Canoni pagati dalla controllata brasiliana al socio italiano: aliquote convenzionali, deducibilità dopo la Lei 14.596/23 matching credit.
L’articolo 12 della Convenzione Italia-Brasile fissa l’aliquota sui canoni al 25% per i marchi e al 15% negli altri casi. La Lei 14.596/2023 ha abrogato le vecchie restrizioni brasiliane sulla deducibilità dei canoni pagati al socio di controllo italiano.
I canoni pagati al socio di controllo italiano da una società brasiliana partecipata rientrano nell’articolo 12 della Convenzione Italia-Brasile (L. 844/1980), che fissa un tetto convenzionale del 25% dell’ammontare lordo per i canoni derivanti dall’uso di marchi di fabbrica o di commercio e del 15% per tutti gli altri casi, incluse le royalty su brevetti, know-how e assistenza tecnica.
Fino al 2023 la normativa brasiliana negava alla società pagatrice la deduzione dei canoni corrisposti a un socio estero titolare di almeno il 50% delle azioni con diritto di voto, restrizione che il Protocollo alla Convenzione (punto 8) riconosceva espressamente come compatibile con la clausola di non discriminazione. La Lei 14.596/2023, in vigore dal 1° gennaio 2024, ha abrogato questa limitazione insieme al tetto generale di deducibilità del 5% dei ricavi, subordinando oggi la deduzione al rispetto del principio di inerenza e delle nuove regole sui prezzi di trasferimento. In Italia, il socio beneficia del credito d’imposta figurativo previsto dall’art. 23 § 4 lett. c) della Convenzione.

Cosa sono i canoni ai fini della Convenzione Italia-Brasile
Canoni, ai fini dell’articolo 12 della Convenzione Italia-Brasile, designa i compensi di qualsiasi natura corrisposti per l’uso o la concessione in uso di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, di brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o modelli, progetti, formule o processi segreti, nonché per l’uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche e per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico (know-how). Il Protocollo alla Convenzione, al punto 5, precisa che quest’ultima categoria comprende anche i redditi derivanti dalla prestazione di assistenza tecnica e di servizi tecnici. La definizione convenzionale è quindi più ampia della sola royalty su proprietà intellettuale in senso stretto: include ogni corrispettivo per lo sfruttamento di un diritto immateriale o per la fruizione di conoscenze tecniche, a prescindere dalla forma contrattuale usata tra la controllata brasiliana e il socio italiano.
All’interno di questa definizione unitaria, la Convenzione traccia una distinzione pratica rilevante ai fini dell’aliquota applicabile: i canoni per l’uso di marchi seguono un trattamento diverso da tutti gli altri canoni definiti dall’articolo 12.
Marchi di fabbrica o di commercio vs brevetti, know-how e assistenza tecnica
L’articolo 12 § 2 della Convenzione distingue due categorie di canoni ai fini del tetto di ritenuta applicabile in Brasile: i canoni derivanti dall’uso o dalla concessione in uso di marchi di fabbrica o di commercio, da un lato, e tutti gli altri canoni definiti dal paragrafo 4 dell’articolo, dall’altro (diritti d’autore, brevetti, disegni, formule, know-how, assistenza tecnica). La distinzione non è meramente terminologica: determina un’aliquota convenzionale diversa, più alta per i marchi rispetto a tutte le altre fattispecie. Per un socio di controllo italiano che riceve canoni dalla propria società brasiliana partecipata, la qualificazione contrattuale del pagamento, licenza di marchio piuttosto che trasferimento di know-how o contratto di assistenza tecnica, incide quindi direttamente sull’importo netto percepito, prima ancora di considerare il meccanismo del credito d’imposta in Italia.
Quanto trattiene il Brasile: le aliquote dell’articolo 12
Il Brasile applica una ritenuta alla fonte (IRRF) sui canoni corrisposti a un beneficiario non residente, con un’aliquota massima fissata dall’articolo 12 § 2 della Convenzione Italia-Brasile in due misure distinte. Per i canoni derivanti dall’uso o dalla concessione in uso di marchi di fabbrica o di commercio, il prelievo non può eccedere il 25% dell’ammontare lordo. Per tutti gli altri canoni definiti dal paragrafo 4 dell’articolo, cioè diritti d’autore, brevetti, disegni, formule, know-how e assistenza tecnica, il tetto convenzionale scende al 15%. Si tratta di aliquote massime: la Convenzione non impone al Brasile di applicare proprio quel livello, ma gli vieta di superarlo nei confronti di un beneficiario effettivo residente in Italia. La normativa brasiliana interna prevede, in assenza di riduzione convenzionale, un’aliquota generale del 15%, elevata al 25% quando il beneficiario è domiciliato in una giurisdizione a fiscalità privilegiata secondo la lista brasiliana.
La differenza tra il 25% sui marchi e il 15% sugli altri canoni non è solo teorica: nella prassi dei gruppi che operano tra Italia e Brasile, un contratto imperfettamente qualificato può generare un prelievo più alto del necessario. Un accordo che concede al tempo stesso il diritto d’uso del marchio e il trasferimento di know-how tecnico dovrebbe scindere il corrispettivo tra le due componenti, applicando a ciascuna l’aliquota che le compete, anziché lasciare che l’amministrazione fiscale brasiliana attragga l’intero canone nella categoria più onerosa. La qualificazione formale del contratto, non la sola sostanza economica dell’operazione, orienta l’aliquota effettiva applicata in uscita: un punto su cui conviene intervenire già in fase di redazione dell’accordo di licenza tra la controllata brasiliana e il socio di controllo italiano, prima che il canone venga corrisposto.
Abbonati per continuare a leggere
Accedi a tutti i contenuti premium di Fiscomania.com
Abbonamento trimestrale
- Accesso a tutti gli articoli premium
- Guide operative, checklist e modulistica
- Newsletter settimanale su fiscalità internazionale
- Disdici quando vuoi — garanzia 14 giorni
Abbonamento annuale
- Accesso a tutti gli articoli premium
- Guide operative, checklist e modulistica
- Newsletter settimanale su fiscalità internazionale
- Disdici quando vuoi — garanzia 14 giorni
Sei già abbonato?