Controlli del Fisco sui bonus edilizi: oltre 50.000 lettere inviate

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L’Agenzia delle Entrate sta effettuando i controlli sui bonus edilizi, in particolare sui bonus destinati alla riqualificazione energetica e strutturale degli immobili. L’obiettivo è individuare eventuali irregolarità legate alla documentazione catastale degli edifici oggetto degli interventi. Sono state inviate oltre 50.000 lettere di compliance per verificare la coerenza tra rendita catastale e i lavori dichiarati. Spetta al contribuente l’onere di dimostrare la regolarità degli interventi e dei benefici fiscali ottenuti, dimostrando di aver aggiornato la rendita catastale dell’immobile.

Controllo incrociato dei dati

L’Agenzia delle Entrate ha avviato una serie di controlli sui bonus edilizi, con l’invio di oltre 50.000 lettere di compliance, nel mirino i contribuenti che hanno usufruito di agevolazioni fiscali per lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica.

Per effettuare le operazioni di controllo, il Fisco adotterà un sistema di analisi automatizzata, che confronta l’ammontare dei bonus ceduti o fruiti con i dati catastali dell’immobile e se il valore degli interventi è troppo alto rispetto alla rendita catastale, significa che qualcosa non torna.

Le lettere di compliance non sono accertamenti, ma sono richieste di chiarimento al contribuente e il rifiuto di rispondervi può portare l’Agenzia delle Entrate ad effettuare controlli più severi, che possono arrivare alla revisione d’ufficio della rendita catastale e all’applicazione di sanzioni fino a 8.200 euro per ogni unità immobiliare.

Le lettere di compliance contengono informazioni precise, in particolare è contenuto al suo interno:

  • Codice identificativo univoco della comunicazione, utile per ogni eventuale interlocuzione con l’amministrazione finanziaria;
  • Elenco delle anomalie rilevate, come ad esempio redditi o crediti d’imposta non dichiarati o incoerenti rispetto ai dati catastali disponibili;
  • Riepilogo dettagliato delle voci interessate, suddivise per tipologia reddituale o bonus fruiti;
  • Indicazioni pratiche per accedere al proprio profilo nel Cassetto Fiscale, la piattaforma online che consente di consultare la propria posizione tributaria;
  • Le istruzioni operative per inviare eventuali chiarimenti attraverso il canale CIVIS o per trasmettere una dichiarazione integrativa, se si rendesse necessario correggere o aggiornare quanto dichiarato in precedenza.

Le lettere di compliance non sono soggette a prescrizione, tuttavia l’accertamento fiscale non può essere più compiuto dopo:

  • 7 anni per chi ha omesso la dichiarazione dei redditi;
  • 5 anni per chi ha commesso errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi.

Cosa rispondere?

Chi ha ricevuto una lettera di compliance inviata dall’Agenzia delle Entrate deve verificare l’esattezza della rendita catastale dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Se non è stata aggiornata o presenta delle anomalie, occorre correggere i dati segnalati per evitare l’irrogazione di una sanzione.

Occorre rispondere all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni, infatti, se entro 30 giorni non si risponde può attivarsi l’accertamento d’ufficio con la possibilità di vedersi irrogare delle pesanti sanzioni, oltre alla revisione automatica della rendita catastale.

L’onere della prova ricade sul contribuente che ha beneficiato dei bonus edilizi. Se si trova di fronte a una contestazione sui crediti fiscali di cui si è fruito, si deve dimostrare che i lavori effettuati li giustificano e che si è provveduto ad aggiornare la rendita catastale dell’immobile. Per assolvere all’onere della prova il contribuente occorre ottenere planimetrie, perizie tecniche e pratiche edilizie.

Se l’immobile è parte di un condominio, è necessario l’intervento dell’amministratore. Secondo quanto comunicato da Confedilizia, la rendita catastale può aumentare anche del 15% a seguito di lavori effettuati con superbonus, ecobonus o sisma bonus.

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Elisa Migliorini
Elisa Migliorinihttps://www.linkedin.com/in/elisa-migliorini-0024a4171/
Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.
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