Come funziona il Bonus mobili 2020? Le regole da seguire per ottenere la detrazione del 50% per gli arredi ed elettrodomestici. I requisiti e le condizioni necessarie per beneficiare di questo sgravio fiscale.

La Legge di bilancio ha esteso anche per il 2020 la possibilità di fruire di sconti fiscali per gli arredi degli appartamenti, rientrante nel pacchetto lavori per recupero edilizio.

La misura è stata approvata per agevolare la realizzazione di lavori di ristrutturazione degli immobili.

Il bonus mobili ed elettrodomestici, consiste nella detrazione del 50% fino a 10.000 euro di spesa e continuerà ad essere legato ai lavori di ristrutturazione, restano invariate le regole su limiti, spese ammesse e modalità di accesso alla detrazione fiscale Irpef.

Il bonus mobili 2020 spetta solo per gli immobili nei quali sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione edilizia ammessi in detrazione fiscale.

Bonus mobili 2020

Per analizzare come funziona il bonus mobili 2020, in modo da poter programmare le spese da fare durante l’anno, è la guida dell’Agenzia delle Entrate.

Vi è, comunque, l’obbligo di comunicazione all’ENEA delle spese sostenute, adempimento necessario ma non vincolante per l’accesso al bonus mobili ed elettrodomestici.

Cos’è il bonus mobili 2020 e come funziona?

Il Bonus mobili 2020 consiste in una detrazione Irpef del 50% per le spese di acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia, avviati prima del 2020.

Il Bonus mobili 2020, riguarda tutte quelle parti che sono specificatamente attinenti alle opere da realizzare: ad esempio gli arredi per il bagno qualora si proceda alla ristrutturazione dello stesso.

Ma anche arredi, armadi, scaffalature, ecc., purché funzionali e attinenti ai lavori di ristrutturazione.

L’importo totale che è possibile portare in detrazione, comprensivo di prestazioni professionali, non può superare il tetto massimo di 10.000 euro per ogni proprietario.

In linea generale, il bonus mobili trova applicazione per gli acquisti sostenuti dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2020 ma, proprio in merito ai lavori di ristrutturazione, è necessario fornire alcuni chiarimenti.

Il meccanismo su cui si basa il bonus mobili 2020 è a scalare, ovvero:

  • Qualora i lavori siano iniziati dal 2019, sono agevolati gli acquisti eseguiti fino a fine 2020;
  • Qualora, i lavori siano iniziati dal 2018, rientrano gli acquisti effettuati fino a fine 2019;
  • Infine, se sono iniziati dal 2017, gli acquisti fino a fine 2018.

I contribuenti che hanno avviato un intervento edilizio entro il 31 dicembre 2018, pertanto, oggi sono tagliati fuori dal bonus mobili, ma potranno usufruire dell’agevolazione per gli interventi nuovi avviati da ora alla fine dell’anno.

I nuovi arredi o elettrodomestici per cui si vuole usufruire della detrazione, infatti, devono essere necessariamente acquistati dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione.

Bonus mobili 2020: ripartizione della detrazione

La detrazione IRPEF legata al Bonus mobili 2020 deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo.

L’importo massimo di ciascuna quota di detrazione annua, quindi, non può superare le 500 euro.

La detrazione spetta fino a concorrenza dell’IRPEF lorda. Pertanto, ove l’imposta lorda risulti insufficiente rispetto alla detrazione fruibile, la stessa per la differenza viene perduta (non è possibile andare a credito).

E’ importante, quindi, che il contribuente che si appresta a fruire di questo Bonus riesca ad avere traccia della propria capienza nell’IRPEF. Altrimenti il Bonus andrà perduto

Chi può beneficiare del Bonus mobili 2020?

Potrà beneficiare della detrazione del 50% per l’acquisto di arredi o elettrodomestici in immobili oggetto di ristrutturazioni dal 1° gennaio 2019. Avere iniziato i lavori di ristrutturazione prima dell’acquisto dei mobili e elettrodomestici è un requisito fondamentale per avere accesso alle detrazioni del bonus mobili 2020.

In linea generale, la detrazione è riconosciuta per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni).

La detrazione, da richiedere in dichiarazione dei redditi, dovrà essere ripartita tra gli aventi diritto e verrà riconosciuta in 10 quote annuali di pari importo ed è calcolata su un ammontare di spesa complessivo non superiore a 10.000 euro.

Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto al beneficio più volte.

L’importo massimo di 10.000 euro va, infatti, riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

Il bonus consiste essenzialmente nel recupero della metà della spesa sostenute che può essere portata in detrazione in dichiarazione dei redditi a partire dal 2021 e spalmabile in 10 rate annuali.

Se, ad esempio, vengono spesi 5.000 euro per rinnovare gli arredi, 2.500 potranno essere recuperati sotto forma di detrazioni Irpef a partire dal prossimo anno in 10 rate da 250 euro ciascuna fino al 2031.

I beneficiari della detrazione

L’agevolazione in commento spetta ai:

  • Proprietari degli immobili;
  • Titolari di diritti reali sugli immobili (uso, usufrutto, etc).

Deve trattarsi di soggetti titolari del diritto che abbiano sostenuto le relative spese. In generale possono fruire di questa agevolazione:

  • Proprietari o nudi proprietari;
  • Titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • Locatari o comodatari;
  • Soci di cooperative divise e indivise;
  • Soci delle società semplici;
  • Imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento. Questo purché tale soggetto sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.

Bonus mobili ed elettrodomestici 2020: spese ammesse in detrazione fiscale

L’importo massimo per il quale sono riconosciute le agevolazioni fiscali è di 10.000 euro di spesa, per i quali si avrà diritto alla detrazione Irpef del 50%.

Lo sconto fiscale spetta sia per l’acquisto di mobili nuovi che per l’acquisto di elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (per i forni classe A).

L’Agenzia delle Entrate ha fornito una lista degli acquisti di arredi ed elettrodomestici che danno diritto a beneficiare della detrazione del bonus mobili e di seguito riportiamo alcuni utili esempi:

  • Mobili e arredi: ad esempio letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione;
  • Elettrodomestici di di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni): ad esempio frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Quali acquisti non rientrano nel bonus mobili 2020?

Sono esclusi dal Bonus mobili 2020 gli acquisti di porte, pavimenti (piastrelle o parquet), tende e tendaggi.

Sono inoltre esclusi tutti quegli interventi che prevedono anche una riqualificazione a livello energetico dell’edificio.

Per quanto riguarda, l’installazione di pannelli solari, coperture volte all’isolamento termico o l’acquisto di pompe di calore ad esempio è possibile usufruire dell‘EcoBonus.

L’Agenzia delle Entrate, ha chiarito, a titolo esemplificativo che non rientrano tra i beni mobili agevolabili:

Beni mobili non agevolabili
Porte
Pavimentazioni
Tende e tendaggi
Altri complementi di arredo

Lavori di ristrutturazione

L’Agenzia delle Entrate ha più volte chiarito quali sono i lavori di ristrutturazione che danno diritto al bonus mobili.

Di seguito riproponiamo tutti i casi in cui è riconosciuta la detrazione Irpef del 50% per la spesa di acquisto di mobili ed elettrodomestici:

  • Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus;
  • Ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • Restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
  • Manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni del condominio.

In merito agli appartamenti privati si ricorda che non spetta il bonus mobili in caso di manutenzione ordinaria, come tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di sanitari o rifacimento di intonaci interni.

Esempi spese ammesse in detrazione

L’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di esempi pratici per le spese ammesse in detrazione per il bonus mobili 2020.

Le detrazione del 50% delle spese effettuate fino a un massimo di 10.000 euro spetta per l’acquisto di:

Mobili nuoviElettrodomestici nuovi
Letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione.
È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi.
Di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica.
L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo.
Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Detrazione fiscale in 10 rate di pari importo

Il bonus mobili 2020 può essere richiesto per un importo massimo di 10.000 euro di spesa. Le agevolazioni consistono in una detrazione del 50% del costo sostenuto, da ripartire in 10 rate di pari importo.

Per beneficiare dello sconto fiscale è necessario inserire le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Unico) e la detrazione verrà riconosciuta nella forma di rimborso fiscale Irpef.

L’indicazione delle spese in dichiarazione dei redditi è soltanto uno degli adempimenti previsti per la richiesta del bonus mobili.

Occorre effettuare i pagamenti esclusivamente nelle modalità idonee e, a partire dal 2018, bisognerà trasmettere la comunicazione ENEA per l’acquisto di elettrodomestici.

Bonus mobili 2020: come pagare le spese

Per poter beneficiare del bonus mobili 2020 è fondamentale eseguire i pagamenti nelle modalità indicate dall’Agenzia delle Entrate.

La detrazione sugli acquisti di mobili è riconosciuta per pagamenti con bonifico, carta di debito o carta di credito. Non danno diritto alle detrazioni gli acquisti pagati con assegni, contanti e altri mezzi di pagamento.

Qualora il pagamento sia stato disposto con bonifico bancario o postale, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.

Le medesime modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni.

In caso di pagamento con carte di credito o carte di debito la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente.

La detrazione del 50% è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento.

In questo caso, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.

Comunicazione ENEA

Dal 2018 la comunicazione all’ENEA è obbligatoria anche per le spese legate a lavori di ristrutturazioni che comportano un risparmio energetico e tra queste rientrano anche gli acquisti di elettrodomestici.

I dati delle spese sostenute dovranno essere trasmessi entro 90 giorni dal termine dei lavori, seguendo le istruzioni fornite per l’accesso alla detrazione per le ristrutturazioni edilizie.

Tuttavia, non tutti gli acquisti fanno sorgere in capo al contribuente l’obbligo di comunicazione. Le spese che devono essere oggetto di comunicazione all’ENEA sono, per l’acquisto di:

  • Forni;
  • Frigoriferi;
  • Lavastoviglie;
  • Piani cottura elettrici;
  • Lavasciuga;
  • Lavatrici.

La mancata comunicazione ENEA non inibisce l’accesso alla detrazione fiscale.

Bonus mobili ed elettrodomestici 2020: quali documenti devono essere conservati?

Così come è importante rispettare le modalità di pagamento indicate e gli adempimenti successivi, è altrettanto fondamentale la conservazione dei documenti ovvero:

  • La ricevuta del bonifico;
  • La ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • Documentazione di addebito sul conto corrente;
  • Le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

E’ la documentazione che sarà necessario esibire in caso di controlli successivi da parte dell’Agenzia delle Entrate e che serviranno, inoltre, per la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

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