Il Governo punta ad alzare la soglia del regime forfettario a 100.000 euro nella prossima Legge di Bilancio. Scopri cosa cambia per le
Il MEF riapre il dossier sull’innalzamento del tetto di ricavi per le Partite IVA forfettarie. Ecco cosa prevede l’ipotesi della Legge di Bilancio, chi rientrerebbe nella flat tax al 15% e quali sono gli ostacoli normativi legati all’Unione Europea.
Il dibattito sulla futura Legge di Bilancio riaccende i riflettori sul Regime Forfettario e sull’ipotesi di ampliare la platea dei beneficiari portando la soglia massima di ricavi e compensi dagli attuali 85.000 euro a 100.000 euro.
La proposta, rilanciata dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dai vertici del MEF, mira a estendere la tassazione sostitutiva del 15% (o del 5% per le startup) a un numero ancora maggiore di professionisti e ditte individuali. Tuttavia, la misura deve fare i conti con precisi vincoli comunitari ed esigenze di copertura finanziaria.

I Punti Chiave della Proposta
| Aspetto | Configurazione Attuale | Ipotesi in Discussione |
| Soglia Ricavi/Compensi | 85.000 € | 100.000 € |
| Aliquota Sostitutiva | 15% (5% nuove attività) | Invariata (15% / 5%) |
| Regime IVA | Franchezza IVA (Esonero) | Nodo UE da rinegoziare |
| Limite Spese Personale | 20.000 € lordi | In fase di valutazione |
Soglia a 100.000 Euro: Cosa Cambierebbe per le Partite IVA
L’innalzamento del limite permetterebbe ai contribuenti che fatturano tra gli 85.000 e i 100.000 euro di rimanere nel regime agevolato anziché transitare obbligatoriamente nel regime ordinario IRPEF. Permane l’esonero dall’applicazione dell’IVA e dalle ritenute d’acconto e l’applicazione dell’imposta sostitutiva al 15% sul reddito imponibile (calcolato tramite il coefficiente di redditività), evitando gli scaglioni progressivi IRPEF e le addizionali locali con la riduzione dei costi legati alla gestione della contabilità ordinaria.
Il Nodo Europeo: L’Ostacolo della Direttiva IVA
Il passaggio a 100.000 euro non rappresenta al momento una misura acquisita, poiché il principale freno è di natura normativa ed europea.
Il vincolo comunitario: La Direttiva UE 2020/285 (che modifica la direttiva 2006/112/CE) fissa a 85.000 euro la soglia massima nazionale per la franchigia IVA destinata alle piccole imprese.
Poiché nel modello italiano l’imposta sostitutiva sul reddito e l’esonero dall’IVA sono strettamente integrati nello stesso regime forfettario, alzare la soglia nazionale senza una deroga o una revisione degli accordi con Bruxelles risulterebbe incompatibile con il diritto dell’Unione. Il Ministero ha definito il limite europeo un tema da ridiscutere in sede comunitaria, ma i tempi tecnici restano stretti.
Le Altre Misure Fiscali allo Studio per la Manovra
Oltre al cantiere aperto sul regime forfettario, la discussione sulla politica fiscale comprende altre ipotesi agevolative:
- Incentivi sugli aumenti salariali ai giovani: proposta di tassazione agevolata (una sorta di flat tax o aliquota ridotta al 5%) applicabile agli incrementi retributivi dei giovani lavoratori, concordata con le imprese.
- Pensioni e flessibilità: valutazioni per estendere l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni nel sistema contributivo/misto.
- Tregua fiscale e bonus: riapertura dei termini per la rottamazione-quater e riproposizione di incentivi mirati per consumi ed energia.
Tempistiche
L’iter della Manovra si svolgerà secondo scadenze ben precise:
- 22 Settembre: Pubblicazione dei dati Istat su PIL e indebitamento netto, necessari per definire i margini finanziari dell’intervento.
- Entro Ottobre: Presentazione del disegno di Legge di Bilancio da parte del Governo.
- Entro il 31 Dicembre: Esame parlamentare e approvazione definitiva della legge.
Solo con la pubblicazione del testo ufficiale della Manovra si comprenderà se l’ipotesi dei 100.000 euro per il regime forfettario si tradurrà in una norma operativa o se l’attuale tetto degli 85.000 euro verrà confermato.