La Centrale dei Rischi, conosciuta anche come CR o CdR, è un sistema informativo istituto dal CICR, presso la Banca d’Italia.

La maggioranza delle aziende nel nostro paese ricorrono al sistema bancario e/o al mondo finanziario, per ottenere credito sotto qualsiasi forma. Ecco quindi che, in questo scenario, risulta fondamentale conoscere l’importanza che riveste la Centrale Rischi per l’ottenimento del credito.

Oggi, infatti, avere una Centrale Rischi in ordine è di vitale importanza per l’azienda e può fare una enorme differenza tra avere o meno accesso al credito e a quale costo del denaro. Ogni banca che riceve richieste per la concessione di un finanziamento o di apertura di un conto corrente, effettua numerosi controlli (merito creditizio) prima di deliberare l’affidamento o l’apertura del conto.

Attraverso la visura alla Centrale Rischi l’istituto bancario può avere a disposizione una serie di informazioni aggiuntive rispetto alla sola documentazione fornita dall’azienda richiedente in finanziamento. In quest’ottica è importante sottolineare che, tra queste informazioni, vi sono anche indicatori che aiutano a capire se il soggetto richiedente sia o meno un “cattivo pagatore.

La decisione della Banca viene presa in completa autonomia, ma appare evidente che un cattivo o non corretto comportamento del soggetto nel rispettare puntualmente i propri impegni può fare la differenza tra ottenere o non ottenere nuovo credito o addirittura sentirsi richiedere il rientro dall’affidamento concesso.

Devi considerare, inoltre, che le informazioni contenute nella visura delle Centrale Rischi vengono utilizzate sempre più frequentemente anche da clienti e fornitori, per valutare lo stato di “affidabilità” di una controparte con cui vogliono entrare in rapporto di affari.

Risulta quindi ormai chiaro che non conoscere la propria Centrale dei Rischi può compromettere seriamente un’azienda. Vediamo, quindi, cos’è la Centrale Rischi e come è possibile richiederne una visura della propria situazione.

Indice degli Argomenti

Centrale dei rischi della Banca d’Italia: cos’è?

La Centrale dei Rischi è un sistema informativo che fornisce alle banche e/o alle società finanziarie le informazioni relative alla solvibilità degli utenti (sia persone fisiche che giuridiche).

I dati di una centrale rischi possono essere gestiti sia a livello pubblico (in questo caso si parla di Centrale Rischi costituita presso la Banca d’Italia) che a livello privato (ne sono esempi: Crif, Experian, Ctc).

Si tratta, sostanzialmente, uno strumento informativo molto potente (fornisce numerose informazioni) ed è estremamente utile per gli intermediari (unitamente ad altri elementi di natura qualitativa e quantitativa) nelle fasi di valutazione del merito creditizio (istruttoria e delibera) e per l’analisi e la gestione del rischio di credito (monitoraggio). Le informazioni contenute nella Centrale Rischi sono una delle principali fonti che vanno ad influenzare il rating finanziario di un’azienda.

La Centrale dei rischi (CR) è una banca dati che dà una fotografia d’insieme dei debiti di famiglie e imprese verso il sistema bancario e finanziario. Serve ai clienti che hanno una buona “storia creditizia” per ottenere un finanziamento più facilmente e a condizioni migliori. Serve alle banche e alle società finanziarie per valutare la capacità dei clienti di restituire i finanziamenti concessi.

Il sistema informativo della Banca d’Italia

La Centrale dei Rischi gestita dalla Banca d’Italia è un sistema informativo che raccoglie le informazioni fornite da banche e società finanziarie, iscritte nell’albo e/o elenco speciale di cui agli articoli 64 e 107 del TUB.

Tutti gli intermediari finanziari, infatti, sono obbligati ad inviare le proprie esposizioni di rischio, verso un soggetto, alla Banca d’Italia.

Le istituzioni creditizie possono così conoscere in ogni istante qual è l’esposizione globale di un soggetto. Per questo possono facilmente cautelarsi anche contro i rischi derivanti dalla concessione di fidi multipli ad un unico soggetto da parte di più aziende di credito.

Le soglie per la comunicazione delle esposizioni di rischio

La soglia minima di segnalazione relativa alle posizioni individuali è pari ad € 30.000,00. La cosiddetta “soglia di censimento“.

Per le segnalazioni a sofferenza, invece, non c’è alcuna soglia minima di segnalazione (la soglia in realtà è molto bassa 250 euro).

Chi viene registrato in Centrale Rischi?

Siete registrati nella Centrale Rischi non solo se ottenete un finanziamento, ma anche se:

  • Siete garantiti dalla banca che vi concede un cosiddetto credito di firma e l’importo della garanzia supera la soglia di censimento;
  • Garantite il finanziamento di un altro soggetto, per esempio con una fideiussione per un familiare che riceve un mutuo, e l’importo della fideiussione supera la soglia di censimento.

Come avviene lo scambio di informazioni?

Per ciascun cliente, la Centrale Rischi raccoglie ogni mese informazioni da tutti gli intermediari partecipanti. Una volta raccolte queste informazioni, la Centrale Rischi le “restituisce”, sempre ogni mese, agli intermediari partecipanti.

Questo meccanismo è strutturato in modo tale che essi siano a conoscenza dell’indebitamento complessivo dei loro clienti e della regolarità o meno dei loro pagamenti.

Chi sono gli intermediari partecipanti?

Per legge sono tenuti a partecipare alla Centrale Rischi:

  • Le banche;
  • Le società finanziarie;
  • Società di cartolarizzazione dei crediti o società veicolo;
  • Gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che investono in crediti;
  • La Cassa Depositi e Prestiti.

Cosa non è la Centrale Rischi?

La Centrale Rischi non è una lista di cattivi pagatori perché registra la “storia creditizia” dei singoli clienti. Essa contiene, quindi:

  • Sia informazioni positive, come la regolarità del pagamento delle rate e la chiusura del rapporto di finanziamento;
  • Sia eventuali informazioni negative, che riguardano essenzialmente le difficoltà, più o meno gravi, nel restituire il debito.

Se il cliente è in ritardo nel pagamento di una rata non viene automaticamente classificato in sofferenza, cioè come debitore in grave difficoltà. Per classificarlo in sofferenza, l’intermediario deve valutare la sua situazione finanziaria complessiva, alla luce di tutte le informazioni disponibili.

Il ruolo dei sistemi di informazione creditizia (SIC)

La Centrale Rischi, come detto, è un archivio gestito dalla Banca d’Italia per finalità di interesse pubblico. In Italia, tuttavia, esistono anche altri archivicentralizzati” sul credito gestiti da soggetti privati e ai quali gli intermediari partecipano su base volontaria.

Si tratta dei Sistemi di Informazione Creditizia (SIC), ad es. Crif Eurisc, Experian, CTC, Assilea. La Banca d’Italia non supervisiona in alcun modo i SIC. Il loro funzionamento è disciplinato da appositi codici di deontologia che sono consultabili sul sito del Garante per la protezione dei dati personali www.garanteprivacy.it.

Importante!
Per conoscere i vostri dati archiviati nei SIC e chiedere eventualmente di correggerli se riscontrate errori è necessario contattare direttamente i SIC. Devi sapere che la Banca d’Italia non è responsabile delle banche dati gestite da organismi privati.

Il ruolo della Centrale Rischi nel merito del credito

La Centrale Rischi fornisce agli intermediari informazioni utili per valutare il merito di credito.

Il merito creditizio è la capacità dei clienti di restituire l’importo del finanziamento.

Consultando la Centrale gli intermediari possono conoscere il livello di indebitamento complessivo dei propri clienti, il tipo di finanziamento ricevuto e la regolarità o meno dei pagamenti.

Possono così ridurre il rischio di concedere finanziamenti che poi non vengono restituiti, e quindi impiegare in modo più efficiente le loro risorse. Ciò contribuisce a rafforzare la loro stabilità e quella del sistema finanziario nel suo complesso.

Per questo la Centrale Rischi è gestita dalla Banca d’Italia, che ha tra i suoi compiti quello di vigilare sulla “sana e prudente gestione” degli intermediari e sulla stabilità e l’efficienza complessive del sistema finanziario.

Consultando la Centrale Rischi gli intermediari non solo possono gestire meglio i propri rischi ma anche proporre ai propri clienti soluzioni di credito su misura, adeguate alle effettive capacità di rimborso, senza fargli correre il rischio del “sovra-indebitamento”, che è la situazione in cui una persona assume più obblighi di quanto le sue risorse consentirebbero.

Gli intermediari possono richiedere alla CR informazioni anche su soggetti non clienti ma che hanno presentato una domanda di finanziamento e potrebbero, quindi, diventare loro clienti oppure su soggetti collegati, ad es. i garanti, soltanto per valutarne il merito di credito e per nessun’altra finalità.

La CR rende più equilibrato il rapporto tra intermediario e cliente

Chi chiede un finanziamento è consapevole della propria capacità di rispettare gli impegni presi. L’intermediario invece non ha le stesse informazioni e potrebbe quindi essere portato a non concederlo.

I dati della Centrale Rischi servono agli intermediari per conoscere la “storia creditizia” di un cliente e quindi per valutare la sua capacità di rimborso. Chi ha una buona “storia creditizia” è più facile che ottenga un finanziamento e a condizioni migliori.

Le informazioni raccolte dalla Centrale Rischi

Gli intermediari segnalano ogni mese alla Centrale Rischi le informazioni sui finanziamenti e le garanzie che superano le soglie di censimento secondo uno schema stabilito dalla Banca d’Italia. Le informazioni riguardano la categoria di censimento cui appartiene il finanziamento, la durata e la tipologia (mutuo, leasing, apertura di credito in conto corrente, ecc.).

Se chiedi alla Banca d’Italia di conoscere i tuoi dati registrati, riceverai un prospetto che mostra i finanziamenti e le garanzie che ti riguardano. Inoltre anche informazioni quali, ad esempio, tipologia e scadenza del finanziamento che ti è stato concesso e chi è l’intermediario che vi ha segnalato. Se il tuo nome risulta più di un finanziamento o garanzia con uno stesso intermediario, il prospetto raggruppa le informazioni in categorie che hanno caratteristiche comuni.

Esempio tratto dalla guida della Banca d’Italia

10 anni fa il signor Rossi ha contratto un mutuo di 100.000 euro con la Banca Alfa, per il quale restano da rimborsare 40.000 euro. È il suo unico finanziamento con questo intermediario. Nell’archivio della CR il signor Rossi risulterà segnalato dalla Banca Alfa nella categoria “rischi a scadenza” (quella in cui rientrano i mutui). Questo per un importo di 40.000 euro.

Oggi il signor Rossi ottiene, sempre dalla Banca Alfa, un secondo mutuo, di 150.000 euro, con caratteristiche identiche a quelle del precedente. Nell’archivio della CR il signor Rossi risulterà segnalato dalla Banca Alfa sempre tra i “rischi a scadenza”, ma per un importo di 190.000 euro. Ossia la somma di quanto dovuto per i due mutui. Se invece le caratteristiche dei due mutui sono diverse (ad es. la durata) allora il signor Rossi sarà segnalato due volte, per i due mutui. Una volta per 40.000 euro e una volta per 150.000 euro.

Se il signor Rossi ottiene, sempre dalla Banca Alfa, un altro tipo di finanziamento, ad esempio un’apertura di credito in conto corrente per un importo di 40.000 euro, nella CR egli risulterà segnalato dalla Banca Alfa non solo nella categoria “rischi a scadenza”, ma anche nella categoria “rischi a revoca”, che include i contratti di apertura di credito in conto corrente.

Cos’è la visura della Centrale Rischi?

La visura Centrale Rischi è la ricerca di eventuali segnalazioni e/o iscrizioni a carico di un soggetto presenti negli archivi informatici delle principali Società di Informazioni Creditizie (SIC).

Si tratta di vere e proprie banche dati costituite dalle informazioni provenienti dai circuiti creditizi sia bancari che interbancari (i cosiddetti enti finanziatori in genere). In esse vengono raccolte le informazioni a carattere creditizio riguardo la solvibilità sia delle persone fisiche che giuridiche. Non avendo un carattere di obbligatorietà, contengono solo i dati comunicati volontariamente dagli enti eroganti i finanziamenti, tuttavia sono generalmente molto completi e aggiornati.

Ad esempio, CRIF (Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria) è la società privata, a cui aderiscono le principali banche italiane, che gestisce il SIC, noto anche col nome di Eurisc. Il servizio di visura centrale rischi fornita da CRIF e contiene non solo le segnalazioni di sofferenza intese come mancati pagamenti, ma anche la puntualità degli stessi.

Lo stesso vale anche per Experian Italia, altra società privata, che gestisce il proprio sistema di informazioni creditizie (SIC Experian).

È possibile richiedere accesso alle informazioni contenute nella Centrale dei Rischi?

È opportuno sapere che qualsiasi soggetto (sia persona fisica o giuridica) può richiedere le informazioni che lo riguardano inoltrando apposita richiesta alla Banca d’Italia, tramite PEC.

In tal modo può avere accesso alle medesime informazioni ricevute dagli Intermediari. La richiesta viene evasa dalla Banca d’Italia nel giro di 8/10 giorni ed è totalmente gratuita.

Oppure si può richiedere una visura centrale rischi ad una delle Società citate in precedenza contro il pagamento di un corrispettivo per il servizio offerto.

Tutti abbiamo il diritto di sapere se siamo segnalati nella Centrale Rischi e da chi. Abbiamo anche il diritto di chiedere la correzione delle informazioni presenti se le riteniamo sbagliate.

Chi può avere accesso ai dati di Centrale Rischi?

I dati della CR sono coperti dal segreto d’ufficio e non possono essere comunicati ad altri o divulgati. Si tratta infatti di informazioni che la Banca d’Italia raccoglie nell’esercizio delle sue funzioni di vigilanza.

L’accesso ai dati è consentito:

  • Agli Istituti Bancari e Intermediari Finanziari che segnalano le posizioni dei soggetti;
  • Agli stessi soggetti segnalati;
  • Alle Autorità preposte al Controllo e agli organi dell’Autorità Giudiziaria.

In base al D.Lgs. n. 196/03 gli intermediari sono esonerati dall’obbligo di acquisire il consenso degli interessati per comunicare i dati alla CR quando il trattamento “è necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge”.

Come richiedere l’accesso ai dati della Centrale Rischi?

Per richiedere i propri dati è necessario andare sul sito della Banca d’Italia, sezione Servizi al cittadino, accedere al portale Servizi online e compilare la richiesta di accesso seguendo la procedura guidata.

Chi possiede una credenziale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) entra in un’area personale dove può compilare e inoltrare la richiesta e anche consultare o scaricare la risposta (prospetto dei dati).

Chi non possiede una credenziale SPID o CNS può compilare la richiesta, stamparla, firmarla e scansionarla e quindi può inoltrarla attraverso il portale insieme ai documenti necessari ad attestare la propria identità. La risposta è inviata all’indirizzo postale o all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

In alternativa si può:

  • Compilare il modulo disponibile sul sito della Banca d’Italia (sezione Servizi al cittadino/Accesso ai dati della CR/Moduli).
  • Inviare per posta o via PEC il modulo e i documenti necessari ad attestare la propria identità a una Filiale della Banca d’Italia oppure consegnarli di persona (per i contatti si può consultare il sito della Banca d’Italia, sezione Chi siamo/ Organizzazione/Filiali).

Le informazioni creditizie non sono tutelata dalla Legge sulla Privacy?

Possono accedere alle informazioni solo:

  • I soggetti a nome dei quali sono registrate le informazioni e altri soggetti ai quali è riconosciuto il diritto di accesso;
  • Gli intermediari, per valutare il merito di credito dei clienti;
  • Le altre Autorità di vigilanza, come Consob e Ivass, nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali;
  • L’Autorità giudiziaria nell’ambito di procedimenti penali.

L’adozione da parte dell’Autorità per la tutela della privacy del provvedimento del 16/11/2004 ha consentito di delineare i casi in cui le informazioni trattate dai sistemi di informazioni creditizie non necessitano di consenso da parte dell’interessato.

Nella fattispecie, l’Autorità per la tutela della privacy ha individuato nelle informazioni creditizie di tipo negativo (quelle, cioè, inerenti a finanziamenti per i quali si sono verificati inadempimenti nei relativi rimborsi) una categoria di dati per la quale non occorre il consenso al trattamento dei dati da parte del soggetto interessato.

finanziamenti in cui sono presenti unicamente dati di tipo positivo (cioè i rapporti di credito che segnano un andamento regolare del rimborso) necessitano del relativo consenso per poter venire trattati e, di conseguenza, sono revocabili.

L’esame della Centrale Rischi è importante per l’Intermediario creditizio e può influenzare il mio Rating?

Non tutti sanno che uno degli elementi fondamentali presi in esame nei famosi sistemi di Rating delle banche, soprattutto per le PMI, è proprio la Centrale dei Rischi.

Per gli Intermediari la CdR è fondamentale, proprio per il fatto che in essa confluiscono tantissime informazioni condivise da tutti gli Intermediari partecipanti, e fornisce una fotografia globale dei crediti concessi dall’intero sistema creditizio al soggetto segnalato (impresa, persona, ente) e del loro utilizzo da parte di quest’ultimo.

Un altro elemento rilevante è costituito dal fatto che la segnalazione ha una prossimità temporale molto aggiornata, attesa la brevità che intercorre tra l’accadimento del fenomeno, la sua rilevazione e la distribuzione informativa agli Intermediari.

Infatti:

  • La CdR mostra la situazione del soggetto all’ultimo giorno del mese;
  • Le segnalazioni vanno inviate dagli Intermediari alla Banca d’Italia entro il 25 del mese successivo a quello a cui si riferisce la rilevazione;
  • La Banca d’Italia trasmette il flusso di ritorno agli Intermediari circa 40 giorni dopo la rilevazione del mese a cui si riferisce quindi ad es: le rilevazioni del 28 di febbraio sono disponibile entro il 10-15 di aprile e così via.

Per l’intermediario ricevente quindi la Centrale Rischi rappresenta una vera e propria “fotografia”del richiedente, molto puntuale e vicina nel tempo, a differenza ad esempio di quanto rappresenta il bilancio che quando viene consegnato alla Banca mostra una situazione già superata e non aggiornata.

Quali informazioni si ottengono dalla Centrale Rischi?

Nella visura che la Banca d’Italia fornisce, le informazioni sono suddivise nelle seguenti categorie:

Rischi autoliquidanti

Finanziamenti che il cliente ha ricevuto, con una fonte di rimborso predeterminata. Si tratta di finanziamenti concessi per consentire alla clientela l’immediata disponibilità dei crediti non ancora scaduti vantati nei confronti di un terzo. Il rimborso avviene attraverso l’incasso da parte dell’Intermediario di tali crediti (ad es: anticipi su fatture, sconto/anticipi di portafoglio, operazioni di factoring, cessione del quinto dello stipendio, cessioni di credito ai sensi dell’art. 1260 c.c).

Rischi a scadenza

Finanziamenti rimborsati dal cliente secondo modalità e scadenze prefissate contrattualmente e prive di una fonte di rimborso predeterminata (ad es: mutui ipotecari e/o chirografari, leasing, prestiti personali).

Rischi a revoca

Sono i finanziamenti (scoperto di conto) che il cliente può utilizzare rispettando i termini contrattuali con la facoltà da parte della Banca di revocare l’affidamento anche in mancanza di giusta causa.

Crediti di Firma

Si tratta di garanzie prestate per operazioni di natura commerciale o finanziaria. Sono le garanzie che la Banca si impegna a coprire in presenza di inadempimenti di obbligazioni da parte del cliente nei confronti di terzi.

Garanzie Ricevute

Sono le garanzie personali e reali che il soggetto segnalato fornisce alla Banca a garanzia degli affidamenti concesso ad altro soggetto.

Derivati Finanziari

Sono i contratti derivati per la copertura di tassi – cambi – materie prime etc. (ad es: swap su tassi d’interesse che prevede che le controparti si scambino a date prestabilite, interessi a tasso fisso contro interessi a tasso variabile calcolati su un capitale di riferimento).

L’aggiornamento dei dati della Centrale Rischi

I dati contenuti nelle centrali rischi vengono aggiornati e/o integrati da parte degli Intermediari su base mensile e devono essere inviati alla Banca d’Italia entro il 25 di ogni mese.

Il flusso di ritorno mensile che l’Intermediario riceve dalla Banca d’Italia contiene:

  • La posizione riepilogativa dei rischi complessivamente censiti a nome di ciascun soggetto affidato, per ogni tipologia e categoria di affidamento;
  • L’ammontare degli sconfinamenti: utilizzi oltre il massimale accordato;
  • margini di utilizzo disponibili: differenza tra accordato e utilizzato.

Viene altresì indicato il numero degli enti segnalanti, il numero di richieste di prima informazione pervenute negli ultimi 6 mesi e gli eventuali Intermediari che segnalano il soggetto a sofferenza.

Appare chiaro da quanto sopra come l‘intermediario dispone durante l’analisi del merito creditizio di un soggetto, di una informativa globale e molto dettagliata del soggetto stesso e di come questo si comporta con gli altri intermediari, ma soprattutto di come gli Intermediari si comportano nei confronti del soggetto segnalato.

Cosa si intende per prima Informazione Centrale Rischi?

Ogni qualvolta un soggetto (azienda o privato) si rivolge ad un nuovo Intermediario, soggetto a segnalazione in Banca d’Italia, per richiedere un nuovo finanziamento, l’Intermediario in questione per prima cosa richiede la cosiddetta “prima informazione CR”.

La prima informazione CR rappresenta una prima vera e propria indagine comportamentale “finanziaria” del soggetto in questione, ma soprattutto rappresenta uno strumento fondamentale nell’analisi del merito creditizio di un soggetto sia esso azienda o privato.

Si tratta infatti di una interrogazione che gli Intermediari richiedono alla Banca d’Italia per interrogare la Centrale dei Rischi del soggetto che stanno esaminando.

Serve per ottenere informazioni sui soggetti che essi non segnalano e che permette loro di conoscere la posizione di rischio globale del soggetto verso il sistema.

La prima informazione serve a ottenere una fotografia dello stato dei fidi accordati e del loro utilizzo da parte del soggetto sino a 36 mesi precedenti alla richiesta.

Tale informazione può rivelare se, nell’arco del periodo esaminato, ci sono stati degli Istituti che hanno aumentato o diminuito gli affidamenti, se il soggetto è regolare o meno nell’utilizzo degli affidamenti concessi, se sono presenti degli sconfinamenti, quali sono le tipologie di affidamenti utilizzati, se ci sono segnalazioni di crediti in sofferenza e/o di crediti scaduti etc.

Dati errati in Centrale dei Rischi

Può capitare che ci siano delle errate segnalazioni in Centrale Rischi da parte degli Intermediari. Si potrebbe trattare di importi accordati non resi operativi (in attesa magari della raccolta di una garanzia) con contemporanei utilizzi degli affidamenti e conseguente segnalazione di sconfinamento, oppure di mancata sospensione di piani di ammortamento concessa a seguito di moratoria su finanziamenti a medio-lungo-termine e/o leasing non adeguatamente segnalati.

Le errate segnalazioni possono comportare serie conseguenze sui soggetti interessati e sono più frequenti di quanto si possa pensare.

Gli Intermediari devono rispettare scrupolosamente le norme e i termini di segnalazione e sono tenuti a controllare le segnalazioni trasmesse alla CR e ricevute da quest’ultima e a rettificare le segnalazioni errate (sia correnti che pregresse) in caso di errore.

Io consiglio sempre di controllare periodicamente la propria CR e nel caso si rilevassero errori di segnalazione, il soggetto può (o meglio devecontestare i dati segnalati e richiederne la rettifica, direttamente all’intermediario (banca o altro) oppure può richiedere alla stessa Banca d’Italia di far correggere i dati ai soggetti segnalanti.

Segnalazione alla Centrale Rischi e preclusione all’ottenimento di finanziamenti bancari

Sofferenza Bancaria: che conseguenze può avere una segnalazione in Centrale Rischi?

Con una segnalazione di sofferenza anche di importo non particolarmente rilevante l’accesso al credito è precluso. I crediti in sofferenza e i passaggi a perdita di sofferenze vengono segnalati a prescindere dall’importo.

Inoltre, se anche la posizione dovesse venire successivamente coperta facendo venire meno l’obbligo di segnalazione, questo non comporta la cancellazione delle segnalazioni relative ai mesi precedenti. Nel momento in cui un Intermediario rileva la segnalazione a sofferenza anche se riferita al passato, non concede alcun affidamento.

Va pertanto evitata assolutamente.

Poiché spesso la sofferenza rappresenta il culmine di una tensione finanziaria che generalmente si presenta mesi se non addirittura anni prima, sarebbe consigliabile alle prime avvisaglie capire quali sono le cause che stanno causando la tensione finanziaria ed attivarsi per cercare di affrontarle e risolverle.

Gli utilizzi in Centrale Rischi ed il merito creditizio

Nella valutazione del merito di credito le Banche e in generale tutti gli Intermediari finanziari attribuiscono una forte valenza al comportamento del soggetto nel corretto utilizzo degli affidamenti.

Situazioni di tensione negli utilizzi possono generare degli alert e conseguentemente un peggioramento del Rating.

Se poi tali situazioni persistono, portano ad un deterioramento degli indicatori finanziari che spesso si traduce nella possibile revoca degli affidamenti, generalmente seguita a cascata dalla revoca da parte anche delle altre banche affidanti, rischiando così di pregiudicare ulteriormente e a volte irrimediabilmente l’equilibrio economico finanziario dell’azienda.

Io consiglio sempre di prestare la massima attenzione all’utilizzo delle linee rispetto all’accordato.

Vediamo quali sono le percentuali indicative che denotano tensione negli utilizzi:

Linee di credito autoliquidanti

Un utilizzo costantemente uguale o superiore al 100% dell’accordato è indice di tensione.

Magari semplicemente dovuto al fatto che la società ha aumentato il fatturato e non ha avuto un contestuale aumento degli affidamenti e/o ha allungato i propri tempi di incasso, ma in ogni caso è una situazione da affrontare e da risolvere rapidamente.

Linee di credito a revoca

In questa categoria viene segnalato il fido per scoperto di conto corrente. Generalmente questa tipologia di affidamento non è mai ben vista dagli intermediari in quanto esprime l’effettivacarenza di liquidità da parte del soggetto.

Quando l’utilizzo si attesta tra il 75% e il 90% ci si trova di fronte ad una tensione definita “media” per passare a una tensione “forte” se l’utilizzo supera costantemente il 90%.

L’analisi dell’Accordato e dell’Utilizzato in Centrale dei Rischi permette di verificare i margini di disponibilità che il soggetto gode sul sistema creditizio. Più ampia la disponibilità maggiore è la tranquillità dell’azienda (e dell’Intermediario) di potere fare fronte a temporanee esigenze di liquidità derivanti da squilibri finanziari di breve termine.

Una variazione significativa nel numero dei soggetti segnalanti, la modifica della durata o della tipologia di affidamento (da revoca a temporaneo, da cassa a smobilizzo di crediti, da non garantito a garantito etc.) possono essere interpretati dagli intermediari come i primi segnali della volontà di procedere ad un contenimento della propria esposizione per ridurre il rischio in caso di insolvenza del soggetto.

Visura Centrale Rischi: FAQ

  1. Cosa fa la banca o la società finanziaria quando chiediamo un finanziamento?

    Può consultare i dati della CR per valutare il nostro merito di credito e avere un quadro completo della nostra “storia creditizia”. Ad esempio se abbiamo pagato regolarmente le rate di un mutuo precedente, questa informazione rafforza la nostra reputazione e migliora il merito di credito. L'intermediario potrebbe anche offrirci condizioni migliori per il nuovo finanziamento.

  2. Cosa possono vedere gli intermediari nella CR?

    Se chiediamo un finanziamento gli intermediari possono consultare i dati presenti in Centrale Rischi. Questo per conoscere il nostro indebitamento complessivo verso l’intero sistema bancario e finanziario. Se abbiamo già un finanziamento con loro possono consultare periodicamente le stesse informazioni per verificare il nostro merito di credito nel corso della vita del finanziamento. In ogni caso non possono conoscere il nome degli altri intermediari con i quali siamo indebitati e possono consultare solo i dati in CR degli ultimi 3 anni.

  3. Possiamo chiedere di essere cancellati dalla CR o di modificare i nostri dati?

    Sì, ma solo se i dati non sono corretti. In caso di contestazione, il cliente può presentare un reclamo inviando una lettera raccomandata A/R o un’email all'Ufficio Reclami dell’intermediario, che è tenuto a rispondere entro 30 giorni.

  4. Siamo segnalati in Centrale Rischi anche se il pagamento del debito è stato regolare?

    Sì, perché quando riceviamo un finanziamento, lo garantiamo o riceviamo una garanzia in nostro favore, la segnalazione del nostro debito, se rientra nelle soglie di censimento, è obbligatoria.

  5. Rimaniamo registrati in CR anche dopo avere restituito il finanziamento per intero?

    Sì, perché la CR mantiene traccia dei finanziamenti e delle garanzie segnalati anche dopo la loro chiusura. Gli intermediari possono però consultare solo i dati degli ultimi 3 anni.

  6. Cosa succede se il nostro finanziamento si chiude o il nostro debito scende sotto la soglia di censimento?

    Quando il finanziamento si chiude – perché ad esempio abbiamo restituito tutto il dovuto – l’intermediario non lo segnala più a partire dal mese successivo. Lo stesso avviene se la somma ancora da restituire scende sotto la soglia di censimento.

  7. Cosa significa essere debitori in sofferenza?

    Gli intermediari classificano un cliente come debitore in sofferenza e lo segnalano come tale in CR quando ritengono che abbia gravi difficoltà a restituire il suo debito. La classificazione presuppone che l’intermediario abbia valutato la situazione finanziaria complessiva del cliente e non si sia basato solo su singoli eventi, ad esempio uno o più ritardi nel pagamento del debito. Quando segnalano per la prima volta il suo debito “a sofferenza”, gli intermediari devono comunicarlo al cliente. Il cliente consumatore ha diritto a ricevere un preavviso quando l’intermediario comunica per la prima volta la segnalazione a sofferenza o altra informazione negativa sul suo conto.

  8. Chi può accedere ai dati della Centrale Rischi?

    Possono accedere ai dati della Centrale Rischi:
    – Le persone fisiche alle quali i dati si riferiscono e, al loro posto, le figure previste dalla legge, per esempio il tutore, l’amministratore di sostegno, l’erede;
    – Se i dati sono registrati a nome di una persona giuridica (ad es. ente o società), il legale rappresentante o altre figure previste dalla legge, per esempio il liquidatore, i soci illimitatamente responsabili o di s.r.l., i membri del collegio sindacale

  9. Cos'è la soglia di censimento?

    Limite minimo degli importi da segnalare in CR. Il singolo intermediario deve segnalare in CR i crediti (non classificati in sofferenza) quando il cliente è indebitato per un ammontare complessivo di almeno 30.000 euro. Lo stesso vale per le garanzie. Le sofferenze devono invece essere segnalate se l’importo è superiore a 250 euro.

  10. Quando si parla di sofferenza bancaria?

    Nel linguaggio della CR si parla di sofferenza quando il cliente è valutato dalla banca o dalla società finanziaria come “insolvente”, ossia non in grado, in modo definitivo, di saldare il proprio debito. La classificazione in sofferenza è il risultato della valutazione della situazione finanziaria complessiva del cliente ed è indipendente dall'accertamento dell’insolvenza in sede giudiziaria; quindi si può essere classificati in CR come debitori in sofferenza anche senza un accertamento giudiziario di insolvenza.

  11. Che cos'è il merito creditizio?

    Capacità di un cliente di rimborsare un finanziamento. Prima di concludere un contratto di finanziamento gli intermediari devono valutare in modo approfondito il merito di credito dei propri clienti. Per questo utilizzano informazioni sulla loro situazione economica complessiva. In caso di clienti consumatori le informazioni possono essere fornite dai clienti stessi o raccolte consultando archivi come la CR o i SIC. Se il rifiuto di un finanziamento deriva dalle informazioni negative eventualmente presenti in una banca dati, i consumatori hanno diritto di esserne informati gratuitamente.

  12. Cosa sono gli inadempimenti persistenti?

    Finanziamenti le cui rate sono scadute e non sono state pagate da più di 90 giorni o nei quali il cliente ha utilizzato un importo superiore a quello concesso dalla banca (cosiddetto “accordato”) per un periodo superiore a 90 giorni.

  13. Si può richiedere alla Banca d'Italia la cancellazione dei propri dati dalla CR?

    Chi ritiene inesatte le proprie informazioni presenti in CR può chiedere di correggerle direttamente all'intermediario che le ha segnalate.
    Se la Banca d'Italia ha notizia di possibili errori, chiede agli intermediari di verificare le informazioni trasmesse e di correggerle.

  14. Essere segnalato in CR vuol dire essere un “cattivo pagatore”?

    No. Vuol dire solo che il segnalato ha, nei confronti di un intermediario, un credito o una garanzia pari o superiore alla soglia di segnalazione (250 euro per le sofferenze, 30.000 euro negli altri casi).

  15. La segnalazione di “sofferenza” può scaturire in modo automatico da un ritardo nei pagamenti all'intermediario?

    No. Il ritardo nei pagamenti non è una condizione sufficiente per la segnalazione a “sofferenza”: per questa classificazione, l'intermediario deve tenere conto della situazione finanziaria complessiva del cliente.

  16. Che obblighi hanno gli intermediari quando segnalano alla CR il cliente a sofferenza?

    Gli intermediari devono informare per iscritto il cliente e gli eventuali coobbligati (ad esempio i garanti) la prima volta che viene effettuata la segnalazione a “sofferenza”.
    Nel caso in cui il cliente sia un consumatore, gli intermediari devono informarlo preventivamente, ai sensi dell'articolo 125 del T.U.B., quando comunicano per la prima volta informazioni negative (sia nel caso di segnalazione a sofferenza che di inadempimento persistente, ossia scaduto da più di 90 giorni).

  17. Quando non si è più segnalati alla CR?

    L'intermediario non deve più segnalare alla CR il cliente quando il finanziamento è estinto oppure l'indebitamento complessivo è sceso sotto la soglia di rilevazione (250 euro per le sofferenze, 30.000 euro negli altri casi). Tuttavia, le informazioni riferite a periodi precedenti, presenti negli archivi della CR, non sono cancellate e possono essere consultate dagli intermediari che vi aderiscono, anche se con precise limitazioni temporali (ultimi 36 mesi disponibili).

  18. Quanto tempo occorre affinché il pagamento di un debito risulti in CR?

    L'intermediario smette di segnalare il debito alla CR nel mese in cui esso è stato pagato. Ad esempio, se il pagamento avviene il 15 maggio, la segnalazione del debito non comparirà più dalla data contabile del 31 maggio, per la quale l'intermediario deve trasmettere i dati alla CR entro il 25 giugno. Le informazioni riferite alla data del 31 maggio saranno visibili agli intermediari intorno ai primi giorni di luglio. Le informazioni storiche riferite ai periodi precedenti restano negli archivi della CR.

  19. L'estinzione del debito comporta la cancellazione dalla CR delle segnalazioni antecedenti al pagamento?

    No, perché tutte le segnalazioni sono conservate per lo svolgimento delle funzioni istituzionali della Banca d'Italia e per consentirne la ricostruzione nel corso del tempo. Gli intermediari partecipanti, però, hanno visibilità solo delle ultime 36 date mensili.

  20. Se non si è segnalati alla CR e la propria banca riferisce che si è iscritti in una banca dati sul credito, che cosa vuol dire?

    Potrebbe essere presente una segnalazione in altri sistemi di rilevazione centralizzata dei rischi (Sistemi di informazioni creditizie o SIC), come CRIF Eurisc, Experian, CTC, Assilea. Tali sistemi hanno natura privatistica e non sono soggetti ad alcuna supervisione o attività di regolamentazione da parte della Banca d'Italia. Per conoscere i dati archiviati nei SIC e chiedere eventualmente di correggerli è necessario contattare direttamente i SIC perché la Banca d'Italia non è responsabile delle banche dati gestite da organismi privati.

  21. Le informazioni fornite dalla CR possono rappresentare una “certificazione” dei propri debiti nei confronti del sistema creditizio?

    No. Il debito complessivo verso il sistema creditizio registrato in CR potrebbe non coincidere con quello effettivo, poiché alcuni intermediari finanziari non partecipano alla CR. Inoltre, in CR, sono presenti solo i crediti il cui importo è pari o superiore alla soglia di segnalazione (250 euro per le sofferenze, 30.000 euro negli altri casi).
    La mancata segnalazione in Centrale dei Rischi di un rapporto di finanziamento non inficia, pertanto, la validità e l'efficacia dei contratti intercorsi tra le parti, disciplinati dalle regole civilistiche.

  22. Come posso contattare il Responsabile per la protezione dei dati personali?

    Il Responsabile della protezione dei dati è contattabile all'indirizzo via Nazionale 91, 00184 ROMA oppure all'indirizzo di posta elettronica 
    [email protected].

Visura Centrale dei Rischi: conclusioni

Alla luce di tutto quanto sopra detto appare evidente come una Centrale dei Rischi con utilizzi elastici, senza sconfinamenti, con un ricorso minimo alle linee a revoca (scoperto di conto) a favore invece delle linee autoliquidanti (anticipo fatture e/o ricevute bancarie e/o SDD), permette al soggetto segnalato di ottenere un buon punteggio; punteggio che concorre alla formazione del proprio Rating complessivo.

L’analisi della Centrale Rischi è uno strumento che l’azienda deve conoscere ma soprattutto interpretare e monitorare periodicamente.

Presentarsi alla Banca con una Centrale dei Rischi riclassificata e/o rielaborata fornisce la consapevolezza che il cliente presidia correttamente una delle aree più delicate della propria azienda.

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