Spese mediche rimborsate

Le spese mediche rimborsate (parzialmente o interamente) da una assicurazione facoltativa possono essere detratte dal 730 o dal modello Redditi Persone Fisiche? Qual’è il limite di spese mediche rimborsate dal FASI che si può detrarre? Di seguito tutte le regole per la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

In sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, sia essa modello Redditi Persone Fisiche o modello 730, assumono particolare rilievo le modalità di detrazione delle spese sanitarie oggetto di rimborso da parte di assicurazioni o Enti privati.

In generale qualsiasi spesa, per poter essere considerata detraibile o deducibile ai fini delle imposte sui redditi, deve essere stata sostenuta dal contribuente che intende detrarla o dedurla.

Pubblicità
Spese mediche rimborsate

La regola generale da ricordare è che posso dedurmi o detrarmi una spesa solo se questa è rimasta a mio carico. Pertanto, in linea di principio le spese sanitarie rimborsate non sono detraibili o deducibili.

Vedremo poi cosa significa questo con maggiore dettaglio.

Per questo, ho deciso di spiegarti il criterio che regola la disciplina per portare in detrazione le spese mediche rimborsate (parzialmente o integralmente) da una assicurazione facoltativa.

Cominciamo!


Le spese mediche rimborsate sono detraibili fiscalmente?

In generale, qualsiasi spesa sostenuta dal contribuente, per poter essere considerata detraibile o deducibile ai fini IRPEF, deve essere effettivamente rimasta a carico dello stesso.

Quindi appare chiaro stabilire, come regola generale, che le spese oggetto di rimborso, non possono essere considerate oneri deducibili o detraibili, per il contribuente.

Naturalmente questo vale anche per le spese mediche rimborsate da assicurazioni, ma con qualche eccezione che andremo ad analizzare.

Il rimborso delle spese mediche da parte di assicurazioni sanitarie

L’articolo 15, comma 1, lettera c) del DPR n. 917/86 prevede una particolare eccezione alla regola generale di non detraibilità o deducibilità degli oneri rimborsati al contribuente.

Secondo la predetta disposizione:

“Si considerano rimaste a carico del contribuente anche le spese rimborsate per effetto di contributi o premi di assicurazione da lui versati e per i quali non spetta la detrazione d’imposta o che non sono deducibili dal suo reddito complessivo né dai redditi che concorrono a formarlo.

Si considerano, altresì, rimaste a carico del contribuente le spese rimborsate per effetto di contributi o premi che, pur essendo versati da altri, concorrono a formare il suo reddito, salvo che il datore di lavoro ne abbia riconosciuto la detrazione in sede di ritenuta”

Articolo 15, comma 1, lettera c) del TUIR

Pertanto, secondo la predetta disposizione, il contribuente ha diritto alla detrazione o deduzione fiscale della spesa sanitaria sostenuta anche nel caso in cui la stessa sia stata rimborsata.

La detrazione avviene a condizione che il rimborso sia riconducibile a contributi o premi per i quali non è prevista la detraibilità o la deducibilità o che, essendo versati da altri (ad esempio, il datore di lavoro) concorrono formare il suo reddito di lavoro dipendente.

Criteri di deducibilità dal reddito dei contributi assicurativi

Per quanto riguarda i contributi deducibili, l’articolo 10, comma 1, lettera e) del DPR n. 917/86 afferma che sono deducibili dal reddito complessivo del contribuente i:

contributi versati, fino ad un massimo di €. 3.615,20, ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale istituiti o adeguati ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, che erogano prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del Ministro della salute”

Articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR.

Pertanto, i contributi fino alla soglia di €. 3.615,20 non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente, così come previsto dall’articolo 51, comma 2, lettera a) del DPR n. 917/86, secondo il quale:

“i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il decreto del Ministro della salute di cui all’articolo 10, comma 1, lettera e – ter), per un importo non superiore complessivamente ad €. 3.615,20.

Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e – ter)”

Articolo 51, comma 2, lettera a) del TUIR

I rimborsi delle spese sanitarie sostenute dal contribuente

Gli enti o casse con finalità assistenziale sono tenuti a comunicare ogni anno all’anagrafe tributaria i dati completi afferenti i rimborsi effettuati, evidenziando gli importi erogati e ed i soggetti destinatari.

In pratica, l’Agenzia delle Entrate con queste informazioni è in grado di capire l’esatta applicazione da parte del contribuente della normativa appena richiamata riguardante la detraibilità delle spese mediche rimborsate.

E’ sufficiente, infatti, attivare un controllo formale della dichiarazione, ai sensi dell’articolo 36-ter del DPR n. 600/73, per verificare il comportamento del contribuente.

Quindi, come comportarsi di fronte a spese mediche rimborsate?

In linea generale, come abbiamo visto, gli oneri sostenuti dal contribuente e poi rimborsati allo stesso non danno diritto ad un beneficio fiscale. Il contribuente, infatti, deve essere inciso dall’onere, evento che in caso di rimborso non si verifica.

Inoltre, se il rimborso avviene in periodi di imposta successivi è necessario procedere alla tassazione separata (con facoltà di opzione per la tassazione ordinaria).

Vediamo quindi come operare distinguendo tra spese sanitarie non detraibili e spese sanitarie detraibili.


Come effettuare la detrazione delle spese sanitarie nei limiti del premio tassato?

Come abbiamo visto, in questi casi, per stabilire quando il contribuente ha diritto a potersi detrarre spese sanitarie, anche oggetto di rimborso è necessario prendere a riferimento la regola generale, la quale prevede che:

 assicurazione sanitaria non dedotta dal reddito = spesa medica rimborsata comunque detraibile

In tale contesto un ruolo particolare è svolto dagli enti e le casse esistenti nell’ambito del lavoro dipendente.

Il versamento di contributi a questi enti non da diritto alla detrazione di spese sanitarie rimborsate. Questo in corrispondenza di premi che non hanno formato reddito di lavoro dipendente, fino ad un importo massimo di €. 3.615,20.

La non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro significa, di fatto, aver fruito di una deduzione e dunque di un beneficio fiscale per il premio versato, quindi le spese sanitarie rimborsate sono tutte indetraibili dal reddito.

Esempio di calcolo delle spese mediche rimborsate detraibili in dichiarazione dei redditi

Proviamo ad effettuare un esempio pratico per individuare la quota di spese sanitarie rimborsate detraibili.

Ipotizza che i contributi al fondo sanitario siano pari a €. 6.000.

Le spese sanitarie rimborsate sono pari a €. 2.000.

I calcoli da effettuare per trovare la quota di spese mediche detraibili sono:

1) Calcolare la quota dei contributi che ha concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente:

(€. 6.000 – €. 3.615,20) = €. 2.384,80

che rappresenta l’eccedenza di contributi che forma reddito.

2) Determinare il rapporto percentuale tra contributi che hanno formato reddito e contributi versati:

(€. 2.384,80/€. 6.000) = 39,75%

Questa percentuale rappresenta la quota di contributo che ha concorso a formare reddito del dipendente.

3) Applicare la percentuale alle spese sanitarie rimborsate:

(€ 2.000 39,75%) = € 795

Questo valore rappresenta la quota di spese mediche che il lavoratore può portarsi in detrazione, anche se la spesa è stata rimborsata.

Tale importo potrà essere sommato alle altre spese mediche del contribuente, fruendo della detrazione fiscale del 19%.


I rimborsi delle spese mediche del FASI

Una particolare casistica che riguarda il rimborso delle spese sanitarie è quella che riguarda il FASI (Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa alle prestazioni del servizio sanitario nazionale).

Si tratta di un fondo che effettua prestazioni sanitarie a favore dei dirigenti delle imprese industriali, siano essi in servizio o in pensione.

Sul punto l’Agenzia delle Entrate si è espressa con le Risoluzioni n. 114/E/2003, 78/E/2004, 167/E/2005 e la Circolare n. 24/E/2004.

Con questi documenti di prassi è stata definitivamente chiarita la possibilità di portare in detrazione le spese sanitarie rimborsate dal Fondo.

La situazione può essere così riepilogata e riassunta.

La detrazione delle spese mediche rimborsate dal FASI per i dirigenti in servizio

Per i dirigenti in servizio trova applicazione la disciplina di non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente dei contributi versati fino alla soglia di €. 3.615,20.

Pertanto, l’eventuale rimborso lascia il diritto alla detrazione soltanto in proporzione alla quota dei premi che hanno formato reddito, ovvero quelli superiori alla soglia.

Le spese mediche rimborsate deducibili si trovano con il meccanismo di calcolo visto in precedenza.

Non vi sono, quindi, differenze di trattamento tra un dirigente iscritto al FASI ed un dipendente con versamenti effettuati ad altri enti.

La detrazione delle spese mediche rimborsate dal FASI per i dirigenti in pensione

Per i dirigenti in pensione indipendentemente dall’entità del rimborso la detrazione fiscale delle spese sanitarie resta sempre piena.

Questo, in quanto non può trovare in nessun caso applicazione la disciplina della concorrenza al reddito dei premi versati.

Infatti, i premi versati al fondo del FASI per i dirigenti in pensione non sono mai individuali, ma sempre collettivi, e per questo non permettono di applicare la norma di cui all’articolo 51, comma 2, lettera a) del TUIR, confluendo appieno nel reddito di pensione.

Trattandosi quindi di contributi non dedotti dal reddito, per i dirigenti in pensione le spese mediche rimborsate dal FASI sono sempre ed interamente detraibili.

Per approfondire: Detrazione spese sanitarie nel modello 730


Rimborso delle spese mediche e detrazione fiscale: conclusioni

La disciplina fiscale riguardante il rimborso delle spese sanitarie rimborsate non è delle più semplici. Si tratta di una delle casistiche in cui vengono commessi maggiori errori nella dichiarazione dei redditi.

In questo contributo ho cercato di fornirti poche e semplici regole da seguire per non commettere errori. Tuttavia, mi rendo conto che non sempre sia facile capire se e quante spese mediche rimborsate possiamo correttamente detrarre.

Se quanto indicato in questo articolo non ti è sufficiente per risolvere i tuoi dubbi, lascia un commento di seguito. Potrai ricevere nel più breve tempo un consiglio da parte mia su come procedere.

Detrazione delle spese mediche rimborsate: FAQ

Cosa accade però se il premio versato agli enti è superiore al limite di 3.615,20 euro?

Se si verifica tale ipotesi, si riapre una possibilità di detrazione per la parte di spesa medica proporzionale al premio tassato nell’ambito del lavoro dipendente.
Sul punto vedasi la Circolare n. 50/E/2002 dell’Agenzia delle Entrate.

Come individuare la quota di spese sanitarie rimborsate detraibili in dichiarazione?

Per calcolare la quota di spese sanitarie detraibili è necessario operare nel seguente modo:
– calcolare la quota dei contributi che ha concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente. Tale valore è dato dalla differenza tra il totale dei contributi versati al fondo dal lavoratore dipendente e la soglia di €. 3.615,20;
– trovare il rapporto percentuale tra i contributi che hanno concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente e il totale dei contributi versati;
– applicare tale percentuale alle spese sanitarie oggetto di rimborso per individuare l’importo fruibile in deduzione o rispetto al quale calcolare la detrazione. Quest’importo, dunque, potrà essere legittimamente sommato alle altre spese mediche del contribuente, fruendo del beneficio fiscale.

Commenti all’articolo

Considerata l’elevata quantità di commenti che ci arrivano ogni giorno è opportuno effettuare alcune precisazioni. Saranno pubblicati soltanto commenti che arricchiscono il testo dell’articolo con particolari situazioni, utili anche per altri lettori. Per l’analisi di situazioni personali, l’unico modo per ottenere risposta è attraverso il servizio di consulenza fiscale.

137 COMMENTI

  1. Buongiorno. Nel 2017 ho subìto 2 infortuni sul lavoro, uno dei quali si è protratto fino a febbraio 2018.
    In sede di 730/2018 avevo indicato spese mediche detraibili, escludendo quelle rimborsatemi dall’INAIL per l’acquisto di medicinali per l’infortunio.
    Ora, accedendo al mio 730/2019 precompilato, mi trovo nei redditi soggetti a tassazione separata (D7) una piccola parte di quegli importi.
    Come mi devo comportare?
    Devo di fatto pagare le tasse per un importo che è stato un semplice rimborso spese da me sostenute?
    O devo modificare il precompilato, togliendo quel “reddito”?
    Preciso che si tratta di un importo modesto, ma che ritengo di aver correttamente escluso dalle mie spese mediche. Tra l’altro, è solo una piccola parte di ciò che ho speso e che l’Inail mi ha prontamente rimborsato.
    Grazie molte.

  2. Buongiorno, ho letto il suo articolo ma non trovo indicazioni sulle spese rimborsate parzialmente. Ho una polizza sanitaria Generali pagata dall’azienda di cui una piccola quota a mio carico. Tale polizza prevede delle franchigie a mio carico in base alla prestazione, da pagare direttamente all’ente. Ad es: visita specialistica 100€, a mio carico 25€ da pagare subito dopo la visita. I restanti 75€ li paga direttamente l’assicurazione.
    Nel modello precompilato trovo che le spese sanitarie del quadro E sono state azzerate in quanto l’agenzia dice che “I dati delle spese sanitarie non sono stati utilizzati perche’ risultano rimborsi maggiori o uguali al totale delle spese comunicate dal Sistema Tessera Sanitaria”.
    Posto che questi rimborsi sono solo “virtuali” in quanto non sono stati dati a me ma pagati direttamente dall’assicurazione, perchè non dovrei poter detrarre tutte le franchigie pagate di tasca mia che sommati ai farmaci (sempre pagati da me) superano la soglia minima di 119,11€? Grazie per la risposta

  3. Salve Giuseppe, lei ha diritto di portare in detrazione la quota rimasta a suo carico delle spese sanitarie, ma deve verificare che nella CU del datore di lavoro non vi siano importi di contribuzione versata superiori alla soglia indicata nell’articolo. Altrimenti, la quota di spese a suo carico deve essere riparametrata come nell’esempio riportato nell’articolo.

  4. Buongiorno: Anno 2017 – l’azienda paga una polizza per pochi dipendenti rimasti prima della chiusura definitiva dell’azienda. Usufruisco per me e familiari della polizza (Unisalute) ottenendo i rimborsi (totali o parziali ) a seconda dei massimali . Avevo a suo tempo solo chiesto la detrazione nel 730 della parte rimanente a mio carico del rimborso ottenuto.
    Non esiste traccia di questa polizza nè al punto 441 nè al punto 444 del CU 2017 .
    Posso quindi considerare di poter comunque portare in detrazione le spese sostenute anche se rimborsate dato che non sono presenti nel CU ?
    In caso affermativo , devo fare un 730 integrativo ? posso inserire tali detrazioni nel 730 del 2019 , in quale quadro/punto ?
    Grazie
    Saluti

  5. Salve Benedetto, quello che le posso dire è che la norma non consente la detrazione di spese per le quali si è ottenuto un rimborso con un contributo dedotto dal reddito. Nel suo caso si è comportato correttamente, probabilmente l’errore è stato nella compilazione della CU da parte del datore di lavoro.

  6. Buongiorno,
    la mia azienda versa un contributo per una assicurazione sanitaria per noi dipendenti (Unisalute). Lo scorso anno ho usufruito di alcune prestazioni, alcune a totale carico dell’assicurazione, altre dietro pagamento di una franchigia. Sono rimasta perplessa, quando andando a visionare il mio 730 precompilato alla voce spese sanitarie erano presenti tutte le voci, ovvero gli importi pagati per intero dall’assicurazione e gli importi complessivi di cui io avevo pagato solo la franchigia. Faccio presente che sul Cud alla voce 441 è indicato l’importo versato all’assicurazione da parte della mia azienda.
    A questo punto ho modificato la voce spese sanitaria, indicando soltanto le franchigie. Ho agito in maniera corretta o del fare il 730 integrativo.?
    Grazie in anticipo per la sua risposta, un saluto e una buona giornata.

  7. Buona sera mi trovo all’estero e mi hanno fatto, in Italia, la mia dichiarazione dei redditi. In agosto mi sono trovato sotto la voce stipendio un importo superiore a quello usuale. La mia domanda è questa hanno già fatti i controlli o il Fisco si riserva un tempo per le verifiche ?
    Complimenti per i preziosi consigli e un cordiale saluto

  8. Buongiorno
    I rimborsi di fasi Previmedial impiegati si portano per lo scoperto non rimborsato secondo criterio di cassa cioè nell’anno del rimborso tipo 2019 in 730 2020 o quando si è sostenuta la spesa per intero tipo 2018 in 730 2019?
    Spero di essere stata chiara.
    Grazie

  9. Buongiorno,
    Sono un pensionato prosecutore volontario dei contributi FASDAC.
    Nel caso di rimborso spese mediche in assistenza diretta, FASDAC paga direttamente alla struttura convenzionata la quota che non è a mio carico, mentre io pago solo la quota a mio carico.
    I contributi volontari FASDAC non si possono portare in detrazione.
    Seguendo quindi la logica che vorrebbe possibile portare in detrazione tutte le spese mediche sostenute, ancorché rimborsate, mi chiedo se questo comprenda anche la parte che il fondo paga direttamente alla struttura, visto che anche questa parte è la conseguenza dei miei versamenti volontari che non posso detrarre.
    Se questo fosse vero, rimane vero anche con la nuova disciplina di detrazione delle spese mediche che obbliga a pagare le spese stesse con un mezzo di pagamento tracciabile (io non pago con carta di credito tutta la spesa, ma solo la quota a mio carico)?
    Grazie mille della risposta, se vorrà darmela.
    Cordiali saluti

  10. Salve Paolo, i contributi versati dalle aziende per i propri dirigenti iscritti non concorrono alla formazione del reddito dei dirigenti ex art. 51 – comma 2, lett. a) del TUIR.
    I contributi versati direttamente dagli altri iscritti non in servizio (prosecutori volontari, pensionati, superstiti, inabili ed invalidi), essendo di natura volontaria non sono deducibili o detraibili ai fini IRPEF. Non ci sono possibilità di detrazione delle spese sanitarie rimborsate.

  11. Buonasera, tra i benefit aziendali che ci spettano, oltre alla polizza con il Fondo est che prevede le franchigie, abbiamo anche una polizza integrativa con Unisalute che non prevede franchigie in caso di esami e visite specialistiche, pertanto effettuiamo quest’ultime gratuitamente nelle strutture convenzionate, mentre vanno a rimborso con franchigia in strutture non convenzionate.
    Siccome ho ampliato la polizza Unisalute ai miei figli, pagando una quota di 20 euro a figlio in busta paga, mi fù detto anni fa da un commercialista, che per i miei figli non posso detrarre le spese rimborsate totalmente da Unisalute, avendo pagato io i premi, mentre per me, essendo l’azienda a pagare il premio, potevo tranquillamente farlo.
    Le risulta sia così?
    Come posso averne certezza, considerando che solo nel riquadro 441 vi sono 392 euro, mentre non trovo scritto nulla negli altri riquadri?
    La ringrazio per la cortese risposta, buon lavoro.

  12. Salve, ho avuto un intervento chirurgico a pagamento in seguito ad un infortunio e l’assicurazione “dovrebbe” rimborsamelo per intero ma non sono certo di come andrà a finire la pratica. L’importo è indicato nel 730 , mi consiglia di lasciarlo oppure no?
    Grazie.
    Paolo

  13. Buonasera
    Tra deduzioni,detrazioni percentuali etc non riesco a raccapezzarmi
    Sono assicurato con la Quas ,alla quale ho versato € 900 per l’iscrizione annuale ed ho ottenuto il rimborso parziale,in quanto ci sono dei plafond che non bisogna superare e nel caso la differenza rimane a mio carico.
    Non ho mai messo come spesa sostenuta la quota versata e di concerto non ho mai detratto quanto mi era stato rimborsato al di fuori della cifra che restava a mio carico dopo il rimborso
    Con la dichiarazione 2020 mi trovo una nota che riguarda il rigo D7 ed esattamente tipo reddito 4 anno 2018 importo 139,00
    che cosa devo fare ?
    Ma soprattutto come mi devo comportare con quanto pago e quanto ricevo di rimborso?
    Grazie per la risposta

  14. Buonasera,
    La mia azienda versa dei contributi al fondo est. I contributi versati sono indicati nella CU 2020 alla casella 441 per un importo inferiore a € 3.615,20. Nel 2019 ho sostenuto delle spese mediche e per alcune di queste ho avviato la pratica con il fondo est di cui ho ricevuto il rimborso nel 2020. Ho visionato il 730 precompilato e ho visto che le spese rimborsate figurano nella lista.
    Dovrò quindi semplicemente deselezionarle?
    È la prima volta che faccio questa pratica di rimborso e ho un po’ di dubbi.
    Il prossimo anno, nel 730 mi troverò le spese rimborsate dal fondo su “altri redditi”? Se si come mi dovrò comportare?
    Grazie per la disponibilità e buon lavoro.

  15. Come indicato nell’articolo, la deduzione di contributi non permette la detrazione delle spese sanitarie rimborsate. Se lascia la detrazione delle spese nell’anno del rimborso dovrà tassare l’importo rimborsato. In alternativa non detrae le spese mediche nell’anno del sostenimento.

  16. Buonasera, il mio fondo Fasie di Eni rimborsa una parte di ciascuna spesa sanitaria: visite e prestazioni. Ed il monte spese sanitarie caricate sul 730 pre-compilato sono già stornate di quello che è il rimborso. Se si entra nel 730 e si “espande” quelle che sono le singole voci di spesa, appare cosa ha comunicato Fasie di rimborso per il sottoscritto per il 2019. Fatto questo preambolo, a fine 2019 ho avuto una prestazione medica con relativa ricevuta, il cui rimborso da parte di Fasie è avvenuto a inizio 2020. Nel 730, nella voce rimborsi Fasie, non vi è il rimborso di quella prestazione. Verrà comunicato nel 2020. Quindi il monte spese sanitarie caricate sul 730 non è “epurato” dell’importo del rimborso di quella ricevuta.
    E giusto che non modifichi nulla, intendo l’importo del monte spese caricate? Altrimenti lo dovrei modificare anche l’anno prossimo, quando verrà comunicato il rimborso avvenuto nel 2020. E’ giusto così?

  17. Sono un’insegnante e in busta paga ho la trattenuta ex enam dove posso chiedere il rimborso spese sanitarie. Quando poi farò il 730 posso ripresentare le stesse spese e poi faranno il calcolo loro di quello che si può ancora detrarre? O non c’è più nulla di detraibile? Ho letto attentamente il suo articolo ma non è semplice la materia, e neanche nei caf riescono ad aiutarmi.

  18. Deve vedere se si deduce il contributo che le trattengono fino alla soglia prevista o oltre. In caso di contributo dedotto entro la soglia non è consentita la detrazione delle spese mediche rimborsate. Se il contributo è dedotto oltre la soglia parte delle spese sanitarie rimborsate può essere detratta secondo i calcoli presenti nell’articolo. Questa è la regola generale. Le occorre un Commercialista che possa aiutarla nella sua dichiarazione dei redditi.

  19. Buongiorno, io rientro proprio nell’esempio indicato sopra. 3615€ non concorrono al reddito e altri 3154€ concorrono al reddito.
    Pertanto in teoria se capisco bene potrei detrarre la quota dei contributi che concorrono al reddito applicato alla spese mediche rimborsate.
    La mia domanda è come dobbiamo procedere per le visite mediche del 2019 che sono state rimborsate nel 2020 per la dichiarazione 2020 dei redditi 2019?
    Grazie

  20. Salve, nel 2016 e 2018 ho percepito alcuni rimborsi, per cure odontoiatriche, da parte di associazione sanitaria lavoratori telefonici (privata), di cui ero iscritto. Tali rimborsi sono avvenuti previa presentazione delle fatture da me regolarmente pagate e erano evidenziati nel 730 precompilato dei relativi anni. Pertanto ho usufruito in detrazione soltanto della differenza tra fatturato e rimborsato. Nel gennaio 2020, ho dovuto restituire tali rimborsi alla associazione (mi contestano non osservanza di un articolo dello statuto). Chiedo cortesemente: visto che le fatture sono state da me pagate, posso recuperare la parte di detrazione cui non ho usufruito nel 2016 e nel 2018? quale via da seguire? Grazie infinite per un cortese parere.

Lascia una Risposta

Scrivi il tuo commento
Inserisci il tuo nome