agevolazioni assunzioni

La recente crisi economica ha reso particolarmente avvertita l’esigenza di adottare degli strumenti che consentano di agevolare l’assunzione dei lavoratori. A tal proposito, invero, sono molteplici gli istituti che nel tempo sono stati introdotto dal legislatore per far fronte alle esigenze dei datori di lavori e, al contempo, favoriscano l’occupazione.

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In tal senso, è recentemente intervenuta la legge di Bilancio 2021, proprio allo scopo di garantire una maggiore facoltà di intervento e di sostegno alle imprese, già in forte difficoltà a causa delle chiusure dettate dall’emergenza sanitaria.

Il legislatore ha, dunque, introdotto agevolazioni per l’assunzione di lavoratori giovani e donne, ossia per le fasce che maggiormente hanno risentito della crisi economica. A tal proposito ricordiamo:

  • agevolazione assunzioni under 30;
  • agevolazione assunzioni under 36;
  • e agevolazione assunzioni donne lavoratrici.

Vediamo insieme tutti i dettagli circa il regime delle agevolazioni in questione.

Agevolazioni assunzioni under 30


Le principali novità in tema di agevolazioni per le assunzioni concernono i lavoratori più giovani. A tal proposito ricordiamo che i datori di lavoro privati possono beneficiare dei relativi incentivi se assumono giovani con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con qualifica di operai, impiegati o quadri. In uno di questi casi potranno usufruire di uno sgravio contributivo fino a un massimo di 3.000 euro l’anno.

L’incentivo rappresenta una misura di tipo strutturale, ovvero senza scadenze temporali. Ciò significa che tale incentivo sarà sempre a disposizione dei datori di lavoro. Affinché si possa accedere allo stesso è necessario che il lavoratore assunto:

  •  abbiano compiuto i 30 anni di età;
  • non siano mai stati occupati a tempo indeterminato presso il medesimo o altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa. 

I datori di lavoro potranno beneficiare dell’agevolazione alle assunzioni solo se non abbiano effettuato  :

  • licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo
  • licenziamenti collettivi;

con riferimento alla stessa unità produttiva, ove si procede all’assunzione

Alternanza scuola lavoro

Non di rado i datori di lavoro procedono all’assunzione dei ragazzi che hanno partecipato al programma “alternanza scuola lavoro”. Con ciò si intende una modalità didattica innovativa, che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti. La funzione del programma è quella di accrescere la formazione degli alunni, oltre ad orientarne il percorso di studio e indirizzarli sul futuro lavorativo, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi.

Dunque, non di rado dopo il periodo di formazione, gli alunni degli istituti scolastici sono assunti da parte delle imprese presso le quali hanno collaborato. L’assunzione, in questo caso, deve riguardare un giovane che nei 6 mesi precedenti ha svolto presso lo stesso datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato per:

  • la qualifica il diploma professionale;
  • diploma di istruzione secondaria superiore;
  • certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.

In uno di questi casi, l’esonero è elevato nella misura del 100% dei contributi previdenziali dovuti, per 36 mesi dalla data di assunzione e sempre nel limite di 3.000 euro su base annua.

Agevolazione assunzioni under 36

La recente situazione emergenziale, conseguente la pandemia da Covid-19, ha indotto il legislatore ad introdurre nuove forma di agevolazione per le assunzione. A tal proposito ci riferimento all’incentivo per l’assunzione dei lavoratori under 36.

Lo strumento in questione è stato uno dei punti fondamentali del pacchetto di agevolazioni previste per incentivare l’occupazione. Il bonus per le assunzioni di giovani sotto i 36 anni si sostanzia in uno sgravio integrale sui contributi dovuti dai datori di lavoro che:

  • assumono a tempo indeterminato
  • trasformano in indeterminato i rapporti a termine.

L’esenzione può essere assicurata per un massimo di 36 mesi (48 mesi per le regioni del Mezzogiorno) e per un valore non superiore a 6.000 euro annui.

Il bonus non spetta ai datori di lavoro che nei sei mesi precedenti l’assunzione o anche nei nove mesi successivi alla stessa, abbiano proceduto:

  • a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo;
  • licenziamenti collettivi, ai sensi della legge 23 luglio 1991, n. 223.

nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

L’agevolazione sulle assunzione degli under 36 può essere concessa a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore, compresi i datori di lavoro del settore agricolo.

Tuttavia, come evidenziato anche di recente mediante circolare dell’INPS, non spetta ai datori di lavoro appartenenti:

  • alla pubblica Amministrazione;
  • alle imprese del settore finanziario.

Rapporti di lavoro incentivati

Non tutti i rapporti di lavoro potranno essere incentivanti mediante bonus under 36. A tal proposito facciamo alcune precisazioni. Possono essere agevolate le assunzioni volte alla costituzione di rapporti di lavoro incentivati per i quali è previsto l’esonero contributivo al 100 per cento per 3 o 4 anni sono:

  • le nuove assunzioni a tempo indeterminato;
  • le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.

Non possono invece accedere all’agevolazione per le assunzioni under 36 i seguenti rapporti di lavoro:

  • rapporti di apprendistato;
  • contratti di lavoro domestico;
  • contratto di lavoro intermittente o a chiamata;
  • rapporto di lavoro a tempo indeterminato di personale con qualifica dirigenziale;
  • prestazioni di lavoro occasionale.

Agevolazione assunzioni lavoratrici donne

Una serie di misure, inoltre, sono state introdotte al fine di agevolare l’assunzioni di lavoratrici donne, in specie con riferimento al biennio 2021-2022.

A tal proposito, la legge di bilancio 2021 riconosce l’esonero dei contributi alle aziende che assumono donne nel biennio 2021-2022 nella misura del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di 6mila euro annui. L’esonero è concesso per un periodo pari a 18 mesi se il rapporto di lavoro:

  • è instaurato a tempo indeterminato
  • è effettuata una stabilizzazione di un contratto a tempo determinato.

La riduzione contributiva è riconosciuta a condizione che si tratti di:

  • donne lavoratrici over 50 disoccupate da oltre 12 mesi;
  • donne prive di un lavoro regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, se residenti in Regioni ammissibili al finanziamento nell’ambito dei Fondi strutturali o, in alternativa, assunte per una professione o in un settore economico caratterizzato da una forte disparità occupazionale di genere (decreto interministeriale n. 234 del 16 ottobre 2020);
  • nonché donne prive di un lavoro regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti.

Agevolazioni assunzioni Disoccupati in NASPI e Reddito di cittadinanza

Le aziende che assumono a tempo pieno e indeterminato i lavoratori beneficiari dell’indennità di disoccupazione NASPI, hanno diritto ad uno sgravio calcolato in misura pari al 20% del sussidio che sarebbe spettato al neo-assunto se fosse rimasto privo di lavoro.

Ugualmente, le aziende che assumono lavoratori beneficiari di reddito di cittadinanza e l’assunzione avviene a tempo pieno e indeterminato compreso il contratto di apprendistato, il datore di lavoro beneficia di un esonero contributivo, nel limite dell’importo mensile del Reddito di cittadinanza percepito dal lavoratore e comunque non superiore a 780 euro mensili e non inferiore a cinque mensilità.

La durata dell’esonero sarà pari alla differenza tra 18 mensilità e le mensilità già godute del Reddito di cittadinanza.

Contratto di rioccupazione

Il contratto di rioccupazione è una misura introdotta recentemente per contrastare la crisi economica che ha avuto luogo dallo scoppio della pandemia, e in particolare va a sostenere il mercato del lavoro. Il contratto di rioccupazione consiste in una nuova possibilità per le aziende di ricevere sgravi particolari assumendo nuovo personale.

L’art. 41 del decreto Sostegni bis, ha introdotto il contratto di rioccupazione avente lo scopo di incentivare l’inserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori in stato di disoccupazione nella fase di ripresa delle attività dopo l’emergenza epidemiologica Covid-19 e attribuisce al datore di lavoro il diritto a beneficiare dell’esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali, esclusi i premi e contributi INAIL. Possono accedere al beneficio i datori di lavoro privati, ad esclusione del settore agricolo e del lavoro domestico, che abbiano effettuato nuove assunzioni nel periodo tra il 1° luglio e il 31 ottobre 2021.

Lo sgravio spetta per le assunzioni effettuate dal 1° luglio 2021 al 31 ottobre 2021 a mezzo del cosiddetto contratto di rioccupazione a tempo indeterminato.

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