Tutte agevolazioni per partita IVA attive nel 2026: ISCRO, ADI, contributi INPS ridotti, fondo perduto e crediti d'imposta.
ISCRO, Assegno di Inclusione, riduzione contributiva del 35% per i forfettari, bonus under 35 fino a 18.000 euro e contributi a fondo perduto come Nuova Sabatini e Resto al Sud 2.0. Ecco la mappa aggiornata delle misure effettivamente in vigore nel 2026, con requisiti e scadenze.
Chi ha una partita IVA attiva, o sta per aprirla, nel 2026 può accedere a un insieme eterogeneo di agevolazioni fiscali e contributive: indennità a sostegno del reddito, sconti sui contributi previdenziali, contributi a fondo perduto e crediti d’imposta. Non tutte le misure disponibili negli anni precedenti restano valide: alcune, come lo sconto contributivo del 50% per i nuovi iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti INPS, non sono state confermate per le nuove iscrizioni 2026, mentre altre, come la riduzione del 35% per i forfettari, sono strutturali e restano pienamente operative.
Questa guida raccoglie le agevolazioni effettivamente attive nel 2026, con requisiti di accesso, importi e finestre temporali di ciascuna, distinguendo le misure nazionali gestite da INPS da quelle a fondo perduto gestite da Invitalia e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Quali bonus partita IVA sono attivi nel 2026
Nel 2026 sono operative diverse agevolazioni per chi ha una partita IVA attiva o sta per aprirla, ma non tutte quelle disponibili nel 2025 restano valide. Alcune misure hanno carattere strutturale e proseguono senza soluzione di continuità, altre erano legate a stanziamenti annuali non rinnovati, altre ancora sono a sportello e restano aperte fino a esaurimento delle risorse assegnate.
Un caso emblematico riguarda la riduzione contributiva del 50% per i nuovi iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti INPS, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 186): la misura non è stata confermata per le nuove iscrizioni avvenute nel corso del 2026. Chi si è iscritto per la prima volta nel 2025, invece, continua a beneficiarne per i 36 mesi previsti dalla norma. Al contrario, la riduzione contributiva del 35% per i forfettari (L. 190/2014) è strutturale e resta pienamente in vigore.
Le agevolazioni attive nel 2026 si dividono in quattro categorie, per natura giuridica e amministrazione competente. Le misure a sostegno del reddito (ISCRO, Assegno di Inclusione, Supporto per la Formazione e il Lavoro) sono indennità INPS condizionate a requisiti economici. Le agevolazioni contributive riducono l’aliquota previdenziale dovuta. I contributi a fondo perduto finanziano l’avvio o lo sviluppo di un’attività, gestiti prevalentemente da Invitalia e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). I crediti d’imposta, come il bonus pubblicità, riducono invece il carico fiscale sulle imposte dirette. Le sezioni seguenti trattano ciascuna misura con i relativi requisiti, importi e scadenze.
ISCRO: indennità per il calo di fatturato
L’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) è una misura INPS riservata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS che hanno subito un calo significativo dei redditi da lavoro autonomo. Introdotta in via sperimentale dalla L. 178/2020 (art. 1, commi 386-400) per il triennio 2021-2023, è stata resa strutturale dalla L. 213/2023 (art. 1, commi 142-155), a decorrere dal 1° gennaio 2024. Funziona in modo analogo a un’indennità di disoccupazione, ma è calibrata sulla contrazione del reddito piuttosto che sulla sua assenza.
Per accedere all’ISCRO nel 2026 occorre rispettare requisiti cumulativi: non essere titolari di trattamenti pensionistici diretti, non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, non essere beneficiari dell’Assegno di Inclusione, essere titolari di partita IVA attiva da almeno tre anni alla data della domanda ed essere in regola con i versamenti contributivi. Il requisito reddituale centrale è duplice: il reddito da lavoro autonomo dell’anno precedente alla domanda deve essere inferiore al 70% della media dei redditi dei due anni ancora precedenti, e non deve comunque superare la soglia massima fissata per l’anno di riferimento. Per il 2026 questa soglia è pari a 12.749,18 euro (Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026).
L’importo mensile dell’ISCRO è pari al 25% della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti a quello antecedente la domanda: per una domanda presentata nel 2026, il calcolo considera i redditi 2023 e 2024. A seguito della rivalutazione ISTAT applicata per il 2026, l’importo mensile va da un minimo di 255,53 euro a un massimo di 817,69 euro, erogato per sei mensilità consecutive a partire dal giorno successivo alla presentazione della domanda. Vale la regola del biennio: chi ha già beneficiato dell’indennità nel 2024 o nel 2025 non può presentare una nuova domanda nel 2026, mentre può farlo chi ha visto la propria istanza respinta o revocata all’origine.
La domanda per l’ISCRO 2026 va presentata esclusivamente in via telematica sul portale INPS, con SPID, CIE o CNS, nella finestra compresa tra il 15 giugno e il 31 ottobre 2026, termine perentorio senza possibilità di proroga per ritardi anche minimi. In alternativa è possibile rivolgersi al Contact Center INPS o a un patronato abilitato. Per l’approfondimento operativo completo, requisiti dettagliati e casistiche di esclusione, si rimanda a la guida aggiornata alle domande ISCRO 2026.
| Requisito | Condizione 2026 |
|---|---|
| Reddito anno precedente | < 70% media biennio precedente e ≤ 12.749,18 € |
| Partita IVA | Attiva da almeno 3 anni |
| Importo mensile | Da 255,53 € a 817,69 € |
| Durata | 6 mensilità |
| Finestra domanda | 15 giugno – 31 ottobre 2026 |
Assegno di Inclusione (ADI) per titolari di partita IVA
L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura nazionale di sostegno al reddito familiare introdotta dal D.L. 48/2023 (conv. L. 85/2023) in sostituzione del Reddito di Cittadinanza. Non è incompatibile in assoluto con l’esercizio di un’attività autonoma: un titolare di partita IVA può beneficiarne se il proprio nucleo familiare rientra nei requisiti economici previsti e il reddito complessivo prodotto resta entro le soglie stabilite. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha confermato la misura, con alcune modifiche su calcolo dell’ISEE e regole di rinnovo.
Per accedere all’ADI nel 2026 il nucleo familiare deve includere almeno un componente in una delle seguenti condizioni: persona minorenne, persona con disabilità certificata, persona di almeno 60 anni di età, oppure persona in condizione di svantaggio inserita in un programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali. A questi si aggiungono i requisiti di cittadinanza, soggiorno e residenza in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Sul piano economico, l’accesso richiede un ISEE non superiore a 10.140 euro e un reddito familiare inferiore alla soglia di riferimento moltiplicata per la scala di equivalenza del nucleo.
L’importo dell’ADI nel 2026 è calcolato come differenza tra una soglia di reddito di riferimento, pari a 6.591 euro annui (rivalutata dell’1,4% rispetto al 2025) moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza, e il reddito familiare già disponibile. Per i nuclei composti interamente da persone over 67 o da persone con disabilità gravi la soglia può salire fino a 8.190 euro annui. Se il nucleo risiede in affitto, si aggiunge un contributo fino a 303,33 euro mensili. Tra le novità della Legge di Bilancio 2026 figura l’eliminazione del mese di sospensione obbligatoria tra un ciclo di 18 mensilità e il rinnovo, restando comunque prevista una riduzione al 50% dell’importo per la prima mensilità del rinnovo stesso.
Per chi svolge attività autonoma, il punto di attenzione è la compatibilità reddituale: il reddito da partita IVA concorre alla determinazione del reddito familiare rilevante ai fini ADI, e un suo incremento può ridurre proporzionalmente l’importo dell’assegno o farne venire meno il diritto. La domanda si presenta in qualsiasi momento dell’anno tramite il portale INPS o tramite patronati e CAF abilitati. Per l’analisi di dettaglio sulla compatibilità tra ADI e attività autonoma, si rimanda a i requisiti per l’Assegno di Inclusione nel caso di attività autonoma.
| Requisito | Condizione 2026 |
|---|---|
| ISEE | ≤ 10.140 € |
| Soglia reddito riferimento | 6.591 € annui × scala di equivalenza |
| Componente fragile in famiglia | Minore, disabile, over 60 o svantaggio certificato |
| Contributo affitto | Fino a 303,33 €/mese |
| Domanda | Sempre aperta |
Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)
Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è la prestazione INPS introdotta accanto all’ADI per i soggetti considerati occupabili, cioè non rientranti nei requisiti di fragilità che danno diritto all’Assegno di Inclusione. È rivolto a persone tra i 18 e i 59 anni, senza occupazione, in condizioni economiche e sociali difficili, ed è condizionato alla partecipazione a percorsi di formazione, qualificazione professionale o politiche attive del lavoro.
Per il 2026 restano confermati i requisiti economici introdotti dalla Legge di Bilancio 2025: un ISEE non superiore a 10.140 euro, in linea con la soglia prevista per l’ADI, ma con requisiti reddituali familiari differenti che escludono chi rientra invece nei parametri dell’Assegno di Inclusione. L’indennità è pari a 500 euro al mese, erogata per un massimo di 12 mesi, prorogabili per ulteriori 12 mesi se il beneficiario sta ancora frequentando un corso di formazione al termine del primo periodo, come confermato dalla Legge di Bilancio 2026.
L’erogazione dell’indennità è condizionata alla partecipazione effettiva ad attività registrate tramite il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL): corsi di formazione e qualificazione, orientamento e assistenza alla ricerca di lavoro, percorsi del Programma GOL, servizio civile universale o progetti utili alla collettività. La mancata partecipazione comporta la sospensione del beneficio, che decade definitivamente se la situazione non viene regolarizzata entro 90 giorni. Per un quadro comparato di SFL insieme alle altre agevolazioni legate all’ISEE, si rimanda a la panoramica completa dei bonus legati alle soglie ISEE, incluso il Supporto Formazione e Lavoro.
| Requisito | Condizione 2026 |
|---|---|
| Età | 18-59 anni |
| ISEE | ≤ 10.140 € |
| Importo | 500 €/mese |
| Durata | 12 mesi, prorogabili di altri 12 |
| Condizione | Partecipazione attiva a percorsi SIISL |
Riduzione dei contributi INPS per i forfettari
I titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS possono richiedere una riduzione del 35% dei contributi previdenziali dovuti annualmente. La misura, prevista dall’art. 1, commi 111 e seguenti, della L. 208/2015 (richiamata anche dall’art. 1, commi 76-84, L. 190/2014), è strutturale: a differenza di altre agevolazioni contributive legate a stanziamenti annuali, non necessita di rifinanziamento e resta valida anche oltre il 2026, fino a eventuale modifica normativa. Sono esclusi i professionisti iscritti a casse previdenziali autonome (avvocati, ingegneri, commercialisti) e chi versa alla Gestione Separata INPS.
Lo sconto si applica sia alla contribuzione fissa calcolata sul reddito minimale sia alla quota eccedente, determinata in sede di dichiarazione dei redditi. Per il 2026 il minimale di reddito su cui calcolare i contributi fissi è pari a 18.808 euro, per effetto della rivalutazione ISTAT (+1,4%) comunicata con la Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026. L’aliquota IVS ordinaria del 24% (24,48% per i commercianti) si riduce quindi al 15,60% circa sulla quota interessata dallo sconto. L’agevolazione non è automatica: va richiesta ogni anno con domanda telematica, salvo rinnovo tacito per chi l’ha già attivata negli anni precedenti.
La domanda si presenta tramite il Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti sul portale INPS, selezionando l’opzione relativa al regime agevolato ex art. 1, comma 111, L. 208/2015. Per i soggetti già attivi al 1° gennaio 2026, il termine per attivare o rinnovare la riduzione è fissato al 28 febbraio 2026, che nel caso specifico dell’anno in corso è slittato al 2 marzo 2026 poiché la scadenza ordinaria cadeva di sabato, come confermato dalla Circolare INPS n. 14/2026 e da fonti specializzate. Il termine ha natura perentoria: chi lo supera non ottiene la riduzione per il 2026, ma solo a decorrere dal 1° gennaio 2027. Chi apre la partita IVA nel corso del 2026, invece, deve presentare la domanda tempestivamente subito dopo l’iscrizione alla Gestione Artigiani o Commercianti, senza attendere la scadenza annuale.
Un punto spesso frainteso riguarda la coesistenza con la riduzione contributiva del 50% introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 per i nuovi iscritti 2025 alle Gestioni Artigiani e Commercianti: le due agevolazioni non sono cumulabili, e vanno scelte alternativamente. Chi ha già attivato il 50% nel 2025 mantiene il beneficio per i 36 mesi previsti e può passare alla riduzione del 35% solo al termine di quel periodo.
| Elemento | Dettaglio 2026 |
|---|---|
| Riduzione | 35% su quota fissa ed eccedente |
| Minimale di reddito | 18.808 € |
| Scadenza domanda 2026 | 2 marzo 2026 (termine perentorio) |
| Cumulabilità | Non cumulabile con la riduzione del 50% |
| Esclusi | Iscritti a casse autonome e Gestione Separata |
Bonus 18.000 euro per giovani imprenditori under 35
Il bonus giovani imprenditori, previsto dal Decreto Coesione, garantisce un sostegno di 500 euro al mese per tre anni, per un totale massimo di 18.000 euro, a chi ha avviato un’attività imprenditoriale o professionale in settori considerati strategici per la transizione digitale ed ecologica. La misura, gestita dall’INPS, è rivolta specificamente ai giovani under 35 e si distingue dalle altre agevolazioni della categoria per la platea più ristretta e il vincolo settoriale.
Possono beneficiarne i soggetti che, tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, hanno avviato un’attività imprenditoriale o professionale trovandosi in stato di disoccupazione prima dell’apertura della partita IVA. Il beneficio non concorre alla formazione del reddito imponibile ed è qualificato a tutti gli effetti come aiuto di Stato, registrato nel Registro nazionale degli aiuti nel rispetto del regolamento UE n. 651/2014 (GBER). L’erogazione avviene in via anticipata per i mesi di attività svolti, con liquidazione annuale, compatibilmente con le risorse disponibili a livello territoriale.
I settori ammessi coprono un perimetro ampio: attività manifatturiere (dall’alimentare alla siderurgia, dalla produzione di computer alla fabbricazione di macchinari), energia, gestione dei rifiuti e risanamento ambientale, costruzioni, trasporto e magazzinaggio, servizi informatici e digitali, attività professionali e scientifiche, istruzione, sanità, servizi culturali e creativi. Tra i codici ATECO più rilevanti figurano quelli legati alla produzione di software, alla consulenza informatica, alla ricerca e sviluppo e alla progettazione ingegneristica. Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, con cui l’INPS ha aggiornato la corrispondenza dei codici ammessi.
La domanda si presenta esclusivamente online tramite il portale INPS. Le somme erogate devono essere destinate a costi di avviamento e mantenimento dell’attività coerenti con il piano aziendale presentato (affitto di locali, canoni software, utenze, servizi professionali, investimenti tecnologici), con obbligo di documentazione puntuale della spesa e possibilità di verifiche amministrative da parte del Ministero del Lavoro. Per l’elenco completo dei codici ATECO ammessi e il dettaglio procedurale, si rimanda a i dettagli del bonus da 18.000 euro per gli under 35.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Platea | Under 35, disoccupati prima dell’apertura P.IVA |
| Periodo apertura attività | 1/7/2024 – 31/12/2025 |
| Importo | 500 €/mese per 36 mesi (max 18.000 €) |
| Natura fiscale | Non concorre al reddito imponibile |
| Settori | Transizione digitale ed ecologica (elenco ampio) |
Contributi a fondo perduto per l’avvio e lo sviluppo d’impresa
Oltre alle indennità di sostegno al reddito e alle agevolazioni contributive, nel 2026 restano attivi diversi strumenti di finanza agevolata gestiti da Invitalia e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), rivolti a chi avvia una nuova attività o intende sviluppare un’attività già esistente. A differenza del bonus da 18.000 euro trattato nella sezione precedente, questi strumenti non sono riservati ai soli under 35 e coprono platee ed esigenze diverse: dall’avvio d’impresa nel Mezzogiorno all’acquisto di beni strumentali, fino alla formazione dei dipendenti.
Resto al Sud 2.0 finanzia l’avvio di attività imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, riservato a chi ha tra 18 e 35 anni. La misura, nata dal Decreto Coesione (D.L. 60/2024, conv. L. 95/2024) con decreto attuativo pubblicato il 21 agosto 2025, sostituisce interamente a fondo perduto il precedente mix 35% fondo perduto più 65% prestito bancario. Autoimpiego Centro-Nord replica lo stesso impianto per le regioni del Centro-Nord. Entrambe operano a sportello, in ordine cronologico di arrivo delle domande, senza graduatorie: nel 2026 i fondi risultano ancora disponibili, ma la dotazione non è illimitata.
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero è l’incentivo gestito da Invitalia rivolto alla creazione e allo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalente partecipazione giovanile (18-35 anni) o femminile, senza limiti territoriali. Le agevolazioni consistono in un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto, che non può superare il 15% della spesa ammissibile, per progetti di investimento fino a 3 milioni di euro. Anche in questo caso non ci sono graduatorie: le domande sono esaminate in ordine cronologico e lo sportello resta aperto fino a esaurimento delle risorse assegnate.
La Nuova Sabatini (art. 2, D.L. 69/2013, conv. L. 98/2013) sostiene l’acquisto o l’acquisizione in leasing di beni strumentali nuovi (macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software) da parte delle PMI, con un contributo in conto interessi che vale circa il 7,72% dell’investimento per i beni ordinari e fino al 10,08% per gli investimenti in tecnologie 4.0 o green. La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027 (200 milioni nel 2026, 450 nel 2027) e, con il D.Lgs. 138/2026, l’ha confermata tra i cinque strumenti nazionali di sostegno alle imprese di competenza del MIMIT. Lo sportello, gestito tramite banche e intermediari convenzionati, resta aperto a esaurimento risorse.
Il Fondo Nuove Competenze, giunto alla terza edizione (FNC3 “Competenze per le innovazioni”), sostiene i datori di lavoro privati che sottoscrivono accordi collettivi di rimodulazione dell’orario destinati alla formazione dei dipendenti, con un contributo a fondo perduto che può coprire fino al 100% del costo del lavoro per le ore di formazione. La dotazione, inizialmente di 730 milioni di euro, è salita a oltre 855 milioni dopo i rifinanziamenti di maggio 2025 e gennaio 2026 (+125 milioni). Non è una misura pensata per il singolo titolare di partita IVA senza dipendenti, ma per le imprese, incluse quelle individuali, che occupano personale da formare.
| Misura | Beneficiari | Stato 2026 |
|---|---|---|
| Resto al Sud 2.0 | 18-35 anni, Sud Italia | Sportello aperto |
| Autoimpiego Centro-Nord | 18-35 anni, Centro-Nord | Sportello aperto |
| ON tasso zero | Under 35 o donne, tutta Italia | Sportello aperto |
| Nuova Sabatini | PMI, beni strumentali | 650 mln € 2026-2027 |
| Fondo Nuove Competenze | Datori di lavoro con dipendenti | Rifinanziato, attivo |
Bonus pubblicità: credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari
Il bonus pubblicità è un credito d’imposta, disciplinato dall’art. 57-bis del D.L. 50/2017 come modificato dall’art. 25-bis del D.L. 17/2022, riconosciuto a imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali che investono in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche in formato digitale. A differenza delle altre misure trattate in questa guida, non è un contributo diretto ma un credito utilizzabile in compensazione tramite modello F24, e presuppone un requisito di incrementalità: gli investimenti dell’anno devono superare di almeno l’1% quelli dell’anno precedente sugli stessi mezzi di informazione.
Il credito è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti, nel limite complessivo di 30 milioni di euro annui: se le richieste superano questo tetto, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria procede a un riparto proporzionale tra i richiedenti ammessi. Per l’annualità 2026 la finestra di prenotazione, con provvedimento del 23 febbraio 2026, è stata fissata dal 2 marzo al 1° aprile 2026 ed è già conclusa alla data di consultazione di questa guida. La prossima finestra utile, relativa agli investimenti 2027, riaprirà indicativamente a inizio marzo 2027, con la dichiarazione sostitutiva sugli investimenti effettivamente sostenuti da presentare, per il ciclo 2026, tra il 9 gennaio e il 9 febbraio 2027.
Quale misura è compatibile con la tua situazione: la tabella di sintesi
Le misure descritte in questa guida non sono tutte cumulabili tra loro, e alcune si escludono a vicenda per costruzione (come le due riduzioni contributive per i forfettari). La tabella seguente incrocia ciascuna misura con il requisito soggettivo che ne determina l’accesso, lo stato della finestra temporale nel 2026 e le principali incompatibilità da verificare prima di presentare domanda.
| Misura | Requisito chiave | Finestra 2026 |
|---|---|---|
| ISCRO | Calo reddito ≥ 30% e reddito ≤ 12.749,18 € | 15/6 – 31/10 |
| ADI | ISEE ≤ 10.140 € e componente fragile in famiglia | Sempre aperta |
| SFL | 18-59 anni, occupabile, non idoneo ADI | Sempre aperta |
| Riduzione 35% forfettari | Regime forfettario + Gestione Artigiani/Commercianti | Chiusa (2/3), rinnovo 2027 a fine feb. |
| Bonus 18.000 € under 35 | Under 35, attività avviata 7/2024-12/2025 | A esaurimento risorse territoriali |
| Resto al Sud 2.0 / Autoimpiego | 18-35 anni, area geografica specifica | Sportello aperto |
| ON tasso zero | Under 35 o impresa femminile | Sportello aperto |
| Nuova Sabatini | PMI, acquisto beni strumentali | Sportello aperto (fondi 2026-2027) |
| Bonus pubblicità | Incremento investimenti pubblicitari ≥ 1% | Chiusa (1/4), riapre inizio 2027 |
Domande frequenti
Quali bonus per partita IVA sono attivi nel 2026?
Sono attivi ISCRO, Assegno di Inclusione, Supporto per la Formazione e il Lavoro, la riduzione contributiva del 35% per i forfettari, il bonus da 18.000 euro per under 35, Resto al Sud 2.0, ON tasso zero, Nuova Sabatini e Fondo Nuove Competenze. Non è invece confermato, per le nuove iscrizioni 2026, lo sconto contributivo del 50%.
Come si richiede l’ISCRO 2026?
La domanda va presentata online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, tra il 15 giugno e il 31 ottobre 2026. In alternativa è possibile rivolgersi al Contact Center INPS o a un patronato abilitato. Il termine del 31 ottobre è perentorio.
Chi ha diritto all’Assegno di Inclusione con partita IVA?
Un titolare di partita IVA può accedere all’ADI se il proprio nucleo familiare ha un ISEE non superiore a 10.140 euro e include almeno un componente minorenne, disabile, over 60 o in condizione di svantaggio certificata. Il reddito da attività autonoma concorre al calcolo del reddito familiare rilevante.
Cosa succede se non presento la domanda di riduzione contributiva entro il 2 marzo?
Il termine del 2 marzo 2026 per la riduzione del 35% ha natura perentoria: chi lo supera non ottiene lo sconto per l’anno in corso, ma solo a decorrere dal 1° gennaio 2027, come chiarito dalla Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026.
Il bonus da 18.000 euro per under 35 è ancora richiedibile nel 2026?
Sì, ma solo da chi ha avviato l’attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, essendo disoccupato al momento dell’apertura della partita IVA. Le domande sono accolte nei limiti delle risorse disponibili a livello territoriale.
Quali contributi a fondo perduto sono disponibili per aprire un’attività nel 2026?
Resto al Sud 2.0 per il Mezzogiorno, Autoimpiego per il Centro-Nord e ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero su tutto il territorio nazionale, tutti riservati a under 35 o imprese a prevalente componente femminile. Operano a sportello, fino a esaurimento delle risorse stanziate.
La Nuova Sabatini copre anche i software?
Sì, la misura finanzia, oltre a macchinari e attrezzature, anche hardware, software e tecnologie digitali destinati a uso produttivo. Il contributo in conto interessi vale circa il 7,72% dell’investimento per i beni ordinari e fino al 10,08% per gli investimenti in tecnologie 4.0 o green.
Quando riapre il bonus pubblicità dopo la finestra 2026?
La finestra di prenotazione per gli investimenti 2026 si è chiusa il 1° aprile 2026. La prossima riapertura, relativa agli investimenti 2027, è attesa a inizio marzo 2027, con la dichiarazione sostitutiva sugli investimenti 2026 da presentare tra il 9 gennaio e il 9 febbraio 2027.