monetizzazione ferie non godute

Parliamo oggi di monetizzazione delle ferie non godute, in relazione alle normative italiane. Abbiamo visto che, con l’avvicinarsi dell’estate, molte aziende mettono a disposizione dei propri dipendenti un periodo di ferie estive, che viene determinato dall’accumulo durante l’anno dei giorni feriali direttamente in busta paga.

Per legge ogni lavoratore dipendente ha diritto a ricevere un periodo di ferie retribuito, di almeno quattro settimane all’anno, in base a specifici contratti stabiliti con le aziende.

Esistono dei particolari casi in cui è possibile accedere a un periodo di ferie anche se queste non sono state maturate, come abbiamo visto nel dettaglio in questo articolo.

Tuttavia c’è anche una ulteriore possibilità, ma rimane comunque applicata nella minore delle ipotesi: si tratta della monetizzazione delle ferie non godute. Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono le regole della legge italiana intorno a questo particolare argomento, nello specifico vediamo come è possibile per il lavoratore dipendente ricevere un compenso o un’indennità in sostituzione al periodo di ferie.


Come vengono stabilite le ferie

Bisogna fare prima di tutto una premessa, che riguarda le ferie per lavoratori dipendenti. Mentre per chi lavora in autonomo, c’è maggiore flessibilità sulle ferie, per chi lavora come dipendente di un’azienda o di un’attività, sarà il datore di lavoro a decidere quando sarà possibile accedere al periodo di ferie.

Generalmente questo periodo prevede la fruizione di almeno quattro settimane, durante l’estate oppure nel periodo invernale, in concomitanza con il periodo natalizio. Secondo il contratto collettivo nazionale infatti i lavoratori dipendenti accumulano il diritto di accedere alle ferie durante i mesi lavorati. Questo significa che nella busta paga ogni mese il lavoratore accumula circa 2 giornate di ferie, individuate intorno ad un numero di ore corrispondente a 14,44.

Tuttavia ci sono delle particolari eccezioni, per cui l’azienda può decidere di mandare in ferie forzate il proprio dipendente, nel momento in cui quest’ultimo si trova a dover recuperare dei periodi non goduti, oppure per particolari necessità di riorganizzazione dell’attività dell’azienda.

La monetizzazione delle ferie non godute avviene raramente, perché in linea generale il pagamento è accettato dalla legge unicamente in particolari casi. Generalmente quindi è vietato applicare una monetizzazione delle ferie non godute sui dipendenti, ad eccezione di particolari casi.

Accesso alle ferie: un diritto del lavoratore dipendente

La monetizzazione delle ferie non godute è generalmente vietata, non è una procedura consentita dalla normativa italiana. Questo si applica anche nel caso in cui il lavoratore dipendente abbia maturato molti giorni di ferie che di fatto non sono stati goduti. Va ricordato che è un diritto imprescindibile del lavoratore poter accedere a un periodo di ferie di almeno quattro settimane durante l’anno.

La legge prevede particolari eccezioni nel momento in cui il dipendente non ha ancora maturato abbastanza ferie, ma l’azienda può tuttavia decidere di applicare le ferie in determinati periodi. In questo caso il lavoratore dovrà recuperare le ferie prese in anticipo tramite il lavoro dei mesi successivi. 

Sulla monetizzazione delle ferie non godute si è parlato in diverse occasioni e sentenze, ed è stabilito che il periodo minimo delle quattro settimane su cui viene decisa l’applicazione delle ferie non può essere sostituito da una monetizzazione delle ferie stesse, a meno che non vi sia una risoluzione del contratto. Nel momento in cui viene cessato un contratto di lavoro, le ferie non godute che sono rimaste vengono pagate tramite una indennità sostitutiva.

Tuttavia neanche questa regola può essere generalizzata universalmente, perché ci sono dei casi in cui l’azienda può omettere il pagamento dell’indennità sostitutiva. Può accadere per esempio nel momento in cui il dipendente non abbia fruito delle ferie nonostante fosse stato messo a condizione di farlo.

Monetizzazione delle ferie non godute: quando è possibile

Ci sono quindi delle particolari situazioni in cui è possibile procedere ad una monetizzazione delle ferie non godute. Si tratta di tutti quei casi, sia per i contratti a tempo determinato che a tempo indeterminato, in cui il lavoratore presenta delle ferie non godute al momento dello scioglimento del contratto di lavoro:

  • Nel caso di contratto tempo determinato, e quando il contratto prevede una linea temporale minore di un anno, il lavoratore può decidere di non andare in ferie, chiedendo l’indennità al momento della scadenza del contratto;
  • Nel caso di contratto a tempo indeterminato e di scioglimento del contratto, è prevista un’indennità per le ferie accumulate durante il lavoro.

Inoltre è stabilito che quando un contratto collettivo nazionale prevede un periodo di ferie che supera le quattro settimane canoniche stabilite per legge, il dipendente può chiedere su questi periodi aggiuntivi non goduti un’indennità sostitutiva.

Risulta importante valutare qual è il contratto collettivo nazionale di riferimento, per accertarsi della quantità di ferie a cui lo specifico lavoratore dipendente ha diritto. Per i lavoratori autonomi invece il problema non si pone, perché le ferie sono stabilite autonomamente, in base all’effettivo carico di lavoro e al periodo di riferimento.

Ferie non godute: si possono perdere?

Un’altra domanda che spesso viene posta dai lavoratori dipendenti riguarda la scadenza delle ferie non godute, o l’eventualità di perderle oltre ad un certo limite di tempo. Generalmente è raro perdere le proprie ferie arretrate e maturate in busta paga, perché si possono ricevere sotto forma di indennità, che verrà corrisposta al termine del rapporto di lavoro.

Tuttavia se le ferie maturate dal lavoratore dipendente non vengono fruite entro 18 mesi, rispetto all’anno in cui vengono effettivamente maturate, in ogni caso verranno applicati i contributi INPS, perché va ricordato che le ferie sono generalmente retribuite.

Tuttavia è possibile, se sono state maturate a sufficienza, godere delle ferie ancora non fruite, anche successivamente ai 18 mesi. Per esempio durante i mesi di pandemia molte aziende hanno deciso di far recuperare periodi di ferie non goduti ai propri dipendenti.

Generalmente è difficile perdere del tutto le ferie maturate, anche se non sono state godute. Sia che si tratti di una indennità presentata a fine rapporto lavorativo, sia che venga poi applicato il periodo di ferie successivamente, è raro che il lavoratore dipendente si trovi in una situazione in cui perde del tutto le ferie maturate.

La monetizzazione delle ferie non godute tuttavia non si può concretizzare in un pagamento fine a sé stesso. L’azienda quindi non può procedere al pagamento di una somma in denaro diretta a compensare l’avvenuta mancanza dell’applicazione delle ferie. Si può unicamente procedere garantendo un’indennità al termine del contratto lavorativo, o proponendo uno slittamento temporale delle ferie, in modo da farle recuperare al dipendente in un momento successivo.

L’azienda può obbligare il dipendente a fruire delle ferie

Anche se la monetizzazione delle ferie non godute non è legalmente consentita, tuttavia l’azienda può in qualche modo imporre la fruizione delle ferie ai propri dipendenti subordinati nel momento in cui questi le abbiano accumulate ma mai utilizzate.

Per esempio un’azienda potrebbe decidere di offrire dei periodi di ferie ai dipendenti che hanno lavorato per un numero di ore superiori a causa degli straordinari, oppure consentire l’accesso a un periodo maggiorato di ferie, nel caso in cui siano state accumulate, se il dipendente ha rinunciato ad alcuni giorni di ferie per continuare a lavorare.

Su questo punto la legislazione è flessibile, in quanto le ferie sono un diritto dei lavoratori irrinunciabile, e le aziende possono essere penalizzate o sanzionate nel caso in cui non garantiscano l’accesso al periodo minimo per la sospensione del lavoro del dipendente durante l’anno.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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