congedo di paternità

Con la nuova Legge di Bilancio 2022 stanno arrivando numerose novità in tema fiscale, pensionistico, e di sostegno alle famiglie. Una di queste misure è il congedo di paternità, che viene confermato per il 2022 ad un minimo di 10 giorni, ma che con il Family Act potrà presto essere esteso fino a tre mesi.

Il congedo di paternità è una misura che segue a ruota il congedo di maternità, e garantisce per i neo papà una sospensione dal lavoro per un certo periodo di tempo, per dedicarsi alle cure del figlio appena nato. Il congedo di paternità strutturato in Italia è una vera e propria conquista, perché il paese risulta ancora indietro rispetto all’Europa su diversi aspetti.

Tuttavia nell’ultimo periodo sono arrivate nuove misure a sostegno delle famiglie, in linea con il Family Act, come ad esempio l’assegno unico, disponibile per tutti dal 2022. Anche il congedo di paternità rientra nelle misure per le famiglie, e diventa strutturale e obbligatorio con la nuova Legge di Bilancio.

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Vediamo nell’articolo quali sono le novità in merito al congedo di paternità, come funziona la misura, e tutte le ipotesi sull’estensione del congedo fino a tre mesi, attualmente al vaglio.


Congedo di paternità: di cosa si tratta

Il congedo di paternità è una misura fruibile dai lavoratori dipendenti, per accedere ad un periodo di sospensione dal lavoro per le cure al figlio appena nato. Si tratta di una misura simile al congedo di maternità, che è stata istituita anche in Italia da qualche anno.

Attualmente questa misura garantisce un congedo per un periodo di 10 giorni a tutti i neo papà, ed è una delle misure a tutela della genitorialità proposte dal Family Act. Attualmente, nel 2021 il congedo di paternità consiste in una decina di giorni di pausa dal lavoro regolarmente retribuiti, che possono essere richiesti dal neo papà per un periodo che va fino al quinto mese dalla nascita del figlio.

Già nel 2021 questa misura era aumentata da 7 a 10 giorni, per permettere ai neo papà qualche giorno in più di sospensione retribuita dal lavoro. Il congedo di paternità, va ricordato, è applicabile non solo nel caso di nascita di un nuovo figlio, ma anche sulle nuove adozioni o affidi.

Il congedo di paternità viene richiesto direttamente all’INPS da parte dell’azienda, il cui datore di lavoro deve comunicare all’ente previdenziale tutte le specifiche. In alternativa, è l’ente previdenziale ad occuparsi direttamente del congedo di paternità, e il lavoratore può presentare domanda direttamente all’INPS.

Congedo di paternità: a chi è rivolto e come funziona

Come visto prima, il congedo di paternità è rivolto a tutti i lavoratori dipendenti, e l’INPS spiega in breve il suo funzionamento in una comunicazione ufficiale:

“Per l’anno solare 2021, l’articolo 1, comma 363, lettera a), della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021) ha ulteriormente aumentato a dieci il numero dei giorni di congedo obbligatorio ed ha ampliato la tutela del congedo stesso prevedendone la fruizione anche nel caso di morte perinatale del figlio.”

Esiste anche un congedo facoltativo di un giorno, per cui il papà può chiedere la sospensione del lavoro per necessità della madre. Si tratta di una possibilità che al momento è limitata ad un giorno, ma in futuro la misura potrebbe cambiare.

Possono accedere alla misura tutti i neo papà lavoratori dipendenti, anche in caso di affidamento o adozione, entro il limite temporale massimo di cinque mesi dalla nascita, dal momento dell’affido o adozione.

Il congedo obbligatorio è stato esteso da 7 a 10 giorni per il 2021, e riconfermato su 10 giorni per il 2022, ma con le prossime decisioni potrebbe presto essere esteso fino a tre mesi, per avvicinarsi al congedo per maternità. L’INPS specifica anche come funziona il congedo facoltativo di un giorno al momento:

“Il congedo facoltativo del padre è invece condizionato alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di un giorno di congedo maternità. Il giorno dal padre anticipa quindi il termine finale del congedo di maternità della madre.”

Congedo di paternità esteso a tre mesi: le possibilità

Il congedo di paternità è stato introdotto ed esteso a 10 giorni per garantire una più equa misura a favore dei neo papà, e per colmare le differenze di genere presenti nel paese sul congedo parentale. Attualmente il Family Act ha intenzione di estendere nuovamente la misura, fino a tre mesi, secondo le ultime novità.

Di fatto la nuova Legge di Bilancio 2022 va a confermare l’estensione dell’obbligo del congedo di paternità a 10 giorni, con possibilità di ulteriore estensione. Sono stati stanziati circa 400 milioni di euro per applicare questa misura, che permetterebbe di avvicinare l’Italia alle normative già presenti in altri paesi europei a favore dei neo papà.

In Francia per esempio il congedo di paternità arriva, secondo recenti decisioni, ad una durata complessiva obbligatoria di 25 giorni, oppure in Spagna fino a un centinaio di giorni, mentre in altri paesi del nord Europa ci si attesta intorno ai 15 giorni. Infine vi sono alcuni paesi più virtuosi del nord Europa in cui si arriva anche a 1.000 giorni, con remunerazione leggermente inferiore, non del 100%.

In ogni caso il congedo di paternità è sempre inferiore come numero di giorni di sospensione dal lavoro rispetto al congedo di maternità, e l’Italia è intenzionata a equilibrare queste differenze. L’Europa si è espressa in proposito: sia la madre che il padre dovrebbero avere ameno a disposizione 4 mesi di sospensione del lavoro per genitorialità.

Congedo di paternità nel 2022

Nel 2022 quindi il congedo di paternità in Italia tornerà come nel 2021: con retribuzione al 100% per un’applicazione obbligatoria di 10 giorni, che potrà essere estesa dalle prossime novità in materia di famiglia.

Le modalità per richiedere il congedo saranno le stesse, rivolgendosi al datore di lavoro e all’ente previdenziale INPS. Il datore di lavoro è tenuto ad anticipare le somme relative alle erogazioni per i dipendenti in congedo. Il congedo sarà garantito in caso di nascita, adozione e affidamento, e questa misura diventerà di fatto strutturale.

Questo significa che nel 2023 non si apriranno nuovi dibattiti sui rinnovi della misura, perché diventa strutturale al pari di qualsiasi altro sussidio alle famiglie. Nel 2022 il sussidio più interessante a questo proposito riguarderà infine l’assegno unico, esteso per tutti i lavoratori e non, che garantirà l’erogazione mensile di una somma di denaro in favore delle famiglie con figli.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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