Come ci si deve comportare di fronte a clienti insolventi? Una delle domande che assilla ogni professionista o lavoratore autonomo è cosa fare quando si ha di fronte un cliente che effettua pagamenti in ritardo o che, ancora peggio non paga. Sono sicuro che è capitato a tutti.

Hai prestato una consulenza professionale e il cliente non ti ha pagato?

Non sei il solo purtroppo, si tratta di una situazione molto frequente. Farsi pagare il proprio onorario professionale non è mai stata una cosa semplice. La crisi economica non ha fatto che aggravare questo fenomeno, e anche adesso che le cose vanno meglio, purtroppo i clienti insolventi restano sempre dietro l’angolo.

Trovarsi di fronte a clienti insolventi è capitato a tutti, ma spesso non si sa mai quali siano i giusti comportamenti da adottare. Per questo motivo ho deciso di fornirti una piccola guida utile a programmare l’attività professionale volta al recupero dei tuoi crediti. Cominciamo!

Clienti insolventi

L’importanza di fattura e mandato professionale per prevenire clienti insolventi

Come ci si comporta con un cliente insolvente? Quando possiamo definirlo tale?

Il professionista dopo aver effettuato la prestazione professionale emette solitamente la fattura proforma (o progetto di notula). Essa rappresenta il documento con cui il professionista comunica il compenso a lui spettante. Si tratta di un documento non valido ai fini Iva utile soltanto a farsi pagare. Una volta avvenuto il pagamento il professionista è chiamato ad emettere fattura.

A questo punto, ipotizzando un cliente insolvente, i casi possono essere due:

  • Prestazione professionale definita da contratto di mandato;
  • Prestazione professionale pagabile a vista.

Vediamo con maggiore dettaglio queste due casistiche.

Prestazione professionale definita da contratto di mandato

Se le parti, come la norma vorrebbe, hanno raggiunto un accordo scritto che regola la prestazione professionale, sicuramente vi sarà anche una clausola che fissa i termini di pagamento della fattura. Solitamente a 30 o 60 giorni.

Tuttavia, molto spesso si tende a chiudere l’accordo con il cliente solamente con un accordo verbale. Questa scelta può rivelarsi deleteria, soprattutto in caso di clienti insolventi. In assenza di un vero e proprio contratto, può essere opportuno utilizzare almeno la posta elettronica per inviare l’offerta e ricevere l’accettazione del cliente.

Infatti, a norma dell’articolo 1326 del codice civile, primo comma:

Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte”

In questo caso, ricordatevi sempre di farvi pagare un acconto dal cliente, all’inizio della prestazione. Questo non potrà che ridurre il rischio di futura insolvenza del cliente (attraverso il pagamento dell’acconto, il contratto è sicuramente concluso).

Prestazione professionale pagabile a vista

In mancanza di un contratto scritto che vincola le parti la fattura viene emessa a vista. Emettere una fattura “a vista” significa che il documento è pagabile al momento di emissione. Naturalmente, in questo caso, vi sono minori tutele per il professionista, in caso di insolvenza del cliente.

Un cliente con una fattura “a vista” può benissimo sentirsi libero non pagare, non avendo sottoscritto alcun tipo di accordo con voi. Nel caso, per il professionista la situazione si complica in quanto è chiamato a dover dimostrare la conclusione dell’accordo con il cliente e la prestazione professionale svolta per lui.

Emissione della fattura commerciale

In entrambi i casi comunque, è fondamentale l’emissione della fattura. La fattura, infatti, rappresenta nei rapporti civili grande rilevanza in funzione della valenza probatoria che la stessa può assumere tra le parti, in particolare nel caso di inadempimento dell’obbligazione (cioè del pagamento) da parte del destinatario della stessa.

Al riguardo, la Cassazione, con sentenza 28 aprile 2004, n. 8126, ha sancito che:

la fattura commerciale, non può, attese le sue caratteristiche genetiche (formazione ad opera della stessa parte che intende avvalersene) assurgere a prova del contratto, ma, al più rappresentare un mero indizio della stipulazione di quest’ultimo e dell’esecuzione della prestazione indicata, mentre nessun valore, nemmeno indiziario, le si può riconoscere tanto in ordine alla corrispondenza della prestazione indicata con quella pattuita, quanto in relazione agli altri elementi costitutivi del contratto (…)

Quello che sovente succede a questo punto, è che il cliente porti le più svariate scuse (crisi economica, lavoro non soddisfacente, difficoltà finanziaria, ecc), per evitare o quanto meno prolungare i tempi di pagamento del professionista.

Per questo motivo, al fine di evitare che il compenso dovuto dal cliente per la prestazione professionale non vada del tutto perduto è opportuno che il professionista solleciti il pagamento delle proprie prestazioni professionali.

Qual’è il termine di prescrizione della parcella del professionista?

Una volta verificata la situazione di insolvenza del cliente il professionista è chiamato ad attivarsi tempestivamente. Infatti, il termine di prescrizione della parcella del professionista è soltanto di tre anni.

Una volta trascorso tale termine il cliente ha la possibilità di rifiutarsi di adempiere al pagamento senza che il professionista possa intervenire in alcun modo. Per questo motivo devi assolutamente essere a conoscenza delle procedure di recupero crediti.

Vediamo, di seguito la trattativa stragiudizionale e giudiziale con il cliente debitore per il recupero del credito da prestazione professionale.

La trattativa stragiudiziale con il debitore

In caso di ritardo nel pagamento della fattura, nonostante ripetuti inviti, è necessario procedere in modo alternativo. Una volta che hai verificato che hai di fronte clienti insolventi il consiglio che posso darti è quello di non aspettare. In questi casi è fondamentale instaurare, da subito, una trattativa stragiudiziale.

Per prassi quello che poso dirti è che se si tratta di crediti scaduti da non molto tempo le probabilità di recupero con una trattativa stragiudiziale sono elevate. Vediamo, quindi, la procedura da seguire.

La lettera di messa in mora del debitore

La procedura stragiudiziale di recupero dei crediti professionali parte con una lettera di messa in mora (o sollecito di pagamento) al debitore. Questa lettera può essere inviata efficacemente attraverso l’invio:

  • Di una lettera raccomandata con avviso di ricevimento;
  • Di una PEC.

In questa comunicazione il professionista deve sollecitare il pagamento dell’importo dovuto per la prestazione professionale effettuata. L’obiettivo è quello di dare un termine perentorio (ragionevole, solitamente 15/20 giorni) per l’adempimento dell’obbligazione (ai sensi dell’articolo 1219 del codice civile).

Si tratta di un primo step che può essere percorso per evitare di mettere in atto immediatamente azioni più incisive e per verificare l’effettiva buona fede del debitore che magari si trova davvero in difficoltà economica.

Scaduto il primo termine, è necessario inviare una seconda raccomandata con la quale, questa volta, si indica che se non verrà effettuato il pagamento della prestazione, verrà affidato incarico ad un legale. Decorso tale termine, se il pagamento non viene effettuato, siamo di fronte a clienti insolventi.

Bozza di lettera di messa in mora

Raccomandata a/r

Oggetto: Messa in mora ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 e ss. c.c.

In nome e per conto di __________, nato a_________, il __________ e residente in ____________ via _____________ n.___, con riferimento a quanto in oggetto epigrafato, Vi significo quanto segue.

(Esporre il fatto, il danno, le eventuali specifiche norme di legge che si assumono violate e tutte le circostanze utili a chiarire, in questa prima fase, sia l’an sia il quantum della richiesta)

Tanto ciò premesso con la presente – da valere quale formale messa in mora ai sensi e per gli effetti degli artt. 1219 e ss. c.c. – Vi invito e diffido a volere provvedere, nel termine di _____ (solitamente si concedono 7 o 15 giorni, tuttavia a seconda della richiesta potrebbero essere necessari tempi diversi) dal ricevimento della presente, presso il mio studio, al pagamento della somma di Euro _____________ (o alla restituzione, ecc.).

In mancanza e senza alcun ulteriore avviso sarò costretto ad adire l’Autorità Giudiziaria per vedere riconosciute le ragioni del mio assistito, con aggravio di spese a Vostro carico.

Luogo, lì ___________

Avv. _____________

N.B. 
La messa in mora comporta una serie di conseguenze per l’intimato, tra le quali quella di interrompere i termini di prescrizione e quella di porre a carico del debitore il rischio in caso di impossibilità sopravvenuta della prestazione.

La concreta possibilità di rivolgersi ad un legale

A questo punto, l’unica cosa da fare, come sopra indicato, è rivolgersi ad un legale. L’assistenza di un esperto in materia legale diventa indispensabile, anche se, vi è la possibilità di agire in proprio innanzi al Giudice di Pace,ma soltanto per crediti di importo non superiore ad €. 516,46.

In tutti gli altri casi è possibile costituirsi in giudizio solo ed esclusivamente attraverso il patrocinio di un legale che assumerà la veste di difensore in giudizio.

Il primo passo che effettuerà il legale è quello di presentare una ulteriore lettera di formale di intervento rivolta ai clienti insolventi. Si tratta di un documento atto a chiedere nuovamente il pagamento della prestazione professionale entro un termine dato, in mancanza, si attiverà presso le opportune sedi giudiziarie.

La trattativa giudiziale: l’emissione del decreto ingiuntivo di pagamento da parte del giudice

Una volta conclusasi infruttuosamente questa prima procedura l’unica cosa da fare è quella di agire attivamente per la riscossione del credito, attraverso il “decreto ingiuntivo“.

Il decreto ingiuntivo (articoli 633 e seguenti del c.p.c.) è un provvedimento con il quale il Giudice, su richiesta del creditore, munito di documentazione idonea (contratto, fattura o ricevuta in caso di prestazione occasionale, accompagnate da estratto notarile dal libro fatture.

Può ingiungere singolarmente, ai clienti insolventi, di adempiere all’obbligazione di pagare la prestazione professionale, entro il termine di 40 giorni dalla notifica.

Si tratta di un procedimento “monitorio” che vi consentirà di ottenere, in tempi previ il pagamento delle vostre competenze, sempre a condizione di essere in possesso della documentazione idonea (per questo conservare tutta la corrispondenza, anche via email con il cliente, sia nella fase del contratto che in quella di sollecito, diventa un elemento fondamentale, da effettuare sempre).

Decreto ingiuntivo procedura e ratio

E’ una procedura relativamente veloce (i tempi di emissione del decreto possono essere di tre o quattro mesi), e poco dispendiosa economicamente.

I clienti insolenti saranno chiamati a pagare la somma dovuta più gli interessi e le spese legali. Se il cliente non paga o non presenta opposizione nei 40 giorni il decreto ingiuntivo diventa esecutivo e si potrà procedere anche al pignoramento dei beni.

La ratio del decreto ingiuntivo è, infatti, quella di offrire uno strumento a tutela immediata del creditore (in questo caso il professionista), che gli consente di acquisire rapidamente un titolo per agire esecutivamente nei confronti del debitore.

Il vantaggio del decreto ingiuntivo è che viene emanato in assenza di contraddittorio tra le parti.

Nel caso in cui, invece, il professionista non sia munito della suddetta documentazione (ad esempio se è in possesso solo di una fattura proforma), è comunque possibile agire davanti al Giudice, ma questa volta con procedimento ordinario.

 In questo caso, però, a differenza della suddetta procedura, che si svolge senza che la controparte venga chiamata in giudizio, è prevista la citazione del debitore davanti al Giudice designato.

Si tratta quindi di un procedimento più lungo rispetto al primo e che quindi comporta anche costi superiori.

Professionisti ed obbligo di pagamento dei compensi professionali entro 60 giorni

Il DDL. n. 102/2016 approvato dal Governo il 29 gennaio 2016 ha introdotto una sorta di statuto riguardante l’attività dei professionisti, volto a tutelarli fattualmente.

Tra le varie norme, in particolare, ce n’è una che prevede che le fatture emesse dal professionista, e in generale le fatture di tutti i soggetti titolari di partita Iva diversi da imprese debbano essere pagate al massimo entro il termine di 60 giorni dalla loro emissione. Ogni termine superiore eventualmente stabilito dalle parti ed inserito nel contratto sarà automaticamente considerato nullo, in quanto considerato clausola abusiva.

Viene previsto, inoltre, che il contratto tra professionista e committente dovrà avere necessariamente forma scritta e, pertanto, si considera abusivo il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma diversa da quella scritta.

Per quanto riguarda invece la prescrizione delle parcelle dei professionisti, l’articolo 2956 del Codice Civile prevede in 3 anni la prescrizione presuntiva delle stesse. In linea generale, questo termine decorre dal termine della prestazione.

Professionisti e clienti insolventi: le conclusioni per gestire clienti che non pagano

Arrivati a questo punto hai visto quali sono le due procedure (stragiudiziale e giudiziale) per ottenere il pagamento della parcella professionale. Di seguito puoi trovare un piccolo riepilogo degli adempimenti utili per tutti i professionisti, per avere la maggiore tutela possibile in caso di clienti insolventi. Solo in questo modo potrai cercare di evitare le procedure di recupero dei crediti che abbiamo visto sopra.

Ecco i consigli frutto della nostra esperienza professionale:

  • Contratto firmato – Abbiamo già visto in precedenza che un contratto firmato è sempre un’ottima garanzia. Dal primo luglio 2017 tutti i professionisti sono obbligati a proporne uno al cliente. Il contratto dove contenere costi, tempi di realizzazione e modalità di pagamento del corrispettivo. Se non hai un modello di contratto da utilizzare, ti suggeriamo il modello proposto da Oscon.it, scaricabile gratuitamente;
  • Farsi pagare un anticipo – Definire un anticipo per inizio lavori (di solito il 30% o anche il 50%) e stabilire le modalità di pagamento del saldo residuo. L’anticipo sarà tanto più alto quanto il cliente è occasionale. Per i clienti abituali, solitamente, l’anticipo, è ridotto;
  • Emissione della fattura – Consegnare i lavori alla scadenza prefissata nel contratto ed emettere fattura al momento dell’incasso sono adempimenti fondamentali., Questo sempre per ottenere il pagamento della prestazione professionale;
  • Conservare lo scambio di corrispondenza – Tutto lo scambio di corrispondenza tra professionista e committente deve essere conservatO. Questo, al fine di provare, che la prestazione professionale era stata stipulata e accettata dalle parti. Ma soprattutto, in caso di mancato pagamento lo scambio di corrispondenza è un modo per provare l’inadempimento del debitore.

Professionisti e clienti insolventi: consulenza

E tu, hai avuto esperienze di mancati pagamenti da parte dei clienti?

Se hai bisogno di un consulente fiscale che possa assisterti nella tua attività contattami al link sottostante. Potrai metterti in contatto con me per avere una consulenza personalizzata in grado di risolvere i tuoi dubbi su questo tipo di attività.

Raccontaci la tua esperienza, scrivi i tuoi dubbi nei commenti. Saremo lieti di risponderti nel modo più chiaro ed esaustivo possibile.

43 COMMENTI

  1. Salve,sono 1 infermiere con p.iva cui è incappato in un mancato pagamento da parte di un cliente a cui ho fatto medicazioni per circa 2 mesi ma non ho stipulato con esso contratto anche se ho le relative comunicazioni fatte a mezzo cellulare nei relativi scambi di msg.Per procede al decreto ingiuntivo,il mio legale mi ha chiesto di fare certificare dal mio ordine professionale la fattura ma al mio ordine non sanno come si procede,speravo di trovare notizie su cosa e come dovrebbe impostare il mio ordine per la suddetta certificazione.Grazie

  2. Prima di tutto, non le avrei consigliato di emettere fattura, in ogni caso, quello che deve fare è farsi certificare la fattura dall’ordine o da un notaio, e poi procedere con il decreto ingiuntivo. La procedura il suo ordine deve conoscerla, altrimenti si rivolga ad un notaio.

  3. Salve. Sono un geologo. Ho redatto delle relazioni tecniche, poi depositate presso un ufficio pubblico (Regione Lazio), che non mi sono state pagate. Posso ritirare le relazioni tecniche con questa motivazione?

    Grazie anticipatamente!

  4. Buona sera, vorrei una delucidazione in merito all’articolo sopra esposto. In data 17 giugno 2017 ho effettuato una consulenza HACCP per conto di una cooperativa. Abbiamo stipulato regolare contratto di pagamento a 60 gg fine mese dll’emissione della fattura che doveva avvenire tramite mio inserimento della stessa sul loro portale utilizzando delle loro credenziali che non ho mai ricevuto. Morale della favola non ho potuto ancora emettere fattura e sono passati quasi due mesi. Ho provato a sollecitare più volte, ma prima tiravano fuori mille scuse ora proprio nemmeno mi rispondono. Cosa dovrei fare?

  5. Lettera di sollecito, emissione della fattura, intimando un tempo di pagamento. Poi lettera di messa in mora e passare tutto ad un avvocato per un decreto ingiuntivo.

  6. Spett.le Redazione, svolgo la professione di geometra, nel maggio del 2016 ho redatto una perizia giurata per un locale commerciale da inoltrare al comune per avere la licenza di vendita. A tutt’oggi il proprietario con varie scuse non ha ottemperato al pagamento della prestazione, richiesta fatta diverse volte soltanto verbalmente, l’importo richiesto è di € 400,00.
    Cosa mi consiglia di fare?

  7. E’ necessario fare una prima lettera di messa in mora e poi rivolgersi ad un avvocato per ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo per ottenere il suo compenso.

  8. Spett.le Redazione , ho fatto consulenza stilistica pressi una ditta che non mi ha pagato le ultime tre fatture presentate .
    Sono in regime forfettario e malgrado mie richieste non è mai stato redatto un contratto di consulenza .
    Ho avuto modo di parlare dell’ insolvenza con il committente che mi ha rassicurata in merito al pagamento del debito , ma a distanza di 20 gg. dalla data pattuita ( purtroppo solo verbalmente) non ho ricevuto alcun bonifico .
    Ho inviato messaggi con il cell. per chiedere chiarimenti , ma non ho ricevuto risposte .
    Non vorrei perdere il mio compenso per il lavoro svolto ed ultimato , come potrei procedere ?
    Grazie

  9. Da quanto mi dice, lei non si avvale di un commercialista, altrimenti da professionista, io da consulente le avrei consigliato di agire diversamente, per non ritrovarsi in questa situazione. Il primo consiglio che le do è farsi seguire da un commercialista, se vuole sono a disposizione. Per la sia situazione attuale, deve inviare una mail di messa in mora, invitando il cliente al pagamento entro un termine di giorni. In caso di mancato pagamento dovrà contattare un legale per ottenere un decreto ingiuntivo da parte del giudice.

  10. Buongiorno,
    sono una partita iva individuale e per una consulenza in ambito gestionale effettuata nel 2016 ho emesso una fattura pro-forma da più di 2 mesi, ma non mi è ancora stata pagata.
    Per procedere con le lettere di sollecito e la messa in mora devo necessariamente emettere la fattura o è sufficiente la fattura pro-forma?
    Grazie in anticipo

  11. Buongiorno,

    sono una interprete in ambito fieristico senza partita iva. Ho contattato un commercialista che si occupa solo di persone con p.Iva, il quale mi ha detto che dato che siccome non ho la partita iva per stipulare un contratto con un cliente estero (con p. Iva) bastano le email scambiate. Io però preferirei collaborare con contratto di collaborazione occasionale così che ci siano nero su bianco tutte il info in maniera dettagliata e chiara. Non avendo p. Iva però non potrò redigerlo io ma il cliente straniero dotato di P.Iva. Cosa dovrei fare quindi? Inoltre, mi consiglia di chiedere un anticipo ad accettazione del preventivo da parte del cliente oppure entro il primo giorno lavorativo? Nel “contratto” vorrei anche inserire un dicitura in caso di ritardo del saldo finale.

  12. Prima di tutto, operare con partita Iva o meno non deve essere una sua scelta, ma deve essere perché la sua attività di interprete non è continuativa. Se, intende operare continuativamente attraverso un contratto con un cliente estero, l’occasionalità viene meno, in quanto ci sono tutti i requisiti per considerare l’attività come professionale e abituale, visto che si ripete nel tempo. Per questo motivo operare senza partita Iva non la mette al riparo da contestazioni, tanto più che il cliente è estero, ed operando in questo modo, evita anche di presentare gli elenchi intrastat. Se fossi il suo commercialista, non le consiglierei di proseguire con la prestazione occasionale. In ogni caso, nella prestazione occasionale, non si possono chiedere anticipi se non su accordo delle parti. Se vuole per approfondire la contatto in privato.

  13. Buon giorno,
    in seguito ad una denuncia del mio vicino di casa sono stato costretto ad affidare la mia difesa nel processo penale ad un avvocato penalista.Durante tutto l’iter giudiziario fino alla fine del processo ho versato all’avvocato tutto quanto mi ha richiesto a copertura della parcella.
    Il giudizio finale e’ stato purtroppo per me negativo quindi giudicando ,secondo il mio parere, il mio difensore non all’altezza di procedere al ricorso in appello decido di affidare il tutto ad un’altro avvocato revocando il mandato al penalista precedente.
    Costui vistosi sollevato dall’incarico immediatamente mi inviava un proforma di fattura con la richiesta di saldo di 2000 euro e che ho immediatamente contestato in quanto con l’ultimo bonifico eseguito in suo ,favore ,prima della conclusione del processo era chiaramente indicato che si trattava di saldo parcella e chiedevo una specifica dettagliata del perche’ la sua parcella era arrivata a cifre cosi alte per una causa persa.
    Ebbene sino ad ora nessuna risposta in merito. Cosa devo fare ? Grazie Saluti

  14. La prestazione professionale deve essere documentata. Spetta al professionista fornire prova della prestazione svolta, attraverso lettera di incarico e attività svolta. Se il professionista non prova questi aspetti, non ha titolo a doverlo pagare.

  15. Buongiorno ,
    Sono un medico odontoiatra .La mia domanda è :quali criteri bisogna adottare da subito per evitare di incorrere in situazioni di insolvenza? A parte acconti che coprono tutto o in parte le eventuali spese vive,ci sono accorgimenti di base che posso utilizzare ,come carta “quasi” vincente, per evitare facili contestazioni(al di la di eventuali errori operativi) o scuse disparate?E In pratica ,come posso scoprire e ripararmi da una persona che risulta essere poi nullatenente?Le facce da agnellino non mi convincono piu….Inoltre, come ben saprete, non posso far riferimento a nessuna fattura emessa se non onorata ,proprio perche in qualita di operatore sanitario vige il regime fiscale “per cassa” … Faccio una notula? Grazie infinite

  16. La cosa migliore, come per tutti i professionisti, è quella di partire sempre da un mandato scritto, da far firmare ad ogni cliente. Nel mandato sarà indicata la prestazione che verrà svolta dal professionista, il corrispettivo spettante al professionista e le eventuali scadenze di pagamento del compenso. Avere un mandato firmato da ogni cliente è sicuramente di aiuto. Nel momento in cui il cliente non paga, dopo un primo avvertimento di messa in mora, si passsa ad azioni legali, per le quali il mandato e la fattura (che a quel punto andrà emessa), saranno strumenti indispensabili per far ottenere un decreto ingiuntivo contro il cliente insolvente. Il mandato aiuta anche ad evitare contestazioni su prestazioni o responsabilità, che ivi saranno scritte e concordate. Agire in mode preventivo diventa difficile, ma il mandato è sicuramente uno strumento che può aiutare tutti i professionisti.

  17. Mi scusi ho emsso fattura proforma in marzo, e ancora non ho ricevuto pagamento: senza emissione di normale fattura è possibile solo il procedimento ordinario ?
    Se emetto fattura, devo farlo con la data di marzo o va bene anche quella odierna ? Nel primo caso devo pagare la sanzione perl’iva, o sbaglio ?
    Io ho una scrittura privata e l’importo è al di sotto dei 1000 euro: quale è per vostra esperienza la soluzione migliore ?

  18. Deve procedere emettendo fattura oggi. Da quel momento scatta l’esigibilità dell’Iva. Poi dovrà avviare la procedura con un legale per il decreto ingiuntivo. Se con la lettera di messa in mora il cliente non paga, non ci sono alternative.

  19. Purtoppo no: la legge non prevede che ad inadempimento si risponda con un altro inadempimento. Però può certamente agire per recuperare le somme a Lei dovute. Le consiglio di fare un cumulo per risparmiare sulle spese.

  20. Invii la consulenza a mezzo PEC precisando nell testo di aver usato questo canale alternativo, perchè non ha ricevuto, nonostante i solleciti, le credenziali per per l’inserimento delle consulenze sul portale.
    poi con altra Pec solleciti il pagamento. dopodichè non le resta che l’avvocato

  21. Che strada consigliereste, invece, di prendere contro un commercialista che ti lascia prima della conclusione di una trattativa di cessione di quote, essendo peraltro stato pagato?

  22. Difficile da dire in questo modo. Bisogna leggere il mandato e capire se esiste la possibilità di recesso anticipato da parte del professionista. Senza analizzare la situazione è difficile stabile se vi sono state responsabilità.

  23. Purtroppo, a dispetto dei vostri consigli, non c’e Un contratto scritto.
    Potrei affermare che le responsabilità sono a suo pieno carico visto che, prossimi alla conclusione della pratica, quando il notaio chiedeva di riferire circa il regime fiscale da seguire, consigliando nel contempo la strada della perizia giurata, il mio commercialista si tirava indietro affermando non fosse suo onere. Dunque costringendo le parti a rimandare l’atto.

  24. Salve, sono un CTU. Il G.I. mi ha riconosciuto l’onorario ma una delle parti in causa ancora non mi corrisponde il dovuto. dato che la suddetta, è una ditta edile che effettua principalmente lavori per la P.A., vorrei sapere se è possibile risalire a tutti gli appalti recentemente aggiudicati dalla stessa così da chiedere alla P.A. di dirottare i pagamenti al sottoscritto fino al saldo dell’onorario. Questa ipotesi è fattibile? Grazie

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