L’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la Circolare n. 9/E del 13 aprile 2020, fornendo, alcuni chiarimenti sul Decreto Liquidità, ad esempio la proroga delle scadenze fiscali sulla base al fatturato, ed il metodo previsionale per gli acconti delle imposte sui redditi.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito con la Circolare n. 9/E/2020, alcuni chiarimenti sul testo del Decreto Liquidità, in particolare è intervenuta in merito alla proroga delle scadenze fiscali, sul metodo previsionale per il versamento di Irpef, Ires ed Irap.

Il Decreto Liquidità dell’8 aprile 2020 ha introdotto una serie di misure volte alla salvaguardia delle imprese, a concedere loro maggiore liquidità.

In particolare, i principali chiarimenti sul Decreto Liquidità offerti dalla Circolare in commento, attengono:

  • La sospensione e la proroga dei versamenti tributari;
  • La proroga della sospensione delle ritenute sui redditi di lavoro;
  • Le modalità di calcolo degli acconti Irpef, Ires ed Irap;
  • Rimessione in termini per i versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni;
  • I termini per la consegna e la trasmissione telematica della Certificazione Unica 2020;
  • La proroga dei certificati in materia di appalti;
  • I termini delle agevolazioni prima casa;
  • Assistenza fiscale a distanza;
  • Semplificazione per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche;
  • Trattamento fiscale della cessione gratuita di farmaci ad uso compassionevole;
  • Processo tributario e notifica degli atti sanzionatori relativi al contributo unificato;
  • Credito di imposta per le spese di sanificazione e per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro.

Chiarimenti sul Decreto Liquidità: la sospensione dei versamenti alla luce della riduzione del fatturato

È opportuno, specificare che, l’Agenzia delle Entrate non ha aggiunto nessuna novità sui provvedimenti presi dal Decreto Liquidità.

Il primo argomento affrontato dalla Circolare, riguarda la proroga delle scadenze fiscali di aprile e maggio 2020.

L’art. 18 del D.L. n. 23/2020 ha subordinato la sospensione dei versamenti (dell’IVA, delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale) alla circostanza che, il fatturato o i corrispettivi dei mesi di marzo o aprile 2020 si siano ridotti, rispetto ai corrispondenti mesi dell’anno precedente, in misura almeno pari al 33% o al 50% (a seconda che i ricavi o compensi 2019 siano inferiori o meno alla soglia di 50 milioni di euro).

residenti delle 5 province più colpite dall’emergenza sanitaria ed economica Covid-19 (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza) possono usufruire della sospensione del versamento IVA se hanno subito una riduzione del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni.

Per avere maggiori approfondimenti, su quanto ha stabilito l’Agenzia delle Entrate nella Circolare n.9/E/2020, riguardo alla sospensione dei versamenti:

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, ai fini della sospensione dei versamenti da eseguire nei mesi di aprile e maggio 2020, deve essere valutata la diminuzione del fatturato o dei corrispettivi:

  • Del mese di marzo 2020 rispetto al mese di marzo 2019 (per i versamenti da eseguire ad aprile 2020);
  • Del mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019 (per i versamenti da eseguire a maggio 2020).

Quindi, il contribuente potrebbe avere diritto alla sospensione dei versamenti di aprile e non avere diritto alla sospensione dei versamenti di maggio, senza che ciò pregiudichi la sospensione già applicata ad aprile.

Coloro che non hanno diritto alla sospensione dei versamenti del mese di aprile, in base ai dati di marzo, potranno ottenerla per i versamenti di maggio.

L’art. 18 del D.L. n. 23/2020, trova applicazione anche per le imprese agricole, non esistendo alcune distinzione tra le attività di impresa ivi richiamate.

Inoltre, i soggetti che nell’ambito della propria attività effettuano operazioni per le quali non sussiste l’obbligo della emissione della fattura ( giornali e periodici, etc..), il contribuente può fare riferimento ai ricavi e compensi quindi secondo i criteri delle imposte dirette.

Enti non commerciali

Per quanto riguarda, gli enti non commerciali che effettuano anche attività commerciale, la sospensione dei versamenti trova applicazione anche nell’ipotesi in cui l’ente svolga, oltre alla attività istituzionale, anche un’attività commerciale, in modo non prevalente o esclusivo.

Con riferimento all’attività commerciale, l’ente potrà usufruire della sospensione dei versamenti, al verificarsi della condizione del calo del fatturato o dei corrispettivi prevista dalla stessa norma per i soggetti che esercitano attività d’impresa.

Chiarimenti sul Decreto Liquidità: la proroga della sospensione delle ritenute sui redditi di lavoro

La sospensione delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente opera al verificarsi di una triplice condizione riferita ai soggetti percipienti.

In particolare, per poter beneficiare di questa misura, i soggetti beneficiari non devono aver conseguito, nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 17 marzo 2020:

  • Ammontare di ricavi o compensi superiore a 400.000 euro;
  • Non devono aver sostenuto nel mese precedente spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato;
  • Devono avere il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato.

Chiarimenti sul Decreto Liquidità: gli acconti delle imposte

Un ulteriore chiarimento offerto dalla Circolare n. 9/E/2020, riguarda gli acconti delle imposte 2020.

L’art. 20 del Decreto Liquidità prevede che gli acconti delle imposte 2020 possano essere calcolati con il metodo previsionale, senza sanzioni se lo scostamento fra il totale dovuto e quello calcolato non sia superiore al 20%.

Le imprese potranno, quindi, effettuare il calcolo dell’acconto con il metodo previsionale, anziché con il metodo storico.

La novità introdotta nel Decreto Liquidità permetterà alle imprese di effettuare un minor versamento, pari ad un massimo del 20% in meno rispetto a quanto effettivamente dovuto in base alla dichiarazione dei redditi 2020, senza l’applicazione di sanzioni ed interessi.

L’Agenzia delle Entrate, ha chiarito che tale norma trova applicazione per entrambe le scadenze di giugno e di novembre.

Chiarimenti sul Decreto Liquidità: la proroga dei certificati in materia di appalti

La proroga dei certificati in materia di appalti, fa riferimento ai certificati emessi fino al 29 febbraio 2020 prorogandone la validità fino al 30 giugno 2020.

Chiarimenti sul Decreto Liquidità: il rinvio della Certificazione Unica 2020

Per quanto riguarda la Certificazione Unica 2020, l’Agenzia delle Entrate disposto una doppia scadenza per i lavoratori dipendenti ed autonomi.

E’ stato confermata la data del 30 aprile 2020, per l’invio al Fisco ed ai dipendenti della Certificazione Unica 2020.

Inoltre, la Certificazione Unica per i lavoratori autonomi e per gli altri soggetti non obbligati alla compilazione del Modello 730 precompilato possono inviare il tutto entro il 31 ottobre, stessa data di scadenza per il Modello 770.

Per quanto riguarda, i versamenti in scadenza al 20 marzo, (già oggetto di una precedente proroga da parte del Decreto Cura Italia, poiché la scadenza originaria era prevista per il 16 marzo), il Decreto Liquidità ha prorogato il termine per effettuare i pagamenti fino al 16 aprile, senza l’applicazione di sanzioni.

Certificazione Unica 2020Scadenza
Certificazione Unica ai lavoratori dipendenti, pensionati, soggetti con ritenuta d’acconto, etc..30 aprile 2020
Certificazione Unica per i lavoratori autonomi e altri soggetti non obbligati alla compilazione 31 ottobre 2020

Riepilogo scadenze

Le scadenze sono:

  • 30 aprile 2020 per l’invio telematico della Certificazione Unica 2020. La normale scadenza del 7 marzo 2020 (il 9 perchè il 7 è sabato), della trasmissione telematica dei dati all’Agenzia delle Entrate con modello ordinario è stata prorogata al 31 aprile;
  • 30 aprile 2020 per la consegna della Certificazione Unica, modello sintetico a lavoratori dipendenti, pensionati, soggetti con ritenuta d’acconto etc.;
  • 31 ottobre 2020 per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate, dei dati relativi alle Certificazioni Uniche contenenti esclusivamente redditi che non vanno nel 730 precompilato. Questa scadenza riguarda anche la Certificazione Unica dei contribuenti in Regime dei minimi ed in Regime Forfettario.

Chiarimenti sul Decreto Liquidità sulla sospensione dei termini previsti dalla normativa sulle agevolazioni prima casa

L’art. 24 del Decreto Liquidità h disposto la sospensione dei termini previsti dalla normativa in materia di agevolazioni “prima casa“, entro i quali effettuare alcuni adempimenti al fine di evitare la decadenza dall’agevolazione per coloro che ne hanno usufruito.

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 9/E/2020, ha chiarito quali sono le scadenze del periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020, la cui decorrenza riprenderà dal 1° gennaio 2021.

Qualora, vengano meno i requisiti per l’agevolazione prima casa la legge prevede un meccanismo sanzionatorio particolarmente severo.

La finalità di questa disposizione è di favorire il contribuente, evidentemente impossibilitato a rispettare i termini imposti dalla nota II-bis per non incorrere nella decadenza dall’agevolazione prima casa.

Sospensione non applicabile al termine quinquennale di decadenza

Il termine quinquennale per la decadenza dell’agevolazione, previsto per il caso di alienazione infra-quinquennale, non è ricompreso nella sospensione delle agevolazioni sulla prima casa previste dal Decreto Liquidità.

L‘interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate, muove dalla premessa che la sospensione dei termini previsti dalla nota II-bis, dell’art. 1, della Tariffa Parte Prima, allegata al DPR 26 aprile 1986, n. 131 ha la finalità di evitare la decadenza dell’agevolazione prima casa per le difficoltà legate allo spostamento delle persone delle misure restrittive anti-Coronavirus.

Lo scopo della disposizione è quindi quello di venire incontro al contribuente che non può rispettare i termini imposti.

Viene dunque escluso dall’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, il termine quinquennale per la decadenza dell’agevolazione in parola, previsto dal comma 4 della norma in questione.

Per maggiori approfondimenti sulla sospensione dei termini previsti dalla normativa per l’agevolazione “prima casa”:

Chiarimenti sul Decreto Liquidità e assistenza fiscale a distanza

La ratio della norma è la facilitazione delle modalità di rilascio della delega per l’accesso alla dichiarazione precompilata e della relativa documentazione da parte dei soggetti titolari dei redditi di lavoro dipendente e assimilati.

L’autorizzazione all’accesso alla dichiarazione precompilata 730/2020 può quindi essere trasmessa, anche in forma libera, in via telematica (ad esempio, tramite e-mail).

Chiarimenti sul Decreto Liquidità: imposta di bollo e-fatture

Nel caso in cui l’ammontare dell‘imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche emesse nel primo trimestre solare dell’anno sia di importo inferiore a 250 euro (ma l’importo complessivo dell’imposta dovuta per il primo e secondo trimestre è superiore a 250 euro), il versamento possa essere effettuato, senza applicazione di interessi e sanzioni, nei termini previsti per il versamento dell’imposta relativa alle fatture emesse nel secondo trimestre dell’anno.

Chiarimenti sul Decreto Liquidità e il credito di imposta per spese di sanificazione

Viene prevista l’estensione del credito di imposta, per le spese per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro, in favore degli esercenti attività d’impresa, arte e professione, per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, sostenute nell’anno 2020.

L’ambito oggettivo è poi esteso alle spese sostenute, nel 2020, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari).

Chiarimenti sul Decreto Liquidità e processo tributario

Gli Uffici giudiziari, possono notificare gli atti sanzionatori derivanti da omesso o parziale pagamento del contributo unificato tramite posta elettronica certificata (PEC) nel domicilio eletto oppure, mediante il deposito presso l’ufficio di Segreteria delle Commissioni tributarie o la cancelleria competente.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here