Il compenso dovuto al commercialista, secondo quanto pubblicato dall’Associazione Nazionale dei Commercialisti, per il visto di conformità per i bonus edilizi dovrebbe non essere inferiore a 520 euro. Per la compilazione dei modelli e l’invio telematico delle comunicazioni di cessione del credito o sconto in fattura il minimo consigliato è di 155 euro.

L’Associazione Nazionale dei Commercialisti, con il documento pubblicato il 10 febbraio ha reso noti quali dovrebbero essere i compensi dovuti per gli adempimenti previsti sui bonus edilizi. Secondo quanto riporta la premessa del documento, è:

“un suggerimento dei compensi professionali che potrebbero essere previsti e pattuiti tra il commercialista e il proprio cliente. Tale determinazione resta comunque soggettiva e potrà essere oggetto di contrattazione al momento del conferimento dell’incarico, quando dovrà essere nota al cliente la complessità dell’incarico e l’importanza dell’opera richiesta”.

Per quanto riguarda il compenso dovuto per il visto di conformità, secondo quanto riporta il documento, deve essere parametrato al valore della pratica, ossia con un valore della pratica inferiore ai 200.000 euro, si potrà richiedere un onorario pari al 3-4% del valore della pratica, con un minimo di 520 euro. Invece, qualora il valore dell’intervento superi i 200.000 euro, l’Associazione Nazionale Commercialisti consiglia di richiedere un compenso tra l’1 e il 3%, con un massimo di 20.000 euro. Per la compilazione dei modelli e l’invio telematico delle comunicazioni di cessione del credito o sconto in fattura, riguardante le diverse tipologie di intervento (recupero edilizio, riqualificazione energetica, bonus facciate, ecc.) il minimo consigliato è di 155 euro. In caso di annullamento della pratica, invece, il minimo consigliato è di 52 euro.

Compenso minimo sul visto di conformità bonus edilizi di 520 euro

Il documento pubblicato del 10 febbraio dell’Associazione Nazionale dei Commercialisti, è un suggerimento dei compensi professionali del commercialista, tuttavia occorre guardare al caso concreto per la corretta determinazione del compenso. Per ogni compenso riportato, il professionista è libero di adeguarsi, tuttavia, in caso di compensi superiori, l’Associazione Nazionale dei Commercialisti consiglia una maggiorazione non superiore al 12,5%, con un massimo di 2.500 euro per ogni parcella. Gli onorari dovranno essere concordati con il cliente in forma scritta.

Per quanto riguarda il compenso dovuto per il visto di conformità, secondo quanto riporta il documento, deve essere parametrato al valore della pratica, ossia con un valore della pratica inferiore ai 200.000 euro, si potrà richiedere un onorario pari al 3-4% del valore della pratica, con un minimo di 520 euro. Invece, qualora il valore dell’intervento superi i 200.000 euro, l’Associazione Nazionale Commercialisti consiglia di richiedere un compenso tra l’1 e il 3%, con un massimo di 20.000 euro. Per la compilazione dei modelli e l’invio telematico delle comunicazioni di cessione del credito o sconto in fattura, riguardante le diverse tipologie di intervento (recupero edilizio, riqualificazione energetica, bonus facciate, ecc.) il minimo consigliato è di 155 euro. In caso di annullamento della pratica, invece, il minimo consigliato è di 52 euro.

Quindi, per il visto di conformità, vengono suggeriti i seguenti compensi:

  • Valore della pratica inferiore ai 200.000 euro,  compenso tra il 3-4 % con un minimo di 520 euro;
  • Valore della pratica superiore ai 200.000 euro, compenso tra 1-3% con un massimo di 20.000 euro.

Il calcolo dovrà essere eseguito singolarmente in caso di lavori condominiali e di singoli condomini per i lavori trainati effettuati sul proprio appartamento.

Gli onorari per le altre tipologie di servizi offerti alla clientela restano sostanzialmente invariati rispetto agli anni precedenti. Per la tenuta della contabilità semplificata, gli onorari consigliati variano da un minimo di 986 euro annui (in caso di non più di 90 fatture) fino ad un massimo di 2.858 euro (con un numero di fatture comprese tra le 180 e le 360).

Per la contabilità ordinaria, gli onorari consigliati prevedono un compenso annuo minimo di 2.259 euro ad un massimo di 3,295 euro, con un compenso aggiuntivo di 2,65 euro per ogni registrazione successiva alla seicentesima. Per i contribuenti minimi e forfetari, la redazione della situazione contabile e della relativa dichiarazione dei redditi dovrebbe avere un corrispettivo compreso tra i 400 e i 1.100 euro.

Il compenso per la predisposizione delle dichiarazioni fiscali è rapportato al volume d’affari, per le dichiarazioni IVA, e all’ammontare dei ricavi, per le dichiarazione dei redditi. Per le dichiarazioni IVA, si va da un minimo di 159 euro, con volume d’affari inferiore a 75.000 euro, fino ad un massimo di 1.551 euro con volume d’affari superiore ai 750.000 euro. Per le dichiarazioni dei redditi il compenso potrebbe cambiare anche in base alla tipologia di cliente, ovvero persone fisiche con partita IVA, società di persone o di società di capitali.

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Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.

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