Quali sono le modalità di tassazione di un artista italiano che esegue una prestazione all’estero? Con quale modalità sono tassati in Italia i redditi di artisti esteri che hanno svolto la loro attività in Italia?

In questo articolo cercherò di fornire una risposta chiara a queste domande, legate ai criteri di collegamento per la tassazione dei redditi degli artisti. La tassazione di redditi di fonte estera, infatti, presuppone sempre un’analisi più complessa della situazione.

In questi casi, infatti, si deve sempre prendere in considerazione sia la normativa tributaria nazionale dello Stato ove il reddito è stato prodotto (cd Stato della fonte), ma anche la normativa tributario dello Stato di residenza fiscale dell’artista. In questi casi, sovente, si vengono a creare delle situazioni di doppia imposizione del reddito, che devono essere risolte facendo ricorso a quanto disposto dall’eventuale Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra i due stati coinvolti.

Questa situazione si complica ulteriormente quando si parla di attività svolta da parte di artisti. Infatti, oltre ai consueti passaggi da seguire per la determinazione dei criteri di territorialità in caso di redditi di fonte estera occorre stabilire se e quando si parla di attività artistica.

Tassazione degli artisti

Attraverso questo contributo, sicuramente non esaustivo, andrò a delineare in modo quanto più schematico possibile come individuare la tassazione degli artisti che eseguono prestazioni in un Paese diverso da quello residenza fiscale.

Tanto per fare un esempio pratico, un caso per il quale recentemente ci è stato chiesto un quesito è quello riguardante un artista italiano (cantante e musicista) che si è esibito in un teatro a Berlino. Il compenso percepito deve essere soggetto ad imposizione in Italia oppure in Germania? Scopriamolo insieme attraverso la lettura di questo articolo.

Chi sono gli artisti?

Non è mai semplice da una definizione di artista. L’arte è qualcosa di astratto e di forme artistiche ne possiamo trovare moltissime, per questo racchiudere tutto dentro una definizione potrebbe non aiutarci. Questo, soprattutto se pensiamo che il concetto di “arte” sia applicabile anche in ambito tributario.

Secondo Wikipedia l’artista può essere così definito:

[…] l’artista è una persona che esprime la sua personalità attraverso un mezzo che può essere un’arte figurativa o performativa […] In un senso più stretto si definisce artista un creatore di opere dotate di valore estetico nei campi della cosiddetta cultura alta, come la pittura, la musica, l’architettura, il disegno, la moda, la scrittura, la scultura, la danza, la regia (cinematografica, teatrale e televisiva), la fotografia, la recitazione.

Wikipedia “artista”

In ambito tributario non troviamo una definizione univoca di artista.

Il concetto di artista per la normativa tributaria italiana

Nel nostro sistema tributario troviamo unicamente l’identificazione di artista all’interno del comma 1, dell’art. 53, del DPR. n. 917/86 (TUIR). Questa disposizione fa rientrare nei redditi da lavoro autonomo anche quelli prodotti attraverso l’esercizio di arti e professioni.

In base a questa definizione non è possibile delineare con certezza quali attività possano definirsi “artistiche“. Per questo motivo possono rientrare nella categoria degli artisti, in modo generico, tutti i professionisti che operano nell’ambito delle arti figurative.

Per questo motivo qualsiasi attività svolta che rientri nell’esercizio di un’arte figurativa rientra nella definizione dell’art. 53 del TUIR.

Il concetto di artista per la normativa convenzionale

Ritroviamo il concetto di artista anche all’interno della normativa convenzionale, nel Modello OCSE di convenzione contro le doppie imposizioni. In questo caso, tuttavia, la definizione che vi troviamo si discosta da quella nazionale.

All’interno di questo modello la tassazione dei redditi degli artisti e degli sportivi è regolata da uno specifico articolo. Mi riferisco all’articolo 17 del modello, che secondo il suo commentario ricomprende, ad esempio, nella categoria degli artisti:

  • Attori teatrali o cinematografici;
  • Presentatori televisivi;
  • Cantanti e musicisti in genere;
  • Fotografi e pittori.

Artisti e criteri di tassazione dei redditi esteri

Vediamo, a questo punto quali sono i passaggi da seguire per determinare la territorialità per la tassazione dei redditi degli artisti svolti all’estero.

Residenza fiscale

La prima cosa da fare quando siamo di fronte a situazioni riguardanti la tassazione di redditi percepiti all’estero, è quella, prima di tutto, di andare a verificare se il soggetto che li ha percepiti è considerato fiscalmente residente in Italia, ai sensi di quanto disposto dalla normativa nazionale, contenuta nell’articolo 2 del DPR n. 917/86.

Tale articolo prevede che un soggetto è considerato fiscalmente residente quando, per la maggior parte del periodo di imposta ha mantenuto in Italia il domicilio o la residenza, ai fini civilistici. Una volta verificato questo aspetto (per maggiori approfondimenti vi rimando a questo nostro contributo “La residenza fiscale delle persone fisiche“), è necessario andare ad analizzare quale Stato ha la potestà impositiva sul reddito percepito all’estero.

Potestà impositiva

La potestà impositiva è delineata preliminarmente dalla normativa interna e, successivamente, dal disposto convenzionale. In base all’articolo 3, comma 1, del DPR n. 917/86 i soggetti residenti sono tassati  in Italia per tutti i loro redditi, ovunque percepiti (“worldwide taxation“), mentre i soggetti non residenti sono tassati esclusivamente sui redditi prodotti nel territorio dello Stato. L’elenco di tali redditi è contenuto nell’articolo 23 del DPR n. 917/86. Sulla base di questo articolo, si considerano prodotti in Italia:

  • I redditi di lavoro autonomo derivanti da attività esercitate nel territorio dello Stato (articolo 23, comma 1, lettera d) del DPR n. 917/86);
  • I redditi di collaborazione coordinata e continuativa corrisposti da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni italiane di soggetti non residenti (articolo 23, comma 2, lettera b) del DPR n. 917/86).

Capire la corretta potestà impositiva è fondamentale per arrivare a determinare la tassazione del reddito estero, percepito dall’artista italiano, delineato nel nostro esempio di partenza. Non vi sono dubbi, in questo caso, che la potestà impositiva sul reddito estero percepito dall’artista sia nel suo Stato di residenza (Italia). Vediamo adesso cosa di dice il disposto convenzionale.

La tassazione degli artisti secondo la normativa nazionale

La normativa tributaria nazionale ricomprende l’attività artistica guardando non tanto alla tipologia di attività esercitata, quanto alla modalità con cui essa si concretizza. Questo significa che il reddito di un artista segue le regole del:

  • Reddito da lavoro dipendente, se esiste un contratto di lavoro subordinato con il committente della prestazione
  • Reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, se non esiste un vincolo di subordinazione ma la prestazione non è resa con abitualità e professionalità;
  • Oppure nel reddito di lavoro autonomo, se l’attività artistica è resa con abitualità e professionalità. 

Sulla base di queste considerazioni possiamo dire che il reddito di un artista legato ad una casa discografica con reddito da lavoro dipendente, debba seguire le regole di tassazione del lavoro dipendente. Questo anche se la sua attività rientra nella definizione di “artista“.

Per questo motivo occorre seguire le regole di determinazione del reddito previste dalle norme di volta in volta applicabili in relazione alla tipologia contrattuale di riferimento.

Quindi, occorre verificare quali siano i criteri di collegamento della categoria reddituale interessata dall’attività dell’artista. Il reddito è imponibile in Italia, sicuramente, se la prestazione lavorativa dell’artista rientra nell’ambito del lavoro dipendente e del lavoro autonomo, ex art. 23, comma 1, del TUIR. Inoltre, si deve tenere presente che vi sono due casi di presunzione legale, che portano la tassazione in Italia i redditi corrisposti da soggetti residenti o stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. Si tratta, in particolare:

  • Dei redditi derivanti da collaborazioni coordinate e continuative (ex comma 2, lett. b) dell’art. 23 del TUIR);
  • Dei redditi percepiti da imprese, società ed enti non residenti per prestazioni artistiche svolte per loro conto in Italia (ex comma 2, lett. d) dell’art. 23 del TUIR).

La tassazione degli artisti secondo la disciplina convenzionale

I redditi percepiti dagli artisti sono disciplinati dall’articolo 17 del Modello di Convenzione Ocse contro le doppie imposizioni. Le convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia si ispirano a tale Modello.

Il Commentario Ocse, del modello di convenzione contro le doppie imposizioni, all’articolo 17 evidenzia come non sia possibile fornire una definizione precisa di artista: si propongono, come esempi, l’attore cinematografico, l’attore di teatro, il musicista ossia tutte le prestazioni nelle quali è presente un elemento di “intrattenimento” del pubblico.

Diversamente, non rientrano in tale categoria degli artisti, gli “speaker” in una conferenza, i registi e coloro che svolgono un’attività di supporto come, per esempio, il “cameraman” di un film.

Per quanto riguarda la potestà impositiva, il paragrafo 1 dell’articolo 17 stabilisce che il reddito percepito da un artista di teatro, del cinema, della radio o della televisione o un musicista, per la sua attività personale esercitata in un altro Stato, può essere assoggettato a tassazione in questo altro Stato (stato di percezione del reddito).

Il criterio di collegamento per gli artisti nel modello OCSE

In base a quanto abbiamo potuto analizzare sino ad ora possiamo riassumere che l’artista che percepisce redditi per una prestazione effettuata all’estero è assoggettato a tassazione sia nel Paese di esecuzione dell’opera o della prestazione (nel nostro caso in Germania), sia nel Paese di residenza fiscale (nel nostro caso l’Italia). Nell’articolo 17 del modello OCSE, infatti, manca, l’avverbio “soltanto” (può essere tassato soltanto in questo altro Stato) che determina la potestà impositiva esclusiva di uno Stato contraente.

Questo significa che, per l’artista, potrebbe venirsi a creare una situazione di doppia tassazione, nello Stato della fonte ed in quello di residenza fiscale. Tale doppia tassazione può essere eliminata, a seconda dei casi, attraverso l’applicazione di un criterio di esenzione o di un credito per imposte estere.

Differenza dei criteri di tassazione del lavoro autonomo

A differenza degli altri lavoratori autonomi, le cui modalità di tassazione, sono definiti dall’articolo 5 del modello di Convenzione, la tassazione dell’artista, presenta alcune particolarità. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, essi possono essere assoggettati a tassazione nello Stato in cui erogano il servizio, soltanto se, in detto Stato, è presente una sede fissa stabile della loro attività (stabile organizzazione). Altrimenti, il loro reddito percepito all’estero si rende tassabile solo nel loro Paese di residenza fiscale.

Per quanto riguarda gli artisti, invece, è stata prevista una particolare modalità di tassazione: la tassazione dei redditi dell’artista, infatti, può avvenire in uno Stato per il solo fatto che la prestazione è ivi resa. Questo, a prescindere dalla sussistenza di una stabile organizzazione. Quindi, per riprendere il nostro esempio iniziale e fornire una risposta, possiamo dire che i redditi percepiti in Germania da parte di un artista italiano si rendono tassabili in Germania, ma anche in Italia.

Il diverso trattamento  fiscale degli artisti, rispetto alla generalità del lavoro autonomo, si giustifica con l’esigenza di assoggettare a tassazione, nello Stato in cui si manifestano, prestazioni artistiche che per la loro intrinseca natura permettono di conseguire notevoli redditi in un arco temporale molto ristretto.

Tassazione territoriale degli artisti

Al fine di evitare situazioni di doppia tassazione di uno stesso reddito la Convenzione OCSE ha deciso di applicare una tassazione del reddito dell’artista che effettua prestazioni estere sulla base del requisito territoriale, ovvero la potestà impositiva sul reddito è dello Stato ove materialmente si svolge la prestazione artistica.

Questo meccanismo, al pari del credito di imposta, permette di evitare la doppia tassazione del reddito e permette anche di evitare situazioni di possibile evasione fiscale.

Infatti, in assenza di una previsione specifica come quella contenuta nell’articolo 17 della Convenzione, un artista di successo potrebbe risiedere in uno Stato a fiscalità privilegiata ed esibirsi occasionalmente in Stati esteri usufruendo della non tassazione in ragione della ridotta permanenza.

Gli aspetti legati alla tassazione delle cd “Star Company” 

Accanto alla disciplina legata ai criteri di tassazione dei redditi degli artisti, molto spesso, nella prassi ci si trova di fronte a redditi percepiti da società che assumo l’artista per farlo “lavorare

Prendiamo, ad esempio, il caso di un attore straniero che partecipa ad un evento in Italia senza disporre nel nostro Paese di una stabile organizzazione. Come detto, in base all’articolo 17 della Convenzione, il compenso percepito può essere tassato in Italia. E’ il caso di sottolineare come l’espressione “può essere tassato” debba essere intesa nel senso che la Convenzione ammette la potestà impositiva del nostro Paese.

Al fine di eludere le disposizioni convenzionali illustrate, l’artista potrebbe costituire una società estera (c.d. “star company“) che assume l’artista incaricandolo di esibirsi in vari Paesi esteri. Mancando la stabile organizzazione nei Paesi esteri della star company, il compenso percepito dalla società non potrebbe essere tassato negli altri Paesi, ma esclusivamente nel Paese di residenza della stessa.

La possibile posizione di abuso

Andando più in dettaglio, l’artista dell’esempio potrebbe essere assunto da una società residente negli USA. L’artista si esibisce in vari Paesi ma, tuttavia, poiché la società del USA non ha una stabile organizzazione in tali altri Stati, tali compensi saranno tassati solo negli USA dove l’imposizione è molto più favorevole. Questo, in quanto in molti Stati USA la tassazione per i redditi percepiti in Paesi esteri è molto favorevole.

Al fine di prevenire questa possibile manovra elusiva, il paragrafo 2 dell’articolo 17 della Convenzione OCSE stabilisce che quando il reddito derivante dalle attività svolte dall’artista sono imputate ad un altro soggetto, la star company, i redditi possono comunque essere tassati nello stato in cui è erogata la prestazione.

Dello stesso tenore, come abbiamo visto, anche l’art. 23, comma 2, lett d) del TUIR. Questa disposizione prevede tassazione in Italia anche nel caso in cui l’artista venga pagato da una società estera, nel caso in cui i compensi risultino imponibili in Italia, seguendo le disposizioni previste nel caso in cui l’artista operasse in modo indipendente.

Artisti e diritto di autore

Un’altra casistica particolare legata alla tassazione dei redditi degli artisti in ambito internazionale è quella legata al diritto di autore. In questo caso l’artista che percepisce royalty legate al diritto di autore deve prendere a riferimento le disposizioni previste dall’art. 12 del modello OCSE di convenzione contro le doppie imposizioni.

Tale disposizione prevede che i canoni provenienti da uno Stato contraente e pagati all’effettivo beneficiario residente nell’altro Stato contraente sono imponibili soltanto in detto altro Stato. Con il termine “canoni” si designa i compensi di qualsiasi natura ricevuti per l’uso o la concessione in uso di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, ivi comprese le pellicole cinematografiche, brevetti, marchi, disegni o modelli, progetti, formule o processi segreti, o per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico.

La presenza dell’avverbio “soltanto” nell’art. 12 del modello OCSE prevede una clausola di esclusività in ragione della quale il canone corrisposto per lo sfruttamento economico dell’opera deve essere assoggettato a tassazione esclusivamente nel Paese di residenza dell’autore.

Pertanto, il canone percepito da un autore residente in Italia percepito da un ente estero deve essere tassato esclusivamente in Italia. Per contro, il canone che l’autore non residente in Italia percepisce da un soggetto italiano o da una stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente, non sarebbe imponibile in Italia (nonostante il disposto dell’art. 23 del TUIR), ma solo ed esclusivamente nel Paese di residenza dell’autore.

Ritenute sui redditi prodotti da non residenti e non imponibili in Italia: aspetti operativi

Nel caso in cui, per effetto di disposizioni convenzionali il reddito percepito da
un soggetto non residente debba considerarsi non tassabile in Italia, il sostituto d’imposta, sotto la propria responsabilità e previa acquisizione della documentazione che attesti l’esistenza delle condizioni richieste dalla disposizione sovranazionale, potrà astenersi dall’operare la ritenuta in uscita. Ritenuta prevista dalla convenzione applicabile nel caso specifico.

Tuttavia, l’Amministrazione finanziaria afferma che l’applicazione diretta delle disposizioni convenzionali che esentano dall’effettuazione delle ritenute, non costituisce un obbligo giuridico ma, invece, una mera facoltà per il sostituto d’imposta. Per questo motivo, il sostituto ha la possibilità comunque applicare la ritenuta a titolo d’imposta nonostante la richiesta del soggetto non residente di beneficiare del più favorevole regime convenzionale (in tal caso il soggetto può ottenere, ovviamente, il rimborso delle ritenute subite).

La tassazione delle prestazioni estere degli artisti: consulenza

Se hai letto questo articolo molto probabilmente sei interessato a conoscere in maniera approfondita le modalità di tassazione dei compensi percepiti da artisti residenti in Italia che svolgono prestazioni all’estero. Oppure, vuoi conoscere l’eventuale tassazione italiana applicabile ai redditi di artisti residenti all’estero.

Se hai bisogno di una consulenza più approfondita legata ad un tuo caso personale, contattami attraverso l’apposito servizio di consulenza online. Potrai ricevere una consulenza dettagliata sulla tassazione dei redditi esteri.

Commenti:
Considerata l’elevata quantità di commenti che ci arrivano ogni giorno è opportuno effettuare alcune precisazioni. Saranno pubblicati soltanto commenti che arricchiscono il testo dell’articolo con particolari situazioni, utili anche per altri lettori. Per l’analisi di situazioni personali, l’unico modo per ottenere risposta è attraverso il servizio di consulenza fiscale.

Avviso importante:
Fiscomania.com ha raccolto, con ragionevole cura, le informazioni contenute in questo sito, ma non si assume alcuna responsabilità per eventuale applicazione di queste disposizioni senza l’ausilio di consulente fiscale preparato.

6 COMMENTI

  1. Buongiorno sono un musicista e dovrei aprire la partita iva, svolgerò la mia attività all’estero per meno di 183 giorni all’anno. i miei redditi sarannò tassati in Italia? Posso inquadrarmi nel regime forfettario delle nuove attività produttive?

    Grazie in anticipo.

  2. Salve Lorenzo, operando con partita Iva italiana, i redditi saranno tassati in Italia. Per capire se può operare con il regime forfettario è necessario verificare i requisiti di accesso al regime.

  3. Salve, vorrei sapere se un cantante lirico residente in Svizzera ma cittadino italiano, volesse rientrare in
    Italia a vivere ha delle agevolazioni secondo l’ultimo decreto crescita e anche se puo’ avere agevolazioni per sanare le vecchie pendenze con l’agen delle Entrate.

  4. Salve Alex, rispettando alcuni requisiti vi è la possibilità di avere importanti agevolazioni se rientra in Italia. Se vuole possiamo parlarne in privato. Per quanto riguarda le pendenze con l’Agenzia delle Entrate, anche in questo caso valutando la situazione è possibile valutare se e come intervenire.

  5. Buongiorno, io sono un musicista, ed ho in previsione un contratto di lavoro alle dipendenze di una compagnia di crociere americana, ma con sede fiscale credo alle bahamas, per un periodo di circa 5 mesi. Come sarò inquadrato fiscalmente in italia? devo pagare le tasse del mio compenso? Grazie!

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