Bonus partite IVA

Il bonus partite IVA è uno degli strumenti maggiormente impiegati in questa lunga fase emergenziale. La funzione principale che il sussidio intende realizzare è quella di intervenire nei settori maggiormente colpiti e che, purtroppo, ancora oggi risentono delle misure di chiusura. Esso è, quindi, rivolto in particolare alle discoteche, le quali non sono state riaperte neanche a seguito del decreto covid di luglio.

Il sussidio è stato annunciato negli ultimi giorni proprio da Mario Draghi. Esso, invero, è già stato oggetto di approvazione da parte del Ministro per lo sviluppo, ora al vaglio del Ministro per l’economia, a seguire sarà necessario un controllo da parte della corte dei conti.

Il decreto si inserisce nella serie di provvedimenti attuativi volti ad assegnare i 140 milioni di euro di aiuti introdotti dal decreto Sostegni bis di maggio. Di questi almeno un 20% sarà destinato a sostenere le categorie dei detentori di partite IVA.

Vediamo quali sono requisiti e modalità di accesso al Bonus Partite IVA.


Cos’è il bonus partita IVA?

Il bonus partite IVA è uno degli strumenti maggiormente impiegati in questa lunga fase emergenziale. Molte sono state le categorie costrette ad interrompere il proprio operato a causa delle chiusure imposte dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19. Tuttavia non poche sembrano essere gli operatori economici ancora dimenticati dai numerosi decreti sulle riaperture, non dimentichiamo a tal proposito la lunga chiusura imposta a discoteche e alle limitazioni imposte a molte attività ricreative dello spettacolo.

Il peso sull’economia individuale, ma anche generale del Paese, è ormai evidente. Proprio per tale ragione che Mario Draghi e il suo governo stanno mettendo a punto una nuova tanche di sussidi per i ceti più colpiti. E’ stato preannunciato, proprio negli ultimi giorni, un bonus partita IVA con lo stanziamento fino a un massimo di 25mila euro andranno per esempio alle discoteche che non hanno mai riaperto nel 2021.

Vediamo, dunque, cosa c’è da sapere sul bonus partite IVA.

Le tempistiche del nuovo bonus

 Le tempistiche per l’erogazione del nuovo sussidio dovrebbero essere piuttosto brevi. Le linee generali sono state, infatti, già adeguatamente individuate. Ricordiamo a tal proposito che il bonus partita IVA è stato già firmato il decreto attuativo  dal ministero dello Sviluppo economico. Si attende ora solo la firma del ministro dell’Economia Daniele Franco, per poi essere registrato alla Corte dei Conti.

Il decreto si inserisce nella serie di provvedimenti attuativi volti ad assegnare i 140 milioni di euro di aiuti introdotti dal decreto Sostegni bis di maggio. Il provvedimento in questione ha previsto lo stanziamento complessivo di tale somma in aiuto delle attività chiuse. Tuttavia, ha inteso intervenire anche in alcuni settori specifici che riceveranno sostegni, oltre a quello delle discoteca, ricordiamo come lo scorso luglio sono stati erogati incentivi anche agli operatori del settore matrimoni. E’ stata, invero, allargata la platea di beneficiari degli aiuti a sostegno economico, anche a tutte le imprese che dimostrano ricavi tra i 10 e i 15 milioni di euro.

A chi spetta il bonus partita IVA?

Come abbiamo accennato nei precedenti paragrafi, l’obiettivo principale del nuovo bonus partita IVA è quello di intervenire nei settori maggiormente colpiti e che, purtroppo, ancora oggi risentono delle misure di chiusura. Esso è, quindi, rivolto in particolare alle discoteche, le quali non sono state riaperte neanche a seguito del decreto covid di luglio.

Invero, il Governo ha deciso di non limitare la platea dei beneficiari. Sono in molti che usufruiranno del presente incentivo, che hanno dovuto rispettare il limite delle chiusure, come palestre e piscine. A tal proposito evidenziamo come dei 140 milioni di euro destinati come fondo di sostegno dal decreto Sostegni Bis, ben 20 milioni sono riservati alle attività che alla data del 23 luglio risultavano chiuse quindi a discoteche e sale da ballo.

In particolare, gli operatori aventi diritto alla presente prestazione sono:

  • discoteche, sale da ballo, night-club e simile (codice Ateco93.29.10) che alla data di entrata in vigore del decreto legge 23 luglio 2021, svolgono questa attività come prevalente;
  • attività individuate sempre dal codice Ateco che tra il 1° gennaio 2021 e il 25 luglio scorso abbiano registrato una chiusura per un periodo complessivo di almeno 100 giorni.

Come verranno ripartiti i fondi?

Il nuovo decreto ha, dunque, inteso devolvere i 20 milioni di euro in questione ai detentori di partita IVA. Già è disponibile un prospetto sulla possibile entità del sussidio. Il legislatore ha stabilito i seguenti criteri di valutazione:

  • fino a 25mila euro di contributi a fondo perduto per discoteche, sale da ballo night-club e simili;
  • importi che variano in base ai ricavi e ai compensi dell’anno di imposta 2019 per le altre categorie.

Mentre, hanno diversa composizione i sussidi destinati ad altre categorie, pur tenute in considerazione nell’ultimo intervento, ossia fiere, congressi e attività di montagna rispetto ai quali il bonus partita IVA avrà i seguenti importi:

  • 3mila euro per ricavi e compensi fino 400mila euro;
  • 7.500 euro per ricavi e compensi superiori a 400mila euro e fino a un milione di euro;
  • 12mila euro per ricavi e compensi superiori a 1 milione di euro;
  • un contributo minimo di 3mila euro per chi nel 2019 non aveva redditi.

Requisiti per richiedere il Bonus Partita IVA

Ciò posto, vediamo quali sono i requisiti di cui devi essere in possesso per accedere al bonus partita IVA. In specie essi sono:

  • essere già titolari di partiva IVA;
  • essere residenti o stabiliti in Italia;
  • non essere risultati già in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019.

Ricordiamo a tal proposito che proprio di recente l’Agenzia delle Entrate ha iniziato ad effettuare i controlli sul Bonus partita IVA di 600 euro in favore delle Partite IVA. L’obiettivo è di recuperare le somme erogate dallo Stato senza averne diritto.

Bonus operatori dello spettacolo

Il bonus partita IVA è stato introdotto anche a sostegno degli operatori dello spettacolo. Esso è rivolto a:

  • autori;
  • artisti interpreti ed esecutori:
  • lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d’autore.

Ad essi saranno stanziati circa 13 milioni di euro, in misura equivalente a:

  • il 45%, pari a 5.431.675,599 euro va agli autori;
  • il 45%, pari a 5.431.675,599 euro va agli artisti interpreti ed esecutori;
  • il 10%, pari a 1.207.039,022 euro è destinato ai lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d’autore.

Requisiti operatori dello spettacolo

Gli operatori dello spettacolo dovranno presentare un modello fornito dalla SIAE in cui si certifica il possesso dei requisiti.

In particolare, per gli autori il bonus partite IVA sarà la metà del reddito autorale 2019 fino a un massimo di 4mila euro. Questi dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • devono essere maggiorenni;
  • essere residenti in Italia e avere un reddito soggetto a tassazione nel nostro Paese;
  • avere un reddito complessivo lordo nell’anno di imposta 2019 non superiore a 20mila euro di cui il 20% deve essere reddito autorale non inferiore comunque a 1.000 euro.Il bonus partite IVA sarà la metà del reddito autorale 2019 fino a un massimo di 4mila euro.

Mentre per quanto riguarda gli interpreti e gli esecutori, questi riceveranno un sussidio in misura fissa dividendo la somma complessiva di cui abbiamo detto sopra (5.431.675,599 euro) per il numero di domande presentate e accolte. Potranno accedere coloro che:

  • hanno un reddito complessivo lordo 2019 di 20mila annuo,
  • hanno contribuito con una quota minima fatturata per cassa di 100 euro nello stesso anno.

Modalità di presentazione della domanda

Sulle modalità di presentazione della domanda, invero, non vi sono ad oggi informazioni precise. Con ogni probabilità dovrà esser presentata online, sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, sul punto sembra necessario attendere la circolare attuativa del futuro decreto, la quale verrà emanata dall’amministrazione finanziaria entro sessanta giorni dall’introduzione del decreto.

Lascia una Risposta

Scrivi il tuo commento
Inserisci il tuo nome