Il governo sta lavorando su un nuovo decreto sul lavoro che dovrebbe essere approvato il Primo maggio, giorno della Festa dei lavoratori. Tra le principali misure ci sarebbero la proroga del bonus giovani e una spinta all’occupazione femminile.
La bozza che sta circolando in queste ultime punta ad accelerare i rinnovi dei contratti, prevedendo che, decorsi sei mesi dalla data di scadenza del Ccnl e in assenza di accordo tra le parti, venga corrisposta ai lavoratori una indennità pari al 30% del tasso di inflazione programmato, che sale al 60% dopo dodici mesi di vacanza contrattuale.

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Cos’è il Decreto Primo maggio?
In occasione del 1 maggio, potrebbe essere approvato un nuovo decreto avente l’obiettivo di incentivare l’occupazione e “combattere il lavoro povero”.
Uno dei primi obiettivi del decreto è quello di rendere strutturale il bonus per le assunzioni dei giovani under 35. L’agevolazione, già attiva nel 2025, è stata rinnovata nel decreto Milleproroghe solo per 4 mesi. Il nuovo decreto dovrebbe rendere strutturale questa misura.
Bonus per i giovani under35
Il bonus per le assunzioni dei giovani under35 ha lo scopo di abbattere i costi dei contributi che le aziende devono versare ai neoassunti. I requisiti per poterne usufruire sono:
- Non aver ancora compiuto 35 anni;
- Non aver mai avuto, in precedenza, un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Il bonus prevede uno sgravio contributivo per l’azienda del 100%, se l’assunzione genera un incremento occupazionale netto (il numero totale dei dipendenti deve aumentare rispetto alla media dell’anno precedente), e del 70% se il numero complessivo dei dipendenti invece non aumenta. L’incentivo varia sul territorio nazionale.
Il massimale dell’esonero è di base pari a 500 euro mensili, ma sale a 650 euro al mese per le assunzioni effettuate presso una sede o unità produttiva che si trovano nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.
Occupazione femminile
Un’altra parte importante del decreto Primo maggio riguarderà le donne e la spinta all’occupazione femminile. Sempre nel Milleproroghe le agevolazioni per il lavoro femminile erano state prorogate più a lungo, fino al 31 dicembre di quest’anno, ma la volontà del governo di coinvolgere le donne andrà con ogni probabilità oltre.
Premi di produttività
Gran parte del decreto consiste nella riproposizione di misure che il governo ha già previsto con l’ultima legge di bilancio, e che ora intende rendere strutturali, tra queste anche la detassazione dei premi di produttività.
I premi di produttività o di risultato vengono pagati dalle aziende ai dipendenti che raggiungono un certo obiettivo. Il decreto prevede che dal 1° gennaio 2028 in poi i premi di produttività vengano tassati solamente all’1%, per importi fino a 5.000 euro all’anno.
I lavoratori possono scegliere di “convertire” i loro premi di risultato in “prestazioni di welfare aziendale”. Sono del tutto esentasse, fino a 5.000 euro all’anno. Abbassando le imposte da pagare aumenta la somma netta che entra in busta paga.
Attualmente, la tassazione ridotta all’1% riguarda solo chi ha uno stipendio fino a 80mila euro all’anno.
Sconto fiscale su straordinari e notturno in busta paga
Un’altra misura confermata riguarda lo sconto fiscale sulle somme pagate per straordinari, lavoro notturno e non solo. Dal 1° gennaio 2027 i soldi pagati per:
- Lavoro notturno;
- Lavoro nei giorni festivi e di riposo;
- Indennità di turno;
- lavoro straordinario;
verranno tassati al 15%. Non si applicheranno quindi le normali tasse (Irpef nazionale, regionale e comunale). La misura vale per le somme incassate fino a un tetto di 1.500 euro all’anno. Sono esclusi i dipendenti del settore del turismo e quelli della ristorazione.
Lo sconto vale solo per chi ha un reddito da lavoro dipendente che non supera i 40.000 euro all’anno.