAMBIO
COSTO DI ACQUISTO Deve essere applicato:

  • Il tasso di cambio medio relativo al mese di acquisto
  • Il valore non deve essere aggiornato negli anni successivi
VALORE DI MERCATO Deve essere applicato:

  • Il tasso di cambio medio del mese in cui viene determinato il valore di mercato (31/12 o termine del periodo di detenzione dell’investimento)
  • Il valore di mercato deve essere aggiornato negli anni successivi (limitatamente agli investimenti valutati al 31/12, posto che per quelli dismessi non va più effettuata alcuna esposizione a quadro RW)

Vediamo quando deve essere aggiornato negli anni successivi il tasso di cambio utilizzato nel caso di adozione:

  • Del valore catastale o del valore dichiarato in atto degli immobili. Non c’è un chiarimento ufficiale in merito. Per questo si ritiene che non debba esserci aggiornamento annuale. Questo in quanto il criterio è assimilabile più ad un “costo di acquisto” che ad un “valore di mercato”;
  • Del valore di quotazione: nel caso dell’attività finanziarie. Il valore nel quadro RW deve essere aggiornato di anno in anno.

TASSI DI CAMBIO MEDI – PROVVEDIMENTI DA UTILIZZARE

Altra problematica importante riguarda i tassi di cambio da utilizzare per la conversione delle valute estere nel quadro RW.

Occorre fare riferimento sempre ai tassi di cambio pubblicati con provvedimento dal direttore dell’Agenzia delle Entrate.

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