Cosa sono i BTp? Sai a cosa si riferisce questo acronimo? I BTp sono i ben noti titoli di stato, con tale acronimo infatti ci si riferisce ai buoni del tesoro poliennali. Vediamo cosa sono.

L’acronimo BTp è piuttosto comune e di frequente utilizzo. Quotidianamente, infatti, si può incappare in questa terminologia, ma sicuramente per molti questo è un concetto ancora oscuro.

Tuttavia, è sicuramente di grande utilità comprendere cosa esso sia e come viene quotidianamente impiegato. I BTp sono fattore di considerevole interesse, che incide sull’economia nazionale sotto molteplici punti di vista.

Passiamo ora ad una breve disamina.

BTP
BTp: cosa sono?

Breve introduzione ai BTp

I BTp sono stati introdotti nel lontano 1953 con la legge n. 941. Tuttavia, la loro prima emissione avviene diversi anni dopo nel 1974. Tramite D.M. fu prevista l’emissione di buoni del tesoro poliennali 7% di scadenza 1º aprile 1978 e per un importo totale di 324 miliardi di lire.

Il massimo tasso nominale si raggiunse nel 1981 con l’emissione del D.M. 16/6/1981 (pubblicato sulla G.U. n. 166 del 18/6/1981) di buoni del tesoro poliennali 18% di scadenza 1º luglio 1983 e per un importo totale di 2 mila miliardi di lire. Tale pratica è stata poi ripetuta nel corso degli anni successivi.

Cosa sono i BTp?

I BTp sono titoli obbligazionari a tasso fisso a medio-lungo termine.

La funzione di emissione è normalmente deputata al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Quest’ultimo interviene con appositi decreti, nei quali:

  • determina gli importi;
  • prevede i tagli, i quali devono essere almeno pari a 1.000 euro;
  • individua la durata, questi sono in genere pluriennali da 3, 5, 7, 10 e 30 anni;
  • stabilisce il livello delle cedole;
  • indica le modalità di assegnazione.

I BTp pagano una cedola semestrale fissa posticipata, determinata prima dell’emissione.

In ossequio alla prassi ormai diffusa negli scambi economici e finanziaria, i BTp come gli altri titoli di Stato e agli altri strumenti, sono negoziati in mercati regolamentati.

I BTp sono ad oggi oggetto di dematerializzazione e non sono dunque più emessi fisicamente ma solo contabilmente. E’ ormai caduta in desuetudine la pratica di emissione cartolare.

Quando vengono collocati sul mercato?

I BTp sono emessi e collocati circa ogni mese mediante asta marginale. A partire dal 1° gennaio 1994 il mercato primario dei titoli di Stato è precluso alle banche centrali dei Paesi membri dell’Unione Europea.

Ciò implica che le banche centrali non possono sottoscrivere titoli di Stato in fase di emissione, ma solo acquistarli successivamente sul mercato secondario. 

Come si acquistano i BTp?

I BTp possono essere acquistati in due momenti, sia al momento dell’emissione e successivamente.

L’acquisto avviene mediante asta. Tale procedura è preliminarmente anticipata dall’annuncio del Tesoro del quantitativo di BTp emessi.

Il prezzo dei titoli viene determinato sia in base all’offerte che alle domande pervenute durante le aste di emissione dei BTP.

L’asta non è aperta a tutti, infatti i risparmiatori non possono partecipare direttamente e in modo autonomo alle aste. Questi possono intervenire e presentare la propria istanza di acquisto attraverso gli intermediari autorizzati, che possono essere sia banche che imprese di investimento registrate presso la Banca d’Italia.

Questi presenteranno in sede di incanto gli ordini degli acquirenti in tempo utile. In asta i BTP possono essere sottoscritti per un valore nominale minimo di 1.000 euro o multipli di tale cifra.

Nel giorno successivo al collocamento, i BTp vengono ammessi nella borsa valori con una quotazione a corso secco. Ciò implica che il prezzo di acquisto stimato deve essere corretto. Infatti è necessario sommare alla quotazione il rateo della cedola, ossia la quota parte delle cedole future già maturate, ma non ancora pagate.

Ovviamente non dimenticare che in tale somma deve essere computata anche la commissione dovuta all’intermediario.

Acquisto su mercato secondario

Come poc’anzi accennato, l’acquisto dei BTp può avvenire anche successivamente alla emissione, sul c.d. mercato secondario.

Esistono infatti mercati regolamentati in cui vengono scambiati BTP già in circolazione. A tal proposito distinguiamo due mercati regolamentari:

  • Il MOT, cioè il c.d. Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato, che è il mercato secondario gestito da Borsa Italiana S.p.A.. In tale sede i risparmiatori possono comprare o vendere titoli di Stato e altre obbligazioni, con importo minimo pari a 1.000 euro. Anche in questo caso però i privati non possono accedere direttamente all’acquisto, ma è necessaria l’intervento dell’intermediario;
  • l’MTS è, invece il c.d. Mercato Telematico dei titoli di Stato, gruppo London Stock Exchange, in questo caso si potrà accedere all’acquisto con determinati intermediari autorizzati, eventualmente banche o imprese di investimento. In tale sede l’importo minimo negoziabile è pari a 2 milioni di euro.

Differenza con i BTp Italia

I Btp Italia sono dei titoli di stato indicizzati all’inflazione, il cui rendimento è dato dalle cedole semestrali al netto dell’incidenza del tassi di inflazione.

Questi sono stati introdotti sul mercato per la prima volta a marzo 2012 dal Governo Monti. Servono ad indurre i cittadini italiani ad acquistare parte del debito del proprio paese grazie ad un’offerta su misura. Questa verrà determinata considerando le esigenze di protezione dall’inflazione corrente.

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