Le importazioni, ovvero i trasferimenti di beni da un Paese Extra-UE ad un Paese UE sono operazioni imponibili ai fini Iva. L’importatore è tenuto ad effettuare la dichiarazione doganale, a pagare l’Iva in dogana e registrare la bolletta doganale sul libro giornale e nei registri Iva. 

Ai fini IVA sono considerate importazioni, tutte le operazioni che costituiscono il trasferimento immediato o differito della proprietà del bene e la contestuale entrata dei beni nel territorio comunitario UE.

Le importazioni, quindi, sono considerate operazioni imponibili ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto.

Bolletta doganale nell'importazione di beni
Bolletta doganale nell’importazione di beni

Ai fini IVA il soggetto passivo dell’operazione, ovvero colui che è tenuto ad assolvere gli obblighi sostanziali e formali correlati all’effettuazione (registrazione della bolletta doganale e versamento dell’IVA), è il soggetto che effettua l’operazione di importazione. Ovvero, l’azienda italiana che acquista dall’estero i beni e che li importa nel territorio comunitario per la la lavorazione o la vendita diretta.

In questo contributo voglio andare ad analizzare la corretta rilevazione ai fini IVA della bolletta doganale relativa alle importazioni di beni dall’estero per le imprese italiane.

Cominciamo!

L’IVA nelle importazioni di beni

Ai sensi dell’articolo 1 del DPR n. 633/72, le importazioni costituiscono operazione imponibile ai fini IVA.

Il soggetto importatore, ovvero colui che ha provveduto allo sdoganamento è tenuto, ai sensi dell’articolo 70 comma 1 DPR n. 633/72 e articoli 38 e 56 DPR n. 43/73 a:

  • Effettuare la dichiarazione doganale e gli adempimenti relativi al procedimento doganale;
  • Pagare l’IVA in dogana per ciascuna operazione.

L’imposta relativa alle importazioni è accertata, liquidata e riscossa per ciascuna operazione, secondo le disposizioni delle norme doganali. Ogni operazione doganale deve essere preceduta da una dichiarazione in dogana da rendersi ai sensi dell’articolo 56, DPR n. 43/73.

I Regimi doganali

Le merci destinate a essere vincolate a un regime doganale, con eccezione del regime di zona franca, devono essere oggetto di una dichiarazione in dogana appropriata al regime in questione (art. 158 del regolamento (UE) 9.10.2013 n. 952 c.d. “Codice Doganale dell’Unione” in sigla “CDU“).

I regimi doganali previsti dall’art. 5 punto 16 del CDU sono i seguenti:

  • Immissione in libera pratica;
  • Regimi speciali (transito, deposito, uso specifico e perfezionamento);
  • Esportazione.

L’importazione definitiva si perfeziona attraverso due momenti successivi:

  • L’immissione in libera pratica che permette alla merce di acquisire lo status di merce unionale, dopo aver assolto i dazi (ove previsti) e applicato le misure di politica commerciale;
  • L’immissione in consumo che comporta l’applicazione ai beni della fiscalità interna (IVA e accise).

Dichiarazione resa mediante Documento Amministrativo Unico (DAU)

La dichiarazione normale in dogana (art. 162 del CDU) è resa sul Documento Amministrativo Unico (DAU) che, a seguito dell’accettazione e dell’iscrizione nel registro della destinazione doganale richiesta, assume il valore di bolletta doganale (art. 8 del DLgs. 8.11.90 n. 374).

Rilascio della bolletta doganale

Eseguite le verifiche e accettata la dichiarazione, la dogana liquida i diritti (compresa l’Iva) e rilascia la bolletta doganale con il numero e la data di registrazione, ai sensi dell’articolo 59, DPR n. 43/1972.

A seguito della liquidazione e prima del rilascio dei beni deve essere effettuato il pagamento dei diritti (articolo 77, DPR n. 43/1973). Possono essere consentiti pagamenti periodici (articolo 78, DPR n. 43/1973) o differiti (articolo 79, DPR n. 43/1973).

In caso di importazione le aliquote IVA applicate sono le stesse in vigore per le merci nazionali.

L’imposta però non è indicata sulla fattura del venditore estero, ma viene calcolata e pagata in dogana per cui lo Stato la riscuote immediatamente, sulla singola operazione, non periodicamente per masse di atti economici.

Per quanto attiene l’applicazione dell’Iva sulle merci importate, la base imponibile è costituita dal suddetto valore utilizzato per il calcolo dei dazi, aumentato dai diritti doganali e dalle spese fisse fino alla frontiera italiana (per le merci importate alla condizione trasporto pagato fino a destinazione, la base imponibile Iva comprende anche gli oneri sino al magazzino del compratore come risultano dal documento di trasporto che le accompagna).

Contenuto e modalità di compilazione della bolletta doganale/DAU

Si riporta, di seguito, una selezione di alcune delle caselle contenute nella bolletta doganale/DAU. L’obiettivo è quello di aiutarvi a rendere più semplice la compilazione della stessa.

Casella DAU
Contenuto
1Dichiarazione, da compilare con i codici previsti in base a specifiche suddivisioni (es. codice “IM” per la dichiarazione di immissione in libera pratica e codice “EX” per la dichiarazione di esportazione)
2Cognome e nome (o ragione sociale), indirizzo e codice EORI dello speditore/esportatore (in caso di immissione in libera pratica, i dati devono riguardare l’ultimo venditore delle merci, prima dell’ingresso nell’UE)
8                Cognome e nome (o ragione sociale), indirizzo e codice EORI (ove richiesto) del soggetto al quale devono essere consegnate le merci (destinatario)
14Cognome e nome (o ragione sociale), indirizzo e codice EORI del soggetto dichiarante/rappresentante con indicazione dell’apposito codice identificativo (es. “2” rappresentanza diretta e “3” rappresentanza indiretta)
15Codice del Paese di spedizione/esportazione
17Codice dell’ultimo Paese di destinazione noto al momento dell’esportazione (in caso di immissione in libera pratica, si indica il codice dello Stato membro in cui le merci si trovano al momento del vincolo al regime doganale)
22Importo fatturato delle merci dichiarate e codice relativo alla valuta
23Tasso di cambio della moneta di fatturazione nella valuta dello Stato membro
33Codice corrispondente alle merci interessate
36Codici relativi a eventuali preferenze applicabili
37Codice numerico che indica il regime richiesto 
46Valore statistico
47Calcolo delle imposte:codice identificativo del tributo;base imponibile;aliquota d’imposta;importo dovuto;codice relativo al metodo di pagamento.
54Luogo, data, firma e nome del dichiarante o del suo rappresentante

La bolletta doganale come documento IVA

L’IVA sulle importazioni è applicata, non con il sistema dell’emissione della fattura e sui conseguenti adempimenti contabili, bensì direttamente in dogana mediante accertamento dell’ufficio finanziario documentato dalla bolletta doganale. Pertanto l’unico documento che attesti ai fini IVA l’avvenuta operazione è la bolletta doganale.

La bolletta doganale è una dichiarazione compilata e sottoscritta dal contribuente, relativa alla destinazione della merce e prodotta all’autorità doganale al fine della liquidazione dei diritti doganali dovuti.

Effettuata la visita con il concorso del proprietario e liquidati i diritti, la dichiarazione è annotata nel registro corrispondente all’operazione compiuta e munita di numero e data.

Il documento assume così valore di bolletta doganale e attesta l’avvenuto pagamento dei diritti dovuti o l’adempimento delle formalità prescritte in relazione alle diverse destinazioni doganali date alle merci.

La registrazione contabile delle bollette doganali di importazione esclude l’obbligo della numerazione e della annotazione nel registro delle fatture provenienti da fornitori esteri.

Tali documenti vanno invece registrati agli effetti della contabilità generale seguendo le regole proprie.

Per le bollette doganali, il contribuente annoterà nel registro degli acquisti la specie (se cioè Mod. A/46 o Mod. A/22) e gli estremi di ogni bolletta nonché l’ufficio doganale presso il quale è stata emessa (CM 874/33650, del 19/12/1972), l’ammontare imponibile, l’imposta, e invece della indicazione del fornitore, la denominazione della dogana ove sono state eseguite le operazioni, nonché il modello doganale.

Esempio di importazione con bolletta doganale

L’impresa Alfa Srl ha importato definitivamente beni industriali da una società USA, con la clausola franco partenza, alle seguenti condizioni:

  • prezzo pagato: 10.000,00 euro (per semplicità già espresso in euro);
  • spese di trasporto sino al luogo d’introduzione delle merci nel territorio doganale UE: 500,00 euro;
  • spese di trasporto sino al luogo di destinazione all’interno dell’UE: 200,00 euro;
  • aliquota dazio applicato: 1,5%;
  • aliquota IVA 22%.

Ai fini del calcolo dei dazi doganali, la base imponibile è di 10.500,00 euro, pari al prezzo pagato per l’acquisto dei beni (10.000,00 euro) aumentato delle spese di trasporto sino al luogo d’introduzione delle merci nel territorio doganale UE (500,00 euro). I dazi doganali dovuti sono pari a 157,50 euro (1,5% di 10.500,00 euro).

La base imponibile IVA è di 10.857,50 euro, pari a quella utilizzata per il calcolo dei dazi (10.500,00 euro) aumentata dei dazi doganali (157,50 euro) e delle spese di trasporto sino al luogo di destinazione all’interno dell’UE (200,00 euro). L’IVA all’importazione è pari a 2.388,65 euro (22% di 10.857,50 euro).

La bolletta doganale/DAU conterrà, fra l’altro, i seguenti dati:

  • casella 1 dichiarazione: codice “IM” relativo agli scambi con Paesi e territori situati fuori dal territorio doganale dell’UE e “A” per una dichiarazione con procedura normale;
  • casella 42 prezzo dell’articolo: 10.000,00 euro;
  • casella 46 valore statistico: 10.500,00 euro, inclusivo delle spese di trasporto sino al luogo d’introduzione delle merci nel territorio doganale UE;
  • casella 47 prima riga: codice tributo A00 (dazi della tariffa doganale comune), base imponibile 10.500,00 euro, aliquota 1,5%, importo 157,50 euro, metodo di pagamento (es. “C” per assegno);
  • casella 47 seconda riga: codice tributo 405 (IVA relativa alle importazioni), base imponibile 10.857,50, aliquota 22%, importo 2.388,65, metodo di pagamento (es. “C” per assegno”).

Adempimenti connessi alla bolletta doganale

Importazione

La bolletta doganale d’importazione è annotata nel registro IVA degli acquisti (art. 25 del DPR n 633/72) ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta assolta.

I dati numerici necessari per l’annotazione della bolletta doganale in tale registro (imponibile, aliquota e imposta) sono contenuti nella casella 47 in corrispondenza del codice identificativo del tributo.

Esportazione

Il sistema Export Control System (ECS) ha assunto il ruolo prima rivestito dall’esemplare n. 3 del DAU (copia per l’esportatore) vistato dalla dogana di uscita, per quanto concerne la prova dell’avvenuta esportazione della merce. La procedura telematica ECS, in particolare, si esplica nelle seguenti fasi:

  • presentazione del DAU all’ufficio doganale di esportazione con assegnazione di un codice di tracciamento (MRN) contenuto nel documento di accompagnamento all’esportazione (DAE);
  • trasporto dei beni alla dogana di uscita accompagnati dal documento DAE;
  • appuramento dell’operazione, da parte della dogana di uscita, con trasmissione di un messaggio telematico alla dogana di esportazione;
  • possibilità per l’operatore di ottenere la prova dell’esportazione verificando, nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’esito dell’operazione effettuata.

Registrazione contabile della bolletta doganale

Ipotizziamo che un soggetto importatore italiano acquisti merce dalla Cina per €. 100.000, oltre a diritti doganali €. 300 e IVA.

Registrazione Bolletta doganale

Contabilmente, per fare ciò, dovremmo creare un conto fittizio, denominato ad esempio “Fornitore dogana”, mentre l’imponibile Iva viene registrato in un conto denominato “Acquisti extra CEE”. La scrittura, che confluirà anche nel libro giornale, è la seguente:

DiversiaFORNITORE DOGANA €. 122.366,00
IVA ns/CREDITO  €. 22.066 
ACQUISTI EXTRA CEE  €. 100.300 

Fattura del fornitore estero

Il fornitore estero, in questo caso cinese, invierà alla società italiana una fattura, che espone l’importo della merce pari ad €. 100.000. Ovviamente tale documento non è comprensivo di Iva e non deve essere registrato sul registro Iva acquisti.

Perciò si effettua una rilevazione in partita doppia che sarà riportata nel solo libro giornale.

MERCI C/ACQUISTIaFORNITORE ESTERO €. 100.000,00

In genere le spese di sdoganamento sono anticipate dallo spedizioniere, il quale riporta tali somme sulla fattura relativa al trasporto ed intestata all’importatore italiano.

Le spese di sdoganamento anticipate dallo spedizioniere per conto del importatore sono escluse dalla base imponibile Iva. Per cui lo spedizioniere emette una fattura che comprende il compenso per l’attività di trasporto, più l’Iva relativa a tale compenso, più il rimborso delle spese anticipate per conto del cliente, sulle quali non applicata l’Iva.

Si ipotizza che lo spedizioniere emetta una fattura per un importo pari ad €. 22.796 cui: €. 500 come compenso per il trasporto, €. 110 come Iva sul compenso, €. 22.066 per le imposte anticipate per conto del cliente e €. 300 come spese doganali.

Fattura dello spedizioniere

La fattura dello spedizioniere deve essere registrata sia nel registro Iva acquisti sia nel libro giornale. La scrittura è la seguente:

DiversiaFORNITORE SPEDIZIONIERE €.  22.976
SPESE DI TRASPORTO  €. 500 
IVA ns/CREDITO  €. 110 
SPESE DOGANA ANTICIPATE  €. 22.066 
SPESE DOGANALI  €. 300 

Giroconti finali

Infine, è necessario procedere effettuando una serie di giroconti, in modo da chiudere il conto fittizio appositamente creato “Fornitore dogana”, nonché i conti “Acquisti extra CEE” e “Spese dogana antic. vs/conto”.

La registrazione da effettuare è la seguente:

FORNITORE DOGANAaDiversi€. 122.366 
  ACQUISTI EXTRA CEE €. 100.300
  SPESE DOGANA ANT.VS/CONTO €. 22.066

Bolletta doganale e giurisprudenza

Vediamo di seguito alcuni orientamenti di giurisprudenza legati alla bolletta doganale.

L’accertamento doganale è definitivo dalla data di annotazione sulla bolletta

La Cassazione, con l’ordinanza n. 12913/2019, ha affermato il principio di diritto secondo cui la data dell’annotazione sulla bolletta doganale in relazione ai controlli effettuati determina la definitività dell’accertamento. Dalla data di annotazione inizia a decorrere il termine triennale di decadenza dell’azione accertativa.

La vicenda trae origine da un controllo dell’Agenzia delle Dogane, a seguito del quale un campione di merci è stato inviato in laboratorio per analisi. L’Ufficio, in assenza di contestazioni e prima dei risultati, ha apposto sulla dichiarazione doganale, l’annotazione dell’avvenuta campionatura, provvedendo alla liquidazione dei diritti, ai sensi dell’art. 9 comma 1 del DLgs. 374/90.

Tale norma, infatti, prevede che se dai controlli effettuati non sono emerse difformità rispetto alla bolletta ovvero se il dichiarante non ha contestato gli eventuali riscontri della Dogana, quest’ultima appone relativa annotazione, firmata e datata. Questo momento costituisce la data in cui l’accertamento diviene definitivo (art. 9 comma 2 del DLgs. 374/90).

Giunti i risultati dell’analisi del campione e alla luce della pretesa del maggior dazio da parte dell’Ufficio, il contribuente ha ripreso il contraddittorio e, ai sensi dell’art. 65 comma 3 del DPR 43/73 (TULD), ha chiesto la redazione del verbale conclusivo di controversia doganale, impugnato successivamente davanti al Direttore regionale dell’Agenzia delle Dogane (art. 66 del TULD).
Quest’ultimo, all’esito della controversia ha notificato al contribuente il provvedimento di liquidazione dei nuovi tributi, oggetto del contenzioso.

La società ha, in particolare, eccepito la tardività dell’azione accertativa, intervenuta una volta decorso il termine triennale di decadenza, di cui all’art. 11 comma 5 del DLgs. 374/90. L’atto impositivo, infatti, era stato notificato oltre tre anni dalla data della definitività dell’accertamento (coincidente con l’annotazione sulla bolletta doganale).

La sentenza dei giudici

I giudici di secondo grado hanno accolto il ricorso della società, evidenziando che se, da un lato, la definitività dell’accertamento era rappresentata dall’annotazione dell’avvenuta campionatura, dall’altro, il provvedimento del Direttore regionale doveva considerarsi alla stregua di una rettifica dell’accertamento definitivo e, pertanto, essendo trascorsi più di tre anni, l’Ufficio era decaduto dall’azione accertativa.

Secondo la Dogana, tuttavia, non vi sarebbe definitività dell’accertamento nel caso di semplice annotazione sulla bolletta dell’eseguita campionatura, stante l’assenza di difformità rispetto alla dichiarazione. Inoltre, l’accertamento non sarebbe stato definitivo, ma “in sospeso”, in quanto l’operatore aveva instaurato controversia doganale. Di conseguenza, il termine triennale di decadenza doveva decorrere non dall’annotazione sulla bolla, ma dal provvedimento di liquidazione del Direttore regionale.

La questione di diritto affrontata dalla Cassazione, pertanto, consiste nel valutare se l’accertamento si considera definitivo (e quindi inizia a decorrere il termine triennale di decadenza) dall’apposizione sulla dichiarazione dell’avvenuta campionatura (art. 9 del DLgs. n 374/90) ovvero dall’atto conclusivo della controversia (artt. 65 e ss. del TULD).

Al riguardo, i giudici di legittimità hanno preliminarmente affermato che l’art. 9 comma 2 del DLgs. n 374/90 prevede che la data dell’annotazione sulla bolletta costituisce la data in cui l’accertamento è divenuto definitivo, il quale, poi, è suscettibile di successiva attività di revisione, di parte o d’ufficio.

Bolletta doganale per l’importazione dei beni: conclusioni

In questo articolo ho riepilogato le principali indicazioni riguardanti la compilazione e la registrazione contabile della bolletta doganale relativa all’importazione di beni in Italia.

L’aspetto importante da sottolineare è che in caso di importazione di beni la bolletta doganale rappresenta l’unico documento valido ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Questo significa che l’applicazione dell’IVA non deriva dall’eventuale fattura del fornitore estero ma dalla bolletta doganale stessa.

Se hai dubbi riguardanti la corretta gestione della bolletta doganale ai fini fiscali, contattami. Segui il link sottostante per metterti direttamente in contatto con me e ricevere una consulenza personalizzata. In questo modo potrai risolvere i tuoi dubbi ed evitare di commettere errori.

43 COMMENTI

  1. Se non arriva la fattura sta a lei autofatturare, nonostante la bolletta doganale. Se vuole la contatto in privato, e possiamo vedere in dettaglio la situazione e come possiamo aiutarla.

  2. Buongiorno, ho un caso da esporvi per avere un vostro parere su come muovermi; 2 mesi fa ho versato un acconto ad una ditta cinese, per riuscire ad effettuare un acquisto di una apparecchiatura estetica esposta in Fiera a Bologna. Il 19/03/2018 verso un’altra somma a saldo sempre per l’acquisto della stessa apparecchiatura estetica, il venditore mi compila una specie di contratto di vendita e il giorno successivo mi trasmette via mail una fattura riportante per intero la cifra pagata. Allo stato attuale io non ho in mano nient’altro che la fattura di vendita cinese, un contratto di acquisto scritto in inglese e una certificazione di un Ente tedesco; ma non mi è stata rilasciata bolletta doganale e non so chi e come è stata importata la macchina. Cosa mi consigliate? Autofatturo l’intero importo?

  3. In questo caso non c’è bolletta doganale i beni si trovano già in territorio UE. A mio avviso dovrà autofatturare per poter applicare correttamente l’Iva sull’acquisto.

  4. BUONGIORNO

    COME SI SVOLGE CORRETTAMENTE UNA VENDITA IN DROPSHIPPING, QUANDO AD ESEMPIO IL FORNITORE(ES ALIEXPRESS) NON TI EMETTE LA FATTURA?
    SPECIALMENTE SE SI TRATTA DI PICCOLI IMPORTI DI POCHI EURO.
    PER CUI IL SITO ECOMMERCE SAREBBE ITALIANO, LE VENIDTE IN ITALIA E IL FORNITORE IN CINA.
    LA MIA DOMANDA E’ DOVREI AUTOFATTURARMI L’ACQUISTO E CALCOLARMI ANCHE L’IVA PER OGNI VENDITA E ANNOTARE IL TUTTO GIORNALMENTE?
    GRAZIE

  5. Se non riceve fattura deve autofatturare nei termini di legge, ma se lei importa, deve ricevere bolletta doganale. Per maggiori info mi contatti per una consulenza.

  6. Buongiorno,
    ho acquistato del materiale dalla Turchia e non so che codice iva utilizzare per registrare in contabilità la fattura del fornitore. Può aiutarmi per favore?
    Grazie mille
    Saluti

  7. La fattura del fornitore estero deve transitare solo da prima nota. Nei registri Iva deve passare, invece, la bolletta doganale.

  8. Buongiorno,
    import extra ue di merce precedentemente inviata in c lavoro con lista valorizzata ma esportazione definitiva da un punto di vista doganale:
    fattura fornitore con evidenza scarico materiali + valore manodopera
    Presento dichiarazione d’intento per il totale del valore + nolo.

    Devo procedere comunque con emissione di autofattura nonostante abbia utilizzato la dichiarazione d’intento?

    Grazie

  9. Se ha ricevuto fattura dal fornitore non imponibile per dichiarazione di intento dovrà emettere normale fattura. Se vuole mi scriva in privato per maggiori dettagli.

  10. Buonasera, il rilascio della bolletta doganale è sempre dovuta? Non ci sono dei limiti di peso per cui la dogana non emette la bolletta doganale? Se si quindi non si assoggetta ad IVA nel senso che non devo emettere autofattura?

  11. Buonasera , se la fattura e la bolla doganale sono in dollari ( sulla bolla doganale è indicato il cambio ) come registro la fattura e la bolla ?
    devo riportare gli importi soggetti all’iva indicati sulla bolla senza preoccuparmi di nulla ?
    grazie

  12. La registrazione avviene facendo il cambio, ma solitamente nella bolletta doganale ci sono già il importi in euro per il calcolo dei dazi e degli altri oneri dovuti all’importazione.

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