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Testo unico imposta di registro: cosa cambierà?

2 min di lettura
In sintesi

La proposta di testo unico, messa in consultazione dal Governo a marzo 2024, si basa sul coordinamento della normativa vigente con gli

Cambierà il Testo Unico Registro (TUR) e includerà anche la disciplina di imposta di bollo, Ivafe, imposta di bollo su criptovlute e le altre imposte indirette. Il Consiglio dei Ministri ha, infatti, approvato in via preliminare il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di imposta di registro e altri tributi indiretti. Il provvedimento rientra nell’ambito dei decreti attuativi della riforma fiscale.

Il Testo Unico sull’Imposta di Registro riunisce al suo interno tutte le norme fiscali vigenti in materia, con quelle sull’imposta ipotecaria e catastale, sulle successioni e donazioni, di bollo, tributi indiretti diversi dall’IVA.

Testo unico sull’imposta di registro

La proposta di testo unico, messa in consultazione dal Governo a marzo 2024, si basa sul coordinamento della normativa vigente con gli interventi che si sono effettuati da modificazioni apportate da leggi successive e la proposta di abrogazione delle disposizioni da ritenersi superate.

I testi unici dovranno essere approvati entro il termine fissato al 31 dicembre 2025.

Dopo che sarà approvato il testo unico sull’imposta di registro, ora si darà spazio ad una norma per un nuovo rinvio della sugar tax, sono attesi anche interventi in materia di IrpefIres e fiscalità internazionale. Inoltre, potrebbe essere introdotta una novità in merito ad un taglio dell’Iva sulle opere artistiche. A dichiararlo è stato il ministro dell’economia, Maurizio Leo, ospite al festival di Trento sull’economia.

Come cambierà?

Il nuovo Testo Unico, diviso in 6 parti, regola una serie di tributi indiretti quali:

Riduzione aliquota IRPEF dal 35% al 33%

Tra gli interventi che il Governo c’è anche la riduzione delle aliquote Irpef per il ceto medio. I contribuenti con un reddito tra i 28 mila e i 50 mila euro sono sempre più poveri e a tal fine il governo ha intenzione di ridurre l’aliquota dal 35% al 33%.

Il vice ministro Leo ha dichiarato nell’intervista che l’obiettivo è quello di adottare un modello semplificato che si baserebbe su due aliquote: una del 23% applicata a redditi fino a 28.000 euro e un’unica aliquota del 33% per tutti i redditi superiori. Tuttavia, al momento l’unica strada attuabile nel breve termine è quella di ridurre l’aliquota IRPEF dal 35% al 33%.

Rottamazione quinquies

Per quanto riguarda la pace fiscale, si parla di una potenziale attuazione entro l’estate, secondo quanto dichiarato dal vice premier Matteo Salvini. Vi rientreranno tutti i debiti affidati all’ADER dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Si potrà pagare solo il capitale iscritto a ruolo, le spese di notifica e di esecuzione, più l’eventuale interesse di dilazione al 2% se si opta per la rateazione, che potranno essere fino ad un massimo di 120 rate mensili (10 anni) con la possibilità di non pagare fino ad otto rate senza decadenza, offrendo anche un margine di tolleranza superiore alle edizioni precedenti.

Andrea Baldini

Laurea in Economia Aziendale nel 2014 presso l'Università degli Studi di Firenze. Collabora stabilmente nella redazione di Fiscomania nel ambito fiscale. Appassionato da sempre di Start-up, ha il sogno di diventare business angel per il momento opera come consulente azienda nel mondo delle Start up. andreabaldini@fiscomania.com

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