Il regime OSS (One Stop Shop) è il sistema IVA semplificato che consente agli operatori e-commerce di dichiarare e versare l'IVA sulle vendite B2C verso consumatori UE con un'unica dichiarazione trimestrale, evitando la registrazione IVA in ogni Stato membro.
Il commercio elettronico ha trasformato radicalmente il modo in cui le imprese vendono e i consumatori acquistano. Ma con l'espansione delle vendite transfrontaliere all'interno dell'Unione Europea è emerso un problema fiscale concreto: come gestire l'IVA quando un venditore italiano spedisce beni a un consumatore francese, tedesco o spagnolo? La risposta dell'UE si chiama regime OSS — One Stop Shop. Introdotto il 1° luglio 2021 in sostituzione del precedente sistema MOSS, l'OSS è oggi lo strumento principale per semplificare la compliance IVA nelle vendite B2C transfrontaliere. Permette di dichiarare e versare l'IVA dovuta in tutti gli Stati membri attraverso un'unica dichiarazione trimestrale, presentata nel Paese di identificazione del soggetto passivo. In questa guida troverai tutto ciò che serve sapere: il funzionamento del regime, i soggetti ammessi, gli adempimenti operativi, le novità del 2025 — dallo SME Scheme al pacchetto ViDA — e i rischi concreti in caso di non conformità.
Che cos'è il Regime OSS: definizione, base normativa e perché è stato introdotto Prima di comprendere cosa sia l'OSS, è utile capire il problema che è stato chiamato a risolvere. In assenza di un regime semplificato, un'impresa italiana che vendesse beni o servizi digitali a consumatori finali residenti in 10 diversi Stati membri dell'UE sarebbe teoricamente obbligata a registrarsi ai fini IVA in ciascuno di quei 10 Paesi, presentare dichiarazioni locali, versare l'imposta secondo le aliquote nazionali e relazionarsi con 10 diverse amministrazioni fiscali, spesso in lingue diverse. Il costo amministrativo di questo sistema era insostenibile, soprattutto per le PMI e i venditori di piccole dimensioni. Il risultato pratico era una diffusa non conformità, con imprese che ignoravano gli obblighi esteri o strutturavano artificialmente le vendite per rimanere sotto le soglie locali. Il primo tentativo di semplificazione fu il MOSS (Mini One Stop Shop), introdotto nel 2015 esclusivamente per i servizi digitali, di telecomunicazione e di teleradiodiffusione (i cosiddetti servizi TTE). Il MOSS era però limitato a una tipologia specifica di operazioni e non copriva le vendite di beni fisici, che rappresentano la quota preponderante dell'e-commerce. Con il D.Lgs. n. 83 del 25 maggio 2021, l'Italia ha recepito le Direttive UE sul VAT e-commerce package, estendendo il regime a tutte le vendite a distanza di beni e a quasi tutte le prestazioni di servizi B2C transfrontaliere. Il MOSS è stato così assorbito nell'OSS, diventando operativo dal 1° luglio 2021. La base normativa: D.Lgs. n. 83/2021, Direttive europee e recepimento italiano Il quadro normativo di riferimento si articola su più livelli:
Direttiva UE 2017/2455 (c...
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