Gli Assegni Familiari sono delle prestazioni sociali, erogate dall’INPS, a sostegno del reddito delle famiglie di lavoratori dipendenti, pensionati con una soglia di reddito inferiore a quella stabilita annualmente dall’INPS.

L’Assegno Familiare è quindi una sorta di bonus economico a sostegno del reddito della Famiglia.

Se sei un lavoratore dipendente, un pensionato, o un disoccupato e nella tua famiglia è presente un minore o un disabile, allora devi sapere che puoi avere diritto ad una misura a sostegno del reddito.

L’INPS annualmente stabilisce gli importi degli Assegni Familiari attraverso delle tabelle che suddividono componenti della famiglia e fasce di reddito.

La corresponsione dell’Assegno Familiare avviene con cadenza mensile su richiesta del lavoratore o del pensionato. In pratica l’assegno va ad aggiungersi alla retribuzione, alla pensione o al sussidio di disoccupazione (NASPI) percepito. Il tutto direttamente nella tua busta paga.

L’ultima importante novità sugli assegni al nucleo familiare riguarda la modalità di presentazione della domanda INPS. Anche per il 2020 è obbligatorio utilizzare la modalità telematica di richiesta.

Quindi, i beneficiari degli Assegni Familiari sono i nuclei familiari che presentano un reddito inferiore a quello stabilito dalla Legge.

Di seguito potete trovare tutte le informazioni utili per il calcolo degli Assegni Familiari.

Cominciamo!

Chi deve presentare la domanda per gli assegni familiari?

La prima cosa da sapere è che non tutti i soggetti possono avere il diritto di percepire gli Assegni Familiari.

L’Assegno per il nucleo familiare spetta soltanto ad alcune categorie di lavoratori.

Mi riferisco ai seguenti:

  • Lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato;
  • Pensionati (da lavoro dipendente);
  • Soggetti percettori di indennità di mobilità e disoccupazione (NASPI);
  • Lavoratori dipendenti del settore agricolo e ai coltivatori;
  • Lavoratori domestici;
  • Professionisti iscritti alla gestione separata (i professionisti iscritti a casse di previdenza autonome non ne hanno diritto);
  • Soggetti titolari di prestazioni previdenziali e ai lavoratori che versano in altre situazioni di pagamento diretto. Come i lavoratori dipendenti di società cessate o fallite, i lavoratori in malattia o in maternità.

Nel caso in cui un soggetto eserciti più attività lavorative, l’assegno familiare spetta soltanto il reddito da lavoro dipendente è almeno il 70% del reddito complessivo annuo della famiglia.

Gli assegni familiari sono una prestazione a sostegno del reddito che viene erogata ai cittadini in base alla composizione del nucleo familiare e ai redditi familiari.

Composizione del nucleo per gli assegni familiari

La composizione del nucleo familiare è di fondamentale importanza nel calcolo degli Assegni Familiari.

L’Assegno Familiare è calcolato, infatti, non sulla base della famiglia anagrafica, ma del nucleo fiscale. Con questo termine si intende indicare ogni familiare vivente a carico inserito in dichiarazione dei redditi.

E’ considerato familiare vivente “a carico” colui che abbia redditi personali mensili non superiori ad un determinato importo stabilito dalla legge e rivalutato annualmente.

Familiari per cui si può richiedere l’Assegno Familiare

I familiari per i quali possono essere richiesti gli assegni possono essere i seguenti:

  • Il richiedente lavoratore o il titolare della pensione;
  • Il coniuge che non sia legalmente ed effettivamente separato. Anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia (gli stranieri poligami nel loro paese possono includere nel proprio nucleo familiare solo una moglie);
  • I figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  • I figli ed equiparati maggiorenni inabili. Purché non coniugati, previa autorizzazione. Sono considerati inabili i soggetti che, per difetto fisico o mentale, si trovano nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a proficuo lavoro;
  • Figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti. Purché facenti parte di “nuclei numerosi”, cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni, previa autorizzazione;
  • I fratelli, le sorelle del richiedente e i nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili. Solo nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori, non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non siano coniugati, previa autorizzazione;
  • I nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni, viventi a carico dell’ascendente, previa autorizzazione.

Familiari per cui non si può richiedere gli assegni familiari

Al contrario, invece, non possono e non devono essere ricompresi nel nucleo familiare fiscale i seguenti soggetti:

  • Il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • Il coniuge che ha abbandonato la famiglia;
  • I figli affidati all’altro coniuge o all’ex coniuge;
  • I figli ed equiparati coniugati;
  • Genitori ed equiparati e gli altri ascendenti, i fratelli, le sorelle e i nipoti maggiorenni non inabili;
  • I figli ed equiparati maggiorenni, non inabili;
  • Il coniuge, i figli ed equiparati di cittadini stranieri che non abbiano la residenza in Italia, salvo esistano accordi bilaterali in materia.

Nucleo familiare fiscale per le tabelle assegni familiari

In pratica, ai fini della richiesta degli Assegni Familiari, non deve essere considerato il nucleo familiare anagrafico (quello risultante dallo stato di famiglia) ma unicamente il nucleo fiscale. Ovvero i familiari indicati in dichiarazione dei redditi.

 I soggetti sopra citati compongono il nucleo familiare anche se non convivono con il richiedente e non sono a carico del richiedente.

Se il richiedente è straniero, questi può includere nel nucleo familiare i familiari residenti in Italia.

È possibile includere anche i familiari che vivono all’estero solo se lo Stato in cui risiedono ha stipulato con l’Italia apposita convenzione. Sempre a condizione che essi non godano già di trattamenti di famiglia pagati da tale Stato.

Eventuali variazioni del nucleo devono essere comunicate dal lavoratore al soggetto tenuto a corrispondere l’assegno, entro 30 giorni dal loro verificarsi, per mezzo dell’apposita modulistica allegando uno stato di famiglia o dichiarazione sostitutiva.

L’INPS vigila ogni anno sul rispetto dei requisiti da parte dei soggetti che effettuano richiesta di Assegni per il nucleo Familiare (ANF).

Tabelle INPS assegni familiari

È possibile ricevere gli Assegni Familiari soltanto se il reddito familiare (ossia la somma dei redditi percepiti da ciascun membro del nucleo familiare) non superi determinate soglie indicate ogni anno dalla legge.

Il reddito familiare è costituito dal reddito della persona che presenta la richiesta e dal reddito degli altri componenti del nucleo familiare.

I redditi che vengono presi in considerazione sono quelli dell’anno precedente a quello della richiesta.

Si ricorda che l’erogazione dell’assegno si basa sull’anno solare, che va dal 1 luglio al 30 giugno successivo.

Redditi validi per il calcolo degli assegni familiari

I redditi da prendere in considerazione per la verifica del diritto a ricevere gli Assegni Familiari sono:

  • Gli stipendi di tutti i componenti della nucleo familiare;
  • Redditi di lavoro autonomo del nucleo familiare (per gli iscritti alla Gestione Separata INPS);
  • redditi fondiari derivanti da fabbricati e terreni;
  • Gli assegni periodici corrisposti dal coniuge separato o divorziato;
  • I redditi esenti da imposta;
  • I redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o imposta sostitutiva se complessivamente superiori a €. 1.032,91. Ad esempio gli  interessi dei depositi e dei c/c bancari e postali, interessi di CCT, BOT, i proventi delle polizze vita, vincite di concorsi a premi e scommesse.

Sono, invece redditi da escludere dal computo delle Tabelle per gli Assegni al nucleo Familiare i seguenti:

  • Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR);
  • Le rendite vitalizie erogate dall’INAIL;
  • Le pensioni di guerra;
  • Le pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  • Le indennità di accompagnamento;
  • Le indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali;
  • Gli indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • Gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti quello di erogazione;
  • Le indennità di trasferta;
  • L’assegno di mantenimento dei figli.

Lavoro autonomo e dipendente per il calcolo degli assegni familiari

L’Assegno Familiare spetta solo se il reddito complessivo della famiglia è costituito almeno per il 70% da redditi da lavoro dipendente e/o assimilati, da pensione o da altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente.

Il valore degli Assegni Familiari dipende principalmente da due variabili:

  • Dal reddito familiare (più è alto, più il valore degli assegni familiari si abbassa);
  • Dalla tipologia (ad esempio, figlio con una inabilità) e dal numero di persone che compongono il nucleo familiare. Più si è numerosi, più il valore degli assegni familiari cresce.

Assegni familiari 2020: tabelle INPS

Una volta individuati i soggetti del tuo nucleo familiare che possono beneficiare degli Assegni Familiari e una volta individuato il tuo reddito, non resta che andare a verificare le tabelle INPS.

Si tratta di Tabelle che l’INPS pubblica ogni anno, attraverso apposita circolare, nelle quali sono individuati gli importi spettanti per l’Assegno al nucleo familiare. Si tratta di tabelle che contengono importi che possono variare ogni anno in base all’indice ISTAT, basato sull’inflazione.

Composizione delle tabelle per gli assegni

In particolare, hanno diritto agli Assegni Familiari solo i dipendenti che appartengono a nuclei familiari con una composizione specifica indicata nelle seguenti Tabelle:

  • Tabella 11: nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili);
  • Tabella 12: nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili);
  • La Tabella 13: nuclei familiari composti solo da minori non inabili;
  • Tabella 14: nuclei con entrambi i genitori, senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile. Oppure con almeno un figlio minore e almeno un componente inabile;
  • Tabella 15: nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (e almeno un componente inabile), oppure senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile;
  • La Tabella 16: nuclei orfani con almeno un minore e almeno un inabile;
  • Tabella 19: riguarda i nuclei orfani con solo maggiorenni inabili;
  • Tabella 20 A: riguarda i nuclei con entrambi i coniugi e senza figli ed almeno un fratello, sorella o nipote inabile;
  • La Tabella 20 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli (e almeno un fratello, sorella o nipote inabile);
  • Tabella 21 A: nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote senza componenti inabili;
  • Tabella 21 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, senza componenti inabili;
  • La Tabella 21 C: nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote (almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile);
  • Tabella 21 D: nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, nei quali solo il richiedente è inabile.

Ammontare degli assegni familiari per il nucleo familiare

L’ammontare mensile degli assegni familiari spettanti varia a seconda della Tabella, del numero dei componenti del nucleo e del reddito del nucleo.

Nello specifico si devono prendere, per stabilire l’importo dell’Assegno Familiare spettante, le tabelle pubblicate annualmente dall’INPS.

Tabelle che hanno validità dal 1° luglio di un determinato anno al 30 giugno dell’anno successivo.

Una volta individuata la tabella di riferimento, è necessario individuare la fascia in cui si colloca il reddito del nucleo familiare, nella colonna che corrisponde al numero dei componenti della famiglia.

Solo a questo punto è possibile verificare qual è l’assegno corrispondente indicato dall’INPS.

Presentazione della domanda per la richiesta degli assegni familiari

A partire dallo 1° aprile scorso è in vigore la nuova modalità di presentazione della domanda telematica per la richiesta degli assegni familiari.

Per richiedere gli assegni familiari 2020 i lavoratori dipendenti non possono più consegnare il modulo cartaceo al datore di lavoro. La presentazione della domanda dovrà essere inviata esclusivamente in modalità telematica all’INPS.

La domanda all’INPS può essere effettuata facendo ricorso ad una delle seguenti modalità:

  • WEB, tramite il servizio on-line dedicato, accessibile dal sito www.inps.it, se in possesso di PIN dispositivo, di una identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2 o CNS (Carta Nazionale dei Servizi);
  • Intermediari o patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN.

Gli addetti: ai servizi domestici, gli operai agricoli dipendenti a tempo determinato, gli iscritti alla gestione separata INPS o i titolari di prestazioni previdenziali corrisposte dall’Istituto dovranno presentare domanda online attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, la domanda può essere presentata tramite:

  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • Intermediari, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

L’NPS, una volta ricevute le domande provvede a calcolare gli importi giornalieri degli assegni familiari e quelli mensili teoricamente riconosciuti in base:

  • Alla composizione del nucleo familiare;
  • Al reddito conseguito negli anni precedenti.

Erogazione degli assegni familiari

Gli assegni familiari vengono erogati direttamente dal datore di lavoro, per conto dell’INPS, per i lavoratori dipendenti, in occasione del pagamento della retribuzione.

In alternativa, è la stessa INPS nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore di ditte cessate o fallite, lavoratore iscritto alla gestione separata ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Le somme corrisposte variano di anno in anno in base al reddito familiare e alle tabelle che annualmente aggiornano gli importi della prestazione in considerazione anche della rivalutazione Istat.

Lavoratore full time e part time

Gli assegni familiari spettano ai lavoratori dipendenti in misura intera.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti con contratto a tempo parziale, gli assegni familiari spettano in misura intera qualora qualora abbiano lavorato 24 ore nella medesima settimana.

Qualora essi abbiano lavorato meno di 24 ore nella medesima settimana, spettano tanti assegni giornalieri quante sono le giornate lavorative effettivamente prestate ed indipendentemente dal numero di ore di lavoro effettuate in ciascuna giornata.

Presentazione degli assegni familiari in caso di imprese cessate o fallite

Per i lavoratori dipendenti di imprese cessate o fallite, la domanda per gli assegni familiari deve essere effettuata tramite il Mod. ANF/PREST e deve essere presentata:

  • Per via telematica all’INPS;
  • Tramite Intermediario o patronato.

Alla domanda di richiesta degli assegni familiari deve essere allegata un dichiarazione dell’impresa dalla quale risulti:

  • La data di cessazione dell’attività dell’impresa;
  • Il numero delle giornate effettivamente lavorate dal richiedente ed ogni elemento utile per determinare l’importo degli assegni familiari;
  • Versamento a favore del richiedente, per il periodo richiesto dei contributi;
  • Motivazioni della mancata erogazione degli assegni familiari;
  • Impegno dell’impresa a non provvedere al pagamento della prestazione successivamente alla presentazione della dichiarazione.

In caso di fallimento dell’impresa:

  • La dichiarazione del curatore fallimentare che attesti gli estremi del fallimento, il fallimento, l’esistenza del rapporto di lavoro;
  • Dichiarazione del lavoratore che attesti il mancato ricevimento dell’assegno familiare e l’impegno a non instaurare nel passivo fallimentare i crediti per la prestazione richiesta con pagamento diretto.

31 COMMENTI

  1. Dovete considerare il vostro reddito complessivo che deriva dalle vostre dichiarazioni dei redditi. Il quadro RN è quello di riferimento, al rigo “reddito per agevolazioni fiscali”.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here