L’imposta di successione è una particolare tassa dovuta all’Agenzia delle Entrate nel caso in cui si riceva un’eredità. Si tratta di una imposta obbligatoria nel suo pagamento, per diversi beni ricevuti in eredità: in particolare per beni immobili o diritti su immobili.

La successione si verifica quando un soggetto subentra nelle posizioni giuridiche di un altro soggetto. Il caso più classico di successione è quella legata all’eredità, ove gli eredi subentrano nelle posizioni del de cuius.

L’imposta di successione colpisce il trasferimento della proprietà e di altri diritti su beni mobili e immobili, successivamente alla morte del titolare. Quindi, questo significa che in caso di eredità, di beni mobili, immobili, diritti reali o denaro deve essere pagata all’Agenzia delle Entrate, l’imposta di successione. Qualora nell’attivo ereditario siano compresi beni immobili o diritti reali immobiliari è sempre obbligatoria la presentazione della dichiarazione di successione. La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione stessa che coincide, solitamente, con la data del decesso del contribuente. 

La dichiarazione di successione deve essere presentata dagli eredi, o dall’erede, del defunto entro 12 mesi dalla successione. Possono essere obbligati a tale adempimento diversi soggetti inclusi nella successione. Tuttavia esistono alcuni casi di esonero dall’obbligo di dichiarazione di successione e dal pagamento dell’imposta di successione.

In diversi casi non si paga l’imposta di successione: in particolare se l’eredità è dovuta a parenti in linea diretta con il soggetto defunto, se non si supera il valore di 100.000 euro di eredità e se questa non comprende beni di tipo immobiliare o diritti su immobili. Tuttavia questi casi devono essere confermati tutti insieme per poter essere esonerati dal pagamento dell’imposta di successione.

Per maggiori informazioni sull’Imposta di successione: “Imposta di successione: cos’è e a quanto ammonta?”

Vediamo in questo articolo come funziona l’imposta di successione, in particolar modo quando il cittadino non deve pagare questa imposta a fronte di un’eredità.

Imposta di successione: di cosa si tratta

L’imposta di successione è una tassa che va pagata al fisco, in particolare corrisposta all’Agenzia delle Entrate, ogni qual volta che si riceva un’eredità da un soggetto deceduto. Come spiega L’Agenzia delle Entrate questa imposta è direttamente collegata al trasferimento di beni immobili e diritti su immobili:

“Le persone che ricevono in eredità beni immobili e diritti reali immobiliari hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione e pagare, se dovuta, l’imposta di successione.”

L’imposta di successione quindi va di pari passo con l’obbligo di presentare una dichiarazione di successione, che va presentata entro un periodo massimo di dodici mesi dal momento della successione.

L’imposta di successione può essere pagata anche online, ed è prevista anche la possibilità di chiedere la rateizzazione sulla stessa. L’imposta di successione prende in considerazione sia i valori in attivo che vengono trasmessi all’erede (come denaro, beni immobili, diritti su immobili, titoli o partecipazioni finanziarie) sia dei valori in passivo, come debiti e eventuali spese mediche dell’ultimo periodo.

Il soggetto che eredita tali beni o passività, non è obbligato ad accettare gli stessi, può infatti rifiutare la cessione dei beni posseduti dal soggetto defunto. La cifra relativa all’imposta di successione viene calcolata tenendo presente il valore totale di ciò che viene trasmesso all’erede, o agli eredi.

Si parla poi a questo punto di aliquote, oppure di franchigie, che vengono applicate in base al soggetto che eredita determinati beni o somme di denaro.

Cos’è l’imposta di successione?

L’imposta di successione è un’imposta indiretta dovuta nei confronti dello Stato da parte degli eredi e dei legatari del de cuius. Il calcolo dell’imposta di successione avviene quantificando l’eredità totale, ovvero deve essere sommato, il valore di immobili, diritti reali su beni immobili, titoli, beni mobili, partecipazioni, crediti, etc, ossia tutte le proprietà del defunto. Dal totale devono essere sottratte le passività del defunto, ovvero i debiti e le spese mediche sostenute per suo conto dagli eredi negli ultimi 6 mesi di vita. Da questa differenza si ottiene il patrimonio su cui calcolare le imposte.

Per ogni bene si utilizza un metodo specifico di valutazione, in particolare se non c’è un inventario il valore di denaro gioielli e mobilia viene valutato per il 10% del totale dell’attivo ereditario.

Quando si paga l’imposta di successione?

L’imposta sulle successioni e sulle donazioni si applica a tutte le eredità e alle donazioni tra vivi, con aliquote e franchigie differenziate a seconda del grado di parentela tra chi effettua e chi riceve il trasferimento, ovvero:

  • Per i trasferimenti in favore del coniuge o di parenti in linea retta (figli, nipoti, genitori ecc.) l’aliquota è pari al 4% del valore ricevuto, al netto degli eventuali debiti, tuttavia ogni beneficiario ha diritto a una franchigia di 1 milione di euro, cioè non paga nessuna imposta se la quota di eredità o la donazione che riceve è inferiore a 1 milione;
  • Per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle l’aliquota ammonta al 6%, con una franchigia per ciascun beneficiario pari a 100.000 euro;
  • I trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, l’aliquota è del 6% ma non si applica alcuna franchigia;
  • Infine, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti l’aliquota è dell’8% e non ci sono franchigie.

Imposta di successione: chi deve provvedere al pagamento

L’imposta di successione coinvolge alcuni soggetti che risultano eredi, tuttavia vengono esclusi altri soggetti. A pagare l’imposta di successione possono essere:

  • I soggetti chiamati all’eredità;
  • I rappresentanti legali;
  • I soggetti che amministrano l’eredità;
  • I soggetti curatori dell’eredità;
  • L’esecutore testamentario;
  • I trust.

I soggetti coinvolti nell’eredità devono obbligatoriamente presentare entro 12 mesi la dichiarazione di successione, e provvedere al pagamento dell’imposta correlata, che può variare in base al caso specifico. Esistono particolari aliquote e franchigie per il pagamento dell’imposta di successione, indicate dall’Agenzia delle Entrate:

  • Aliquota al 4% verso il coniuge o parenti in linea retta, con franchigia di un milione di euro, ovvero il pagamento non è da corrispondere sotto questa cifra;
  • Aliquota al 6% verso fratelli e sorelle, con franchigia di 100.000 euro;
  • Aliquota del 6% verso parenti fino al quarto grado, affini in linea collaterale fino al terzo grado, senza franchigia;
  • Aliquota all’8% verso tutti gli altri soggetti, senza franchigia.

Secondo le norme italiane, la franchigia determina qual è la cifra entro cui è possibile essere esonerati dal pagamento di questa percentuale.

Imposta di successione: quando non si paga

Secondo le normative italiane, è possibile per diversi soggetti essere esonerati dal pagamento dell’imposta di successione. Si tratta prima di tutto di tutti quei soggetti che rinunciano ad una eredità, come spiega l’Agenzia delle Entrate:

“Risultano esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione di successione i chiamati all’eredità ed i legatari che abbiano rinunciato all’eredità o al legato anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione di successione.”

Sono anche esonerati dal pagamento i soggetti (eredi diretti, rappresentanti legali o soggetti coinvolti) che non sono in possesso dei beni ereditati, e che hanno nominato un curatore per l’eredità.

Oltre a questi due casi, non esiste l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione, e quindi di saldare un pagamento di imposta di successione se vengono realizzati tutti e tre questi casi in contemporanea:

  • L’eredità viene trasmessa al coniuge o ai parenti in linea retta del defunto;
  • L’eredità in attivo non supera il valore di 100.000 euro;
  • L’eredità non prevede beni immobili o diritti su beni immobili.

In questi casi è, se concorrono nello stesso tempo, non si procede con il pagamento dell’imposta di successione, secondo le norme stabilite in Italia.

Pagamento in un’unica soluzione o a rate

Nel caso in cui il soggetto, o i soggetti, devono provvedere al pagamento dell’imposta di successione, è possibile recarsi direttamente ad un ufficio dell’Agenzia delle Entrate per assolvere a questo obbligo, ma non è l’unica strada percorribile.

Va ricordato che il termine per il pagamento, dal momento della presentazione della dichiarazione di successione, è previsto entro 60 giorni, altrimenti si può incorrere in alcune sanzioni e interessi. Per il pagamento quindi è possibile recarsi ad un ufficio preposto, oppure procedere direttamente online al portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Risulta possibile infatti, al pari di molti servizi proposti online, procedere telematicamente accedendo con il proprio SPID o con un metodo di autenticazione similare. Tuttavia il soggetto che non vuole procedere autonomamente può anche rivolgersi ad un centro CAF o al proprio commercialista di fiducia.

Una possibilità interessante è quella di provvedere al pagamento rateizzato: l’obbligo in questo caso è quello di provvedere al pagamento del 20% della cifra complessiva dell’imposta di successione entro i 60 giorni stabiliti, mentre la restante cifra deve essere corrisposta in otto rate trimestrali, o in 12 rate se l’importo supera 20.000 euro.

Sono comunque aggiunte le cifre degli interessi calcolati sul pagamento a rate. La rateizzazione non è possibile sempre: si può chiedere solamente per cifre superiori ai 1.000 euro, e sussistono alcune eventualità in cui la possibilità di rateizzazione è esclusa: se la rata non viene versata sufficientemente (meno del 3%) e per il ritardo del versamento della somma del 20%.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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