Il formatore, anche detto Mental coach o Personal coach, è una figura professionale nata negli ultimi decenni, diffusasi in Italia intorno agli anni ’70 per rispondere alle esigenze di aggiornamento e riconversione delle professionalità nelle grandi aziende.

Non è semplice definire la figura professionale del formatore, tuttavia, l’obiettivo comune di miglioramento delle performance, tuttavia, al momento non esiste una definizione universale e standard.

Il mental coach non è uno psicoterapeuta o uno psichiatra, pertanto, non tratta questioni cliniche, tuttavia, tratta di comunicazione e formazione, di gestione delle emozioni, operando sulla formazione personalizzata sia di una squadra sia di un singolo atleta o di un manager.

Il formatore o mental coach solitamente è un libero professionista che presta la propria consulenza a privati, imprenditori, aziende, atleti. La sua attività spazia dai meeting, ai corsi di formazione, alla vendita di libri, pubblicazione di video ecc.

Per quanto riguarda i requisiti professionali, per diventare formatori non ne esistono di particolari. Tuttavia, è necessario avere un bagaglio di esperienze, per cui è necessario essere formati.

Tuttavia, come tutti i lavoratori autonomi, nel caso in cui, il formatore svolga la propria attività in modo continuativo e abituale nel tempo, è necessario aprire Partita IVA. Vediamo come aprire Partita IVA per formatore.

Aprire partita IVA per formatore
Aprire Partita IVA per formatore: come fare?

Aprire Partita IVA come formatore: come fare?

Nel momento l’attività di formatore venga svolta in modo continuativo ed abituale nel tempo è necessaria l’apertura della Partita IVA.

Per poter aprire Partita IVA è necessario seguire la procedura online sul sito dell’Agenzia delle Entrate. L’apertura è gratuita, tuttavia, per non commettere errori è opportuno farsi affiancare da un commercialista.

Aprire partita IVA, infatti, non è così semplice come appare, possono essere commessi alcuni errori in sede di apertura come la scelta del regime fiscale o nella scelta del Codice ATECO. E’ pertanto necessario affidarsi ad un professionista.

Con l’apertura della Partita IVA è necessario anche scegliere il regime fiscale da applicare.

Il formatore essendo un professionista sprovvisto di cassa di previdenza, il suo trattamento previdenziale obbligatorio è in capo alla gestione separata INPS.

Per maggiori informazioni sulla Gestione separata INPS: “Gestione separata INPS 2021: aliquote e maggiorazioni”

Codice ATECO per formatore

Il formatore non ha un Albo o una disciplina di riferimento, pertanto, potrà adottare diversi Codici ATECO, a seconda delle specifiche prestazioni erogate:

  • 85.59.90 (Altri servizi di istruzione NCA), codice generico che racchiude vari servizi di istruzione;
  • 85.52.09 (Altra formazione culturale), quando l’attività è incentrata sull’ambito artistico/culturale;
  • 85.59.20 (Corsi di formazione e aggiornamento professionale), per coloro che operano con aziende e professionisti;
  • 85.51.00 (Corsi sportivi e ricreativi), per coloro che operano in ambito sportivo, etc..

Ricordiamo che è possibile utilizzare un Codice ATECO per formatore principale e ‘arricchire’ la Partita IVA con altri codici correlati. In questo modo, potrete offrire tranquillamente una varietà di servizi e attività.

Regime Forfettario per formatore

Con l’apertura della Partita IVA è necessario anche scegliere il regime fiscale da applicare.

Per i professionisti può essere vantaggioso, se si possiedono i requisiti aderire al c.d. Regime forfettario, disciplinato dalla Legge n. 190/2014, così come modificata dalla Legge n. 208/2015.

Inoltre, come poc’anzi detto, questa professione, non essendo regolata da alcun Ordine Professionale risponde alla Gestione Separata INPS.

Il reddito viene determinato esclusivamente in base al criterio di cassa. Ovvero sulla base dei ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta. A questo reddito è applicato un coefficiente di redditività, che tiene conto delle spese applicate in modo forfettario. Al reddito imponibile così determinato è applicata un imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni), che poi a regime passa al 15%. Il pagamento delle imposte avviene con la dichiarazione dei redditi.

Il Regime Forfettario è consigliato soprattutto per chi è all’inizio dell’attività, in quanto impone di non superare la soglia di reddito annuo di 65.000 euro.

Vantaggi

Il Regime Forfettario è un regime fiscale esente da IVA. Ciò significa che, nelle fatture del formatore non è presente l’IVA. L’esenzione IVA consentirà di applicare prezzi più bassi per le proprie prestazioni.

Uno dei vantaggi del Regime Forfettario è la presenza di un’imposta sostitutiva con un’aliquota molto bassa del 5% o 15%, pertanto, non si pagheranno né IRPEF, IRAP o altre imposte addizionali. Al reddito imponibile così determinato è applicata un imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni), che poi a regime passa al 15%.

Inoltre, è esente anche dalla ritenuta d’acconto.

Per saperne di più sul Regime Forfettario: “Regime forfettario: requisiti e vantaggi”

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