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Rottamazione quinquies per tributi locali: cosa cambia dal 2026?

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
1 min di lettura
Saranno gli Enti locali a poter decidere in autonomia sulla sanatoria per IMU, TARI, multe e tributi locali. La Legge di Bilancio 2026 introduce la Rottamazione quinquies per le cartelle esattoriali fino al 2023 che riguardano debiti tributati e previdenziali emersi dalle dichiarazioni fiscali ed i Comuni hanno la possibilità di concedere anche una sanatoria sui tributi locali come IMU e TARI.

A partire dal 1° gennaio 2026 saranno direttamente le Regioni, le Province, le Città metropolitane e i Comuni a poter introdurre in autonomia opzioni di rottamazione dei tributi locali, anche con l’esclusione o la riduzione degli interessi o delle sanzioni.

Per conoscere tutte le sanatorie in vigore, occorrerà controllare le singole disposizioni in vigore a livello comunale. Ogni Ente Locale, avrà anche la facoltà di prevedere forme di definizione agevolata anche se sono già in corso procedure di accertamento o controversie attribuite alla giurisdizione tributaria.

Rottamazione tributi locali

Con la novità prevista gli enti locali avranno la possibilità di prevedere definizioni agevolate a livello territoriale riguardanti le proprie entrate, pertanto si parla di debiti per rette scolastiche, Imu, Tari ecc.. Non si potrà intervenire sull’IRAP.

L’ente locale può introdurre autonomamente tipologie di definizione agevolata che prevedono l’esclusione o la riduzione degli interessi o anche delle sanzioni. Nel caso si decida di azzerare sia interessi che sanzioni si tratterebbe di una rottamazione a livello locale anche senza che sia prevista anche a livello nazionale.

Saranno, gli Enti Locali a poter decidere i tempi entro cui bisogna pagare per poter beneficiare dello sconto. Potranno scegliere questa modalità di riscossione agevolata soltanto gli enti locali con i bilanci in ordine.

Sono escluse dal campo di applicazione le addizionali comunali e regionali all’Irpef perché, anche se sono stabilite annualmente dagli amministratori locali, sono comunque una maggiorazione dell’Irpef.

Sconti e agevolazioni per i contribuenti più meritevoli

Potrebbe essere previsto anche uno sconto per i contribuenti che addebitano Imu e Tari sul proprio conto corrente. Una prima ipotesi quantifica lo sconto a un massimo del 5%. In questo modo l’ente locale si garantisce l’entrata del tributo in tempi molto stretti e concede al cittadino uno sconto sul dovuto.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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