Accertamenti bancari 2026: come costruire la prova contraria

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Versamenti non giustificati, prelevamenti contestati, presunzioni bancarie rovesciate: la guida tecnica alla prova contraria negli accertamenti bancari, con l'analisi delle sentenze della Cassazione e le novità del nuovo Statuto del Contribuente. Tutto quello che devi sapere, e fare, prima che l'accertamento diventi definitivo.

Quando l'Agenzia delle Entrate notifica un avviso di accertamento basato sui movimenti bancari, il contribuente si trova davanti a un meccanismo che ribalta la logica ordinaria del processo: non è il Fisco a dover provare che hai evaso, ma sei tu a dover dimostrare che non hai evaso. Capire esattamente come funziona questa inversione è il primo passo per smontarla.

La presunzione bancaria: art. 32 DPR n. 600/73 e art. 51 DPR n. 633/72 L'art. 32, comma 1, n. 2 del DPR n. 600/73 (per le imposte dirette) e l'art. 51, comma 2, n. 2 del DPR n. 633/72 (per l'IVA) sono le norme gemelle che costituiscono la base legale degli accertamenti bancari. Esse consentono all'Amministrazione finanziaria di richiedere agli istituti di credito copia di qualsiasi documento relativo ai rapporti intrattenuti con il contribuente: conto corrente, depositi, cassette di sicurezza, carte di credito, operazioni extraconto. La norma non si limita però ad autorizzare la raccolta dei dati: compie un salto ulteriore, attribuendo ai movimenti bancari il valore di presunzione legale relativa di ricavo o compenso. I versamenti non giustificati si presumono ricavi in nero; i prelevamenti non giustificati (per i soggetti a cui si applica la norma) si presumono acquisti "fuori fattura", sintomo di una contabilità irregolare. Attenzione: Per una trattazione completa del funzionamento delle indagini finanziarie e degli strumenti di accesso ai dati bancari da parte del Fisco, inclusa la Superanagrafe dei conti correnti, rimando all'articolo dedicato: "Indagini finanziarie: come funzionano e come difendersi". Presunzione legale relativa vs. assoluta: perché la distinzione è tutto La presunzione bancaria è relativa (iuris tantum), non assoluta (iuris et de iure). Questa distinzione non è un tecnicismo: è il fondamento dell'intera strategia difensiva. Una presunzione assoluta non ammette prova contraria: il fatto presunto si considera vero per legge, senza eccezioni. Una presunzione relativa, invece, può essere vinta dal contribuente fornendo la prova che i movimenti contestati hanno una causa diversa da quella ipotizzata dal Fisco. L'accertamento bancario è quindi attaccabile, ma farlo richiede metodo, documentazione e precisione analitica, non semplici dichiarazioni. Il "salto logico" che l'Agenzia compie e che il contribuente deve smontare Il meccanismo presuntivo si basa su un'inferenza che la Cassazione stessa ha più volte definito "grave, precisa e concordante" ai sensi dell'art. 2729 c.c.: il denaro è entrato sul conto, quindi è un ricavo non dichiarato. Questo salto logico funziona solo se il contribuente non riesce a spezzare la catena causale. La difesa e...

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Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionale
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