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Bonus Tari 2026: sconto del 25% in arrivo, requisiti ISEE

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura
In sintesi

In arrivo il Bonus Tari 2026 con uno sconto automatico del 25% in bolletta. Scopri i limiti ISEE, i requisiti necessari per ottenere

A partire dal 2026, debutta operativamente il nuovo bonus sociale rifiuti, un’agevolazione attesa che si applicherà ai pagamenti a partire dal mese di luglio. La misura è pensata per sostenere i cittadini in condizioni di disagio economico, garantendo una riduzione sostanziale sulla tassa dei rifiuti.

Ecco tutto ciò che c’è da sapere sui requisiti necessari, i limiti ISEE e le modalità di erogazione dello sconto.

Cos’è il bonus tari e a chi spetta

Il bonus consiste in una riduzione del 25% sull’importo totale della Tari (o della tariffa corrispettiva). Ad esempio, su una tassa annuale di 200 euro, lo sconto applicato sarà di 50 euro, abbattendo l’importo da versare a 150 euro.

I criteri di accesso sono strettamente legati alla situazione economica del nucleo familiare e seguono le stesse logiche dei bonus sociali per acqua, luce e gas. I limiti ISEE previsti per accedere all’agevolazione sono i seguenti:

  • Fino a 9.796 euro per i nuclei familiari con un massimo di tre figli a carico;
  • Fino a 20.000 euro per le famiglie numerose, ovvero quelle con almeno quattro figli a carico;
  • È un requisito fondamentale che l’utenza Tari sia di tipo domestico e risulti intestata a un componente del nucleo familiare che ha provveduto alla presentazione dell’Isee.

Come ottenere lo sconto?

Una delle notizie migliori per i contribuenti è che non sarà necessario presentare alcuna domanda. Il meccanismo di riconoscimento del bonus è infatti completamente automatico.

Per attivare l’iter, è sufficiente presentare ogni anno la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) necessaria per il calcolo dell’Isee. Se l’attestazione prodotta rientra nelle soglie di reddito previste, lo sconto verrà applicato direttamente in bolletta grazie allo scambio di dati automatico tra Inps, Sii, Sgate e i gestori del servizio di smaltimento rifiuti.

Attenzione alle tempistiche: lo scarto di un anno

Esiste una particolarità fondamentale che differenzia il Bonus Tari dagli altri sconti in bolletta: l’agevolazione viene riconosciuta con un anno di ritardo rispetto al momento in cui si presenta la Dsu.

Questo slittamento è dovuto alla natura stessa della Tari, che generalmente si paga una volta all’anno (a differenza delle bollette energetiche mensili o bimestrali). I gestori del servizio, infatti, ricevono le liste definitive dei beneficiari solo dopo la chiusura della campagna Isee, completando gli elenchi entro il 30 giugno dell’anno successivo.

In termini pratici:

  • Lo sconto del 2026 spetta a chi ha ottenuto un’attestazione Isee sotto la soglia nel corso del 2025;
  • Chi presenta la Dsu nel 2026, dovrà attendere il 2027 per vedere applicato il proprio beneficio.

Regole, trasferimenti e debiti pregressi

Per evitare sorprese, è bene tenere a mente alcune regole pratiche che disciplinano l’erogazione del bonus:

  • Abitazione principale: Il bonus è valido esclusivamente per l’abitazione principale indicata all’interno della Dsu, anche nell’eventualità in cui il nucleo familiare sia titolare di più utenze Tari.
  • Debiti pregressi: Se il cittadino ha debiti arretrati relativi alla Tari, il gestore ha la facoltà di usare il bonus per compensare la morosità. Tuttavia, può farlo solo dopo aver inviato un sollecito formale che specifichi il debito residuo e l’intenzione di procedere con la compensazione.
  • Cambio di residenza: Chi cambia residenza ma rimane all’interno dello stesso Comune e servito dallo stesso gestore, non subirà alcuna interruzione nell’erogazione del bonus.
  • Trasferimento in altro Comune: Nel caso in cui ci si trasferisca in un Comune diverso, o si cambi gestore, il bonus non andrà perso ma verrà erogato al cittadino tramite un bonifico domiciliato.

Chi finanzia il Bonus Tari?

Per sostenere i costi di questa agevolazione, è stata introdotta una specifica voce in bolletta: la componente perequativa UR3. Questa componente, applicata a tutte le utenze Tari a partire dal 2025, comporta un addebito di 6 euro all’anno. I fondi raccolti sono destinati esclusivamente a finanziare il bonus sociale rifiuti per i nuclei familiari in difficoltà economica a partire dal 2026.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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