partita iva come nutrizionista

Il nutrizionista è un laureato in biologia che si occupa di nutrizione. L’interesse per il settore alimentare, come avrai potuto constatare, è divenuto sempre maggiore. Con esso anche i problemi legati all’abuso di cibo. Il rapporto con la nostra alimentazione è molto cambiato negli ultimi trent’anni, soprattutto a causa del proliferare di prodotti dal facile consumo. Ciò ha avuto come conseguenza la crescita della richiesta della figura del nutrizionista.

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Laddove, volessi intraprendere questa carriera dovrai tener presente alcune informazioni, prima tra tutti il percorso di formazione necessario al fine di divenire biologo nutrizionista.

Inoltre, ricorda che la professione di Nutrizionista è regolata da un Albo professionale e in questo caso non è possibile lavorare con prestazione occasionale. E questo a prescindere dal volume del fatturato che pensi di poter generare nell’anno. Dunque dovrai necessariamente aprire una partita IVA come nutrizionista.

Vediamo insieme come fare.


Come diventare nutrizionista

La nostra epoca, forse mai come le precedenti, ha fatto sorgere nuove necessità impellenti nella società quotidiana. La grande proliferazione di alimenti industriali di ampia distribuzione, la nascita di catene di fast food, la crescente ricerca nell’uso di ingredienti, ha reso la problematica dell’alimentazione un’esigenza da affrontare.

L’interesse per il settore alimentare, come avrai potuto constatare, è divenuto sempre maggiore. Con esso anche i problemi legati all’abuso di cibo. Il rapporto con la nostra alimentazione è molto cambiato negli ultimi trent’anni, soprattutto a causa del proliferare di prodotti dal facile consumo.

I colori sgargianti dei marchi, l’aspetto talvolta godereccio e i tempi sempre più ridotti per la preparazione di pietanza, non hanno di certo facilitato il nostro rapporto con il cibo. Poi si sa in Italia siamo buon gustai.

Ciò ha, tuttavia, fatto aumentare anche le patologie legate al peso, sia esso eccessivo o troppo baso. La cattiva gestione dei nostri pasti, i disturbi alimentari, l’eccessivo uso di zuccheri e grassi nei nostri pasti, ha reso indispensabile la figura del nutrizionista. Quest’ultimo, a differenza di quanto accadeva in passato, non si presenta più come un semplice medico o specialista del settore alimentazione e cura dei disturbi annessi, ma ormai è un vero e proprio “guru” dello stile di vita healty.

Pagine Instagram proliferano di consigli e specialisti che ti accompagnano quotidianamente, mostrandoti, non solo, le basilari regole dell’alimentazione, ma anche come impegnarsi correttamente e costantemente nello sport e nel fitness.

Dunque, tale settore, come è evidente, ha subito una radicale trasformazione. In molti decidono, allora, di dedicarsi a questo settore. Ma come si diventa nutrizionisti?

Lo accennavamo nel precedente paragrafo come la figura dell’esperto del settore dell’alimentazione sia cambiato negli anni: in origina nasce come medico, oggi, invece, sono molto spesso dei biologi specializzati in nutrizione. Affinché tu possa scegliere la strada che meglio si addice alle tue esigenze, sarà allora necessario procedere ad alcune definizioni:

  • Il biologo nutrizionista è laureato in biologia, o scienze biologiche, con specializzazione in nutrizione. Lo stesso svolge, dunque, un’attività in parte differente dal tradizionale medico dietologo. Egli, infatti, può elaborare e determinare piani alimentari, sia nei confronti di persone sane, sia di persone alle quali è stata diagnosticata una patologia. Tuttavia, questa operazione potrà essere effettuata solo dopo l’accertamento delle condizioni fisio-patologiche da parte del medico. Allo stesso, inoltre, non è consentito fare diagnosi e non prescrivere farmaci;
  • il dietista è un laureato in professioni sanitarie. Anch’egli ha alcune limitazioni nelle attività che può svolgere. Il dietista elabora le diete a seguito di accertamento medico o anche prescrizione dal medico. Non di rado, svolge ulteriori funzioni specialistiche, ad esempio in equipe con altre figure professionali per quanto riguarda i disturbi del comportamento alimentare. Tra le attività che gli sono concesse rientrano anche quelle attività didattico-educative. Non può effettuare diagnosi e prescrivere farmaci;
  • il dietologo è laureato in Medicina e  specializzato in Scienze dell’alimentazione (percorso della durata di quattro anni, successivo alla laurea). In quanto medico a tutti gli effetti può prescrivere diete a soggetti sani e malati ed è l’unico al quale competono la diagnosila prescrizione di farmaci e di indagini di laboratorio.

In questo contesto, ci soffermeremo, tuttavia, sulla figura del nutrizionista biologo. Quest’ultimo, come abbiamo evidenziato, non dovrà intraprendere il lungo percorso formativo che invece spetta al dietologo, quindi non dovrà conseguire la laurea in medicina e poi svolgere la successiva specializzazione.

Per svolgere questa attività potrai scegliere tra un ampio ventaglio di percorsi formativi. In particolare, potrai iscriverti ad una:

  •  laurea specialistica nella classe:
    – 6/S Biologia;
    – 7/S Biotecnologie agrarie;
    – 8/S Biotecnologie industriali;
    – 9/S Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche;
    – 82/S Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio;
    – 69/S Scienze della nutrizione umana;
  • laurea magistrale nella classe:
    – LM-6 Biologia;
    – LM-7 Biologie agrarie;
    – LM-8 Biotecnologie industriali;
    – LM-9 Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche;
    – LM-75 Scienze e tecnologie per l’ambiente ed il territorio;
    – LM-61 Scienze della nutrizione umana;
  • laurea vecchio ordinamento in Scienze Biologiche:
    – con disposizioni ministeriali del 6 giugno 2012, possono essere ritenuti idonei per l’ammissione agli Esami di Stato: “tutti i titoli conseguiti secondo il vecchio ordinamento equiparati dal decreto ministeriale 9 luglio 2009 a quelli previsti dal D.P.R. 328/2001 come validi per l’accesso alle specifiche professioni”.

Tuttavia sembra opportuno farti presente che il Consiglio superiore della sanità sostiene: “che sia preferibile che il biologo, per esercitare l’attività di nutrizionista in ambito privato, abbia conseguito il diploma di specializzazione universitaria in Scienza dell’Alimentazione” (parere del Consiglio Superiore di Sanità del 12/04/2011).

Come aprire la partita IVA da nutrizionista

Dopo averti brevemente illustrato il percorso formativo, passiamo ora ad esaminare come si apre la partita IVA come nutrizionista. Questa operazione come sempre è foriera di dubbi. A molti sembra un’operazione molto più complessa di come è in concreto. Di seguito ti indicheremo tutti i passi necessari, al termine dei quali potrai decidere se procedere in autonomia o rivolgerti ad un consulente.

Ti ricordiamo, in primo luogo, che la partita IVA come nutrizionista ti serve laddove tu intenda lavorare da autonomo, non anche nel caso in cui deciderai di lavorare come dipendente presso strutture, sanitarie o meno. Se decidi di intraprendere la libera professione puoi scegliere di aprire Partita IVA e metterti in proprio, per lavorare autonomamente come nutrizionista. In questo modo, potrai sia ricevere i tuoi clienti presso uno studio, sia collaborare con più committenti.

Tuttavia, ricorda che la professione di Nutrizionista è regolata da un Albo professionale e non è possibile lavorare con prestazione occasionale.

I passaggi

Aprire la partita IVA come nutrizionista potrebbe essere un’operazione complessa. Devono essere seguiti dei passaggi specifici. Ad esempio:

  • attivazione del numero di Partita Iva presso l’Agenzia delle EntrateAgenzia pubblica italiana che si occupa della gestione delle entrate fiscali italiane;
  • Scelta del Codice ATECO tra:

-86.90.29: Altre attività paramediche indipendenti NCA (tra le quali è menzionato il dietista).

-72.11.00: Ricerca e sviluppo nel campo delle biotecnolgie (per il biologo nutrizionista)

  • Scelta del regime fiscale;
  • Iscrizione alla cassa previdenziale, avendo cura di scegliere tra:
    • Cassa Previdenziale ENPAB (per i biologi regolarmente iscritti all’Ordine);
    • Gestione Separata INPS (per i dietisti).
  • Iscrizione Albo professionale.

Comunicazione apertura partita IVA all’Agenzia delle entrate

La comunicazione dell’apertura della partita IVA all’agenzia delle entrate è effettuata mediante il Modello AA9/12. Per farlo ci sono due possibilità:

  • recarti personalmente all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate presente sul tuo territorio;
  • inviare una richiesta telematica tramite un Commercialista o un Caf.

Tale comunicazione ti sarà fondamentale, in essa dovrai indicare una serie di elementi relativi alla tua persona, all’attività che intendi svolgere e altre informazioni, tra cui il Codice Ateco e il Regime fiscale. Essa è anche definita come ComUnica, in quanto mediante tale adempimento potrai procedere a dare comunicazione di apertura della tua attività anche alle altre amministrazioni coinvolte.

I codici Ateco

Con la comunicazione del modello, dovrai indicare anche i codici Ateco, ossia il Codice che meglio rappresenta la tua professione, tra:

  • 86.90.29: Altre attività paramediche indipendenti NCA (tra le quali è menzionato il dietista).
  • 72.11.00: Ricerca e sviluppo nel campo delle biotecnolgie (per il biologo nutrizionista).

Scelta del regime Fiscale

Il regime fiscale più conveniente è sicuramente quello forfettario. L’apertura della partita IVA implica anche la scelta del regime fiscale che meglio si potrebbe conformare alle tue esigenze. Il Regime Forfettario è un regime fiscale “agevolato”, che prevede una tassazione  forfettaria, con aliquota fissa al 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni dall’apertura, ma solo per le start-up che possiedono i requisiti). Esso, tuttavia, può essere scelto solo da chi ha un guadagno annuo non superiore a 65.000 euro.

Il reddito viene determinato esclusivamente in base al criterio di cassa. Ovvero sulla base dei ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta. A questo reddito è applicato un coefficiente di redditività, che tiene conto delle spese applicate in modo forfettario. Al reddito imponibile così determinato è applicata un imposta sostitutiva del 5% (per i primi cinque anni), che poi a regime passa al 15%. Il pagamento delle imposte avviene con la dichiarazione dei redditi.

Il Regime Forfettario è consigliato soprattutto per chi è all’inizio dell’attività, in quanto impone di non superare la soglia di reddito annuo di 65.000 euro.

Cassa previdenziale e assicurazione

Per svolgere la professione di nutrizionista è necessario procedere anche all’iscrizione alla cassa previdenziale e stipulare un’assicurazione.

Per quanto riguarda il primo adempimento è obbligatoria l’iscrizione all’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi. Ogni iscritto paga un contributo soggettivo variabile del 15% sul reddito professionale netto. Il contributo minimo comunque dovuto è pari a 1.126,00 euro per il 2020.

Altrettanto necessaria è la stipulazione di un’assicurazione, quindi di sottoscrivere una polizza professionale, allo scopo di tutelare clienti e terzi da eventuali danni causati dal professionista.

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