Bonus 1000 euro

Bonus 1000 euro partite IVA e lavoratori autonomi: a quando il nuovo incentivo per le imprese? Si attendono novità con il Decreto Ristori 5.

Al vaglio del governo il quinto appuntamento con i Decreti Ristori. Dopo i molteplici interventi che hanno caratterizzato gli scorsi mesi, è sempre più insistente la richiesta di una nuova normativa. Questa, si presume, sarà volta a tutelare gli interessi dei cittadini e, in particolare, delle categorie delle imprese e professionali, svantaggiate dal lungo protrarsi dell’emergenza.

Quindi è fortemente atteso il nuovo Decreto Ristori 5 con nuovi interventi, questa volta chiamato a disciplinare nuovi strumenti di sostegno diretto delle imprese. Sembra che uno dei possibili incentivi sia il c.d Bonus 1000 per i detentori di partita IVA e lavoratori autonomi.

Il nuovo bonus 1000 euro 2021 spetterà ai titolari di partite Iva da almeno 3 anni e ai lavoratori autonomi. Vediamo ora quali sono i requisiti per accedere a questa sussidio.

Bonus 1000 euro

L’annuncio del Bonus 1000 euro partite IVA

Il bonus 1000 euro partite IVA è stato annunciato dal vice Ministro all’economia e alla finanza Laura Castelli su facebook, la quale, in un post, ha affermato:

Un pacchetto Salva Imprese. Norme che intervengano, anche attraverso l’ampliamento delle possibilità di accesso ai “piani di risanamento” e alle “procedure concorsuali”, per favorire il risanamento delle imprese e la tutela del creditore. O ancora, da una riforma complessiva del Fisco, che semplifichi il rapporto tra lo Stato, i cittadini e le imprese, e porti ad un abbassamento della pressione fiscale, proseguendo su quella strada che già abbiamo intrapreso. Far ripartire il lavoro, e le imprese, vuol dire far ripartire il Paese. Per questo il 2021 sarà un anno dedicato, in larga parte, alle imprese, al lavoro e agli autonomi. Proprio per gli autonomi, iscritti alla gestione separata INPS, con questa Legge di Bilancio, abbiamo introdotto l’Iscro, un nuovo ammortizzatore sociale. Stiamo, infatti, riconoscendo loro gli stessi diritti dei dipendenti. Mai prima d’ora, in Italia, a 4 milioni di partite Iva, era stato garantito un supporto in caso di calo del reddito, o si era intervenuti per sostenerle garantendo l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali. Deve essere l’anno della rinascita,per un tessuto produttivo che, in larga parte è fatto proprio di piccola e media impresa, e che, grazie al nostro artigianato e al Made in Italy, ha fatto grande ilnostro Paese”.

Chi potrà accedere al Bonus 1000 partite IVA?

La crisi economica seguente i lunghi mesi di emergenza sanitaria ha determinato una crescente pressione su ampie frange della popolazione. Inevitabilmente, le chiusure e le restrizioni hanno inciso direttamente e indirettamente sulle stesse imprese.

Il periodo di inattività seguente il mese di febbraio e le successive limitazioni hanno, infatti, indotto a ridurre la produzione e il fatturato di molte imprese. Tale condizione ha messo in crisi l’economia dei lavoratori autonomi e dei detentori di partita IVA.

Proprio per tale ragione che al vaglio del Governo vi è la possibilità di introdurre un bonus da 1000 per le partite IVA e lavoratori autonomi.

Presumibilmente il decreto stabilirà che potranno presentare domanda di accesso all’incentivo coloro che hanno:

  • Reddito annuo inferiore a 50.000 euro;
  • Partite Iva aperta e attiva da almeno tre anni;
  • Posizione contributiva regolare, ossia se nei tre anni precedenti i contributi allo stato risultano regolarmente versati;
  • Calo del fatturato pari o superiore al 33% nel corso del 2020, rispetto all’anno precedente, a causa delle restrizioni imposte a seguito del blocco delle attività.

Modalità di presentazione della domanda

Le modalità di presentazione della domanda allo stato sono ancora molto incerte. Non è stato specificato ancora se il nuovo bonus INPS da 1.000 euro dovrà essere richiesto appositamente dal contribuente beneficiario.

Questo, invero, potrebbe essere automaticamente accreditato dallo Stato, dopo aver verificato la debenza delle somme dovute da parte dei lavoratori autonomi che ne hanno fatto richiesta, come è già accaduto in precedenza per altri incentivi.

Nel frattempo sembra che siano attese anche ulteriori importanti interventi e misure di sostentamento. Infatti il Governo, al momento, è intento a lavorare ad altre misure che hanno come obiettivo quello di sostenere i contribuenti più colpiti dalla crisi.

Tra questi, per esempio, è ormai certo che lo Stato si farà carico dei contributi per l’anno 2021, per alcune delle categorie più svantaggiate, versando direttamente le somme all’Erario.

Pace fiscale

Sulla lunghezza d’onda del Bonus 1000 euro partite IVA, vi è l’ulteriore rilevante previsione della c.d. Pace fiscale per l’anno 2021, sempre paventato dalla Vice Ministro Castelli su facebook.

La pace fiscale sembra sarà espressamente contemplata dal nuovo atteso Decreto Ristori 5, il quale presumibilmente sarà prettamente improntato alla tutela delle imprese.

Con tale definizione ovviamente si intendono una serie di agevolazioni in ambito fiscale. Particolarmente attesa è la nuova rottamazione cartelle 2021, che, come affermato dalla Vice Ministro, serve a “dare respiro ai contribuenti saranno rottamate le cartelle dal 2016 al 2019. Questa misura è rivolta ai contribuenti che si trovano in difficoltà ed hanno delle posizioni aperte con il fisco, determinate da delle morosità incolpevoli”.

Oltre a tale previsione sono attese altri due interventi volti a:

  • Rinviare le cartelle esattoriali per chi è in difficoltà e scontate per chi può pagare;
  • Saldo e stralcio delle cartelle esattoriali per il 2021.

Altri interventi a tutela dei lavoratori autonomi

Il predetto bonus 1000 euro partite IVA e la pace fiscale si aggiungono alla nuova figura della Cassa integrazione autonomi, introdotta con la Legge di Bilancio 2021.

E’ evidente l’intento del legislatore di ricostruire un piano di sostegno ai lavoratori autonomi. Questi particolarmente svantaggiati, non hanno avuto adeguati aiuti nei mesi scorsi, tramite gli interventi disciplinati dai precedenti decreti Ristori.

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