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Bonus genitori separati 2026, fino a 500 euro: come richiederlo

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura
In sintesi

In arrivo un nuovo sussidio per sostenere le madri e i padri separati o divorziati in difficoltà economica.

La Legge di Bilancio 2026 introduce una nuova e importante misura di welfare per supportare le famiglie che affrontano le conseguenze economiche della fine di un matrimonio
. Si tratta del nuovo bonus affitto destinato ai genitori separati o divorziati, uno strumento pensato per fornire liquidità immediata a chi si trova a dover sostenere le spese di un doppio alloggio.

La risorse stanziate ammontano a sessanta milioni di euro per il triennio 2026-2028. La platea, sempre secondo Salvini, è di quindicimila genitori separati da aiutare nel triennio. Possono beneficiarne sia i padri sia le madri.

Il testo della Manovra riporta che questo contributo è destinato a genitori separati o divorziati, ai quali non è stata assegnata l’abitazione familiare di proprietà e che abbiano uno o più figli a carico, fino al compimento dei 21 anni di età. A differenza delle tradizionali detrazioni fiscali Irpef, questa misura non si applica in sede di dichiarazione dei redditi, ma si configura come un vero e proprio trasferimento monetario diretto.

Bonus genitori separati

L’agevolazione è rivolta specificamente al “genitore non assegnatario”, ovvero a colui che, in seguito al provvedimento del giudice, perde la disponibilità materiale dell’immobile di proprietà in cui risiedeva la famiglia. Spesso si tratta del genitore (nella maggior parte dei casi il padre) costretto a lasciare la dimora pur restandone magari comproprietario o cointestatario del mutuo.

Per accedere ai fondi, è fondamentale soddisfare precisi parametri economici e giuridici. È indispensabile avere figli a carico fiscale di età non superiore ai 21 anni al momento della domanda. In assenza di prole dipendente, non si ha diritto al sussidio.

Occorre aver firmato un nuovo contratto di locazione, regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Servirà un’attestazione ISEE in corso di validità per certificare la reale condizione di bisogno ed escludere chi ha redditi superiori alle soglie che verranno definite.

È richiesto il regolare versamento dell’assegno di mantenimento (se disposto dal tribunale) e l’assenza totale di procedimenti penali ostativi.

L’attestazione ISEE in corso di validità costituisce la base per certificare la reale condizione di bisogno ed escludere i redditi superiori alle soglie ministeriali.

Oltre al limite patrimoniale, occorre soddisfare requisiti legali, la normativa individua esclusivamente coloro che perdono la disponibilità dell’immobile di proprietà in cui risiedeva la famiglia. Occorre, pertanto:

  • un provvedimento formale del giudice in merito alla separazione o al divorzio;
  • la decadenza effettiva dal diritto di abitazione nella dimora storica;
  • la firma di un nuovo contratto di locazione registrato all’Agenzia delle Entrate;
  • il regolare versamento dell’assegno di mantenimento, qualora disposto dal tribunale;
  • la totale assenza di procedimenti penali ostativi.

Vincolo dei figli a carico fino a 21 anni

Un ulteriore pilastro normativo è rappresentato dall’età anagrafica della prole. L’accesso al bonus per genitori separati con figli a carico fiscale si fonda su precisi parametri anagrafici che recepiscono l’evoluzione della giurisprudenza civile in materia di responsabilità genitoriale. Occorre:

  • il mancato superamento del ventunesimo anno di età della prole al momento della domanda;
  • la permanenza del requisito del carico fiscale;
  • la tutela del diritto allo studio superiore e al mantenimento fino alla piena indipendenza economica. 

In assenza di prole dipendente, il genitore uscente non acquisisce alcun diritto di accesso al fondo ministeriale.

Quando arriva e come prepararsi per la domanda

Attualmente la misura è legge, ma non è ancora possibile presentare domanda. Si è in attesa del decreto attuativo (emanato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’Economia), che definirà le modalità operative, la piattaforma da utilizzare (probabilmente tramite portale INPS) e la soglia ISEE definitiva.

Cosa puoi fare oggi per farti trovare pronto? Anche se la piattaforma non è ancora online, è consigliabile iniziare a raccogliere la documentazione necessaria:

  1. Richiedi l’ISEE 2026 aggiornato.
  2. Tieni a portata di mano la sentenza di separazione o divorzio.
  3. Assicurati di avere copia del contratto di affitto regolarmente registrato e le ricevute dei pagamenti.
  4. Verifica i documenti fiscali che attestino che i figli sono a tuo carico.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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