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Premi di produttività: tassazione all’1% con la Legge di bilancio

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura
Nella manovra di bilancio sarà previsto un pacchetto lavoro investimento stimato di circa 2,5 miliardi di euro. L’aliquota dell’imposta sostitutiva che si applica ai premi di produttività arriverà all’1%.

La bozza del Disegno di Legge di Bilancio 2026 prevede alcune novità circa le regole di tassazione previste dalla Legge di stabilità del 2016 per i premi di produttività.

In particolare, ai bonus erogati ai dipendenti, in relazione agli obiettivi raggiunti, si applica una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali, che l’attuale Governo ha portato dal 10 al 5% già con la prima Manovra di bilancio 2023, nei limiti di 3.000 euro lordi. Con la manovra 2026 si porterà l’aliquota fino all’1% e verrà esteso il limite di applicazione dell’aliquota agevolata a 5.000 euro.

L’agevolazione è riservata a coloro che hanno un reddito da lavoro fino a 80.000 euro, la soglia deve essere verificata rispetto all’anno precedente all’erogazione.

Detassazione premi di produttività

La tassazione agevolata dei premi di produttività ad oggi fissata al 5% sarà ridotta all’1%. Questo incentivo troverà applicazione alle somme erogate ai dipendenti fino a 5.000 euro, al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla legge. Questa soglia rappresenta un innalzamento rispetto al limite attuale di 3.000 euro.

La progressiva diminuzione dell’aliquota per i premi di produttività (scesa dal 10% al 5% e che ora arriverà all’1% dal 2026) ha dimostrato la sua capacità di promuovere la diffusione di questo strumento contrattuale.

Secondo i del Ministero del Lavoro i lavoratori beneficiari del premio di risultato per contratti di produttività attivi sono 4.748.914. Di questi, 3.507.117 sono coperti da contratti aziendali, mentre 1.241.797 sono inclusi in accordi territoriali. Il valore annuo medio del premio si attesta a 1.600 euro, con una distinzione significativa tra i 1.805 euro medi riferiti ai contratti aziendali e i 797 euro medi degli accordi territoriali.

Aliquota agevolata per aumenti contrattuali

La manovra di bilancio interviene anche per i redditi fino a 28.000 euro che rappresentano la fascia non interessata dalle riduzioni Irpef. Per questi lavoratori, sarà applicata un’aliquota agevolata del 5% sulla porzione di incremento retributivo derivante dai rinnovi contrattuali che avverranno nel 2025 e nel 2026.

Verrà prevista anche una tassazione agevolata al 15% su specifiche indennità e maggiorazioni. Questa aliquota sarà applicata a:

  • Maggiorazioni e le indennità per il lavoro notturno;
  • Lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale, come definiti dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (Ccnl);
  • Indennità di turno e gli ulteriori emolumenti collegati al lavoro a turni, anch’essi stabiliti dalla contrattazione.

Questo incentivo fiscale sarà applicabile entro un limite massimo di 1.500 euro l’anno e andrà a beneficio dei lavoratori con un reddito nel 2025 fino a 40.000 euro.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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