Con il D.L. 89/2026 (Decreto Accise quater), il Governo ha ufficialmente prorogato al 20 luglio 2026 il termine per il pagamento di saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026 per i titolari di partita IVA soggetti agli ISA, i contribuenti in regime forfettario e i soci di soggetti trasparenti. Chi sceglie di pagare tra il 21 luglio e il 20 agosto applica una maggiorazione dello 0,80%. Le scadenze ordinarie del 30 giugno restano valide per i contribuenti non rientranti nel perimetro del decreto.
Con il D.L. 89/2026 (Decreto Accise quater), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026 ed entrato in vigore il giorno successivo, il Governo ha ufficialmente prorogato al 20 luglio 2026 il termine per il pagamento di saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026 per i titolari di partita IVA soggetti agli ISA, i contribuenti in regime forfettario e i soci di soggetti trasparenti. Chi sceglie di pagare tra il 21 luglio e il 20 agosto applica una maggiorazione dello 0,80%, novità rispetto agli anni precedenti in cui la proroga era completamente gratuita. Le scadenze ordinarie del 30 giugno restano valide per i contribuenti non rientranti nel perimetro del decreto.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Norma di riferimento | Art. 6, D.L. 22 maggio 2026, n. 89 (G.U. n. 117 del 22 maggio 2026) |
| Scadenza ordinaria | 30 giugno 2026 |
| Nuova scadenza prorogata | 20 luglio 2026 Senza maggiorazione |
| Scadenza con maggiorazione | 20 agosto 2026 Maggiorazione 0,80% |
| Soggetti ammessi | Titolari di partita IVA soggetti agli ISA (ricavi/compensi fino a € 5.164.569) · Contribuenti in regime forfettario · Contribuenti in regime di vantaggio · Soci di soggetti trasparenti (artt. 5, 115 e 116 TUIR) |
| Soggetti esclusi | Lavoratori dipendenti · Pensionati · Contribuenti non rientranti nel perimetro ISA |
| Versamenti coperti | Saldo IRPEF/IRES/IRAP 2025 · Primo acconto 2026 · IVA (se rateizzata o differita a giugno) |
| Versamenti esclusi | IVA annuale 2025 con scadenza 16 marzo (salvo rateizzazione) · Pagamenti con scadenze autonome |
| Novità rispetto agli anni precedenti | La maggiorazione per il rinvio ulteriore passa da 0,40% a 0,80% Prima volta |
| CPB 2026-2027 | Termine adesione prorogato al 31 ottobre 2026 (effettivo: 2 novembre). Integrato nel modello Redditi 2026 |

Perché i versamenti slittano al 20 luglio
Il D.L. 89/2026 è stato adottato il 22 maggio 2026 con effetto immediato e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 117 dello stesso giorno. L’art. 6 differisce al 20 luglio 2026, senza alcuna maggiorazione, i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, dell’IRAP e dell’IVA che ordinariamente scadono entro il 30 giugno 2026.
La ragione tecnica del rinvio risiede nel rilascio tardivo del software per il calcolo degli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) e per l’adesione al concordato preventivo biennale, da parte dell’Agenzia delle Entrate, reso disponibile soltanto il 13 maggio 2026. Senza i dati ISA elaborati, i professionisti non possono calcolare correttamente saldo e acconti per i propri clienti entro la scadenza ordinaria del 30 giugno. La misura era stata caldeggiata dalle principali associazioni di categoria, Confartigianato, CNA, Confcommercio e Confesercenti, e risponde a un’esigenza ormai strutturale del calendario fiscale italiano.
Chi rientra nella proroga
La platea dei beneficiari è ampia ma definita con precisione dal decreto. Rientrano nella proroga:
- i titolari di partita IVA che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA, con ricavi o compensi non superiori a 5.164.569 euro, indipendentemente dal fatto che gli ISA siano concretamente applicati o che ricorrano cause di esclusione;
- i contribuenti in regime forfettario e in regime di vantaggio;
- i soci di società di persone, di SRL trasparenti e di associazioni professionali che rientrano nei parametri ISA.
Restano invece esclusi dalla proroga i lavoratori dipendenti, i pensionati e tutti i contribuenti che non rientrano nel perimetro ISA o assimilati, per i quali la scadenza ordinaria del 30 giugno rimane invariata, con la possibilità di versare entro i successivi 30 giorni applicando la maggiorazione standard dello 0,40%.
Il nuovo calendario dei versamenti
Per la prima volta, chi versa entro il 30° giorno successivo al 20 luglio 2026 deve applicare una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo. Negli anni scorsi la proroga era completamente gratuita. Chi paga entro il 20 luglio non subisce alcuna maggiorazione.
Ogni anno vediamo decine di situazioni in cui il rinvio al mese di agosto si trasforma in un problema operativo: il contribuente parte in ferie convinto di aver tempo, rientra il 18 agosto e si accorge di non avere liquidità immediata per versare entro il 20. Con la maggiorazione che quest’anno raddoppia allo 0,80%, il costo dell’errore è più alto del solito. C’è però un caso in cui il rinvio ad agosto ha senso: chi rateizza le imposte e ha la prima rata al 20 luglio può scegliere di slittare tutto al 20 agosto pagando la maggiorazione solo sulla prima rata, le successive seguono automaticamente. In quel caso il costo aggiuntivo è limitato e la diluzione del carico su agosto-settembre-ottobre può valere la spesa. Per tutti gli altri, il 20 luglio è la data da segnare.
Il calendario operativo per i soggetti ammessi è quindi il seguente: entro il 20 luglio 2026 è possibile versare saldo IRPEF 2025 e primo acconto 2026 senza alcun costo aggiuntivo; entro il 20 agosto 2026 è possibile versare con la maggiorazione dello 0,80%; chi rateizza le imposte può avvalersi delle stesse finestre temporali per la prima rata, con le rate successive che slittano di conseguenza.
| Scadenza | Chi riguarda | Cosa si versa | Maggiorazione |
|---|---|---|---|
| Soggetti ISA · Forfettari · Regime di vantaggio · Soci trasparenti | |||
| 30 giugno 2026 | ISA, forfettari — pagamento anticipato volontario | Saldo IRPEF/IRES/IRAP 2025 · Primo acconto 2026 | Nessuna |
| 20 luglio 2026 | ISA, forfettari — termine prorogato | Saldo IRPEF/IRES/IRAP 2025 · Primo acconto 2026 · IVA (se differita) | Nessuna |
| 20 agosto 2026 | ISA, forfettari — rinvio ulteriore oneroso | Stessi versamenti del 20 luglio | +0,80% |
| Soggetti esclusi dalla proroga (dipendenti, pensionati, fuori perimetro ISA) | |||
| 30 giugno 2026 | Dipendenti · Pensionati · Non ISA | Saldo IRPEF 2025 · Primo acconto 2026 | Nessuna |
| 30 luglio 2026 | Dipendenti · Pensionati · Non ISA — rinvio ordinario | Stessi versamenti del 30 giugno | +0,40% |
| Scadenze comuni — tutti i contribuenti | |||
| 16 giugno 2026 | Tutti i proprietari di immobili | Acconto IMU 2026 | Nessuna |
| 30 giugno 2026 | Tutti i contribuenti | Dichiarazione IMU · Adempimenti IVA trimestrali | Nessuna |
| 8 giugno 2026 | Aderenti rottamazione quater in regola | 12ª rata (11ª zone alluvionate · 4ª riammessi L. 15/2025) | Decadenza se non pagata |
| 2 novembre 2026 | Partite IVA soggette ISA | Adesione CPB 2026-2027 (integrata nel modello Redditi) | Prorogata da settembre |
| 30 novembre 2026 | Tutti i contribuenti | Secondo acconto IRPEF/IRES/IRAP 2026 | Nessuna |
Conviene pagare il 20 luglio o il 20 agosto?
La risposta dipende dalla liquidità disponibile, ma il costo del rinvio è calcolabile con precisione. La maggiorazione dello 0,80% si applica sull’intero importo versato entro il 20 agosto, non su una quota parziale. Ecco cosa significa concretamente:
| Importo da versare | Costo maggiorazione 0,80% | Costo maggiorazione 0,40% (anni scorsi) | Differenza |
|---|---|---|---|
| € 5.000 | € 40 | € 20 | +€ 20 |
| € 20.000 | € 160 | € 80 | +€ 80 |
| € 50.000 | € 400 | € 200 | +€ 200 |
| € 100.000 | € 800 | € 400 | +€ 400 |
Per importi contenuti il costo è gestibile. Per professionisti e imprenditori con carichi fiscali elevati, il rinvio ad agosto ha un prezzo che vale la pena confrontare con il costo di un eventuale utilizzo del fido bancario o di una rateizzazione alternativa.

Le novità sul Concordato Preventivo Biennale
Il D.L. 89/2026 e il contestuale Decreto Fiscale in conversione introducono modifiche rilevanti anche sul fronte del Concordato Preventivo Biennale 2026-2027. Il termine per aderire alla proposta passa dal 30 settembre al 31 ottobre 2026, effettivamente al 2 novembre, poiché il 31 ottobre cade di sabato. La scadenza viene così allineata a quella per la presentazione del modello Redditi 2026, eliminando la necessità di trasmettere un modello separato per comunicare l’adesione.
Sul fronte dell’attrattività del concordato, viene introdotto un doppio limite sul reddito proposto: non potrà superare il 35% del dichiarato per i contribuenti con punteggio ISA tra 1 e 6, e il 30% per chi ha un punteggio tra 6 e 8, un meccanismo pensato per ampliare le adesioni anche tra i soggetti con bassa affidabilità fiscale.
Domande frequenti
Sì. Storicamente le scadenze contributive vengono allineate a quelle fiscali anche in assenza di un esplicito riferimento normativo nel decreto. I contributi IVS per artigiani e commercianti, così come i contributi soggettivi e integrativi delle Casse professionali, slittano anch’essi al 20 luglio 2026.
No. Il decreto precisa espressamente che non si fa luogo al rimborso di quanto già versato. La proroga produce effetti solo per chi non ha ancora effettuato il pagamento alla data di entrata in vigore del decreto.
Si applica sull’intero importo versato entro il 20 agosto, non su una quota parziale. È quindi un costo da valutare attentamente rispetto alla liquidità disponibile: per importi elevati, la maggiorazione può essere significativa.
Sì. I contribuenti in regime forfettario rientrano nel perimetro della proroga indipendentemente dall’applicazione degli ISA, in quanto espressamente inclusi dall’art. 6 del D.L. 89/2026.