Tra le misure previste dal Decreto Sostegni D.L.n. 41/2021 (approvato dal Governo attraverso il Consiglio dei ministrai del 19 marzo) vi è il tanto atteso sostegno, sotto forma di ristoro per le partite IVA. Il contributo è riconosciuto a tutti i soggetti titolari di partita IVA (restano escluse le partite IVA cessate alla data di entrata in vigore del decreto), fiscalmente residenti in Italia, che svolgono attività di:

  • Impresa;
  • Arte o professione, compresi i professionisti iscritti ad albi o ordini professionali;
  • Agricola.

Il bonus viene calcolato sulla base di percentuali delimitate da 5 fasce di reddito. 

Secondo le stime svolte dal Governo, saranno circa tre milioni le partite IVA che potranno beneficiare dei nuovi ristori, iscritti alle gestioni separate delle diverse Casse previdenziali ed anche circa 3 milioni di piccole e medie imprese. Come detto, per la prima volta potranno beneficiare del bonus anche i lavoratori autonomi iscritti agli Ordini professionali.

Gli aiuti partono da un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche, a 2.000 euro per le società, fino a un massimo 150mila euro per le imprese (anche artigiane), con 5 fasce percentuali in base al reddito. Inoltre, a fine aprile dovrebbe arrivare anche il bonus per le partite IVA, ovvero il bonus di 1.000 euro al mese, per il primo trimestre, gennaio, febbraio marzo, dedicato a tutti i titolari di partita IVA e ai lavoratori stagionali e dello spettacolo anche senza partita IVA.

Per conoscere tutte le misure previste dal Decreto Sostegno:

“Approvato il decreto sostegno: cos’è e quali sono le misure previste?”

Bonus partite IVA decreto sostegni
Bonus partite IVA decreto sostegni

Chi potrà beneficiare del bonus sostegni?

Potranno beneficiare del Bonus:

  • Persone fisiche titolari di partita IVA;
  • Professionisti (avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri);
  • Imprese di dimensioni piccole o medie, anche artigiane;
  • Gli iscritti alle gestioni separate delle diverse Casse previdenziali in possesso dei requisiti richiesti.

Per beneficiare del bonus occorre aver avuto un fatturato nel 2019 non superiore a 10 milioni di euro e perdite di fatturato nel 2020 pari ad almeno il 30% rispetto al 2019.Gli aiuti non saranno superiore del 30% delle perdite subite.

Gli aiuti prevedono un minimo di 1.000 euro per le partite IVA individuali e 2.000 euro per le società, fino a un massimo 150.000 euro per le imprese (anche artigiane), con 5 fasce percentuali in base al reddito. Le fasce sono le seguenti:

  • 60% per le imprese con fatturato fino a 100.000 euro;
  • 50% per le imprese con fatturato tra 100.000 e 400.000 euro;
  • 40% per le imprese con fatturato tra 400.000 e un milione;
  • 30% per le imprese con fatturato tra uno e 5 milioni;
  • 20% per le imprese con fatturato tra 5 e 10 milioni.

I contributi erogati non concorrono alla formazione del reddito imponibile. Per quanto riguarda l’erogazione, si procederà come con i precedenti contributi riconosciuti dal Decreto Ristori. I nuovi contributi a fondo perduto per le imprese dovrebbe valere circa 11 miliardi di euro e interessare circa 3 milioni di attività.

Come è calcolato l’importo del bonus sostegni?

Per calcolare il bonus per le imprese medie e piccole occorre tenere in considerazione la perdita mensile media, moltiplicata il coefficiente indicato nelle fasce sopra indicate.

Prendiamo, ad esempio, il caso di un professionista che nel corso del 2019 ha registrato un fatturato di 60.000 euro e che nel corso del 2020 ha registrato un fatturato di 35.000 euro. In questo caso il requisito del calo del fatturato di almeno il 30% è superato. A questo punto si individua il calo mensile medio del fatturato (dividendo per 12 il calo annuale). L’importo così individuato di 2.083,33 deve essere moltiplicato per la percentuale del 60% (per i fatturati inferiori a 100.000 euro). Il bonus sostegno in questo caso è pari a 1.250 euro (l’importo è superiore al minimo previsto per le persone fisiche di 1.000 euro).

Prendiamo adesso il caso di una società che effettua attività di impresa che nel corso del 2019 ha registrato un fatturato di 500.000 euro e che nel corso del 2020 ha registrato un fatturato di 320.000 euro. Anche in questo caso il calo del fatturato di almeno il 30% è superato. A questo punto si individua il calo mensile medio del fatturato (dividendo per 12 il calo annuale). L’importo così individuato di 15.000 euro deve essere moltiplicato per la percentuale del 40% (per i fatturati oltre i 400.000 euro ed il milione di euro). Il bonus sostegno in questo è pari a 6.000 euro (l’importo è superiore al minimo previsto per le società di 2.000 euro).

Per le attività professionali ed economiche che hanno aperto partita IVA a partire dal 1° gennaio 2020 il contributo sostegni spetta nella misura minima previste (1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le società).

Il comma 5 dell’art. 1 del Decreto prevede che per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, ai fini delle media di cui primo periodo, rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA.

ATTENZIONE:
Gli importi del fatturato devono essere individuati facendo riferimento alla data di effettuazione dell’operazione per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ex art. 6 del DPR n. 633/72.

Il riferimento è l’apertura della partita Iva

Per la determinazione del bonus occorre tenere in considerazione il momento di apertura della partita Iva, senza tenere conto il successivo momento di effettivo inizio dell’attività. Sostanzialmente, maggiore è l’arco temporale che decorre dall’apertura della partita Iva e l’effettivo inizio dell’attività più la situazione peggiora.

Istanza dal 30 marzo e pagamenti del bonus sostegni a partire dall’8 aprile

Le istanze per la richiesta del bonus sostegni partono il 30 marzo (probabilmente a metà mattina), attraverso l’accesso al portale “fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa del 19 marzo ha dichiarato che si punta ad erogare i pagamenti di questi contributi a fondo perduto a partire dal prossimo 8 aprile, attraverso un’erogazione diretta da parte dell’Agenzia delle Entrate, che metterà a disposizione una piattaforma telematica dedicata. Tramite questa, il contribuente avrà la possibilità di richiedere il contributo in denaro, oppure di poter opzionare l’utilizzo attraverso compensazione con modello F24 (ex art. 17 del D.Lgs. n. 241/97). Da precisare che questa scelta deve riguardare l’intero contributo (non sarà possibile suddividere l’importo).

Le sanzioni previste in caso di erogazione di un bonus sostegni non spettante

Per quanto riguarda i controlli e le sanzioni si applicano le regole del contributo a fondo perduto del Decreto Rilancio (articolo 25 del D.L. n. 34/2020, commi da 9 a 14). Questo significa che, in buon sostanza, sbagliare costa caro.

I controlli arriveranno ad erogazione già avvenuta. Qualora il contributo non sia in tutto o in parte spettante, l’Agenzia delle Entrate può procedere al recupero del bonus applicando una sanzione amministrativa dal 100% al 200% del contributo (ex art. 13, co. 5 del D.Lgs. n. 471/97). Su tale sanzione non è applicabile il ravvedimento operoso. Oltre alla sanzione amministrativa è prevista l’applicazione dell’art. 316-ter del Codice penale, il quale prevede:

  • La reclusione da 6 mesi a 3 anni o,
  • Nel caso di contributo erogato di importo inferiore a 4.000 euro, la sanzione amministrativa da 5.164 a 25.822 euro con un massimo di tre volte il contributo indebitamente percepito.

L’unica possibilità di ricevere sanzioni ridotte è quella di restituire il contributo non spettante. Naturalmente devono essere versati anche i relativi interessi e le sanzioni ridotte con ravvedimento operoso. Quindi, possiamo riassumere che il ravvedimento operoso, se preventivo, è utile ad evitare il rischio di sanzioni penali.

Bonus sostegni: conclusioni

In attesa che nei prossimi giorni venga pubblicato il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che indicherà modalità di presentazione delle domande ed opzione per l’utilizzo del bonus in compensazione con modello F24 non possiamo che fare qualche riflessione. Ancora una volta, come nei precedenti provvedimenti di sostegno alle attività economiche, siamo di fronte ad importi modesti. Questi nuovi contributi a fondo perduto, infatti, non sono sicuramente in grado di compensare il crollo generalizzato dei fatturati registrato da moltissime imprese nel corso del 2020. Come indicato in conferenza stampa dal premier, probabilmente verrà stanziato un nuovo scostamento di bilancio in sede di approvazione del DEF (che dovrà essere presentato ed approvato in Parlamento entro il prossimo 10 aprile).

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67 COMMENTI

  1. Salve, grazie per l’articolo. Non ho capito se la soglia minima del bonus per le Ditte Individuali verrà considerata 2000 Euro o 1000 Euro come per le persone fisiche. Potete aiutarmi?

  2. Buongiorno Federico.
    Ottimo articolo!
    Sono titolare di una SRL di Pistoia, sono rimasto un attimo perplesso per quanto riguarda le società nate dal 1 Gennaio 2019, in quanto non sono sottoposte al requisito del calo di fatturato, ma allo stesso tempo non vengono menzionate tra quelle aventi diritto del contributo minimo, come quelle nate dal 1 Gennaio 2020.
    Questo mi lascia in confusione.
    Saluti

  3. Io ho aperto la partita iva a gennaio 2020, un mese prima che iniziasse il finimondo. Non ho capito se ho diritto al bonus, ricevuto invece con i criteri adottati col precedente esecutivo

  4. Ho aperto PI a 7/19, il testo del decreto in GU art 1 comma 4 esonera le partite iva aperte da gennaio 2019 dalla dimostrazione del calo di fatturato. Nel successivo art 5 lettera d è riportata la modalità di calcolo del calo di fatturato, cioè ai fini della dimostrazione del requisito spettano i mesi di competenza. Ho leggo male o c’e qualcosa che non coincide!

  5. “Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, ai fini della media di cui al primo periodo,
    rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA”
    Questo il disposto del Titolo 1 – Art. 1 – Sostegno alle imprese., che manca nel vostro articolo.
    Ciò significa che il calcolo del fatturato annuo 2019, inizia a far data dall’attribuzione della partita iva e non , come dovrebbe essere, dall’inizio dell’attività. Quindi un ristorante che ha aperto la partita iva a marzo per potersi intestare il contratto di affitto, la Siae, le bollette e tutti i contratti di fornitura necessari, ma che ha aperto le serrande al pubblico solo a settembre, deve considerare nel calcolo anche i mesi in cui non fatturava, il che significa ridurre di molto il fatturato medio mensile dell’anno 2019. Così rapportandolo al 2020, non risulta il calo, perché devo considerare come mesi del 2019 anche mesi in cui non ho fatturato un euro perché ero ancora chiuso. Mi date conferma di questo?

  6. Io ho aperto PI a luglio 2019, il decreto pubblicato in GU all’ art. 1 comma 4 esonera la dimostrazione del calo di fatturato le partite iva aperte da gennaio 2019.
    Scorrendo la lettura trovo all’art 5 lettera d le modalità di calcolo di calo di fatturato per le PI aperte nel 2019, ovvero, nel computo mensile sono da considerare i mesi.
    Quindi? Siamo esonerati dalla dimostrazione del calo o no?
    Grazie

  7. Non capisco il discorso della soglia minima.
    Se dal calcolo per una azienda dovesse ad esempio risultare 1.800 euro con il decreto sostegni spetterebbero 2.000 euro come soglia minima o nulla perché il valore è sotto la soglia minima per chiederlo?
    Grazie

  8. buon giorno io ho aperto la p.iva a novembre 2019 sono un consulente enrgetico ho lavorato fino ad agosto 2020 con la societa’ in questione , poi mi sono licenziato per problemi inerenti alla societa che non pagava, ed ho cominciato con un altra societa ho una p.iva forfettaria, ho preso dopo quasi un anno i 1200 iniziali del bonus coiv19, per errori da parte di inps, ed i 1000 di agosto sulle perdite inerenti all’anno prima, anche noi che abbiamo la p.iva forfettaria come saremo inquadrati per questi nuovi bonus?

  9. Ok abbiamo capito che quelle aperte nel 2019 devono dimostrare il calo del fatturato, ma allora perchè viene anche detto che non sono sottoposte a tale requisito.
    C’è una contraddizione.. era questa la domanda

  10. La norma non è chiarissima, il comma 4 parla di non rilevanza del requisito del calo del fatturato per le partite Iva aperte nel 2019 e nel 2020, poi nel comma 5 viene indicata la modalità di calcolo del calo del fatturato nel 2019. Si ipotizza che quindi il calo del fatturato vada fatto ma che in ogni caso spetta comunque l’importo minimo previsto (ma ripeto, non è chiarissimo).

  11. una ditta individuale nel corso del 2019 (maggio) si è trasformata in S.r.l. per metter in raffronto il fatturato 2019 e 2020 ritengo che si debbano prendere in considerazione nel 2020 quello unico della Società, ma per il 2019 la somma dei fatturati della ditta individuale sommati a quelli della società così come sono stati riportati nella dichiarazione IVA. Potete confermarmi che il mio ragionamento è giusto e che quindi non arreco danno al cliente, grazie.

  12. Mi scusi ma se io ho aperto piva nel giugno 2019 non credo possano confrontarmi 5 mesi contro un anno (2020) quindi del 2020 considerano solo 6 mesi se no non avrebbe matematicamente senso è ovvio che 5 mesi contro 12 non si puo vedere un calo…..sarebbe senza senso. Puo spiegarmi? Grazie mille

  13. Buonasera,
    un titolare di Partita IVA se anche titolare di reddito di pensione in sede di dl “Cura Italia” non poteva percepire dell’indennità di 600 euro.
    Leggendo il dl “Sostegni”, in presenza del calo di fatturato del 30%, tale opportunità non pare preclusa a tale soggetto, è corretto?
    Grazie mille!!

  14. Quindi per chi ha aperto la p.iva prima della pubblicazione del decreto sostegno DEL 22/03/2021 prende il contributo minimo di 1000 euro ? io per esempio ho avviato l’ attivita’ il 19/01/2021

  15. Da impresa devo dire che questo decreto è vergognoso. Come possono, in vista di un calo del 100% di fatturato (il mio) dare il 50% di una mensilità e considerarlo degno?

  16. Nel caso di un professionista che ha aperto la partita iva nel 2020 , egli avrebbe diritto al contributo minimo senza dimostrazione di calo di fatturato. Egli è un professionista senza cassa di previdenza e avrebbe dovuto iscriversi alla gestione separata INPS, cosa che non ha ancora fatto. Nonostante questa mancanza può sempre richiedere il contributo?

  17. Buongiorno! Mi scuso ma ho un dubbio: mi trovo nella situazione di avere P.Iva e anche un contratto di lavoro subordinato. Nelle manovre precedenti sono sempre stato lasciato fuori. Anche in questa occasione è così? Grazie in anticipo

  18. Buonasera,
    ho un dubbio sul requisito dell’attivazione della partita a far data del 1 gennaio 2019. Nel caso in cui un soggetto già titolare di partita iva, avesse cambiato attività, attivando la nuova a febbraio 2020, potrebbe richiedere il contributo pur non avendo subito il calo di fatturato? Grazie per l’aiuto

  19. Cambiare attività significa cambiare codice attività, se questo è il caso la partita Iva è già aperta. Non deve guardare il codice attività ma il momento di apertura della partita Iva e seguire le regole previste dal decreto.

  20. Salve. Ho dovuto chiudere per il drammatico calo di fatturato la partita iva come artigiano in data 31/!2/20.
    Ho intrapreso una nuovo percorso professionale come incaricato alle vendita, con iscrizione alla gestione separata inps e relativa partita iva in data 22/02/21
    E’ possibile accedere ad un sostegno? Vero che si tratta di una nuova “professione” ma in conseguenza della chiusura di un’altra.
    Grazie e buon lavoro.

  21. Salve, p.iva forfettario, gestione separata inps, ho ricevuto il doppio 600 euro e i 1000 euro nel 2020 dall’inps, ora mi sembra di capire che l’eventuale sostegno 2021 non viene gestito più dall’inps ma dall’AdE, giusto? Ad ogni modo se nel 2019 ho fatturato pochissimo diciamo per esempio euro 300 (trecento) e nel 2020 ho fatturato 0 (zero) ho una perdita del 100% e con il calcolo del 60% dovrei avere tipo 15 euro… ma visto che l’importo minimo non può essere inferiore a 1000 euro, mi spetterebbero comunque 1000 euro? Grazie per la gentile risposta.

  22. Buongiorno, P.Iva aperta febbraio 2020 e pensionato INPS. Ho fatturato ma non ho naturalmente riscontri con il 2019. Posso fare domanda per il minimo € 1.000?

  23. Buongiorno,
    apertura P.IVA: luglio 2018
    inizio attività: novembre 2019 (1 anno dopo)

    Anche per questo decreto sono tagliato fuori?
    Poiché l’agenzia delle entrate non prende in considerazione l’inizio di attività ma apertura p.iva, quindi, dovrò comunque fare la media mensile dei 2 anni, ma nel 2020 è ovvio che sarà Maggiore.
    (Nel 2019 ho lavorato 2 mesi, nel 2020 ho lavorato quasi 12 mesi)….
    Sarò tagliato comunque fuori o c’è possibilità di prendere almeno il minimo ? GRAZIE.

  24. Complimenti per il suo portale molto interessante. Ecco il mio quesito: ho aperto P.IVA a giugno 2020 in regime forfettario ed emesso fatture nel corso dell’anno che mi sono state pagate in ritardo a gennaio 2021. Pertanto, non avendo incassato nulla nel 2019 posso presentare domanda per il bonus sostegni ? Grazie per la Sua preziosa risposta.

  25. Buona sera, ho aperto la partita iva della società nel settembre del 2018 ma ho iniziato l’attività a ottobre del 2019. Posso fare domanda per ottenere l’importo minimo del contributo? Grazie per la risposta

  26. Salve, ho aperto partita iva a febbraio 2021, iscritto alla gestione separata come intermediario assicurativo terzo gruppo e quindi regime forfettario. Domani mi verrà accreditato il bonus stagionali di 2400 euro in quanto sempre stato stagionale settore turismo. La mia domanda è: posso fare richiesta del bonus partite iva ?

  27. Buonasera ho aperto la partita iva il 2 maggio del 2019 volevo sapere mi spettano solo i mille euro oppure ci sono più pagamenti dilazionati in mensilità giusto per capire come funziona

  28. Buongiorno
    avrei bisogno di un chiarimento riguardo un caso specifico:
    Partita iva ATTIVA 15 novembre 2019. Da quello che ho capito io dalle istruzioni, solo chi ha l’attivazione a Dicembre 2019 non deve indicare alcun importo nel campo del fatturato medio mensile di 2019. Mentre, nel caso specifico, con attivazione della partita Iva a Novembre 2019 devono considerarsi gli importi dal 1 Dicembre in poi. Mi è stato suggerito di lasciare comunque il campo a zero, “perchè tanto avrei comunque diritto al minimo”. Sulla questione del contributo spettante, non ho dubbi che mi spetti il minimale. Tuttavia, non mi sembra formalmente corretto indicare 0 nel 2019 se, seppur poco, ho degli incassi a Dicembre 2019. Perchè devo indicare zero se ho, ad esempio, un UNICO 2020 a.i 2019 compilato nel quadro RG2 con un importo superiore a zero?
    Spero di essere stata chiara nella spiegazione.

    Cordiali Saluti

  29. “a fine aprile dovrebbe arrivare anche il bonus per le partite IVA, ovvero il bonus di 1.000 euro al mese, per il primo trimestre, gennaio, febbraio marzo, dedicato a tutti i titolari di partita IVA e ai lavoratori stagionali e dello spettacolo anche senza partita IVA.”
    È quindi confermato che il contributo di minimo 1000 euro per p.iva, che dovrebbe essere erogato da oggi, sia solo il primo di 3 contributi? Non riesco a trovare informazioni relative alle future tranche.

  30. Buongiorno ho chiuso per trasfermento il 12 gennaio 2020 e riaperta nella nuova sede il 16 luglio 2021.
    Per il calcolo ristoro devo fare le differenze 1/12 gennaio-16/luglio -31 dicembre 2019 con 1/12 gennaio-16 luglio-31 dicembre 2020?
    Grazie
    Cordiali Saluti

  31. Buongiorno, per attivazione partita IVA (società) dal gennaio 2019 vale la data di attribuzione partita IVA oppure la data inizio attività come da certificato Camera Commercio?

  32. gentilissimi, all’inizio del 2019 avevo una partita IVA come imprenditore Agricolo. In settembre 2019 l’ho chiusa e dopo una settimana 20/09/2019 ho aperto una partita IVA come Medico libero professionista tuttora aperta. Posso fare domanda per il Bonus Sostegni?

  33. Questo articolo è del 29 marzo. Il decreto sostegni è stato pubblicato il 22 marzo. Dove avete trovato riscontri di 1000€ al mese a tutte le partite iva per il primo trimestre 2021 indicato nel vostro articolo? Grazie

  34. Grazie per la precisazione. Purtroppo essendo un articolo con al centro il decreto sostegni è una specifica fatta che può aver messo confusione. Considerata l’entità di aiuti in altri paesi europei, sarebbe triste se perfino un minimo di sussistenza fosse solo un pronostico. Speriamo nel ristori bis chissà quando. E si salvi chi può nel frattempo.

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